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Lo scorso Venerdì, la Sezione Arbitri di Vicenza ha avuto l'onore di ospitare alcuni componenti del Comitato Regionale Arbitri (C.R.A.) Veneto: Fabio Gottipavero, Giacomo Piccoli ed Alessandro Bianco. Questo importante appuntamento, aperto dai saluti di benvenuto del Presidente di AIA Schio Michele Dalla Vecchia, è stato organizzato per i giovani arbitri selezionabili scledensi in forza all’Organo Tecnico Regionale e all’Organo Tecnico Sezionale, nonché per gli osservatori arbitrali. L'obiettivo era rafforzare la formazione e la preparazione degli arbitri.

Fabio Gottipavero ha sottolineato l'importanza della presenza del C.R.A. direttamente nelle Sezioni, considerandole fondamentali per la crescita dei giovani arbitri. Ha poi definito l'identikit dell'arbitro ideale, analizzando punto per punto le fasi della prestazione. Un aspetto cruciale evidenziato è stata la condizione atletica ottimale, senza la quale è impossibile adempiere alla funzione principale dell'arbitro: vedere e giudicare con precisione ogni azione di gioco.

"Se non si corre, non si può essere ben posizionati, si è lontani dall’azione e soprattutto non si riesce ad avere la cosiddetta “visione laterale”, fondamentale per l’individuazione dei falli e soprattutto del fuorigioco", ha spiegato Gottipavero, evidenziando come la mobilità sul terreno di gioco sia essenziale per una valutazione accurata delle situazioni.

Arbitro in azione sul campo da calcio

L'incontro ha proseguito con l'analisi di altri aspetti tecnici fondamentali della prestazione arbitrale. È stato ribadito che una soglia di fallo adeguata rappresenta la prima forma di prevenzione da attuare in campo. La maturità tecnica, acquisita con l'esperienza, permette all'arbitro di approcciare correttamente ai vari momenti della gara.

Quando l'aspetto tecnico non è più sufficiente a garantire la correttezza e il rispetto delle regole, entra in gioco la gestione disciplinare. L'arbitro deve affrontare questa fase con precisione e attenzione, conferendo il giusto peso ai provvedimenti da adottare. "L’aspetto disciplinare deve essere accompagnato da quello comportamentale", ha continuato Gottipavero, "l’arbitro deve essere supportato in maniera adeguata dalla propria personalità, deve saper fare prevenzione dal primo minuto di gara e trasmettere coerenza e fermezza con le proprie decisioni."

Schema di posizionamento dell'arbitro durante una partita

A conclusione dell'incontro con gli arbitri, gli ospiti del C.R.A. hanno affrontato temi specifici anche con gli osservatori arbitrali della “Sezione Aldo Frezza”. Alessandro Bianco, componente del C.R.A. della Sezione di Mestre, ha evidenziato come gli osservatori debbano agire primariamente come "formatori". Il loro ruolo è quello di guidare i giovani arbitri a prevenire l'errore, analizzando a mente fredda le cause che lo hanno determinato, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sull'errore stesso durante la gara.

L'osservatore, specialmente a livello sezionale, ha il compito di verificare la preparazione atletica dell'arbitro e la sua capacità di spostarsi correttamente sul terreno di gioco per poter giudicare tutte le situazioni con la dovuta efficacia. Questo approccio integrato tra arbitri e osservatori mira a creare un ciclo virtuoso di miglioramento continuo.

La formazione continua e l'attenzione agli aspetti tecnici, atletici e comportamentali sono pilastri fondamentali per la crescita di un arbitro di successo. La collaborazione tra il C.R.A. e le Sezioni locali gioca un ruolo insostituibile in questo percorso.

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