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Il fratello maggiore del Papa emerito Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger, scomparso oggi all’età di 96 anni nella sua Baviera, fu coinvolto pochi anni fa in una indagine relativa alle violenze (maltrattamenti e abusi sessuali) subite dai ragazzi del coro del quale egli era stato direttore a Regensburg (Ratisbona).

Una inchiesta avviata nel 2015 e condotta, su incarico della Chiesa, dall’avvocato Ulrich Weber, ha pubblicato il suo rapporto nel 2017. Esaminando le violenze fisiche, psicologiche e, in 67 casi, anche sessuali a cui venivano sottoposti i bambini che abitavano nella scuola materna dei Domspatzen a Etterhausen o a Pielenhofen, il rapporto è arrivato a concludere che sono almeno 547 i bambini che, tra il 1945 e il 1992, hanno subito violenze.

Il fratello maggiore di Benedetto XVI, secondo l’inchiesta, non poteva non sapere, sebbene personalmente avesse dato solo qualche ceffone ai suoi studenti. Nel 2010, quando il caso era emerso per la prima volta, monsignor Ratzinger aveva detto che alcuni ragazzi gli avevano raccontato come andavano le cose ma che ciò non lo aveva indotto a pensare di dover intervenire.

Anche il cardinale Gerhard Ludwig Muller, ex vescovo di Regensburg ed ex prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, è stato accusato dal rapporto per la debolezza “strategica, organizzativa e comunicativa” con cui lo scandalo era stato affrontato sino ad allora.

In una intervista a Vatican Insider di alcuni anni fa il giornalista del Tagespost Juergen Liminski precisava: “Le dichiarazioni delle vittime di abuso e violenza al coro dei Domspatzen descrivono generalmente Ratzinger come un direttore di coro appassionato ed esigente. Umanamente giusto e ben disposto nei confronti dei bambini. Di fatto molti ex Domspatzen adorano il loro ex ‘capo’ e sino ad oggi curano i contatti personali con lui.”

Nel rapporto finale dell’avvocato Ulrich Weber gli ex alunni vengono citati tra l’altro così: “Ho conosciuto il signor R. come un uomo sinceramente giusto, corretto e comprensivo, nei confronti del quale ancora oggi nutro rispetto”, oppure “egli ricorda R. come autoritario. Una circostanza che però non ha fatto male, ma è piaciuta”. Ma anche: “Era duro, faceva pressione, era irascibile e la mano gli partiva con forza”.

In una intervista del 2012 monsignor Georg Ratzinger si rammaricava di aver dato degli schiaffi. Fino al 1983 in Baviera vigeva il cosiddetto diritto di castigo che consentiva agli insegnanti di somministrare punizioni corporali. Come dice l’avvocato Weber: “Lo stesso R. ha fatto ricorso alle punizioni corporali con lo stile educativo allora invalso. Egli sottolineava tuttavia di essersi attenuto strettissimamente al divieto legislativo di castigo introdotto dal 1980. E sebbene il numero di denunce delle vittime dal 1980 diminuisca chiaramente, va però constatato sulla base dei dati raccolti che la violenza corporale almeno in alcuni casi fu utilizzata anche dopo”.

Inoltre, “crimini di abusi sessuali che si sono verificati tra i Domspatzen erano conosciuti dal direttore del coro Ratzinger nella misura in cui sono venuti alla luce e sono stati giudicati. Gli studenti tuttavia hanno riferito più e più volte del crimine delle lesioni corporali che hanno subito come studenti. Il rapporto arriva alla conclusione che monsignor Ratzinger non ha preso abbastanza sul serio queste informazioni e non ha reagito con la necessaria urgenza. Il fatto che il coro dei Domspatzen fosse fortemente orientato ai risultati è stato un fattore che ha contribuito a non prendere le informazioni che venivano dai bambini con la necessaria attenzione. L’avvocato Weber scrive nel suo rapporto finale questa sintesi: ‘Nel complesso si può affermare che il direttore di coro R. in molti casi ha utilizzato forme di violenza fisica e psicologica’ ciononostante si nota che al contrario di numerosi altri accusati che molte vittime apprezzavano la generale umanità di R.”

