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Stefano Sensi è un calciatore italiano nato a Urbino nel 1995, noto per il suo ruolo di centrocampista. La sua carriera è iniziata nelle giovanili dell'Urbania, squadra del suo paese, per poi proseguire nel Rimini e nel Cesena.

Professionista dal 2013, Sensi ha militato nel San Marino, nel Cesena e nel Sassuolo, prima di approdare all'Inter nel 2019. Con la maglia nerazzurra, ha conquistato il campionato e la Supercoppa italiana nel 2021, per poi vincere nuovamente la Supercoppa nel 2023 e il campionato nel 2024.

Dal 2022 al 2023, ha giocato in prestito alla Sampdoria e successivamente al Monza, prima di tornare all'Inter. La sua carriera è stata caratterizzata da un'ascesa costante, partendo dalle leghe minori fino a diventare un protagonista in Serie A e con la Nazionale italiana.

Nonostante alcuni infortuni che hanno costellato il suo percorso, Sensi ha dimostrato una grande resilienza e una crescita continua, affermandosi come uno dei centrocampisti più interessanti del panorama calcistico italiano.

Gli Inizi e la Gavetta

Stefano Sensi inizia a giocare a calcio a 6 anni nelle giovanili dell'Urbania, squadra del suo paese. Nel 2007 passa alle giovanili del Rimini, dove rimane fino alla mancata iscrizione della società al successivo campionato, avvenuta nel 2010.

Dopo due stagioni in prestito, nell'estate 2015 ritorna al Cesena militante in Serie B. La sua gavetta in Lega Pro, secondo il suo primo allenatore Fernando De Argila, poteva essere tranquillamente saltata: "Tempo perso per Sensi, si meritava subito la prima squadra del Cesena".

De Argila, allenatore cresciuto in Catalogna, aveva allenato Sensi già nelle giovanili del Cesena e lo ha rivoluto con sé anche a San Marino. Non è difficile immaginare come lo stile di gioco di Sensi si adattasse alle sue idee: "Un giorno ero al campo con l’allenatore Ricci Petitoni e dando le spalle al campo sentivo il rumore del pallone calciato dai ragazzi. Ad un certo punto mi arriva come una musica e mi giro chiedendo chi avesse colpito il pallone: tutti mi indicano Sensi, da lì non lo ho più mollato. A San Marino scoppiò un putiferio quando gli diedi la fascia di capitano, a soli 18 anni, ma io credo che sia il più forte a dover guidare la squadra".

Al termine della Serie B 2012/13, con il Cesena già salvo, il mister Pierpaolo Bisoli si espresse diversamente sulla possibilità di vedere Sensi in prima squadra: "Non ha l’atteggiamento giusto: ha lasciato la scuola troppo presto e ancora non ha la testa da calciatore. Per diventare un calciatore non basta essere bravi tecnicamente e lui ha solo la tecnica".

De Argila, al contrario, è innamorato pazzo di lui e il 9 settembre 2013, all’indomani dello 0-2 subito dal San Marino in casa della Reggiana, si spinse ben oltre il semplice endorsement, parlando di Sensi come di un giocatore importante per il calcio italiano, addirittura più forte di Xavi e Iniesta quando avevano la sua età. Difficile in quel momento prendere troppo sul serio le sue parole fin troppo ottimiste.

Nonostante il valore modesto di quella squadra, che al termine dell’annata 2014/15 è retrocessa in Serie D, quello del San Marino si rivela un ambiente accomodante per approcciarsi al calcio dei grandi: una figura che lo stima e lo coccola, una piazza con pochissime pressioni e un regolamento che nella stagione 2013/14 non prevede retrocessioni. Senza l’assillo del risultato, trovano spazio diversi ragazzi del vivaio del Cesena portati da De Argila e vengono gettati nella mischia senza troppe remore. Un contesto che consacrerà Sensi come uno dei giovani più promettenti della Lega Pro. In particolare nella seconda parte della stagione, quando da mezzala viene alzato sulla trequarti, assumendosi l’incarico di sviluppare la parte creativa e finalizzativa della manovra (8 gol nelle ultime 20 partite, una media da attaccante).

A gennaio del 2015, con il Cesena invischiato nella lotta per non retrocedere in Serie B, prende corpo l’ipotesi di riportare il classe ’95 in bianconero, ma Di Carlo boccia il suo ritorno anticipato e la società virerà sullo svincolato Mudingayi. Sensi allora tornerà alla base soltanto in estate, ma sembra di nuovo di passaggio: il Teramo neopromosso in B si accorda con il club romagnolo sul suo trasferimento per 800.000 euro, successivamente però la società abruzzese viene coinvolta nel calcioscommesse e l’operazione salta. Sensi racconta così quei giorni: «Ero del Cesena, mi chiamarono in ritiro e manco me l’aspettavo. Mi dicevo: tre settimane di agonia e poi andrò via, il più presto possibile». Invece il nuovo allenatore Massimo Drago vede in lui una buona riserva di Cascione e dopo il primo giorno di allenamenti blocca la sua cessione.

