La carriera di Amanda Lear è costellata di incontri sorprendenti e collaborazioni artistiche che hanno definito la sua immagine iconica. Tra queste, spicca un legame inaspettato con una canzone apparentemente lontana dal suo universo musicale: "La Partita di Pallone". Questo brano, un classico del beat italiano reso celebre da Rita Pavone nel 1962, ha trovato una nuova vita grazie all'interpretazione di Amanda Lear, offrendo una prospettiva inedita su questo legame.
Il dottor Antonio Pugivert, l'urologo più illustre di tutta la Spagna, abituato a trattare con pazienti famosi, quel giorno di fine estate non può certo immaginare cosa lo attende. È a Barcellona, in una suite dell'Hotel Ritz, per visitare la prostata di un vecchio pittore suo paziente. Terminata la visita, il pittore lo prende sottobraccio e lo accompagna nella stanza a fianco, dove una giovane ragazza bionda sembra in attesa. «Allora, piccola mia, ha trovato il suo ragazzo?», le chiede. Il dottore non capisce. Il pittore quindi trascina entrambi nel bagno della suite, un'enorme stanza dotata di una vasca altrettanto enorme, il pavimento cosparso di vestiti in disordine. Ad attenderli una ventina di giovanotti completamente nudi: alcuni a mollo nella vasca a mosaico, altri che si ammirano allo specchio, altri ancora che chiacchierano fra loro. Quei ragazzoni stipati nel bagno erano in attesa di un’audizione: alcuni erano modelli di professione, altri erano stati adescati sulle Ramblas.
Facciamo un passo indietro. 1965: Amanda Lear studia all’Accademia di Belle Arti di Londra. Ha da poco iniziato una storia con un ragazzo irlandese, Tara, amico di Brian Jones, il chitarrista dei Rolling Stones. A Parigi conosce Catherine Harlé, direttrice di un’agenzia di modelle che le propone di sfilare per Paco Rabanne, il metallurgico della moda. Durante una cena da Castel, in Rue Princesse, una coppia di londinesi la invita a unirsi al loro tavolo, dove il posto d’onore è occupato da Salvador Dalí.
Inizia così la storia tra Salvador Dalí e Amanda Lear, un grande romanzo contemporaneo che ha intercettato tutti i protagonisti, i tic, le spinte e le idiosincrasie del suo tempo. È lui, in principio, a rimanere affascinato dalla giovane e bionda inglese. Dalí ama la sua magrezza e le sue anche sporgenti: per lui lo scheletro è fondamentale, è ciò che resta dopo la morte. Nonostante la prima impressione negativa, Amanda scopre presto aspetti di Dalí che iniziano a incuriosirla: «I suoi racconti e la sua gentilezza facevano presto dimenticare i baffi impomatati e gli abiti stravaganti», racconta lei in La mia vita con Dalí.
La sua “corte dei miracoli” è popolata da personaggi con nomi in codice, soprannomi che ama dare come in un eterno carnevale: il Cardinale, il Delfino, Luigi XIV; ma anche Ginesta (per tutte le ragazze bionde) e San Sebastiano (i bellimbusti di turno). Amanda è chiara fin da subito, lei non è la “Ginesta” di nessuno: e così, caso più unico che raro, tra le conoscenze di Dalí resta l’unica senza un soprannome. Per Dalí «il sogno è la confusione dei sessi»: ama i ragazzi effeminati, l'ambivalenza sessuale, il mito greco dell’Ermafrodito, si diverte a sovvertire nomi e generi. Parla ovunque di Amanda come del suo angelo, il suo Mosè: «Naturalmente, come lei sa, - le spiega - per Freud Mosè era l’incarnazione della figura paterna. Quindi, eccoci al punto: lei è mio padre!».
