L’Unter den Linden è un prestigioso viale di Berlino che conduce dall’Isola dei Musei fino alla porta di Brandeburgo. La strada si estende in linea retta per circa un chilometro e mezzo ed ha una larghezza di 60 metri: al centro si trovano quattro file di alberi di tiglio per circa un migliaio in totale, mentre lungo i larghi marciapiedi vi sono numerose boutique e negozi di lusso.
Unter den Linden si traduce in italiano proprio come “sotto i tigli“, a rafforzare l’importanza dei numerosi alberi presenti lungo il viale.

Storia del Viale
I moltissimi tigli lungo questo viale vennero piantati per onorare il duca Federico Guglielmo durante il suo regno verso la metà del 1600, quando il viale portava riserva di caccia di Tiergarten. Quasi un secolo dopo, il re Federico II decise di ingrandire il viale aggiungendo una serie di edifici, tra cui la Biblioteca Nazionale, uno stupendo edifico neobarocco con un bellissimo cortile con fontana: in questo modo rese l’Unter den Linden molto più popolare ed esclusivo.
Nel XIX secolo l’Unter den Linden era una delle strade più popolari di Berlino, il luogo di ritrovo per moltissimi cittadini. Dopo la vittoria su Napoleone la strada venne abbellita con moltissime statue che rendevano omaggio ai grandi generali dell’esercito tedesco; ma dopo la fine della seconda guerra mondiale la strada venne ridotta davvero in macerie e il governo tedesco orientale aveva fatto pochissimo per ricostruire la zona.
Per molto tempo il viale rimase chiuso prima della Porta di Brandeburgo, e soltanto dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 la strada fu rivitalizzata e riportata ai fasti di un tempo.
Luoghi d'Interesse lungo Unter den Linden
Lungo il viale si trovano numerosi luoghi di interesse e monumenti, come la Alte Kommandantur, il primo edificio sulla sinistra che ci ritroviamo imboccando il viale. Originariamente costruito nel 1795, nel 1799 divenne la residenza del comandante militare di Berlino. L’edificio durante la seconda guerra mondiale è stato gravemente danneggiato, ma oggi è stato riportato all’aspetto originario sfruttando alcune foto dell’epoca.
Proseguendo lungo il viale si trova un altro edificio, il Kronprinzenpalais (Palazzo del Principe Ereditario), costruito nel 1664 come residenza privata. Dal 1732 al 1918 servì invece come residenza per la famiglia Hohenzollern. Anche questo palazzo durante la seconda guerra mondiale fu letteralmente demolito.
Un altro edificio molto interessante situato lungo l’Unter den Linden è la Zeughaus, che si trova proprio di fronte al Kronprinzenpalais. Questo per molti è uno degli edifici più belli del viale; la sua costruzione ebbe inizio nel 1695 grazie al progetto di Johan Arnold Nering, ma quest’ultimo non completò l’opera, lavoro portato a termine da Andreas Schluter. Oggi questo palazzo è sede del Museo Storico Tedesco.
Ma come detto il viale Unter den Linden è davvero molto lungo, vale la pena percorrerlo tutto più e più volte per osservare edifici che a prima vista possono sfuggire, come il Neue Wache (Guardia Nuova), che veniva utilizzato dalle guardie del re come sede del corpo di guardia, ed oggi è stato convertito in Memoriale Nazionale per le vittime della guerra e dell’oppressione, dove si può ammirare la statua “La madre con il figlio morto” di Kathe Kollwitz.
Altri luoghi d’interesse situati lungo il viale Unter den Linden sono: L’ambasciata di Francia e degli Stati Uniti d’America. Gli edifici della Repubblica Federale. Lo storico hotel Adlon, risalente agli anni venti. La Alte Bibliotek, il luogo dove Lenin studiò nel 1895.

Il Museo di Storia Tedesca (Deutsches Historisches Museum)
Il Deutsches Historisches Museum (Museo di Storia Tedesca) custodisce la memoria della storia tedesca dal Medioevo a oggi. Il museo è ospitato all’interno del magnifico palazzo barocco Zeughaus, il più antico del viale Unter den Linden.
Costruito durante il regno di Federico I di Prussia e utilizzato come arsenale per l’esercito, il palazzo divenne il Museo dell’esercito e durante il regime diventò un luogo di propaganda nazista.
