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L'arrivo di Ronaldinho al Milan ha rappresentato un momento di grande entusiasmo per l'ambiente rossonero, capace di ridare slancio a un club reduce da un periodo di delusioni. L'impennata degli abbonamenti, le feste a San Siro e i titoli sui giornali hanno testimoniato la ritrovata grandezza del Milan. Tuttavia, al di là dell'euforia iniziale, è necessario analizzare l'impatto del giocatore brasiliano sotto il profilo tattico, specialmente in relazione al suo impiego come trequartista.

Carlo Ancelotti allenatore del Milan

La definizione di "trecante"

Carlo Ancelotti, all'epoca tecnico del Milan, ha coniato un neologismo per descrivere il ruolo di Ronaldinho: "trecante". Questa definizione, unione di "trequartista" e "attaccante", sottolinea la versatilità del giocatore brasiliano, capace di agire sia dietro le punte che più avanzato. Ancelotti stesso ha dichiarato: "Ronaldinho è un giocatore nuovo, è un 'trecante'". Questa visione del tecnico evidenziava la sua volontà di sfruttare le doti offensive e creative del fuoriclasse.

Ancelotti e il suo punto di vista

Ancelotti si è mostrato intrigato dalla possibilità di allenare Ronaldinho, pur riconoscendo che la società stesse lavorando per portare a termine la trattativa. "Sarebbe intrigante allenarlo", aveva commentato, auspicando che l'operazione andasse in porto. Nonostante le perplessità iniziali riguardo al suo stile di gioco, Ancelotti ha sempre cercato di integrare Ronaldinho nel suo scacchiere tattico, definendolo un giocatore che "può darsi che giochi" e che, se schierato, "farà il trequartista".

Nonostante la sensazione fosse quella di un impiego sempre più probabile, Ancelotti ha spesso lasciato Ronaldinho in panchina nelle partite precedenti, ma ha lasciato intendere che ci potesse essere spazio per lui. La sua posizione in campo sarebbe stata dietro le punte o decentrata, trovando lui stesso la collocazione ideale. Ancelotti ha anche sottolineato come, con la velocità di Kaká e Pato, il Milan diventasse imprevedibile, e che l'inserimento di Ronaldinho non avrebbe stravolto la filosofia di gioco della squadra, che aveva trovato maggiore continuità.

Ronaldinho con la maglia del Milan

Le critiche e le perplessità

Non tutti, tuttavia, erano convinti dell'efficacia di Ronaldinho nel ruolo di trequartista, soprattutto con l'avvento di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera. Allegri prediligeva un modulo 4-3-1-2 in cui il trequartista doveva sacrificarsi molto in fase difensiva, un compito che Ronaldinho, per caratteristiche, difficilmente avrebbe potuto svolgere con la stessa intensità di altri giocatori come Cossu nel Cagliari. Si ipotizzava che il ruolo di trequartista potesse essere più adatto a Seedorf o Pirlo, mentre Ronaldinho sarebbe stato più efficace come seconda punta, creando però un problema di coesistenza con Pato.

Al di là delle discussioni tattiche, sono emerse anche perplessità riguardo alla condizione fisica e alla disciplina del giocatore. Alcuni hanno sottolineato come Ronaldinho avesse 28 anni e fosse in "caduta libera" da due, mettendo in dubbio la sua capacità di ritrovare la forma smagliante del passato. Si ricordavano anche vecchie dichiarazioni di altri grandi campioni che, arrivati al Milan, avevano dichiarato la volontà di "rimettersi in gioco", ma senza poi mantenere le promesse. Inoltre, le abitudini notturne del giocatore erano state oggetto di critiche, tanto che si era parlato di una rinuncia definitiva alla pista-Ronaldinho per motivi extracalcistici, prima che il giocatore promettesse un cambiamento.

Schema tattico 4-3-1-2

Il "trecante" nel contesto tattico

L'idea di Ancelotti di un "trecante" cercava di valorizzare la figura di Ronaldinho come elemento di raccordo tra centrocampo e attacco, capace di inventare giocate decisive e di concludere a rete. La sua presenza in campo avrebbe dovuto garantire imprevedibilità e superiorità numerica in zona offensiva. Tuttavia, la sua applicazione tattica richiedeva una profonda comprensione del gioco e un sacrificio difensivo che non sempre erano evidenti.

La posizione di trequartista, in particolare, richiede un equilibrio tra fase offensiva e difensiva. Il trequartista deve essere in grado di dialogare con i centrocampisti, inserirsi negli spazi tra le linee avversarie, ma anche di partecipare alla fase di non possesso, pressando i portatori di palla e coprendo gli spazi. Ronaldinho, con le sue doti tecniche e la sua visione di gioco, poteva eccellere nel primo aspetto, ma meno nel secondo.

Quando Ronaldinho sostituì e sconvolse Carlo Ancelotti

La versatilità di Ronaldinho

Indipendentemente dal modulo e dal tecnico, Ronaldinho ha sempre dimostrato una notevole versatilità. La sua capacità di giocare in più ruoli offensivi lo rendeva un'arma preziosa per qualsiasi squadra. Sebbene il ruolo di trequartista fosse quello più discusso, il suo talento puro gli permetteva di incidere anche partendo da altre posizioni, come ala o seconda punta. L'importante era che avesse la libertà di esprimersi e di inventare.

La sua presenza in campo, al di là delle specifiche posizioni tattiche, era in grado di accendere la fantasia dei tifosi e di creare superiorità numerica grazie alle sue giocate individuali. Il Milan, con Ronaldinho, cercava di ritrovare quella magia che aveva caratterizzato i suoi anni d'oro, puntando su un giocatore capace di risolvere le partite con un lampo di genio.

Ronaldinho dribbling e gol

tags: #ancelotti #ronaldinho #trequartista

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