Salvador Dalí con Amanda Lear (ph. [Immagine: Salvador Dalí e Amanda Lear])
Il racconto di Amanda Lear è sempre tenero, forse con un tocco di astuta ingenuità, ma pieno di riconoscenza. Non c’è in queste pagine il sarcasmo e la sprezzante ironia che l’ha resa famosa, l’armatura con cui si è fatta strada nel mondo dello spettacolo. Riserva parole di stima persino per Gala, la moglie russa di Dalí. Figura ricca di ombre, “Galushka” è dispotica, sadica e avarissima, ma senza di lei Dalí non può né vivere né lavorare. I due formano una coppia di narcisisti destinati a completarsi a vicenda: lei la madre al tempo stesso autoritaria e amorevole, lui il figlio che adora essere redarguito e consolato. Dopo un primo incontro «terrificante», Gala accetta di buon grado la presenza di Amanda, che al contrario degli altri parassiti del loro cerchio magico non mostra interesse per i soldi, vede anzi in quella ragazza inglese qualcuno che può prendersi cura del marito mentre lei è in viaggio con l’accompagnatore di turno.
«Dalí non fa che inventare finte principesse e falsi cavalieri che in realtà non sono che semplici impiegati», le dice Gala con malcelato disprezzo. Amanda però rifugge il ruolo di principessa. Da questo momento in poi, la vita di Amanda si divide fra la cittadina di Cadaqués, poco distante da Figueres, dove Dalí è nato, e Londra, in quegli anni in bilico tra la moda hippy e la Swinging London. Amanda s’incontra con i suoi amici a casa di Mick Jagger, partecipa alle sfilate di Ossie Clark, dove incontra «le solite facce note»: i Beatles, Terence Stamp, David Hockney, Marianne Faithfull. Tuttavia, quando nel 1966 il compagno di Amanda, Tara, muore in un incidente d’auto, è Dalí a consolarla. La paragona a una principessa preraffaellita che ha perso il suo cavaliere: «Penso che lei sia triste per natura. Sarà difficile insegnarle a essere felice, perché le piace essere triste. Vorrei tanto che fosse felice […]. La sua anima si è smarrita tra le nebbie di Londra. Come nei quadri di Turner, il peggiore pittore che si sia mai visto!».
Lei si sente protetta, ma rimane scioccata dalle esternazioni su Turner. Dalí è un artista invidioso degli altri artisti, guardingo e sospettoso. Rispetta Picasso, ma critica il suo metodo pittorico, a suo dire privo di ordine e progettualità. Odia gli impressionisti, Cézanne e Mondrian sono le sue bestie nere, detesta Mirò e Magritte («un piccolo artigiano belga che fa sempre le stesse cose»). A loro preferisce Gustave Moreau, Raffaello, Velázquez, Vermeer, Alma Tadema, la pittura pompier e gli affreschi di Ernest Meissonier. Il cinema lo annoia: gli piacciono solo Buñuel (di cui è geloso) e Kubrick. Fellini invece è da buttare, insieme a tutto il vecchio cinema hollywoodiano.
Amanda Lear fatica a trovare la sua strada. L’entourage di Dalí, con tutto il suo falso glamour, la fa sentire a disagio. Sentendo di dover prendere le distanze dal suo maestro surrealista, si unisce al Living Theatre e lascia Parigi per Lione. È una parentesi che dura poco: nella compagnia scoppia un’epidemia di scabbia e lei se la dà a gambe levate, per tornare a Cadaqués da Dalí, che con le sue assurdità continua a conquistarla e a esasperarla allo stesso tempo.
Nel frattempo è esploso il ‘68: Dalí e Gala fuggono spaventati da Parigi. Amanda passa da una storia all’altra, tutte fallimentari: frequenta anche Brian Jones, ma tra alcol, sedativi e droga è un disastro. Lei lo lascia, lui viene ritrovato annegato in piscina. Amanda trova pace solo nelle torride estati di Cadaqués, tra gli ulivi e il frinire dei grilli; mentre Dalí continua a pensare al suo Teatro-Museo: riuscirà a inaugurarlo nel 1974 a Figueres, grazie anche al sostegno di Franco, di cui si dichiara grande ammiratore.
Durante una sfilata, Amanda viene notata da Bryan Ferry dei Roxy Music che la vuole per la copertina di For your pleasure (1973). Quello scatto attira l’attenzione di un amico di David Bowie, che diventa il suo nuovo cavaliere. Lui le promette di produrle un disco, la porta negli Stati Uniti, registrano uno show per la TV; ma l’album non vede mai la luce e tra i due non finisce benissimo. Cocciuta, Amanda trova da sola un nuovo produttore, scrive e incide il suo primo album, e il successo non tarda ad arrivare.
