La stagione di debutto di Antonio Conte al Chelsea è stata segnata da un trionfo in Premier League, ma anche da episodi controversi e dalla visione strategica dell'allenatore italiano per il futuro del club.
Al fischio finale, Mourinho ha stretto la mano a Conte ma all'orecchio lo ha rimproverato: «Non festeggiare così. Va bene sull'1-0 ma sul 4-0 no. E' umiliante per noi». Allo Special One non è piaciuto il gesto del collega italiano dopo il quarto gol di Kante. Conte si è rivolto alle tribune, alzando le mani e incitando i tifosi ad applaudire la squadra: «Non vi dico cosa gli ho detto». Mourinho nelle interviste post partita non svela i particolari della "spifferata" ma sui social tutto è già stato tradotto: «Purtroppo dopo pochi secondi eravano già sotto di un gol. Abbiamo sfiorato il pareggio -ha detto Mourinho parlando della partita- ma poi c'è stato un errore che ha portato il Chelsea sul 2-0.
CONTE, YES! - «Sono stato calciatore, so come comportarmi». Conte appare sorpreso dalle parole di Mourinho, e spiega come sono andate le cose: «I nostri tifosi erano in silenzio e gli ho chiesto di applaudire i ragazzi perché se lo meritavano. Ho grande rispetto per gli avversari, non è successo niente. Mi sembra normale il comportamento di un allenatore che chiama un applauso per i suoi giocatori.
Antonio Conte al primo anno in Inghilterra è arrivata la vittoria della Premier League con il Chelsea, il record di 30 vittorie in campionato e domani la finale di FA Cup con l’Arsenal. Si aspettava di iniziare così?«Sinceramente no. Mourinho aveva fatto la storia, ma il Chelsea veniva da un 10° posto e i problemi c’erano. Un sacco di persone, me le ricordo, erano dubbiose sul fatto che io potessi portare qui il mio metodo. Che non è maniacale, ma studiato, ragionato. La vittoria non cancella le difficoltà però soddisfa ancor più me e la squadra. Domani la finale di FA Cup, il «Double» sarebbe storico.
«A inizio stagione non ci davano neppure tra le prime quattro, ora c’è la finale, ma partiamo sfavoriti. Abbiamo vinto la Premier, potremmo essere già sazi e non avere la stessa fame dell’Arsenal che con la FA Cup salva la stagione.
Le motivazioni contano più di tutto?«No, quelle ti fanno vincere una partita. Avere una buona organizzazione tattica è predominante, è ciò che ti porta al successo.
Per gli inglesi è «The Master of Tactics»: si aspettava di diventare così popolare?«Mi riconoscono la passione genuina e di aver portato qualcosa di diverso.
Battuto anche il Manchester di Mourinho con cui c’era stato un diverbio. Superato?«Noi siamo animali da campo, durante la partita sono pronto a far tutto per far vincere i miei. Parto dal presupposto che lì, sul terreno di gioco, la regola è: morte tua, vita mia. Non c’è scampo. L’importante è che ci sia rispetto.
Difficile avere Abramovich presidente?«Al primo incontro mi disse: voglio un’identità per la mia squadra, gli altri devono riconoscerci. Vuole essere coinvolto sempre. Parlando di Abramovich è naturale chiedere: che fa Conte?«Stiamo progettando il futuro. Quest’anno avevamo una base di 13-14 buoni giocatori, l’anno prossimo con la Champions dobbiamo aumentare la rosa nei numeri e nella qualità.
Futuro al Chelsea allora?«Ho ancora due anni di contratto, dimostrano di apprezzarmi, condividono le mie idee e il mio progetto. Quando vai di pari passo nella costruzione di alcune cose sei abbastanza sereno. E allora che questione è?«Nel mio percorso di allenatore non mi hanno mai dato chissà che. Magari uno chiede, ci sono altri che sono bravi non solo a chiedere ma anche a farsi accontentare. Io chiedo, ma devo imparare la via giusta per farmi accontentare. Sotto questo punto di vista devo crescere molto. A chiedere sono bravi tutti, i fenomeni sono quelli che ottengono.
