Il Pro Piacenza fu fondato sul finire del 1919 mediante l'unione di due preesistenti società calcistiche piacentine, l'Ausonia e il Bandiera, dedite a saltuarie attività dilettantistiche. Queste due erano solo alcune delle molte squadre che componevano il campionato ULIC del territorio di Piacenza. La società nacque e crebbe coltivando un rapporto di stretta collaborazione col concittadino Piacenza Calcio, nato pochi mesi prima: molti calciatori del Pro, una volta divenuti maggiorenni, vennero infatti ingaggiati dalla principale squadra cittadina, che diede loro uno sbocco agonistico d'alto livello.
A partire dal 1920 partecipò ai campionati ULIC disputandone la serie più importante, la Prima Categoria, divenendone dopo le prime due stagioni la protagonista indiscussa: 4 vittorie consecutive dalla stagione 1921-1922 al 1924-1925 e un secondo posto nel 1925-1926. Nel 1926, a seguito dell'unione fra Pro Piacenza e Juventus Piacenza, la società mutò denominazione in A.C. Un'ulteriore fusione avvenne nel 1930, stavolta con la S.C. Robur et Virtus, formando la Robur Pro Piacenza. Rimasta inattiva per le due stagioni consecutive, concomitanti con la Guerra d'Etiopia, la società fu poi ricostituita con denominazione A.C.
Chiusa la Sezione Propaganda, dal 1948 prese parte ai campionati ufficiali, iscrivendosi in Prima Divisione della Lombardia, in cui vi rimase fino alla promozione nel campionato di Promozione Lombardia. Nuovamente in Prima Categoria causa retrocessione, nell'arco della stessa stagione (Prima Categoria 1955-56) ottenne la promozione nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo lo spareggio col Pontevico vinto per 2-0.
Nell'estate del 1997 sopraggiunse un'ulteriore fusione con il C.R.D.D. Arsenal e la società si rinominò A.C. Pro Piacenza C.R.D.D. Arsenal (abbreviato Pro-Ars). L'unione accompagnò le due compagini fino agli inizi del 2000, quando le due anime si scissero: il Pro Piacenza e l'A.C.D. Negli anni 2010 il Pro Piacenza intavolò una trattativa per un'ulteriore fusione con il G.S.D. BettolaPonte di Bettola, che nel 2011 aveva spostato la propria sede da Bettola a Piacenza e mutato denominazione in A.S.D. Nel 2013 le due realtà si fusero utilizzando il titolo sportivo del BettolaPonte, valido per partecipare alla Serie D 2013-2014.
A capo della società si pose l'imprenditore cremasco Domenico Scorsetti, che garantì una solida base finanziaria. Accusato però di aver schierato undici volte un calciatore squalificato che mai aveva scontato il turno di fermo, il Pro Piacenza dovette debuttare in terza serie con una penalizzazione di 8 punti. Solo il 20 maggio 2015, a fine campionato, l'arbitrato del CONI accolse l'istanza dei rossoneri e dispose la riduzione dei punti di penalità da 8 a 5: il Pro Piacenza (guidato in panchina da Arnaldo Franzini) risultò quindi terz'ultimo classificato, dovendo pertanto affrontare il Forlì nei play-out.
Più o meno analoga fu la stagione 2015-2016, ove i rossoneri di William Viali chiusero il proprio girone al 14º posto e poi vinsero i play-out contro l'AlbinoLeffe (con un doppio successo, per 0-1 all'andata e 2-1 al ritorno).
Nel mese di ottobre 2018 emerge tuttavia da parte della società un ritardo nei pagamenti di stipendi e contributi dal mese di luglio in poi: su indicazione dell'Associazione Italiana Calciatori buona parte dei tesserati provvede quindi alla messa in mora del club. La proprietà nel mese di novembre salda parzialmente le mensilità di luglio e agosto (facendo rientrare momentaneamente le proteste dei dipendenti) e promette altresì il rapido rientro di tutte le criticità e un piano di sviluppo per il club; tuttavia la situazione continua a peggiorare.
Il direttore generale Massimo Londrosi dapprima presenta un esposto alla locale procura della Repubblica in merito alla gestione del Pro, quindi pubblica una lettera aperta nella quale accusa il vertice societario di inadempienza dei propri obblighi, denunciando altresì il degrado delle infrastrutture di gioco (segnatamente il centro sportivo Siboni) e il disfacimento del settore giovanile, a suo dire costretto all'autogestione (per via della carenza di risorse) e con molti giocatori in via di svincolamento.
Le problematiche si riverberano ben presto sulla squadra, che dopo l'esonero di Giannichedda (deciso a metà novembre con motivazioni non chiarite) viene affidata a Riccardo Maspero: il Pro inizia infatti a inanellare molte sconfitte, che lo spingono verso la zona play-out della classifica del primo girone di Serie C. Anche l'organigramma inizia a sfaldarsi: nel volgere di tre mesi vengono ingaggiati e sollevati quattro direttori generali e vari altri impiegati tecnici e amministrativi.
La crisi si acuisce ulteriormente verso la fine dell'anno solare: i giocatori in prestito iniziano infatti a tornare alle società titolari mentre quelli di proprietà, dinnanzi al continuo accumularsi dei ritardi nei pagamenti, denunciano l'impossibilità di provvedere finanche al sostentamento personale e delle proprie famiglie. Le fonti giornalistiche stimano che, nei circa sei mesi successivi alla fuoriuscita di Alberto Burzoni (che aveva ceduto la società per la cifra simbolica di un euro, coi conti in ordine, senza pendenze debitorie e con le perdite d'esercizio ripagate di tasca propria), il Pro Piacenza abbia accumulato passività comprese tra i 500 000 e gli 850 000 euro.