Indebolito dall’età e dai malanni, Dalí è sempre più preda dei loschi affari dei suoi nuovi collaboratori: Gala è ormai troppo anziana e malata per vestire ancora i panni della moglie-madre-musa-manager. Tra una tournée e l’altra, Amanda torna spesso a rendere visita all’artista, ma la situazione è sempre più difficile. Per Amanda ci saranno altri amori, molti successi e altrettanti dolori. Ma la relazione con Dalí, insopportabile in pubblico, profondo e premuroso in privato, ha continuato a rappresentare per lei un punto saldo della sua formazione di donna e d’artista: una favola in cui tutte le regole sono state ribaltate, i ruoli sovvertiti.
Amanda Lear, musa e amante di Salvador Dalí per diciassette anni, racconta in un libro la genesi e lo sviluppo della loro eccentrica relazione. “Dalí tendeva alla calvizie ed era un po’ in carne. Lo trovai presuntuoso e, per essere sincera, ridicolo con i suoi baffi impomatati e il panciotto di lamé dorato. A ogni frase brandiva un bastone da passeggio con l’impugnatura d’oro. I due si conoscono ai tavoli del Castel, in Rue Princesse, a Parigi. Arrivata al Castel, Lear aveva incontrato una coppia di amici londinesi, i quali avevano invitato lei e i suoi compagni di serata al tavolo con loro. Quello è l’innesco della relazione tra Salvador Dalí e Amanda Lear. Relazione inaspettata dal momento che lei, studiosa di Belle Arti, non era proprio una grande ammiratrice delle opere del pittore surrealista, preferendo piuttosto Picasso, Magritte e de Chirico.
Intanto: fu un rapporto a tre, Dalí-Lear-Gala, dove Gala sta per il cognome acquisito della moglie di Salvador, nata Elena Dmitrievna Djakonova. Di Gala, Amanda Lear ha raccontato a Vanity Fair: “Questa donna straordinaria fu di una generosità assoluta: mi accolse immediatamente in seno alla sua coppia. Ma c’è un altro aspetto straordinario del rapporto tra Lear e Dalí: non aveva a che fare col sesso. “Il voyeurismo di Dalí mi preoccupava, ma allo stesso tempo capivo perché dava tanto peso alle questioni sessuali. Ammetteva di essere impotente e probabilmente le sue conversazioni e i suoi scritti erotici non erano che una compensazione”. Quello tra loro era “amore allo stato puro“, come ama definirlo Lear, fatto di risate e delle storie più interessanti del mondo. Lear - donna la cui biografia dice pittrice, cantante, attrice e conduttrice televisiva, ma la cui identità è impossibile da etichettare - ha saputo prendere parte alla storia come pianeta e non come satellite, diventando calamita, miccia e fuoco.
“Perché perché / la domenica mi lasci sempre sola / per andare a vedere la partita di pallone / perché perché / una volta non ci porti pure me”. Come non riconoscere “La Partita Di Pallone”, grande classico del beat italiano, scritto da Carlo Rossi, musicato da Edoardo Vianello e reso celebre dall’interpretazione di Rita Pavone del 1962. Eppure non tutti sanno che questo brano, apparentemente scanzonato, ma che in realtà parla di gelosia e tradimenti, è stato reinterpretato da Amanda Lear. La cover è contenuta nell’edizione italiana dell’album “Uomini Più Uomini” del 1989, ma non è compreso nell’edizione uscita nel resto d’Europa con il nome “Tant Qu’il Y Aura Des Hommes”.
Ascoltando il brano ci si accorge subito del cambio di melodia, con un arrangiamento rallentato rispetto all’originale e reso decisamente più malinconico; il brano presenta infatti una sezione ritmica minimale e un intreccio d’archi, flauti e pianoforte (ovviamente suonati con una tastiera). Tralasciando la sensualità della voce di Amanda Lear, vera colonna portante di questa cover, rimane una nenia melensa, un misto tra le fiabe sonore e Laura Pausini.