Dopo Ranieri lei è il secondo italiano di fila che vince in Inghilterra.«La nostra è una grande scuola. E mi riempie d’orgoglio che abbia vinto Massimo Carrera in Russia.
Un dubbio era: chissà se Conte ha la flessibilità mentale per adattarsi.«Tutti ricordano sempre i miei tre scudetti con la Juventus. Il mio percorso è stato però sempre lo stesso. Negli ultimi 6 anni, quando ho iniziato la stagione e cioè Bari, Siena, Juventus e Chelsea, ho sempre vinto. E con la Nazionale siamo usciti ai quarti ai rigori.
Quale sottofondo?«C’è sempre stato un “Conte è bravo, però...”. C’è sempre stato un “però...” e non ho mai capito perché. La verità è che per uno che ama fare con la sua testa e non scende a compromessi ci sarà sempre un però. Diventi una persona difficile da gestire. “È bravo, però... ha vinto solo in Italia”. Adesso ho vinto in Inghilterra e diranno: “È bravo, però... vediamo se si riconferma”. Oppure: “È bravo, però... deve dimostrare in Champions”.
Si arriva alla famiglia: la porta a Londra?«Con mia moglie abbiamo preferito aspettare i primi sei mesi. A gennaio si sarebbe dovuta trasferire, ma non volevamo far lasciare la scuola a metà anno a mia figlia.
Lei ha lasciato una Nazionale positiva. Che possibilità ha l’Italia con la Spagna per il Mondiale?«Un gruppo con Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci, Marchisio ha una base importante. Stanno crescendo buoni giovani e Ventura è l’uomo giusto.
Totti ha detto che gioca un altro anno: fa bene a continuare?«Se corpo e mente gli rispondono ok ed è pronto ad andare al campo ogni giorno, perché smettere?
Le parole dell'allenatore italiano intervistato da Sky Sports "Questa stagione è molto importante perché fa capire che non sempre è chi spende più soldi che vince. Vogliamo costruire anche lentamente per diventare una vera potenza". Esordisce così Antonio Conte in un'intervista per Sky Sports che poi non ha risparmiato una frecciata alle due di Manchester: "Questa stagione non è l'unica stagione in cui i club di Manchester hanno speso tantissimi soldi. Guardate il passato".
Poi all'allenatore viene chiesto se la vittoria della Premier varrebbe più dei tre scudetti vinti con la Juventus: "Sì, di sicuro per me, per i giocatori, per il club. Vincere il titolo in Inghilterra è un grande risultato.
"Vivo il mio lavoro in modo intenso. A volte mostro la mia passione e voglio condividere la mia felicità con i tifosi. Ho avuto un rapporto fantastico con quelli del Chelsea. Il 4-0 sul Manchester United è stato importante per noi, perché vincere 4-0 contro una delle squadre più forti ti dà una spinta. In quel momento abbiamo capito che potessimo lottare per vincere la Premier League. Quella partita ci ha dato fiducia in noi stessi e abbiamo creato una sinergia fantastica con i nostri fan", queste le parole di Conte.

L'ex manager dei Blues ha poi concluso: "È stato un grande privilegio per me essere l'allenatore di una leggenda del Chelsea come John Terry. Stiamo parlando di un brav'uomo prima ancora che di un grande giocatore. Mi ha aiutato molto nella mia prima stagione, dentro e fuori dal campo. Sul campo di allenamento è stato molto importante per mantenere elevati gli standard di concentrazione.
Dopo la vittoria contro il Manchester City, il tecnico del Chelsea Antonio Conte non si è presentato in conferenza stampa per non perdere il treno pe…È stata una partita straordinaria quella del Chelsea , che nel big match in casa del Manchester City ha prima subito, un goal e almeno tre grandi occasioni per il raddoppio dei Citizens, ma è riuscito poi a ribaltare le sorti della gara vincendo infine per 3-1 e dopo la gara Antonio Conte era chiaramente molto soddisfatto quando ha commentato il match ai microfoni delle tv.
