Thiago Motta, dopo quasi due settimane dall'esonero dalla Juventus, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, ripercorrendo i mesi trascorsi in bianconero e affrontando le critiche ricevute. Tra gli argomenti trattati, anche la gestione di alcune situazioni e le scelte di mercato effettuate durante le sessioni estiva e invernale.
In particolare, Motta si è soffermato sulle cessioni di Moise Kean e Nicolò Fagioli, entrambi passati alla Fiorentina. L'addio del centrocampista Fagioli ha generato particolare clamore, dato il suo passaggio da titolare a giocatore marginale. Tuttavia, l'ex tecnico juventino non nutre rimpianti per questi due giocatori, definendo le loro partenze come "scelte economiche e non solo tecniche".

Mentre Kean sta segnando con regolarità sia con la Fiorentina che con la nazionale, Fagioli ha ritrovato minutaggio e prestazioni con la maglia viola. Queste situazioni hanno lasciato perplessi molti tifosi della Juventus, ma non Thiago Motta, il quale ha dichiarato: "Sono dei rimpianti? No, per me no, sono state scelte economiche e non solo tecniche".
Riguardo Kean, Motta ha aggiunto: "A inizio stagione la società non sapeva che Milik non sarebbe mai stato disponibile. Poi è arrivato Kolo Muani che potrà dare un grande contributo alla squadra".
Analizzando la situazione di Fagioli, il tecnico ha spiegato: "Fagioli all'inizio con noi ha giocato molto bene, ma poi ha avuto un periodo di maggiore difficoltà e allora, sempre in sintonia con la società, si è deciso che facesse una nuova esperienza. Mi auguro che Fagioli e Kean possano continuare a crescere come stanno facendo".

Tuttavia, Thiago Motta non ritiene che tutte le sue scelte siano state corrette. L'ex allenatore del Bologna ha ammesso un errore nella decisione di cedere Nicolussi Caviglia in estate al Venezia: "Un giocatore che abbiamo sbagliato a non trattenere è Nicolussi Caviglia, che sta dimostrando grande qualità". Questo rappresenta un rimpianto, seppur diverso da quello che ci si sarebbe potuti aspettare.
In estate, la Juventus aveva optato per la cessione a titolo definitivo di Nicolussi Caviglia, presumendo che il centrocampista italiano non avrebbe trovato spazio in rosa. L'arrivo di Douglas Luiz, Thuram e Koopmeiners, unito al rientro di Fagioli dalla squalifica e alla permanenza di McKennie, aveva ulteriormente ridotto le possibilità di impiego per Nicolussi, che nella stagione precedente era stato il vice di Manuel Locatelli, pur non giocando molto.
Con Di Francesco, Nicolussi Caviglia è diventato rapidamente un elemento centrale del centrocampo del Venezia, con già 4 gol e 2 assist all'attivo in stagione. La sua cessione è stata descritta come un errore da parte di Motta, il quale ha riconosciuto la qualità del giocatore.
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Nel corso di un'intervista rilasciata dopo la separazione dalla Juventus, Thiago Motta ha espresso il suo pentimento per la partenza di Hans Nicolussi Caviglia, affermando: "Un giocatore che abbiamo sbagliato a non trattenere è Nicolussi Caviglia, che sta dimostrando grande qualità".
Attualmente, il Venezia sta lottando per la salvezza, e la stagione del centrocampista è stata fondamentale, dimostrando personalità, dinamismo, visione di gioco e un ottimo tiro dalla distanza, nonostante le difficoltà della squadra.
Eusebio Di Francesco, allenatore del Venezia, ha elogiato Nicolussi Caviglia, definendolo "il professore" per la sua capacità di riconoscere e correggere gli errori, evidenziando la sua personalità e tecnica nel ruolo di play.
L'operazione Nicolussi Caviglia si è rivelata un successo sia dal punto di vista tecnico che economico per il Venezia. Il direttore sportivo Antonelli ha assicurato l'acquisto del centrocampista, classe 2000, per circa quattro milioni di euro, un affare vantaggioso indipendentemente dall'esito della stagione del Venezia.

| Competizione | Presenze | Gol | Assist |
|---|---|---|---|
| Serie B | [Numero presenze] | 4 | 2 |
| Coppa Italia | [Numero presenze] | [Numero gol] | [Numero assist] |
La decisione di cedere Nicolussi Caviglia è stata una delle scelte di mercato che Thiago Motta, con il senno di poi, ritiene si sarebbe potuta evitare, riconoscendo il valore e la crescita del giocatore.
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