Sensi ci mette pochissimo tempo a scalare le gerarchie: sale al proscenio già nel “Memorial Lugaresi” del 25 luglio 2015 contro il Genoa, quando da volante davanti alla difesa incanta il Manuzzi.

All’inizio del video la scucchiaiata di mezzo esterno con cui manda in gol Cascione, dirottato mezzala sinistra. Nel corso di quest’amichevole Sensi colpirà una traversa su punizione e irriderà Perotti con un tunnel.

Sensi giocherà 33 partite tra stagione regolare e play-off di B, di cui 27 da titolare nel 4-3-3 di Drago, tutte da mediano basso (fa eccezione soltanto uno spezzone a Modena in cui viene provato trequartista), con ai suoi lati il futuro milanista Kessié e uno tra Cascione e Koné. Se in Lega Pro si occupava della gestione palla negli ultimi due terzi di campo, Sensi in B veste i panni del classico regista che gestisce l’uscita del pallone dalla difesa e smista il gioco, sfruttando le sue qualità balistiche pure sui calci piazzati, da cui nascono 3 dei 4 gol complessivi (2 rigori e una punizione). Nonostante un fisico sulla carta non del tutto adatto al calcio contemporaneo - e che forse ha contribuito ad alcuni pregiudizi nei suoi confronti - Sensi ha assorbito con disinvoltura l'impatto agonistico del passaggio dalla terza alla seconda serie.

Stefano Sensi in azione durante una partita

L'Arrivo in Serie A e il Sassuolo

Nella finestra di mercato invernale arriva la chiamata dalla A: il 14 gennaio 2016 il Sassuolo, sempre attento ai giocatori che si mettono in luce nelle leghe minori, lo acquista per 5 milioni e lo lascia in Romagna fino al termine del campionato.

Nell'estate 2016 arriva al Sassuolo. Esordisce il 4 agosto nel ritorno del 3º turno di qualificazione di Europa League a Reggio Emilia contro il Lucerna, vinto per 3-0, nel quale subentra al 73º. Esordisce in Serie A il 21 agosto 2016, a 21 anni, giocando titolare nella partita vinta 1-0 in trasferta contro il Palermo.

All'inizio della stagione seguente, un problema muscolare rimediato in nazionale lo tiene fuori per un mese e ritorna a giocare da fine novembre. Tuttavia non riesce a ritrovare la continuità, dato che a gennaio un problema al polpaccio gli fa saltare gli ottavi di Coppa Italia, mentre a febbraio si ferma per l'ennesima volta a causa di un affaticamento muscolare.

Nonostante ciò, Sensi ha dimostrato grande forza di volontà e determinazione nel superare gli ostacoli. La sua abilità nel "comprimere il gioco" e lavorare sui propri pregi, nascondendo i difetti, è stata fondamentale per sopravvivere alla selezione naturale di una Serie A orientata tradizionalmente su tatticismo e atletismo.

Le Caratteristiche Tecniche

La migliore caratteristica di Sensi è una rapidità d’esecuzione che non va mai ad intaccare la precisione dei suoi gesti, ma al contrario sembra esaltarla. Il suo calcio si basa sul rubare un tempo di gioco grazie allo smarcamento preventivo e al primo controllo, e da lì guadagnare un vantaggio da sfruttare nella seconda giocata.

Sensi ha uno stile di gioco estremamente diretto, in cui mira a colpire con dei lanci sia in orizzontale che in verticale il sistema difensivo avversario prima ancora che si possa riorganizzare. Per dire, in questo avvio di campionato ha completato 18 passaggi lunghi su 22.

Se non può giocare lungo, preferisce fraseggiare nel corto scaricando lateralmente o tornando di prima da chi gli ha ceduto palla, per poi eventualmente chiamare il triangolo spostandosi nel cono di luce. La mobilità e lo spiccato senso della posizione gli consentono di coprire tutta la fascia centrale del campo, accompagnare l’azione e talvolta incunearsi in spazi stretti. Anche in queste situazioni Sensi pare aver sviluppato gli anticorpi necessari a proteggere palla e a contenere il contatto fisico.

Schema tattico con posizionamento di un centrocampista come Sensi

Usa benissimo il piede perno, e in generale usa benissimo il corpo nell'uno contro uno, talvolta facendo sfilare la sfera tra le gambe, oppure ancora grazie al "Cruyff turn" o alle finte con la suola. Pure quando viene affiancato mentre porta palla, la sposta con il tacco nella direzione in cui vuole muoversi, così da mettersi sempre con il tronco tra avversario e pallone. Ed evitare quindi di scoprirla.

Per sfuggire ai contrasti Sensi fa anche un largo uso di pause con cui rallenta l’azione e spezza il ritmo, mandando a vuoto l’uomo. Spesso fa poi seguire un cambio di passo o una giocata nello spazio che si è creato. Il resto lo fa la sua sensibilità cerebrale (nel prevedere le mosse altrui) e tecnica (nello spostare palla).

