Il 3 aprile 2018 è una data che i tifosi della Juventus non dimenticheranno mai. Probabilmente non avrebbero mai immaginato che un gol subìto potesse trasformarsi in uno dei regali più belli. Era infatti il 3 aprile 2018, quando Cristiano Ronaldo, all’epoca trascinatore del Real Madrid, mise a segno quello che da molti è ritenuto il gol più bello di tutta la sua carriera.
Nella gara di andata dei quarti di finale di Champions League, disputata a Torino, il Real Madrid era già in vantaggio di una rete sui bianconeri di Allegri. Nel secondo tempo, poi, l’attimo che avrebbe cambiato la storia: cross proveniente dalla destra e indirizzato al centro dell’area, dove Cristiano Ronaldo si trovava ad affrontare la difesa juventina. In quel momento il lampo di genio: un’elevazione incredibile e l’impatto con il pallone in rovesciata a 2,23 metri di altezza. Gol e applausi.
Non solo quelli dei tifosi del Real Madrid, ma anche e soprattutto quelli dei sostenitori della Juventus. Tutti i presenti all’Allianz Stadium in piedi a tributare al campione portoghese il giusto omaggio per il gesto tecnico fuori dal comune. Incredulità e gratitudine per Cristiano Ronaldo, piacevolmente sorpreso dalla reazione dei tifosi avversari.
Quella partita finirà poi 3-0. Ad aprire i giochi era stato sempre il portoghese, dopo appena tre minuti su suggerimento di Isco. Nel finale il 3-0 di Marcelo e, in mezzo, quell'elevazione incredibile e quell'impatto con il pallone in rovesciata a 2,23 metri di altezza. Il ritorno sarà deciso ancora da Ronaldo, all'ultimo minuto della partita di un'epica rimonta soltanto sfiorata dalla Juve di Allegri. Quella Champions la vincerà ancora lo stesso Real Madrid, la quinta per Ronaldo e la quarta in cinque anni (dal 2014) coi blancos.
A distanza di due anni quel capolavoro è ancora immutato, sempre bellissimo. Sicuramente tra le sue reti più belle in carriera, forse la migliore in assoluto. Il gesto tecnico di Cristiano Ronaldo allo Stadium è da incorniciare per bellezza e tecnica. Marca, quotidiano spagnolo, ha studiato il movimento e ha calcolato che il fenomeno del Real Madrid ha colpito la palla a 2,38 metri d'altezza. Sì, avete letto bene. 35 cm più in alto rispetto all'altezza di LeBron James (2,03 m) che l'ha celebrato con un post su Instagram.
Emblematica la reazione di Barzagli che allarga le braccia: "Ho sentito il rumore dell'impatto tra la scarpa e il pallone, impressionante. Semplicemente, la rovesciata perfetta.
Quel gesto tanto apprezzato al punto di spingere il campione portoghese a decidere il suo futuro: "Dopo il Real, sarà in bianconero". Sarà stato sicuramente questo il pensiero di CR7, che da quel momento - considerata giunta al capolinea la sua avventura con il Real Madrid - non ha più avuto dubbi.
"La standing ovation dello stadio dopo il mio gol ha rappresentato per me un momento straordinario - le parole di Cristiano Ronaldo subito dopo la partita -, per questo voglio ringraziare tutti i tifosi della Juventus. Ciò che hanno fatto è stato qualcosa di fantastico, una cosa che non mi era mai capitata durante tutta la mia carriera. Il gol in rovesciata è stato incredibile, probabilmente il più bello della mia carriera. Cercavo di mettere a segno una rete così da tanto tempo, oggi ci ho provato e sono riuscito a trovarlo saltando così in alto."
Esattamente un anno dopo, è cambiato tutto. Cristiano Ronaldo non è più un sogno, ma una realtà per i tifosi della Juventus. E il campione portoghese, dopo averla condannata più volte negli ultimi anni, adesso prova a spingere la squadra bianconera alla conquista della Champions League. Tutto merito di una rovesciata incredibile, quella che fece scattare la scintilla un anno fa: il 3 aprile 2018, data di inizio di una storia incredibile.