Danneggiato durante la guerra, il palazzo è stato riaperto al pubblico nel 2006 e nei nove saloni, distribuiti sui due piani, si incontrano oltre otto mila oggetti di alto profilo storico, come reperti, documenti, dipinti, manifesti e libri, che raccontano i fatti di tutte le epoche storiche: da quelle delle antiche terre germaniche a quelle dell’età contemporanea.
Il primo piano è dedicato alla storia dal I secolo d.C. alla fine dell’impero (1918); il pianterreno alla Repubblica di Weimar, al periodo Nazionalsocialista, al dopoguerra e alle due Germanie fino al ritiro delle truppe alleate nel 1994. In particolare due sale sono dedicate agli avvenimenti più recenti: “1945-1949: la Germania sotto l’occupazione alleata“ e “1949-1994: la Germania divisa e la Riunificazione“.
I due percorsi sono molto coinvolgenti e forniscono diversi e interessanti punti di osservazione dei fatti storici. Inoltre, nella nuova ala del museo, dalla forma di una chiocciola di vetro progettata dall’architetto I.M. Pei, noto per la Piramide del Louvre di Parigi, si espongono mostre temporanee e tematiche.
Storia dell'Arsenale di Berlino (Zeughaus)
L’arsenale di Berlino (in lingua tedesca: Zeughaus Berlin) è il più antico fabbricato costruito sul viale Unter den Linden di Berlino. Già nel 1667 il principe elettore Federico Guglielmo I di Brandeburgo inserì nel suo testamento politico, la raccomandazione di erigere un buon arsenale a Berlino. La località ove erigere l'opera fu stabilita nei pressi della struttura difensiva di Berlino e le ipotesi generali sulla sua costruzione erano state già definite, solo che mancavano i fondi. Solo il 28 maggio 1695 il principe elettore Federico III di Brandeburgo fece posare la prima pietra. Il primo capomastro fu Johann Arnold Nering, che già nel 1688 era stato coinvolto nei progetti. Dopo la prematura morte di Nering, avvenuta nel 1695, questi fu sostituito da Martin Grünberg, che però tre anni dopo si sentì sovraccaricato dai troppi incarichi come capomastro e chiese di essere esonerato da questo incarico. Alla fine del 1698 gli subentrò l'architetto Andreas Schlüter. Questi, in quanto scultore, aveva notevoli vantaggi nell'allestimento dell'arsenale ma il contributo come architetto rimase poco significativo, i suoi progetti andarono appena oltre quelli di Nering e dovettero poi essere riveduti dal suo successore. Schlüter fece notare la quantità di carenze costruttive, che egli aveva trovato, fu disposta un'ispezione che rimase senza conseguenze, ma il 5 agosto 1699 una colonna dell'ala est crollò.
Nel 1699 il francese Jean de Bodt subentrò come capomastro del cantiere dell'arsenale. Dopo brevi studi di architettura a Parigi, egli dovette lasciare la Francia nel 1685 a causa delle persecuzioni contro il protestantesimo, che era il suo credo religioso. Come ufficiale al servizio di Guglielmo d'Orange trovò l'occasione, insieme alla partecipazione a diverse campagne militari, a proseguire i suoi studi nei Paesi Bassi ed in Inghilterra. Nel 1706 fu posto sul portale principale la statua del busto di Federico I. Per questo la costruzione venne data per conclusa, ma non lo era ancora. I lavori erano sempre interrotti, l'utilizzo di materiali di basso costo provocava persino i primi segni di minacciosi crolli. La smania dissipativa della corte e la crescente attività costruttiva di Federico I, nel suo tentativo d'imitare le capitali di Parigi e Londra, superarono le possibilità economiche del piccolo Stato del Brandeburgo-Prussia. La storia della costruzione dell'arsenale divenne l'immagine speculare della spesso disperata situazione finanziaria. Nel 1713 Federico I morì ed il figlio, Federico Guglielmo cercò di risanare le malridotte casse dello Stato con forti risparmi. Va rilevato che l'interno del fabbricato, in confronto alle lussuose facciate, risulta disadorno e funzionale. Nacque così un monumentale, rigorosamente strutturato edificio a due piani con una pianta quasi quadra di 90 m di lato e con numerose sculture di abbellimento. Esso comprendeva un altrettanto quadra corte di 38 m di lato. Con la definizione degli scopi dell'Arsenale fu anche definito il complesso dei temi per il suo arredamento di sculture. Si