Nell’ultima stagione Sensi ha completato appena 0,9 dribbling per 90 minuti, che rappresentano però l’85,71% di quelli tentati. Una simile percentuale di successo, oltre che alla visione di gioco e al baricentro basso, è permessa anche dal fatto che usa i due piedi praticamente allo stesso modo ed è difficile da leggere per un marcatore. Il sinistro non è mai una semplice opzione supplementare a cui affidarsi quando gli viene chiuso il destro, ma un piede da usare per replicare le stesse giocate di qualità. Alla prima giornata di campionato ha mandato in porta Politano e Falcinelli proprio con due lanci di sinistro. Già il primo gol tra i professionisti, segnato il 15 settembre 2013 in un San Marino-Como 2-0, denota, più che la precisione (il tiro senza quella deviazione probabilmente non avrebbe impensierito il portiere), l’attitudine a utilizzare il piede debole quando permette una soluzione più tempestiva.

Vigore Difensivo e Posizionamento

Sensi ha lavorato profondamente sul suo gioco in fase di non possesso e ha trasformato in un punto di forza ciò che a inizio carriera ne limitava l'impatto complessivo. In Emilia ha accresciuto il volume delle sue cosce per avere una migliore resistenza agli urti.

Sensi aggredisce il portatore di palla con l’energia e la testardaggine tipica dei cani di piccola taglia che si avventano su un proprio simile molto più grande. Negli scontri frontali Sensi difende basso e sulle gambe, e non appena il pallone rientra nella propria disponibilità lo attacca, mantenendo al momento del tackle le gambe divaricate e sbilanciando il peso del corpo sulla gamba destra, quella con cui solitamente va al contrasto. Da quando milita in A ne vince 1,52 a p90’: non una grande quantità in senso assoluto, ma neppure trascurabile.

Come in quella offensiva, anche in fase difensiva Sensi ha uno stile piuttosto diretto, in cui cerca di far valere il suo tempo di intervento unito ad una spiccata aggressività per non dare modo al proprio uomo di pensare, e di evitare in particolare che sposti il confronto sul piano fisico o atletico. Il suo approccio a questi duelli individuali non è prettamente distruttivo (interrompere l’azione), bensì propositivo: recuperare palla e innescare una transizione positiva.

Diversamente quando è in ritardo o affronta l’uomo partendo da una zona laterale, cerca di contenere quell’irruenza che nel triennio tra San Marino e Cesena gli ha fruttato, oltre a svariati recuperi diretti e indiretti, 21 ammonizioni e 3 espulsioni in 90 presenze (un cartellino ogni 4 partite scarse), provando ad accompagnare il portatore verso l’esterno, cosa che però gli riesce meno bene per via del gap fisico che è costretto a pagare.

Con il salto di categoria l’aggressione sul primo controllo avversario si è fatta meno efficace proprio per una questione muscolare - l’anno scorso ha vinto mediamente 0,5 tackle in meno dei suoi compagni di reparto e ne ha persi 3,82, circa il loro stesso numero - e oggi, più che per andare a contrasto, in fase di non possesso lavora in primis per sporcare le linee di passaggio. Quando invece difende in posizione fa leva sulle sue letture, che gli permettono di mantenere le spaziature corrette e schermare la linea difensiva, senza farsi attirare fuori posizione dalla palla.

L'Inter e i Successi

Stefano Sensi è un nuovo giocatore dell'Inter. Dopo essere tornato a giocare con l'Inter il 7 aprile in Inter-Sassuolo (2-1) e quattro giorni più tardi parte titolare in Inter-Cagliari (1-0).

Nel 2021, Sensi ha vinto il campionato con l'Inter e la Supercoppa italiana. Dal 2022 al 2023 è stato in prestito prima alla Sampdoria e successivamente al Monza, per poi tornare in squadra all'Inter e vincere nuovamente la Supercoppa italiana 2023 e nel 2024 il campionato.

La sua carriera all'Inter è stata segnata da diversi infortuni, che lo hanno tenuto lontano dal campo per periodi prolungati. Nonostante ciò, ogni volta che è rientrato, ha dimostrato il suo valore e la sua importanza per la squadra.

Trofeo Scudetto Serie A

La Vita Privata

Stefano Sensi è sposato con Giulia Amodio. La coppia ha due figli. Il calciatore è diventato papà per la prima volta il 6 aprile 2022.

Le Magie di Stefano Sensi con la maglia Nerazzurra

Statistiche e Record

Nel corso della sua carriera, Stefano Sensi ha collezionato numerose presenze in Serie A e ha contribuito con gol e assist alle fortune delle squadre in cui ha militato.

Le sue statistiche sono consultabili su diverse piattaforme sportive, che ne attestano la continuità e l'importanza nel gioco delle squadre.

Tra i dati più significativi, si evidenzia la sua capacità di fornire passaggi chiave e di partecipare attivamente alla manovra offensiva.

Grafico delle statistiche di Stefano Sensi

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