Se la cover di Amanda Lear può, a chi più, a chi meno, far tornare in mente “Sei Forte Papà” di Gianni Morandi, non possiamo negare che il ritornello del brano ricordi “Piange… Il Telefono” di Domenico Modugno, soprattutto l’attacco iniziale. Il testo della canzone rimane invariato, tranne che per un piccolo ma interessante particolare nel ritornello.
Cosa amava Amanda Lear di Salvador Dalí? «Fisicamente era un bel dibattito - diceva Lear nel 2022 a Sette -. Io uscivo con giovani chitarristi, mentre lui aveva 70 anni e l’alito pesante, i denti marci, eppure non avevo mai incontrato un uomo così affascinante. Mi portò a pranzo al ristorante Lasserre a Parigi. Una volta, alla fine del pasto, recitò una poesia di Garcia Lorca. Nessuno mi aveva mai fatto una cosa del genere! Dimenticavo che fosse vecchio. Non mi ha mai raccontato la stessa storia due volte! Mi parlava del suo tempo, dei surrealisti, di Hitchcock, di Frank Sinatra.
“La partita di pallone” (transl. "The soccer game") is a 1962 pop song composed by Edoardo Vianello (music) and Carlo Rossi (lyrics), arranged by Luis Bacalov and performed by Rita Pavone.

Orietta Berti e Amanda Lear: due donne a confronto - Domenica In 07/12/2025
Intraprese la carriera come modella all'inizio degli anni sessanta, distinguendosi per una certa androginia, che colpì anche il pittore surrealista Salvador Dalí, per il quale posò spesso e con cui intrecciò una relazione. I suoi primi produttori furono i La Bionda, poi dal 1976 la Lear ottenne grande successo come cantante firmando un contratto con la Ariola Records di Monaco di Baviera. Dotata di una voce bassa e sensuale, e forte di un personaggio con un'aura di ambiguità e mistero, raggiunse un notevole successo come interprete di musica Disco in tutta Europa, oltre che in Sud America, Giappone e altri paesi del mondo, grazie a singoli come Tomorrow, Follow Me e Queen of Chinatown.
Gran parte della vita di Amanda Lear è avvolta dal mistero. Poco dopo la sua nascita, avvenuta a Saigon (Indocina francese), oggi Ho Chi Minh (Vietnam), nel 1939, i suoi genitori si sarebbero separati e Amanda sarebbe stata cresciuta dalla madre a Nizza o tra Londra e Parigi o nel sud della Francia e in Svizzera. Amanda Lear stessa ha deliberatamente fornito in più occasioni informazioni contraddittorie sulla sua giovinezza. Ha dimostrato avere un talento per le lingue già in età precoce, imparando presto anche l'inglese, il tedesco, lo spagnolo e l'italiano, lingue che le sarebbero servite più tardi nella vita professionale. I linguisti osservano che ha un accento francese quando parla (e canta) in inglese. Secondo la sua biografia ufficiale si sarebbe trasferita a Parigi dopo aver terminato la scuola, per studiare presso l'Académie des beaux-arts, prima di entrare alla St. A Parigi si presenta alla scuola per modelle di Lucie Daouphars, soprannominata Lucky. Gerald Nanty le suggerisce di andare da Karl Lagerfeld (modellista di Jean Patou) e la Lear inizia così a sfilare per lui. Amanda Lear fu poi messa sotto contratto da Catherine Harlé, capo di una delle più famose agenzie per modelle d'Europa.
«Ero cresciuta pensando di essere brutta, brutta, brutta. Ero troppo alta, ero troppo magra, le mie mammelle erano piatte, avevo gli occhi asiatici e gli zigomi di mia madre così sembravo straniera rispetto a tutte le mie amiche, la bocca era troppo grande e i denti erano troppo grandi, per questo non sorridevo mai. Poi Françoise Hardy esplose in Francia e tutto improvvisamente cambiò. Prima di lei dovevi assomigliare a Brigitte Bardot: bionda, sinuosa e maggiorata. Incontrò l'eccentrico pittore surrealista spagnolo Salvador Dalí a Parigi, l'auto-proclamato enfant terrible dell'arte. Dalí non fu colpito solo dallo sguardo di Amanda Lear, ma anche dall'affinità spirituale: lei stessa da allora ha descritto il loro stretto rapporto non convenzionale come un "matrimonio spirituale". La Lear successivamente ha accompagnato lui e sua moglie per circa quindici anni, trascorrendo ogni estate con loro. Durante questi viaggi Dalí le mostrava i musei d'Europa, i salotti parigini e la Spagna, mentre lei gli mostrava l'arte, la moda, la fotografia e la musica a Londra.