Il Coro della Diocesi di Roma è stato fondato nel 1984 da Mons. Marco Frisina riunendo un gruppo di giovani che in quegli anni frequentavano gli incontri di preghiera e formazione presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Il suo scopo principale fu, fin dall'inizio, garantire l'animazione delle maggiori liturgie diocesane facendo del linguaggio universale della musica un efficace strumento di evangelizzazione.

Da allora il suo servizio riguarda innumerevoli eventi a servizio della Chiesa di Roma e del suo Vescovo il Papa. Tra questi, ricordiamo gli annuali incontri del Santo Padre con i giovani romani, l'animazione delle solenni liturgie del Grande Giubileo 2000, l'inizio del Ministero di Vescovo di Roma di Papa Benedetto XVI nel 2005 e di Papa Francesco nel 2013, le celebrazioni in occasione della Beatificazione di Giovanni Paolo II e delle Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Oltre ad eventi a carattere liturgico e religioso, è importante ricordare la presenza del Coro a molti eventi culturali, come le presentazioni dei film RAI Progetto Bibbia, l'animazione de La Bibbia giorno e notte - la più lunga diretta della storia televisiva e la partecipazione al 56° Festival di Spoleto.

Ha accolto negli anni numerosi componenti appartenenti ad ogni fascia d'età mossi dal desiderio di offrire un servizio alla Diocesi e compiere insieme un cammino spirituale e culturale. Anche i Concerti si configurano essenzialmente come momenti di catechesi e di preghiera per i cantori e per i fedeli invitati all'ascolto.

L'esistenza di tale realtà ecclesiale ha costituito un terreno fertile di crescita personale e comunitaria: l'intrecciarsi di rapporti umani profondi vissuti nella gioia e nella fede in Cristo hanno generato al suo interno la nascita di famiglie, vocazioni sacerdotali e religiose e, su questo modello, molte Diocesi sono state spinte a creare realtà analoghe.

Negli ultimi anni il suo servizio è stato offerto a molte diocesi italiane ed estere. Il Coro è stato, infatti, spesso invitato a portare la sua testimonianza in Paesi quali Francia, Germania, Austria, Spagna, Turchia e Stati Uniti.

Nel 2014 ha festeggiato i trent’anni di fondazione promuovendo il primo Convegno-Pellegrinaggio delle Corali italiane.

Immagine di un coro ecclesiastico

Il giornalista Juergen Liminski nel 2012 ricordava gli incontri con Joseph Ratzinger cardinale e Papa: “Verso le tre, tre e un quarto del pomeriggio partivo per l’Accademia Filarmonica Romana, mentre lui tornava al Sant’Uffizio passando da Piazza San Pietro. Sempre mi salutava con il suo sorriso soave, da cui traspariva la sua vita di continua preghiera, di ininterrotto dialogo con Dio. Talvolta, se ero con la mia Seicento, lo incrociavo mentre si dirigeva a piedi verso il Cortile di San Damaso per poi salire da Giovanni Paolo II. Più volte l’ho visto ai Vespri della domenica in Basilica: gli piaceva il gregoriano, si sedeva tra la gente, mi chiedeva alla fine: “Come va la musica?”.

Un giorno ricevetti una telefonata dal cardinale: “Le telefono perché mio fratello Georg è venuto con il suo coro della cattedrale di Ratisbona e stasera ci sarà un concerto nella cattedrale di Sant’Agapito a Palestrina. Ci farebbe piacere se venisse anche Lei…” E io, già elettrizzato: Certo, Eminenza, verrò. Ho lezione alla Filarmonica, ma alle sette sarò lì”. Completamente palestriniano, con la Missa papae Marcelli. Hanno cantato benissimo, alla tedesca. Ero seduto accanto al cardinale e alla fine mi sono avvicinato al fratello per fargli i complimenti, dicendogli più o meno così: “Mi è piaciuto moltissimo, perché voi cantate con più devozione rispetto alla nostra scuola romana. In Germania voi cercate la sonorità armonica, una contemplazione della linea musicale in senso verticale. Qui si fa un po’ all’italiana. Nascono pure cose stupende, ma diverse: si segue il contrappunto, con le melodie che si intrecciano tra di loro… ma non si consegue quella sonorità che ottenete voi. Qui emerge ad esempio la tendenza a far prevalere i tenori che coprono le voci degli altri. Ascoltandomi si sono divertiti. Il cardinale mi disse poi: “Monsignore, abbia la bontà di rimanere a cena con noi”. E così, camminando, siamo finiti al ristorante Stella, nella piazza grande, vicino alla statua del principe della musica.