Tuttavia attorno alla metà di gennaio 2019 la società a sorpresa paga gli arretrati dei canoni d'affitto dello stadio Garilli e racimola una decina di giocatori (tutti nati tra il 1999 e il 2002 e in parte contrattualizzati con formula “di addestramento”): in tal modo i rossoneri riescono a presentarsi con un organico minimo alla gara di campionato del 20 gennaio contro l'Alessandria; pochi minuti prima dell'orario del fischio d'inizio la Lega Italiana Calcio Professionistico ordina però il rinvio della gara, giudicando irregolari le soluzioni adottate dal Pro.
L'indomani anche lo staff tecnico-medico e l'allenatore Riccardo Maspero si dimettono, ma la società non si arrende: chiama in sua sostituzione il monegasco Grégory Campi e con soli undici giocatori in distinta e un personale ridotto ai minimi termini si presenta alla trasferta del 23 gennaio contro la Pistoiese. A questo punto però Lega e Federazione rinviano a tempo indeterminato tutte le gare ancora in programma, mentre le autorità cominciano ad indagare sulla gestione amministrativa dei rossoneri; il 30 gennaio la Guardia di Finanza perquisisce la sede sociale al centro sportivo Siboni ed effettua alcuni sequestri di materiale e il consiglio della FIGC dà mandato al presidente Gabriele Gravina di avviare le procedure di revoca d'affiliazione a carico dei rossoneri.
A metà febbraio Lega e Federazione decidono infine di revocare la sospensione delle gare per la prima squadra, provvedendo pertanto a calendarizzare i recuperi dei match saltati: il 17 febbraio i rossoneri si presentano alla trasferta di Cuneo (valida per la 27ª giornata del girone A) con in distinta soli 7 giovanissimi giocatori (tutti nati dal 2000 in poi e radunati per l'occasione dal neo-nominato direttore generale Carmine Palumbo), con l'aggiunta di un dirigente accompagnatore, di un massaggiatore (che viene fatto, a sua volta, scendere in campo come giocatore aggiunto) e senza staff tecnico e/o medico; la partita si risolve nel risultato di 20-0 in favore dei padroni di casa.
Nell'annata 2018-2019, a seguito di un periodo di grave crisi societaria e sportiva, la squadra è stata estromessa dalla Serie C, terzo livello del campionato italiano di calcio, e quindi radiata dalla FIGC.
Cronologia delle denominazioni e partecipazioni:
| Anno | Denominazione/Evento |
|---|---|
| 1919 | Fondazione mediante unione di Ausonia e Bandiera |
| 1920 | Partecipazione ai campionati ULIC |
| 1921-1922 - 1924-1925 | 4 vittorie consecutive nella Prima Categoria ULIC |
| 1925-1926 | Secondo posto nella Prima Categoria ULIC |
| 1926 | Fusione con Juventus Piacenza, muta denominazione in A.C. |
| 1930 | Fusione con S.C. Robur et Virtus, formazione Robur Pro Piacenza |
| 1930-1931 | Partecipante al campionato emiliano ULIC |
| 1933 | La sezione calcio della Robur si fonde con il Piacenza |
| 1948 | Partecipazione ai campionati ufficiali, iscrizione in Prima Divisione Lombardia |
| 1952-1953 | 2ª nel girone ? della Prima Divisione Lombardia |
| 1955-1956 | 16ª nel girone E della Promozione Lombardia |
| 1955-1956 | Promozione nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo spareggio |
| 1956-1957 | 1ª nel girone ? della Prima Categoria Lombardia |
| 1960-1961 | 15ª nel girone E della Prima Categoria Lombardia |
| 1964-1965 | 1ª nel girone L della Seconda Categoria Lombardia |
| 1966-1967 | 1ª nel girone E della Prima Categoria Lombardia, 5ª nel girone finale per la promozione in Serie D |
| 1971-1972 | 16ª nel girone B della Promozione Lombardia |
| 1981-1982 | 15ª nel girone C della Promozione Lombardia |
| 1997-1998 | Fusione con C.R.D.D. Arsenal, rinomina in A.C. Pro Piacenza C.R.D.D. Arsenal (Pro-Ars) |
| 2013 | Fusione con G.S.D. BettolaPonte, utilizzo del titolo sportivo del BettolaPonte per la Serie D |
| 2013-2014 | 1ª nel girone B della Serie D |
| 2014-2015 | 18º nel girone B della Lega Pro (Serie C) |
| 2015-2016 | 14º nel girone A della Lega Pro (Serie C) |
| 2016-2017 | 11º nel girone A della Lega Pro (Serie C) |
| 2018-2019 | Esclusa dal girone A della Serie C, radiata dalla FIGC |
Il club rossonero godeva di un seguito di ridottissime dimensioni: dall'avvento nel professionismo sia il numero degli abbonati che quello delle presenze medie di pubblico nelle gare interne si attestava poche centinaia di unità (ancor più ridotte in trasferta).

IL PIACENZA TUTTO ITALIANO 🐺🇮🇹 Un decennio in Serie A
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