Il mondo rovesciato di Cristiano Ronaldo è anche, anzi soprattutto, nel «grazie» detto in italiano in coda a una notte che non dimenticherà, che non dimenticheremo: «Sì, è vero, è stato uno dei miei gol più belli, ma la cosa che mi ha commosso è l’applauso dei tifosi della Juventus: quello è stato pazzesco, incredibile, grazie, grazie a tutti».
E mentre lo diceva, al sito dell’Uefa, un’ora dopo il gol dei gol che per chissà quanto il pianeta intero continuerà a visualizzare su Youtube, aveva un sorriso imbarazzato come non l’avevamo visto mai. Riguardatelo: niente spacconate, solo un bambino felice che festeggia un gol che è di tutti, perché tutti l’abbiamo sognato, un gol così.
Subito dopo la partita il suo allenatore Zinedine Zidane ci ha scherzato sopra: «Bello eh, però il mio a Glasgow era più difficile». Che poi, diciamolo, forse non è nemmeno un’osservazione tanto assurda: il gesto estetico è un conto, il contenuto tecnico un altro, e forse quella palla colpita al volo da Zizou nella finale del 2002 col Bayer Leverkusen era ancora più complicata.
Con i suoi numeri sono stati riempiti i giornali ieri, qui basti ricordare che ha saputo essere vincente anche quando ha sbagliato (un rigore nella finale di Champions contro il Chelsea nel 2008) o era assente (nella finale degli Europei vinti dal Portogallo nel 2016, passata a bordocampo infortunato a incitare i compagni). Torinese, è al Foglio dal 2007. Prima di inventarsi e curare l’inserto settimanale sportivo ha scritto (e ancora scrive) un po’ di tutto e ha seguito lo sviluppo digitale del giornale. Parafrasando José Mourinho, pensa che chi sa solo di sport non sa niente di sport. Sposato, ha tre figli.
CR7 e i record, una storia aperta. Il gol che chiude il match casalingo con il Bayer Leverkusen (3-0 al minuto 88), che arriva al termine di una partita non certo esaltante, permette al campione portoghese di aggiungere qualche record alla sua personalissima collezione.
Record di Cristiano Ronaldo in Champions League:
- Gol n. 127 in Champions League, record aggiornato. Il migliore di tutti in questa particolare statistica.
- 33a squadra "bucata" in Champions League, raggiunto Raul (Messi è a 32).
- In gol in 14 stagioni consecutive in Champions League.
- 102a vittoria in Champions: superato Casillas (fermò a 101).
Dopo il pareggio con rimpianti di Madrid, la Juventus coglie la prima vittoria della fase a gironi di Champions League. Ne fa le spese il Bayer Leverkusen, regolato 3-0 allo ‘Stadium’. Bianconeri pragmatici e senza fronzoli. Sarri con il 4-3-1-2: Szczęsny; Cuadrado, Bonucci, de Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanić, Matuidi; Bernardeschi (si pensava Ramsey); Higuain, Cristiano Ronaldo. Un classico 4-4-2 per Bosz, che perde il difensore centrale L. Bender in riscaldamento: Hradecky; Weiser, Tah, S. Bender, Wendell; Havertz, Aranguiz, Baumgartlinger, Demirbay; Alario, Volland.
A cercare la porta per primi sono i rossi del Bayer, ma né Alario al 3’ né Demirbay all’8’ inquadrano la porta. La Juve passa al 17’: Cuadrado sventaglia in avanti, Tah la alza a campanile di testa ma perde l’orientamento, Higuain stoppa il pallone e calcia col destro a incrociare superando Hradecky.
Il Bayern torna dagli spogliatoi con Amiri per Demirbay. Corrono i rossi, ma al tiro va Bernardeschi, alto. La Juve amministra e trova il raddoppio con Bernardeschi al 62’, che si sblocca alla prima da titolare in stagione: Higuain dialoga con CR7 sulla sinistra, palla in mezzo e girata mancina dell’esterno bianconero.
A ruota un’incursione di Cristiano Ronaldo semina il panico in area Leverkusen. Hradecky rischia un pasticcio clamoroso su un retropassaggio, sbagliando il controllo di piede. Meglio il portiere del Bayer nel chiudere la porta a CR7, ben servito dal ‘Pipita’. Al 74’ Bentancur rileva Khedira, al 77’ Bernardeschi lascia il posto a Ramsey. Entra anche Dybala per Higuain all’83’ e impegna Hradecky con un sinistro a girare.

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