Il cardinale Ratzinger non era potuto venire alla messa, entrò in ritardo, vide un posto libero vicino a me e mi chiese, con l’innata gentilezza, se potesse sedersi. Anche quello fu un momento indimenticabile.

Papa Giovanni Paolo II stava già molto male e il Giovedì Santo del 2005 fu il cardinale Ratzinger a fare la lavanda dei piedi all’altare berniniano. Erano stati scelti per il rito dodici canonici, tra i quali c’ero io: ci disponemmo in due file, sei da una parte e sei dall’altra. Della mia fila siamo viventi solo in due… ormai gli altri quattro sono volati in Paradiso con i piedi puliti! Offrimmo il piede destro, un po’ sopraelevati così che il celebrante non dovesse inginocchiarsi. Il cardinale arrivò: versò, asciugò, baciò. Fu per me un momento molto emozionante. Poi alzò gli occhi con un sorriso impagabile… come a dire: Vedi che ti ho lavato e baciato il piede?

Il 19 aprile 2005 stavo facendo come al solito la lezione di musica all’Accademia Filarmonica Romana a via Flaminia 118, quando sento suonare le campane di Sant’Eugenio. Mentre mi stavo chiedendo il motivo, bussarono forte alla porta: Don Colino! Don Colino! - era la mamma di un allievo - Non sente le campane? Hanno eletto il Papa! Mi ha già telefonato mio marito da Bruxelles.. E allora: “Ragazzi, la lezione è finita! La Filarmonica è chiusa!”. Mi precipitai verso la macchina (non era più la Seicento, ma una Ford Ka) e mi diressi verso il Vaticano tenendo la radio accesa. E’ a Piazza Risorgimento che ascoltai il “Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam, Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Josephum Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Ratzinger qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI” … che gioia! Piombai a Porta Sant’Anna, chiesi misericordia agli Svizzeri, posteggiai malamente e a piedi andai verso Piazza San Pietro,,, ma non riuscii a oltrepassare il colonnato… non si vedeva quasi niente. Rientrai subito a Porta Sant’Anna, risalii in macchina con l’intenzione di andare a casa e accendere la televisione per almeno ricevere la benedizione del nuovo Papa… niente, la strada normale era sbarrata… i cardinali dovevano defluire. Allora salii per i Giardini, ma mi fermarono davanti al Governatorato. Alt, ci dispiace, non si può proseguire, bisogna attendere se passa il Papa… Mi aggiunsi allora a una decina di persone (tra loro alcuni bambini) che erano schierati in attesa che il Papa passasse veramente. Dopo un quarto d’ora ecco una decappottabile: agitiamo le mani, il Papa ordina di fermarsi, scende sorridente … fa il segno di croce sulla fronte dei bambini davanti a me, poi con il braccio ne oltrepassa le teste e mi porge la mano perché potessi baciarla… Io ero in tilt… spiccicai qualcosa come “Tanti auguri, emin… santità!”. Joseph Ratzinger rideva e mi disse, scandendo le sillabe: “Grazie, Maestro!”. Scoppiai in lacrime. Poi il Papa risalì in macchina e proseguì.

Pure da Papa venne una volta, nel 2008, a San Paolo fuori le Mura e nell’occasione i Wiener Philarmoniker eseguirono la Sesta Sinfonia di Anton Bruckner… sempre nel 2008, per Natale, uscì il disco Alma Mater in cui brevi registrazioni di passi mariani di papa Ratzinger (che canta anche il Regina Coeli ) sono intervallati dal canto di litanie e melodie mariani da parte del coro dell’Accademia Filarmonica Romana - da me diretto - con il supporto della Royal Philarmonic Orchestre.

