La finale di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta è stata caratterizzata da un'intensa rivalità, non solo sportiva ma anche politica, sfociata in episodi di violenza e alta tensione. Le autorità hanno messo in atto un piano di sicurezza straordinario per gestire l'afflusso di decine di migliaia di tifosi e prevenire scontri.
Ottocento ultrà atalantini sono stati sorvegliati speciali in vista dell'evento. Già dal giorno precedente, sono iniziati i controlli sui tifosi neroazzurri che si prevedeva sarebbero arrivati in massa da Bergamo per assistere alla partita allo stadio Olimpico. Questo piano di sicurezza è stato definito in un Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, basato anche su informazioni di intelligence riguardanti gli spostamenti dell'ala più radicale del tifo atalantino.
La rivalità storica tra laziali e atalantini, definita più politica che sportiva, ha visto recentemente un attentato alla sede degli Irriducibili biancocelesti, per il quale la procura ha aperto un fascicolo per terrorismo. Questo episodio è stato collegato a una sorta di regolamento di conti, una potenziale vendetta per un'iniziativa dei laziali a Milano, dove fu esposto uno striscione pro Mussolini prima dell'ultima Inter-Lazio. I capi ultrà della Lazio avevano sottolineato come il movente fosse politico.

Il questore Carmine Esposito ha coordinato un tavolo tecnico per le iniziative di prevenzione, che hanno incluso rinforzi di agenti richiesti al Viminale. L'allerta era massima, tanto che per il pomeriggio della partita era prevista la chiusura dei lungotevere attorno all'Olimpico e la rimozione di tutte le auto parcheggiate in aree strategiche. La concomitanza della terza giornata degli Internazionali di tennis al Foro Italico ha ulteriormente aumentato la potenziale affluenza di persone nella zona, con una stima di almeno 100.000 persone previste.
Il rischio di incidenti tra laziali e atalantini è stato considerato alto, dato che la partita è sempre stata esaminata con attenzione dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del ministero dell’Interno. Il Ministro degli Interni Matteo Salvini si è augurato pubblicamente che non ci fossero scontri.
I numeri della finale erano imponenti: 35.000 tifosi laziali e almeno 23.000 atalantini. La partita era fondamentale per la stagione, soprattutto per i biancocelesti. La trasferta dei bergamaschi a Roma è stata ulteriormente complicata dai recenti contrasti con le forze dell'ordine dopo gli incidenti scoppiati a Firenze durante la semifinale di andata contro la Fiorentina. È stata inoltre segnalata la probabile presenza a Roma di ultrà dell'Eintracht Francoforte, gemellati con gli atalantini, che in passato erano stati protagonisti di tafferugli con la polizia.
Sono stati presidiati caselli autostradali, stazioni e aeroporti. Non sono previsti treni speciali, ma si prevedeva che molti tifosi ospiti sarebbero arrivati in città già il giorno prima. I controlli sono stati rinforzati nei pub del centro. Per il giorno della partita, è stato previsto un afflusso separato all'Olimpico, con il raggruppamento degli atalantini in piazza Maresciallo Giardino e dei laziali a Ponte Milvio.

Incidenti e Arresti
La tensione è sfociata in diversi episodi di violenza. Un ragazzo di 17 anni ha subito l'amputazione delle dita a causa di un petardo durante i festeggiamenti. Un gruppo di ultrà laziali incappucciati e armati di bastoni ha assalito un minivan con tifosi dell'Atalanta, sfondando i finestrini. La polizia ha cercato di identificare i responsabili di questi atti.
La notte della finale è stata segnata da tensione, culminata con la vittoria della Lazio. Gli incidenti scoppiati prima dell'incontro hanno attirato l'attenzione mediatica internazionale. Sono emerse anche critiche violente al patron biancoceleste Claudio Lotito da parte dell'ala più dura della curva Nord per aver scelto Nicolò D’Angelo, ex vice capo della polizia di Stato e questore della capitale, come security manager della società. Uno striscione esposto dai tifosi della Lazio recitava: "Non ci compri un giocatore ma ci compri l’ex questore".
La Digos ha indagato per identificare i teppisti responsabili dell'assalto ad alcune pattuglie dei vigili urbani nella zona di Ponte Milvio, con l'incendio di due auto della Municipale dopo aver lanciato bengala luminosi. Il comandante dei vigili è rimasto ferito durante l'attacco, avvenuto nel tentativo di sfondare il cordone di sicurezza per raggiungere gli ultrà atalantini.

In seguito agli scontri, sono state emesse tredici ordinanze di misure cautelari nei confronti di altrettanti ultrà della Lazio per gli scontri avvenuti prima della finale. Tra questi figurano i responsabili dell'incendio di un'auto dei vigili urbani. Cinque ultrà laziali sono stati arrestati, e tre tifosi, di cui due dell'Atalanta, sono stati sottoposti a Daspo.
Due ultrà laziali sono stati arrestati per possesso di artifizi pirotecnici. Altri tre tifosi sono stati arrestati per i disordini a Ponte Milvio, dove è stata incendiata un'auto della Polizia di Roma Capitale. Tre provvedimenti di Daspo sono stati notificati, inclusi quelli a tifosi dell'Atalanta per comportamento violento e accesso non autorizzato al campo di gioco.
Cinque persone sono state denunciate per la vendita illegale di abbigliamento. Un tifoso laziale minorenne è rimasto ferito a una mano da un petardo, perdendo una falange. Per lui è stato proposto il Daspo.
Inoltre, a un ultrà laziale appartenente al gruppo "Irriducibili", con precedenti per violenze legate al calcio e adesione ad ambienti di estrema destra, è stata applicata la misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza. Questa misura gli impone restrizioni sulla libertà di movimento per due anni, inclusa la permanenza in casa durante le ore notturne.

Le Dichiarazioni e le Conseguenze
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha condannato fermamente gli scontri, definendo i responsabili "delinquenti organizzati" e chiedendo provvedimenti forti. Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha assicurato che i fermati per i disordini non metteranno più piede allo stadio, ringraziando le forze dell'ordine e auspicando condanne esemplari.
Il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, ha espresso auguri di guarigione ai vigili urbani feriti.
RASSEGNA STAMPA 12 MARZO 2026. QUOTIDIANI NAZIONALI ITALIANI PRIME PAGINE DEI GIORNALI DI OGGI
Dal punto di vista sportivo, l'allenatore dell'Atalanta, Gian Piero Gasperini, ha espresso delusione per la sconfitta, sottolineando episodi controversi come un presunto tocco di mano non sanzionato dal VAR, che a suo dire avrebbe potuto cambiare l'esito della partita. Anche il presidente dell'Atalanta, Antonio Percassi, ha definito l'episodio "inaccettabile".
La Digos della Questura di Roma ha eseguito 13 ordinanze di misure cautelari nei confronti di appartenenti al gruppo degli ultras laziali "Irriducibili" per gli scontri avvenuti durante la finale.
Il gip di Roma ha descritto gli ultrà coinvolti come "personalità prepotenti, aggressive e prive di freni inibitori", evidenziando la preordinazione degli atti e il pericolo concreto di reiterazione di reati.

tags: #atalanta #lazio #coppa #italia #paura #ultra