giunse all'esaltazione del come si conduce una guerra e all'omaggio per i condottieri. Dal 1696 al 1699 il programma delle sculture fu predisposto principalmente da Andreas Schlüter, poi Jean de Bodt, come architetto dirigente, scelse i temi e il design per le sculture delle balaustrate e i bassorilievi dei tre timpani. Il contributo più importante sono le sculture di Schlüter. Durante un viaggio in Italia del 1696 aveva conosciuto le opere di Michelangelo e del Bernini e da queste fu influenzato. A lui ed al suo laboratorio vennero commesse tutte le 76 chiavi di volta della facciata esterna al pianoterra. Nella corte interna si trovano le opere più significative di Schlüter per l'arsenale. Le ventidue teste di guerriero morente appartengono alle poche sculture che nell'arco di trecento anni sono rimaste quasi intatte. Esse collegano le chiavi di volta delle finestre ad arco a tutto tondo del pianoterra. I primi schizzi di progetto risalgono al 1696. Gli altorilievi mostrano con quasi terribile chiarezza il combattimento mortale del guerriero. Questo drammatico realismo vieta effettivamente di definire queste teste "maschere", come nella storia dell'arte occasionalmente succede. Per di più è ben possibile vederle, secondo i concetti originali di Schlüter, come trofei, come una galleria di un nemico più forte ma sconfitto, nel cui centro starebbe una statua di Federico III vittorioso. Dopo che il fabbricato, nel 1730, fu pronto, l'Esercito prussiano lo utilizzò come Arsenale per le armi fino al 1876. Nel XVIII secolo era il più grande deposito di armi di tutta la Prussia. Nel 1732 vi erano ricoverati in totale 730.723 pezzi di artiglieria (di cui 604 e 119 bottini di guerra catturati ai francesi, bavaresi, polacchi e svedesi). Essi erano ordinati per attrezzatura, calibro ed origine. Al piano superiore vi erano in totale 78.060 armi (daghe, moschetti, ecc.) di fanteria e cavalleria. Queste grosse quantità di armi dimostravano anche il generale riarmo nel periodo del regno del re Federico Guglielmo I. Nel 1828 fu inserita una Königliche Waffen- und Modellsammlung (Raccolta reale di armi e modelli), che dal 1831 fu aperta al pubblico. Il 14 giugno 1848 i rivoluzionari attaccarono e saccheggiarono l'Arsenale. Dopo la prima guerra mondiale l'Arsenale, fino ad allora un impianto del Ministero della Guerra, fu aggregato alle Mostre d'Arte prussiane. Onorificenze di Napoleone, che nella battaglia di Waterloo erano divenute bottino di guerra per la Prussia, e trofei della guerra franco-prussiana, in base al trattato di Versailles del 1919 dovettero essere restituiti alla Francia. Nell'edificio si trova anche un memoriale per i caduti in guerra tedeschi. In occasione della visita del re dell'Afganistan nel 1928, il presidente della Germania Hindenburg organizzò una grande accoglienza militare, nella quale il re vi posò una corona. Per il resto l'Arsenale nella Repubblica di Weimar l'Arsenale ebbe un ruolo piuttosto modesto. Nel cortile interno Hitler teneva il suo discorso annuale a marzo, nel Giorno della memoria degli eroi. Il 21 marzo 1943 il generale Rudolf Christoph Freiherr von Gersdorff tentò di farsi saltare in aria insieme a Hitler durante un giro. Come strumento della propaganda di guerra l'Arsenale rimase aperto al pubblico fino a settembre del 1944. In vista della fine della guerra parte delle raccolte furono trasferite altrove; per questo si crearono grossi buchi nella consistenza dei reperti. In quel periodo l'edificio subì gravi danni a causa di bombe e granate. Nel 1945 il comando alleato dispose la chiusura del Museo della Guerra a Berlino. La ricostruzione dell'edificio iniziò nel 1948 e durò fino al 1967. L'Arsenale doveva essere riportato alla sua forma originale, senza le ristrutturazioni e i nuovi impianti del XIX secolo. Questo scopo venne raggiunto attraverso un'intensa attività espositiva e di raccolta di reperti. Nel settembre 1990, questa attività fu sospesa dal governo della DDR poco prima della riunificazione tedesca. Il Museo della storia tedesca venne rifondato nel 1987 dal governo federale tedesco e dalla città di Berlino Ovest, rilevando le vaste proprietà del MfDG, ma la maggior parte dei suoi dipendenti no.