Il 19 maggio 2005 Georg Ratzinger fu insignito della Croce d’onore austriaca di prima classe per la scienza e l’arte. Gliela consegnò in Vaticano l’ambasciatore del Paese per eccellenza della musica, in presenza anche del fratello Papa, che tenne un breve discorso di ringraziamento. Fui invitato anch’io alla cerimonia. Dopo il conferimento furono formate due file per salutare Benedetto XVI e per congratularsi con il fratello Georg. L’altra fila era lunga, ma come ecclesiastici eravamo in tre: mons. Gänswein, mons. Küng della Segreteria di Stato e io. Gänswein mi disse subito che aveva sentito il mio nome nella conversazione tra i fratelli, con Georg che chiedeva se fossi stato invitato e Joseph che rispondeva di sì. Quando giunsi davanti al Papa gli dissi: “Santità, suscita in me veramente tanta gioia che un confratello che ha dato tanto alla musica sacra venga premiato con la medaglia d’oro dalla patria della musica”. Allora Joseph Ratzinger/Benedetto XVI con lo sguardo dolcissimo e l’indice puntato verso di me osservò: “Anche il suo lavoro, monsignore, è così meraviglioso e meritevole come quello di mio fratello”. Non si può dire che la chiusura non sia stata alla grande!

La giornalista Annalisa Pellegrini, specializzata in Musica Antica e Musica Sacra, ha cantato per i Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Vanta l’esecuzione di numerosi titoli mozartiani e di Haendel, ma la vocalità estremamente versatile l’ha portata a collaborare con vari artisti. Specializzata in Musica Sacra, è stata tra le prime donne ad eseguire la Salmodia per le Udienze Generali in Vaticano alla presenza dei papi Giovanni Paolo II, Papa Ratzinger e Papa Francesco.

Come ricercatrice, è stata la prima donna ad aver avuto accesso agli archivi musicali della Cappella Giulia di Roma ha pubblicato per la collana Colligite Fragmenta il saggio “La produzione musicale della Cappella Giulia nella seconda metà del ‘700 (tra musica sacra e musica profana)”.

Intraprende la carriera di Direttore di Coro fondando e dirigendo il Coro di Voci Bianche della Fondazione Arts Academy con cui partecipa alla produzione delle opere Bohème e Tosca nelle produzioni delle stagioni 2008 e 2009 con l’Orchestra Sinfonica di Roma. Nel 2010 fonda e dirige i Cori della Civica Scuola delle Arti (sia coro polifonico che coro di Voci Bianche) in produzioni in Italia e tournée all’estero.

Nel maggio 2019 collabora come direttore e preparatore del coro giovanile polifonico e del coro di voci bianche, con l’orchestra dei Berliner Philarmoniker per la produzione di “There Was a Child” oratorio per soli, coro polifonico, coro di voci bianche ed orchestra composto da J.Dove.

Tra le produzioni per cori polifonici annovera repertorio profano ma soprattutto repertorio sacro tra cui il Requiem di Mozart e per la produzione Mozartiade in collaborazione con l’Orchestra Via Luce sono stati eseguiti i Vesperae Solemnes de Confessore e la Messa dell’Incoronazione di Mozart a Parigi presso la Basilica di Saint Germaine; il Requiem di Verdi, Il Gloria di Vivaldi e Beatus Vir, l’oratorio The Messiah di Haendel; lo Jephte di G.Carissimi, lo Stabat Mater di Pergolesi e l’Oratorio di Natale di Saint Saens diretti per il Festival Federico Cesi Musica Urbis con orchestra.

Nel dicembre 2022 debutta a Roma la direzione dell’opera Dido end Aeneas di Purcell per la stagione “Lo Spettacolo dal Vivo fuori dal Centro - La Cultura di Tutti” promossa da MIUR e Roma Capitale. A giugno 2024 a San Pietroburgo (Russia) ha diretto l’ensemble Strumentale russo Cappella Barocca Golden Age e l’ensemble vocale femminile RomEnsemble nel concerto Capolavori del barocco italiano e nel concerto La magia del barocco italiano.