Proprio come Catherine Harlé aveva detto, una ragazza con l'aspetto della Lear era molto richiesta e, subito dopo, si ritrovò a essere fotografata da Helmut Newton, Charles Paul Wilp e Antoine Giacomoni per riviste come mr. (1966), Beau (1966), Candide (1966), Cinemonde (1967), Scandal e Marie France e a partecipare alle sfilate di stilisti come Yves Saint Laurent e Coco Chanel a Parigi e Mary Quant, Ossie Clark e Antony Price a Londra. Dal 1966 al 1970 Amanda Lear è apparsa in alcuni film e programmi TV (Dim Dam Dom), recitando ruoli minori o facendo delle piccole partecipazioni. Il suo primo ruolo è quello dell'aliena nel film francese Ne jouez pas avec les Martiens, a cui è seguito il film Onyricon (Wonderwall) e Fun and Games for Everyone (1968). Nel 1973 viene fotografata per la copertina dell'album For Your Pleasure dei Roxy Music. Nella foto è rappresentata con un abito nero attillato mentre tiene al guinzaglio una pantera nera. La copertina è stata descritta come "famosa come l'album stesso" e richiamò su di lei l'attenzione di David Bowie, con cui la Lear intrecciò un intenso quanto breve legame. Il 16 novembre 1973, apparve nella serie televisiva della NBC americana Midnight Special con Bowie durante la performance di Sorrow. Nel video Amanda Lear è sopra un'impalcatura con in mano un lungo bastone che usa per spostare su una scacchiera delle pedine viventi; inoltre recita nello spettacolo come la "maestra per le cerimonie". Il suo singolo di esordio Trouble non ebbe successo; Amanda Lear registrò anche una versione francese della canzone che attirò l'attenzione del produttore Antony Monn e dell'etichetta Ariola-Eurodisc, che le offrì sette anni e sei album di contratto per una somma di denaro che la Lear definì "astronomica". Il suo album di esordio I Am a Photograph, registrato a Monaco di Baviera, fu un successo in Germania e in Austria. In Italia riuscì ad arrivare alla Top 10. L'album che seguì I Am a Photograph fu Sweet Revenge, un concept album che contiene un medley continuo nel primo lato. L'album riuscì ad arrivare nella Top 10 di alcuni paesi europei e fu certificato Disco d'oro in Germania Ovest e Francia. Dall'album fu poi estratto il singolo di successo Follow Me e la Top 20 Enigma (Give A Bit Of Mmh To Me). Per promuovere l'album Amanda Lear ne cantò le canzoni in varie emittenti televisive in Europa e altrove. In Italia e in Germania la promozione fu continua. Ad esempio in Germania le canzoni erano cantate durante il programma televisivo Musikladen. L'ultimo album della fortunata trilogia Disco è Never Trust a Pretty Face. L'album però non riuscì a entrare nella Top 20, anche dopo la pubblicazione della hit minore Fashion Pack. Dopo la Disco Demolition Night, anche Amanda Lear come molte altre cantanti lasciò la musica disco per dedicarsi al rock e alla new wave. Verso l'inizio del 1980 la Lear pubblicò Diamonds for Breakfast, che fu un successo soprattutto in Norvegia e in Svezia. Con questo album Amanda Lear abbandonò il sound Disco prodotto a Monaco per dedicarsi al rock elettronico in stile new wave. Durante un'intervista dichiarò che non era più interessata al titolo di "White Queen of Disco" (Regina bianca della Disco music), ma voleva assomigliare di più a Tina Turner, la sua rockstar preferita. Lear trascorse la maggior parte del 1980 in tour promozionali per l'album, dalla Grecia sino alla Finlandia. Inoltre arrivò per la prima volta in Giappone, dove entrambi i dischi, il singolo Queen Of Chinatown e Sweet Revenge arrivarono alle prime posizioni e vennero certificati Dischi d'oro. Nel settembre 1980 Lear fa il suo esordio come presentatrice Tv. Dopo Diamonds for Breakfast, Amanda Lear pubblicò l'ultimo album prodotto da Antony Monn Incognito nel 