L'Università Humboldt
L’Università Humboldt di Berlino (in tedesco Humboldt-Universität zu Berlin, abbreviata in HU Berlin) è una delle più antiche università della capitale tedesca, fondata il 15 ottobre del 1810 dal riformista prussiano liberale e linguista Wilhelm von Humboldt, il cui modello universitario ha fortemente influenzato altre università europee e occidentali.
L’Università Humboldt ha dato il via al suo primo anno accademico nel 1810 con le facoltà di diritto, medicina, teologia e filosofia. Negli anni si è allargata tanto da includere numerose nuove discipline scientifiche. Alexander von Humboldt, fratello del fondatore William, ha promosso l’ampliamento di nuovi dipartimenti, come quello delle scienze naturali.
L’Università Humboldt di Berlino si compone di tre differenti sedi: Campus Mitte: L’edificio principale si trova nel centro di Berlino, sul viale Unter den Linden ed è il cuore del Campus Mitte. Tutti gli istituti di scienze umane si trovano attorno all’edificio principale insieme con il Dipartimento di Giurisprudenza e del Dipartimento di Economia e Commercio Campus Nord: Il Campus Nord si trova a nord del fabbricato principale vicino a Berlin Hauptbahnhof ed è la casa dei dipartimenti delle scienze mediche. Campus Adlershof: Il dipartimento di scienze naturali, insieme con i dipartimenti di informatica e di matematica si trovano al Campus Adlershof nella zona sud-est di Berlino.
Il Campus Mitte è facilmente raggiungibile con tutti i mezzi di trasporto pubblici. Trovandosi nel centro di Berlino, vi sono numerose fermate della U-bahn che si trovano nelle immediate vicinanze, fra cui Friedrichstrasse e Franzosischestrasse. Il Campus si trova accanto all’Isola dei Musei, per cui può rientrare nell’itinerario a piedi che si può fare quando si ha in programma la visita di questa zona.
Il Campus Nord è raggiungibile servendosi dei mezzi che arrivano per la Stazione di Hauptbahnhof. Il Campus Adlershof è servito invece dalla linea S-bahn numero 8, 9 e 42 con fermata alla Stazione di S Betriebsbahnhof Schöneweide.
Storia dell'Università Humboldt
Dal 1828 è stata nota come Università Federico Guglielmo (Friedrich-Wilhelms-Universität), e più tardi non ufficialmente anche come Unter den Linden Universität data la posizione dell’edificio sull’omonimo viale.
Durante il Nazismo
Dopo il 1933, come tutte le università tedesche, l’Università Humboldt di Berlino venne pesantemente influenzata dal regime nazista. Dalla biblioteca dell’università furono trafugati e bruciati circa 20.000 libri di “degenerati” e oppositori del regime. I membri dell’università che avevano poi origini ebree furono licenziati, e con loro furono espulsi tutti gli studenti e gli studiosi oppositori al nazismo.
Berlino separata
Il conflitto Est-Ovest in Germania ha portato ad una crescente influenza comunista in ambito universitario. Questo destò molte controversie e incitò forti proteste all’interno del corpo studenti e docenti, tanto che la polizia segreta sovietica NKVD dovette intervenire più volte per placare le proteste. Molti studenti e professori furono arrestati e condannati anche ai lavori forzati, una volta accusati di spionaggio. Nella primavera del 1948, dopo che diversi studenti universitari furono irregolarmente espulsi, gli oppositori chiesero, con il sostegno americano, una università “libera”. Fu fondata così nel settore Ovest della città, una Università libera di Berlino. Fino al crollo del regime della Germania Est nel 1989, l’Università Humboldt rimase sotto lo stretto controllo ideologico del Sozialistische Einheitspartei Deutschlands (partito socialista Unificato di Germania), o SED, il quale, selezionando rigorosamente gli studenti in base alla loro conformità alla linea del partito, fece in modo che nessuna opposizione democratica crescesse all’interno dei suoi campus universitari.
L’Università Humboldt di Berlino oggi
Dopo l’unificazione della Germania, l’Università Humboldt di Berlino è stata radicalmente ristrutturata. Il corpo docenti è stato in gran parte sostituito con i professori della Germania occidentale. Oggi l’Università di Humboldt è un’università statale con un gran numero di studenti sul modello delle università della Germania occidentale, come la sua controparte, l’Università Libera di Berlino.