La sua vasta esperienza musicale, sia come interprete che come direttore, e il suo profondo legame con la musica sacra l'hanno portata a collaborare con figure di spicco del panorama musicale e religioso, incluso il servizio reso ai Papi Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.

Partitura di musica sacra

Il tema dei presepi e dei canti natalizi, così come il Natale degli italiani nel mondo e quello della solidarietà, sono stati argomenti trattati in trasmissioni che hanno visto la partecipazione del Papa all'Angelus. Anche il significato dell'Avvento, i riti e le liturgie in preparazione del Natale, l'attesa del Natale nelle chiese del mondo, la difesa e la dignità della vita, le iniziative di solidarietà e di aiuto ai meno abbienti sono stati temi centrali in contesti legati alla musica e alla spiritualità.

Il viaggio di Benedetto XVI in Benin, il ventiduesimo viaggio internazionale e il secondo in terra Africana, ha toccato temi come la difesa dei mali spirituali legati al materialismo e il fondamentalismo religioso, la pace, la riconciliazione, la giustizia e i 150 anni di evangelizzazione della terra beninese. Il carisma dei guanelliani nel mondo, il santo della Provvidenza, è stato un altro tema d'apertura di speciali, con particolare attenzione al servizio agli ultimi e ai portatori di handicap.

La "Giornata mondiale della gioventù" è stata oggetto di trasmissioni che hanno dato ampio spazio alle testimonianze dei giovani, riflettendo sul rinnovamento della fede cristiana. L'evento madrileno, definito da Benedetto XVI "una vera cascata di luce", ha visto la partecipazione di due milioni di giovani da ogni angolo della terra, un fatto inedito per la Spagna e un evento ecclesiale che ha sorpreso e stupito il mondo.

Il viaggio di Benedetto XVI in Germania ha toccato temi come il dialogo e la convivialità, con incontri con rappresentanti delle varie Comunità religiose e un discorso al Parlamento Federale nel Reichstag di Berlino. Un documento esclusivo ha presentato le ultime immagini di Madre Teresa di Calcutta, poco tempo prima della morte, raccolte da una rappresentanza del Parlamento dell'Albania.

La puntata odierna ha trattato il dolore del ricordo dell'11 settembre, la strada evangelica del perdono senza misura, e la lieta notizia che solo l'amore vince l'odio. Il viaggio di Benedetto XVI ad Ancona, in occasione del Congresso Eucaristico nazionale, ha visto il tema dell'Eucaristia come filo conduttore, intesa come Mistero di comunione e valore che trasforma le relazioni umane e la vita quotidiana.

Il significato della festa dei santi, la memoria dei defunti nella pietà popolare e nelle varie religioni e culture, così come il rapporto tra santità e impegno sociale della Chiesa, sono stati argomenti discussi. L'idea che "non è la violenza che fa le rivoluzioni ma la santità" è stata affermata.

La vita e le storie dei missionari italiani nel mondo, l'esperienza di un sacerdote di don Orione missionario in Kenya, e il carisma dei guanelliani, sono stati temi affrontati. La puntata ha anche ricordato il trentatreesimo anniversario dell'ascesa al soglio pontificio del beato Giovanni Paolo II.

Gli angeli, la loro esistenza e il loro compito, così come gli spiriti buoni e malvagi nelle varie religioni, sono stati argomenti trattati nel giorno in cui la Chiesa festeggia gli angeli custodi. L'Angelus del Papa è stato sempre un punto di riferimento per queste riflessioni.

Partitura musicale antica

La musica sacra ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella vita della Chiesa, e il Coro della Diocesi di Roma, fondato nel 1984, ne è una testimonianza vivente. La sua missione di animare le liturgie diocesane e di utilizzare la musica come strumento di evangelizzazione lo ha reso un punto di riferimento per la Chiesa di Roma e per il Papa.

Il legame tra la musica sacra, la figura di Joseph Ratzinger e il suo fratello Georg, pur nel contesto delle indagini che hanno coinvolto quest'ultimo, evidenzia la complessità delle relazioni umane e l'importanza della musica nella vita spirituale.

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