1981. L'album ebbe un tiepido successo in Europa (Svezia, Norvegia, Austria), mentre fu un vero successo in Sudamerica. Divergenze artistiche, ma perse il processo, e come risultato nel 1983 dovette pubblicare l'ultima canzone influenzata da Monn, Love Your Body. Lear si concentrò ulteriormente in Italia, e pubblicò la sua prima raccolta di grandi successi, Ieri, oggi, seguita da uno speciale televisivo chiamato Ma chi è Amanda?. L'ultimo album di studio di Amanda Lear pubblicato dalla Ariola fu Tam-Tam. Come il precedente singolo Incredibilmente Donna, estratto da Ieri, oggi, Tam-Tam nacque da una collaborazione tra compositori e produttori italiani. L'album venne promosso solo in Italia, e anche l'unico singolo estratto No Regrets venne pubblicato solo in Italia. La promozione dell'album avviene durante la conduzione del programma televisivo Premiatissima su Canale 5, in cui la sigla finale era No Regrets. Nel 1984 Amanda Lear pubblicò la sua prima biografia ufficiale, My Life With Dalí, pubblicata inizialmente in Francia sotto il titolo di Le Dali D'Amanda. La biografia fornisce delle informazioni sulla vita di Salvador Dalí, e contiene anche dettagli della vita di Amanda Lear. Dopo aver lavorato per quattro anni come intrattenitrice televisiva per Canale 5 e il canale francese La Cinq Amanda Lear ritorna alla musica con l'album Secret Passion, registrato per segnare il suo ritorno non solo nei paesi europei, ma anche in quelli anglosassoni. Nel 1988 Amanda Lear ritorna nelle classifiche con una reinterpretazione della canzone Tomorrow, Tomorrow (Voulez vous un rendez vous), in cui duetta con il cantante della band CCCP Fedeli alla linea, Giovanni Lindo Ferretti. La canzone dopo una forte promozione in Italia riesce a entrare nella classifica dei singoli, arrivando alla posizione 40. La band inoltre farà da supporto per alcuni concerti di Lear in Italia. Verso la fine degli anni ottanta, due suoi successi, Follow Me e Gold, vengono remixati dal DJ Hi-NRG britannico Ian Levine e ripubblicati dalla Ariola Records come singoli. Nel 1987 e nel 1992, Amanda Lear apparirà in due delle più famose serie televisive francesi, Marc et Sophie e Maguy. Nel 1989 inoltre condurrà Ars Amanda, andato in onda su Rai 3. Dopo le poche apparizioni televisive, nel 1993 Lear appare in due sceneggiati televisivi. Il primo è la serie televisiva Piazza di Spagna dove interpreta sé stessa; successivamente appare nel film per la TV drammatico Une Femme pour Moi diretto da Arnaud Sélignac. Nello sceneggiato interpreta Françoise, casalinga e moglie di Tom novembre, che sta andando incontro a una crisi di mezza età. Quattro anni dopo i due album Pop-rock, Lear ritorna con due album Eurodance, Cadavrexquis nel 1993 e Alter Ego nel 1995. Entrambi non riscuotono quel successo internazionale tanto sperato, anche con molta promozione televisiva e con alcuni concerti in giro per l'Europa. Nel 1998, dopo aver tenuto l'Italia tagliata fuori dai progetti musicali, Lear cerca di ricatturare l'attenzione su di sé con la raccolta di remix e vecchi successi registrati nuovamente: Back in Your Arms. Negli anni novanta, Lear dopo una lunga pausa dalla moda riappare nelle passerelle di stilisti come Paco Rabanne, Grés e Thierry Mugler. Nel dicembre del 2000 Alain-Philippe Malagnac d'Argens de Villèle, il marito della Lear, morì in un incendio scaturito nella loro casa. Per commemorare la sua morte la Lear registra un anno dopo l'album Heart. Dopo aver collaborato con alcuni DJ come Laurent Wolf e Junior Vasquez, partecipa in alcune raccolte e registra alcune canzoni; tra le quali Paris By Night che otterrà in Italia un modesto successo commerciale. Seguono le due raccolte Forever Glam! In televisione ha presentato il programma