Studenti illustri
L’università ha istruito 29 premi Nobel ed è considerata una delle università più prestigiose d’Europa e del mondo. È stata la casa di molti dei più grandi pensatori degli ultimi due secoli della Germania, tra i quali i filosofi Hegel e Schopenhauer, e i famosi fisici Albert Einstein e Max Planck. Anche i fondatori della teoria marxista Karl Marx e Friedrich Engels frequentarono l’Università Humboldt, come anche Otto von Bismarck.

La Staatsoper Unter den Linden
L’opera statale di Berlino, il cui nome originale in tedesco è Staatsoper Unter den Linden, è una società d’opera tedesca. La sua sede centrale è appunto il teatro dell’opera sul viale Unter den Linden, nel quartiere Mitte.
La Staatsoper Unter den Linden, nota più semplicemente con l’abbreviativo Lindenoper, è uno dei più importanti teatri al mondo, con una reputazione internazionale seconda a nessuno. Personalità molto famose si sono legate indissolubilmente alla storia del teatro come Carl Heinrich Graun, Gaspare Spontini, Giacomo Meyerbeer, Felix Mendelssohn Bartholdy, Richard Strauss, Herbert von Karajan e Otmar Suitner, tra gli altri.
All’epoca della sua realizzazione era il più grande teatro in Europa; lo stile scelto fu il classico prussiano, con una influenza di neo-palladiano inglese, vi è un rimando infatti alla struttura dei templi di epoca corinzia. Gli interni riprendevano lo stile rococò, che era molto amato da Re Federico. I lavori iniziarono nel 1741 e la prima opera fu messa in scena già nell’anno successivo. Questo evento segnò l’inizio di una collaborazione, che dura ormai ad oggi da oltre 250 anni, fra la Staatsoper e la Staatskapelle di Berlino, che è l’orchestra di stato.
La Staatsoper nel secolo scorso
Nel 1843 la Staatsoper subì un grave incendio e venne distrutta. La struttura venne completamente ricostruita. Questa fu solo la prima di una lunga serie di ricostruzioni, che posero fine alle rigide proporzioni dell’edificio; quelli che seguirono furono anni gloriosi per la Staatsoper, che vide confluire i più importanti direttori di orchestra dell’epoca.
Durante il periodo nazista i componenti ebrei della Staatsoper furono espulsi e licenziati dal complesso. Molti musicisti tedeschi furono allontanati. Il regime cercò di porre a capo dell’Opera maestri e musicisti che appoggiavano pubblicamente il nazismo. Durante la guerra la Staatsoper subì più di una volta i bombardamenti e per periodi alterni rimase chiusa.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale
A causa dei bombardamenti del 1945, ci volle un po’ di tempo prima di riaprire la Staatsoper. Tra il 1952 e il 1955, l’Opera venne ricostruita secondo il progetto originale. Seppur i lavori di miglioria andarono avanti per circa vent’anni, nel 1955 venne deciso di riaprire il teatro; la struttura si trovò nella parte est della città. Dal 1949, il teatro divenne Opera di stato della Germania Est; questo fatto la tenne isolata dalla scena europea, anche se riuscì a mantenere un programma completo che variava dal repertorio classico a quello del balletto contemporaneo.
Dopo la riunificazione della Germania, la Staatsoper raggiunse il mondo operistico. Nel 1990 l’opera fu poi ufficialmente rinominata “Staatsoper Unter den Linden”. Dal 2009, il teatro ha subito notevoli lavori di ristrutturazione guidati dall’architetto tedesco HG Merz. Si è deciso di alzare il tetto della struttura e il proscenio è stato prolungato per poter avere una acustica migliore. Un nuovo centro prove, nell’ex edificio di deposito, è stato costruito, e nuovi spazi sono stati creati nel sottoterra.
Il teatro oggi
Il direttore generale è il maestro Daniel Baranboim, che nel 2000 è stato nominato direttore a vita dell’orchestra dell’opera berlinese. Il teatro oggi propone un repertorio che spazia dal barocco fino all’esecuzione di nuove opere, con una particolare cura del livello scenico.
Nabucco | Staatsoper Unter den Linden
Il Monumento dell’Autodafè
In Babelplatz, all’inizio del viale sul lato est, si trova il monumento dell’Autodafè, una libreria vuota incastonata nel sottosuolo visibile attraverso una botola di vetro, in ricordo del rogo di oltre 20 mila libri del 1933 da parte dei Nazisti.

tags: #arsenale #di #berlino #statue