Festa grande a Stamford Bridge, con il Chelsea che viene premiato dopo la conquista della Premier League. Solo applausi per Antonio Conte, che ha già conquistato tutti alla sua prima stagione con i ‘blues’. "Come si dice in Inghilterra, i’m enjoyng - ha dichiarato l’allenatore - Mi sto gustando questo momento perché la stagione è stata durissima, sotto tutti i punti di vista. Adesso che abbiamo vinto, può sembrare un epilogo semplice ma non lo è stato. Abbiamo dovuto veramente lavorare tanto e cambiare molte cose. Ho trovato un gruppo di ragazzi eccezionali e disponibili, un club che mi ha supportato e tifosi fantastici. Ed è giusto adesso celebrare questa vittoria, non dimenticando che da domani dobbiamo pensare alla finale FA Cup, che è un traguardo importante ed il più antico trofeo al mondo.

Per Antonio Conte 30 vittorie in 38 partite in Premier League, mai nessuno come lui nella storia. "Una volta che raggiungi il traguardo, è innanzitutto importante vincere il campionato e noi l’abbiamo fatto - proseue - Se poi lo puoi vincere abbellendolo con dei record e delle vittorie è ancora meglio. E quest’oggi Conte ha ricevuto il tributo di Stamford Bridge ma anche il riconoscimento da parte di John Terry, che era alla sua ultima partita al Chelsea. "John per me è stato un elemento fondamentale, mi ha aiutato tanto durante l’annata. Ha iniziato giocando titolare, poi siamo passati a tre e non ha giocato tantissimo. Ma si è comportato da capitano, è sempre stato presente e mi ha dato una grande mano fuori e dentro al campo. Significa che è prima di tutto un grande uomo, poi un grande calciatore.
The Greatest Chelsea Games Under Antonio Conte
Juventus? Nel giorno in cui il Chelsea festeggia la vittoria della Premier League, la Juventus fa lo stesso a Torino dopo la conquista dello Scudetto. Il terzo dell’era Allegri dopo i tre vinti proprio da Conte, che esulta per la sua ex squadra. "Sono contento per tutti!". Dopo la vittoria della Premier League non sono finiti gli obiettivi di Antonio Conte. Con il suo Chelsea andrà all'assalto della FA Cup nella finale contro l'Arsenal per un double che passerebbe alla storia.
L'allenatore dei Blues si è raccontato in una lunga intervista al Corsera: "Non mi aspettavo di vincere subito - ha spiegato - Il Chelsea arrivava da un 10° posto e c’erano problemi. "Al primo incontro mi disse che la squadra avrebbe dovuto avere un'identità, essere riconoscibile, vuole essere sempre coinvolto. Quando abbiamo perso con l'Arsenal è stato tre giorni interi con noi a vedere gli allenamenti e a parlare con me. Stiamo progettando il futuro, quest'anno avevamo 13/14 giocatori di buona qualità, ora serve aumentare i numeri e metterci le ciliegine". Il futuro sarà dunque ancora in Blues: "Ho due anni di contratto, dimostrano di apprezzarmi e di condividere il mio progetto. Dunque la permanenza dell'allenatore italiano non dipende dal mercato che farà il club: "I club in cui sono stato non mi hanno mai dato chissà che, magari uno chiede ma altri sono bravi a chiedere e a farsi accontentare, io devo migliorare in questo.
"Negli ultimi sei anni quando ho iniziato la stagione e cioè a Bari, Siena, Juve e Chelsea ho sempre vinto e con la Nazionale siamo usciti ai quarti ai rigori, ma c'è sempre stato un rumore di sottofondo - dice Conte - C'è sempre stato un 'Conte è bravo però...', e non ho mai capito perché. La verità è che per uno che ama fare con la sua testa e non scende a compromessi c'è sempre un però. Ora diranno che dovrò riconfermarmi, oppure dimostrare in Champions.

"La Nazionale che ha ereditato Ventura, che è l'uomo giusto per guidarla, ha una base importante e ci sono dei buoni giovani come Donnarumma che è un predestinato", Conte parla delle proprietà straniere che stanno arrivando anche in Italia: "Bisogna giudicarle senza pregiudizi a patto che facciano le cose in maniera seria".
L'allenatore dei Blues, alla vigilia della trasferta di West Bromwich che potrebbe regalargli il titolo, spegne le voci sul suo possibile futuro in Italia.
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