Rai Cocktail d'amore; lo show ebbe particolarmente successo per le interviste a personaggi importanti degli anni settanta e ottanta, tra cui Marcella, Patty Pravo, Rettore, Anna Oxa, Giuni Russo, Loredana Bertè, Scialpi e i Ricchi e Poveri. Nel 2003 conduce assieme a Gene Gnocchi la seconda edizione de La grande notte del lunedì sera su Rai 2. Nel 2005 è entrata a far parte della giuria del programma Ballando con le stelle. Nell'estate del 2008 ha presentato alcuni programmi, tra cui il francese La Folle Histoire du Disco, il tedesco Summer of the '70s e Battaglia fra Sexy Star sul canale francese e italiano E!. Nell'ottobre del 2008 appare con un cameo nella soap italiana Un posto al sole, nel ruolo della Morte. Per quanto riguarda il cinema ha recitato nella commedia francese Le Défi, un film sulla break dance e nel film drammatico Gigolo. Oltre a essere apparsa in ruoli minori in alcuni film indipendenti, nel 2004 doppia la fashion designer Edna Mode nel film Gli incredibili nella versione francese e italiana del film. A partire dal 1981, la Lear cominciò a esporre le sue opere in varie mostre quasi tutti gli anni, fino all'anno 2000. Un'esibizione del 2001 venne intitolata Not a. Nel novembre 2008 la Lear ha annunciato in una trasmissione televisiva francese i piani per la registrazione di un nuovo album chiamato Brief Encounters. Il doppio album è stato pubblicato il 16 ottobre del 2009 in Italia ed è stato anticipato dal singolo Someone Else's Eyes, cantato in coppia con il cantante-produttore italiano Deadstar. L'album è stato successivamente pubblicato in Europa in tre diverse versioni: standard, acustica e remixata. Sempre nel 2009, in Francia è stato pubblicato l'EP Brand New Love Affair, composto da otto tracce Dance. Dall'album sono stati estratti i singoli Brand New Love Affair (In the Mix) e I'm Coming Up. Dall'aprile al maggio del 2011 è uno dei membri della giuria della terza edizione del varietà di Rai 1 Ciak... si canta!. Sempre in aprile è stata diffusa la notizia che la Lear avrebbe presentato il programma Delitti Rock su Rai 2 in seconda serata, anche se poi la conduzione è stata affidata all'attore Massimo Ghini. Dopo aver pubblicato il singolo Chinese Walk nell'aprile 2011, la Lear ha confermato che pubblicherà un nuovo album di inediti intitolato I Don't Like Disco. La canzone ha ottenuto un discreto successo nel circuito Dance francese e sul web e ha ricevuto recensioni positive in Italia. Il 14 settembre 2012 partecipa alla prima puntata di Tale e quale show condotto da Carlo Conti in onda su Rai 1 come membro della giuria dopo una imitazione che di lei fece Barbara De Rossi. Da febbraio 2016 è protagonista dello spettacolo teatrale La candidate, seguito di Panique au ministère; lo spettacolo è stato promosso attraverso un video dove Lear annuncia la sua finta candidatura alle presidenziali francesi del 2016. A maggio dello stesso anno pubblica un nuovo album musicale dal titolo Let Me Entertain You. Il 22 gennaio 2020, a Parigi, prende parte come modella all'ultima sfilata di Jean-Paul Gaultier, che ha celebrato i 50 anni di carriera prima del ritiro. Nel 2020 ha recitato in Miss, un film di Ruben Alves e nel film Si muore solo da vivi di Alberto Rizzi.
L’11 dicembre 1965, a 26 anni, sposò Morgan Paul Lear con una cerimonia a Chelsea, acquisendone il cognome. Il 13 marzo 1979 sposò l'aristocratico francese Alain-Philippe Malagnac d'Argens de Villèle, produttore musicale, nonché amante e figlio adottivo dello scrittore Roger Peyrefitte, con una cerimonia a Las Vegas durante il tour promozionale del suo album Sweet Revenge. Nel 2000 Malagnac muore a 49 anni nell'incendio della loro villa in Provenza.

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