La situazione di Mauro Icardi all'Inter si trova in un vero e proprio vicolo cieco, caratterizzato da un recupero fisico che stenta a concretizzarsi e da un futuro incerto che aleggia sul calciomercato. L'attaccante argentino non sarà della partita nemmeno per la trasferta contro la Fiorentina, confermando un momento di stallo che preoccupa sia il club che il giocatore stesso.
Icardi ha recentemente sostenuto una risonanza magnetica al ginocchio destro. L'esito dell'esame non ha evidenziato variazioni rispetto alla condizione riscontrata a luglio, periodo in cui il giocatore ha continuato a scendere in campo. Nonostante gli esami non mostrino peggioramenti, il club nerazzurro ha deciso di tutelarsi sotto ogni punto di vista.
Il dottor Volpi ha confrontato la risonanza effettuata ieri con quella di luglio, non riscontrando alcun peggioramento. Tuttavia, nel momento in cui Icardi dichiara di avvertire dolore, l'Inter non può certo forzarlo a giocare. Di conseguenza, il club sta adottando una strategia di tutela, stilando un programma di recupero che include fisioterapia e ricondizionamento atletico. L'obiettivo è quello di mantenere Icardi in forma fisica, in modo da poterlo riconsegnare pronto all'uso a mister Spalletti nel momento in cui deciderà di tornare ad allenarsi con i compagni.
La durata di questo programma di recupero è ancora da definire, con valutazioni che si effettuano di settimana in settimana. Al momento, si ragiona fino a lunedì, il che significa che Icardi sarà considerato fuori causa anche per la partita contro la Fiorentina. Successivamente, verrà effettuato un nuovo punto della situazione, in base all'evoluzione della vicenda, come riportato da La Gazzetta dello Sport.
Uscire da questo vicolo cieco, considerando che l'Inter non può tornare indietro sulla decisione riguardante la fascia da capitano, dipende ormai solo da Icardi. Chi lo ha visto ad Appiano nelle ultime ore lo descrive come un ragazzo giù di morale e in evidente imbarazzo. Tuttavia, se l'Inter ha bisogno di un attaccante in rosa - non è pensabile che Lautaro giochi tutte le partite da qui alla fine della stagione - allo stesso tempo Icardi ha bisogno di scendere in campo, anche in vista della Coppa America a metà giugno.

La "guerra fredda" tra Icardi e l'Inter
La situazione si è ulteriormente complicata con la possibilità che Mauro Icardi decida clamorosamente di restare all'Inter fino al termine del suo contratto nel 2021, pur consapevole del rischio di rimanere fermo per due anni. Un progetto che, in apparenza, potrebbe paralizzare il mercato dell'Inter, rendendo più difficile l'arrivo dell'obiettivo principale, Romelu Lukaku.
La società, tuttavia, starebbe pensando di aggirare l'attaccante argentino, puntando a portare a Milano il centravanti belga a prescindere dal futuro dell'ex Sampdoria, mettendolo di fatto in un "angolo cieco". Secondo il Corriere dello Sport, il fronte della questione si sposterebbe a Nanchino, dove potrebbe essere presa una decisione che cambierebbe il mercato nerazzurro: comprare Lukaku senza aver venduto Icardi, un investimento senza coperture.
Lo spogliatoio dell'Inter si mostra contrario a un passo indietro, rifiutando categoricamente l'ipotesi di un ritorno di Lukaku. Il muro è alto e, questa volta, invalicabile. Il telefono, Lukaku, avrebbe dovuto usarlo nei modi e nei tempi corretti. Ora, non ha più senso ciò che sta provando a fare chi gli sta intorno, ovvero cercare di capire se c'è spazio per ricucire e rimettere insieme i pezzi del puzzle. Tutto è per aria.
Un retroscena degli ultimi giorni rivela che lo spogliatoio dell'Inter è fortemente indispettito con l'ex compagno. La società e i dirigenti hanno compreso l'umore della squadra, traducendolo in un chiaro messaggio: non c'è margine per una marcia indietro. La parabola del figliol prodigo potrebbe funzionare una volta, come accaduto nell'estate scorsa, ma non può diventare un'abitudine. Da capitan Lautaro in giù, tutti sono rimasti delusi dal comportamento di Lukaku. Alcuni hanno persino provato a contattarlo nei giorni del caos, ma lui si è negato ripetutamente, non rispondendo al telefono neppure a persone con cui aveva condiviso tutto fino a pochi giorni prima.

