La stagione 1990-1991 rappresenta un momento storico per il calcio jugoslavo e, in particolare, per la Stella Rossa di Belgrado. In un periodo di profonde trasformazioni politiche e sociali nel paese, la squadra riuscì a conquistare la Coppa dei Campioni, un trionfo che risuonò ben oltre i confini sportivi.
Il cammino trionfale verso la finale
La Stella Rossa intraprese un percorso memorabile nella Coppa dei Campioni, dimostrando una forza e una determinazione eccezionali. Dopo aver superato agevolmente il Grasshopper con un risultato aggregato di 5-2, la squadra affrontò gli scozzesi dei Rangers negli ottavi di finale. La vittoria per 3-0 a Belgrado nella gara di andata rese la partita di ritorno a Glasgow una mera formalità, conclusasi con un pareggio per 1-1.
Nei quarti di finale, la Stella Rossa si trovò di fronte la Dinamo Dresda. La gara di andata a Belgrado si concluse con una netta vittoria per 3-0. Il match di ritorno in Germania fu sospeso al 78º minuto a causa di intemperanze dei tifosi tedeschi, con la Stella Rossa in vantaggio per 2-1. La UEFA inflisse una sconfitta a tavolino alla Dinamo Dresda, promuovendo la Stella Rossa alle semifinali.

La semifinale vide la Stella Rossa contrapposta al temibile Bayern Monaco. La gara d'andata in Germania si concluse con una vittoria per 2-1 a favore della squadra jugoslava, un risultato che ipotecò la qualificazione. La partita di ritorno a Belgrado fu al cardiopalma. Il Bayern Monaco, avanti per 2-1 a pochi minuti dalla fine, sfiorò la qualificazione colpendo un palo. Tuttavia, su un capovolgimento di fronte, un clamoroso autogol del difensore del Bayern Augenthaler regalò il pareggio alla Stella Rossa, assicurandole il passaggio alla finale.
La finale di Bari: un epilogo indimenticabile
La finale della 36ª edizione della Coppa dei Campioni si disputò il 29 maggio 1991 allo Stadio San Nicola di Bari, con circa 52.000 spettatori presenti. La Stella Rossa affrontò l'Olympique Marsiglia, squadra che aveva eliminato il Milan nei quarti di finale a seguito di un controverso episodio legato allo spegnimento delle luci nello stadio Velodrome.
La partita fu caratterizzata da un approccio tattico cauto da entrambe le parti, con le squadre che sembravano puntare più a non commettere errori che a creare occasioni da gol. Nonostante la presenza di giocatori di talento come Darko Pančev e Dejan Savićević da un lato, e Jean-Pierre Papin e Chris Waddle dall'altro, la finale si concluse sullo 0-0 dopo i tempi supplementari.

Il destino della coppa fu deciso ai calci di rigore. La Stella Rossa dimostrò una freddezza eccezionale: tutti i suoi giocatori trasformarono il proprio tiro. Al contrario, l'Olympique Marsiglia fallì il primo rigore, con Amoros che si fece parare il tiro dal portiere jugoslavo Stevan Stojanović. Il rigore decisivo fu segnato da Darko Pančev, che completò una stagione straordinaria coronata dalla Scarpa d'Oro.
La Generazione d'oro e il contesto storico
La squadra della Stella Rossa che conquistò la Coppa dei Campioni è ricordata come la "Generazione d'oro" o la "Generazione del 1991". Questa squadra rappresentava un microcosmo della Jugoslavia multietnica, con giocatori provenienti da diverse repubbliche: macedoni, montenegrini, serbi, croati, bosniaci. Il talento individuale era eccezionale, ma fu la capacità dell'allenatore Ljupko Petrović di plasmare un gruppo coeso a fare la differenza.
CRVENA ZVEZDA beat MARSEILLE on penalties to win the 1991 European Cup!
La vittoria della Stella Rossa avvenne in un momento drammatico per la Jugoslavia. Le spinte indipendentiste delle varie repubbliche stavano portando alla disgregazione del paese e all'inizio delle guerre jugoslave. Paradossalmente, mentre la nazione si sgretolava, la sua squadra più forte raggiungeva l'apice del successo europeo. Pochi mesi dopo la vittoria, il paese era piombato nel conflitto, e i giocatori della Stella Rossa, dispersi nei grandi campionati europei, contribuirono a far fortuna a numerosi club, soprattutto italiani.
Le squadre italiane nella Coppa dei Campioni 1990-1991
In quella stessa stagione, le squadre italiane partecipanti alla Coppa dei Campioni furono il Napoli e il Milan.
Il Napoli, guidato da Albertino Bigon e con un Maradona ancora protagonista, superò l'Újpest Dozsa nel primo turno, ma fu eliminato ai rigori dallo Spartak Mosca nel secondo turno. La partita di ritorno a Mosca fu segnata da circostanze particolari legate alla presenza e all'utilizzo di Maradona.
Il Milan, detentore del trofeo, cercava un'impresa storica tentando di vincere la coppa per il terzo anno consecutivo. Dopo aver superato il Bruges, i rossoneri furono eliminati nei quarti di finale dall'Olympique Marsiglia. La partita di ritorno allo stadio Velodrome di Marsiglia fu interrotta a causa dello spegnimento di un riflettore, e il Milan, dopo un'invasione di campo, decise di abbandonare il terreno di gioco. Questo gesto costò al Milan una sconfitta a tavolino per 3-0 e una squalifica di un anno dalle competizioni europee.
Statistiche e marcatori
La classifica marcatori della competizione vide diversi giocatori delle squadre finaliste e semifinaliste tra i protagonisti:
| Reti | Giocatore | Squadra |
|---|---|---|
| 6 | Peter Pacult | FC Tirol Innsbruck |
| 6 | Jean-Pierre Papin | Olympique Marseille |
| 5 | Mo Johnston | Rangers |
| 5 | Sebastian Losada | Real Madrid |
| 5 | Hugo Sanchez | Real Madrid |
| 5 | Philippe Vercruysse | Olympique Marseille |
| 4 | Emilio Butragueno | Real Madrid |
| 4 | Torsten Gutschow | Dynamo Dresden |
| 4 | Rabah Madjer | FC Porto |
| 4 | Stephane Paille | FC Porto |
| 4 | Darko Pancev | Crvena Zvezda Beograd |
| 4 | Robert Prosinecki | Crvena Zvezda Beograd |

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