Riaccogliere Lukaku adesso equivarrebbe a inserire un potenziale esplosivo all'interno dello spogliatoio, minando equilibri di gruppo già delicati. A maggior ragione, se gli uomini attorno a Lukaku - gli stessi che ora lanciano esche per capire se si può ripartire - hanno puntato il dito contro la gestione di Simone Inzaghi per giustificare il voltafaccia del giocatore. Lukaku si è allenato con la squadra B del Chelsea, lontano dagli occhi di Pochettino.
Il ruolo della madre e la delusione di Zhang
L'uso del telefono da parte di Lukaku e dei suoi uomini è stato curioso. Romelu ha tradito tutti, giocando su più tavoli e contattando Milan e Juventus, le due squadre rivali per definizione dell'Inter. Un altro retroscena utile a comprendere l'impossibilità di un passo indietro da parte dell'Inter riguarda la madre di Lukaku, Adolphine, figura che esercita una forte influenza sul figlio e ne orienta le scelte. Sarebbe stata lei, insieme all'avvocato Sebastien Ledure, la regista del "tradimento" all'Inter, spingendo Romelu sulla gestione di Inzaghi e sulle scelte relative alle panchine in Champions League a favore di Dzeko, fino alla finale di Istanbul.
All'Inter non hanno più voglia di assecondare gli umori di Lukaku. Hanno faticato a credere alle prime voci di un suo passo indietro, ma ora se ne sono fatti una ragione. Steven Zhang, il presidente, è stato il primo a essere netto sulla chiusura rispetto a un'ipotesi di ritorno. Aveva dato l'ok a un investimento di 40 milioni di euro solo per il cartellino, una scelta più tecnica e di cuore che finanziaria, considerata l'età del giocatore. Ora, il cuore ha risolto ogni problema, e spetta ai dirigenti nerazzurri trovare una nuova soluzione per il centravanti. L'Inter è già al lavoro per garantire a Inzaghi il suo nuovo bomber entro agosto, magari con un impatto mediatico iniziale inferiore, ma certamente con equilibri tattici differenti da trovare.

Il paradosso dei bomber sul mercato
Icardi, Higuain e Dzeko, tre bomber che hanno segnato a valanga in Serie A e non solo, si trovano in una situazione simile: per motivi differenti, dovranno cambiare squadra. Il centravanti è da sempre il re del calciomercato, capace di accendere la fantasia dei tifosi e svuotare il portafoglio dei presidenti. Eppure, l'attuale sessione di trattative presenta un paradosso: Inter, Juventus e Roma devono e vogliono liberarsi di tre attaccanti d'area di rigore.
Considerando solo il campionato italiano, Icardi (121 gol), Higuain (117 gol) e Dzeko (62 gol) insieme hanno segnato esattamente 300 gol. Un dato che sale a 558 se si considerano le reti segnate nei vari campionati in cui hanno giocato. Eppure, Icardi è stato dichiarato fuori dal progetto Inter. Una posizione coraggiosa da parte del club, ma che rischia di svalutare un asset che non varrà più i 110 milioni della clausola (valida solo per l'estero e in scadenza). I potenziali acquirenti potrebbero attendere la fine di agosto per portare a casa l'ambita preda a un prezzo inferiore.
La Juventus è in pole position per Icardi, anche per via degli impegni televisivi di Wanda Nara a Milano, dove la coppia ha recentemente acquistato una casa. Nemmeno il Pipita Higuain, pur acclamato dai tifosi bianconeri, rimarrà alla Juventus, dove si trova CR7, Dybala, Kean e Mandzukic. La Roma, invece, deve cedere Edin Dzeko (33 anni) per evitare che a gennaio il bosniaco si accordi con un altro club senza alcun guadagno per i giallorossi, dato che il suo contratto scade nel 2020 e non verrà rinnovato.
Le tre big potrebbero risolvere i rispettivi problemi con un valzer di trasferimenti: Icardi a Torino, Higuain a Roma e Dzeko all'Inter. Sul giocatore argentino c'è anche il Napoli, che però dovrebbe poi gestire la situazione di Milik. Per un Milan che sembra tranquillo davanti, le altre big in area devono ancora fare le loro mosse.

IL FUTURO DI ICARDI
Il momento attuale in casa Inter è teso e di riflessione. Oltre a Icardi, a secco di gol su azione da più di due mesi, ci sono state altre situazioni delicate, come quella legata a Perisic, per il quale è nata una discussione tra Marotta e Spalletti riguardo ad alcune offerte ricevute dal club. Nelle ultime ore ci sarebbe stato un faccia a faccia tra Spalletti e la dirigenza per analizzare il calo di rendimento, mentre le voci su Antonio Conte, avvistato a Milano, si fanno sempre più insistenti, alimentando la possibilità di un cambio di guida tecnica a giugno, o forse anche prima della fine del campionato.
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