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Le contestazioni dei tifosi dell'Inter nei confronti di Mauro Icardi sono proseguite anche dopo la partita con il Cagliari, quando un gruppo di ultras si è recato sotto casa dell'attaccante nerazzurro.

"Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o la fai da infame?", è il testo dello striscione esposto sotto casa.

Lo striscione è un chiaro riferimento alle parole di Icardi riportate nella sua autobiografia, in cui sfidava gli ultras con queste parole: "Sono pronto ad affrontarli uno ad uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono cinquanta, cento, duecento?".

Lo scontro nasce da un diverbio avuto con i tifosi al termine di Sassuolo-Inter della scorsa stagione e soprattutto dalla ricostruzione dello stesso che viene fatta nel suo libro autobiografico intitolato «Sempre avanti».

Nel libro Icardi racconta che al termine di Sassuolo-Inter avrebbe affrontato la curva-Nord a fine gara e di aver regalato la maglia ad un bambino, maglia che sarebbe stata strappata dalle mani del piccolo da parte di un tifoso che gliela avrebbe gettata indietro.

Qui scrive Icardi: «Gli ho urlato: pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo».

Più avanti Icardi aggiunge, sempre nel libro: «Nello spogliatoio vengo acclamato come un idolo... I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”».

Una ricostruzione che non è piaciuta ai tifosi che lo ritengono, oltre che falsa, offensiva nei confronti degli ultrà nerazzurri.

Tanto che nel loro comunicato ufficiale scrivono: «Ci dipinge come oscure figure minacciose che ruotano intorno all’ambiente Inter pretendendo chissà cosa. Quando l’unica cosa che chiediamo è impegno ed onestà. Perché tifiamo Inter da prima che Icardi nascesse, perché l’Inter per noi è un conto in banca a perdere, non certo un rinnovo di contratto all’anno a suon di milioni.. Ma come si fa a dar credito ad una persona che scrive: “Se siete dei veri tifosi dovete applaudire quando si vince ma anche quando si perde”.. Quando è alla luce del sole ed inappuntabile il fatto che la Curva Nord, a costo di incorrere nei mugugni del resto dello stadio, da sempre ha come priorità quella del sostegno costante alla squadra a prescindere dal risultato. Attenuanti? Nessuna. I bonus sono finiti. Noi non pretendiamo di essere capiti, adulati od accettati. Noi siamo Ultras. Siamo irrazionale passione. Non siamo Angeli, né tantomeno diavoli. Siamo il Cuore che tutto Dona per la Follia di un Incondizionato Amore. Però un concetto dovrebbe essere chiaro a tutti: il capitano dell’Inter non può permettersi tali dissennate uscite. Un individuo del genere non può indossare la fascia di capitano. A prescindere dal nostro pensiero, esulando dalla nostra presa di posizione.»

La Curva Nord dell'Inter accusa Mauro Icardi di aver inventato di sana pianta l'intero episodio riguardante il bambino, definisce inaccettabili "tutte le falsità concentrate in quelle tre pagine del libro" e annuncia che "i bonus sono finiti".

Per gli ultras "il capitano dell'Inter non può permettersi tali dissennate uscite. Un individuo del genere non può indossare la fascia di capitano. A prescindere dal nostro pensiero, esulando dalla nostra presa di posizione."

"Usi un bambino per giustificarti e tirarci fango in faccia. Non sei uomo. Non sei capitano": è questo il testo dello striscione rivolto a Icardi, esposto in Curva Nord nel prepartita di Inter-Cagliari.

Prima c'era stato il comunicato degli ultra' nerazzurri, che nella notte avevano già riservato parole durissime al capitano.

Tutto nasce da alcune dichiarazioni contenute nel libro autobiografico 'Sempre avanti' legate alla ricostruzione dell'episodio del febbraio 2015, quando al termine di Sassuolo-Inter ci fu un duro confronto tra gli ultras e un gruppo di giocatori: "Icardi con noi hai chiuso. Togliti la fascia. Pagliaccio.

La richiesta degli ultras - La Curva Nord detta le condizioni a Mauro Icardi. Secondo quanto riporta l’Ansa, gli ultras avrebbero chiesto al capitano nerazzurro di ritirare dal commercio la sua autobiografia e di rimetterla in vendita in una nuova versione che non riporti i fatti di Reggio Emilia, la cui ricostruzione è al centro delle polemiche tra la Curva e il giocatore.

Icardi affida a un post su Instagram la sua risposta al duro comunicato della Curva Nord: "Sono dispiaciuto. Dispiaciuto per questo polverone che si è creato. Ho semplicemente raccontato un episodio seguendo i miei ricordi".

Icardi spiega che già nel libro riconosceva di aver usato in quella occasione parole troppo forti contro la sua stessa tifoseria: "Sono sorpreso perché relativamente all'episodio di Reggio Emilia ho semplicemente riferito di come, complice l'adrenalina post partita e il difficile momento che stava attraversando la squadra, 'a caldo' ho perso la testa. Volevo semplicemente rendere l'atmosfera di quell'episodio".

"Nel libro - ammette Icardi nella sua risposta sui social - ho aggiunto che avevo sputato fuori frasi esagerate (ed il verbo sputare già rende l'idea di quanto inopportuna fosse stata la mia reazione). Riguardo al discorso degli assassini dall'Argentina, siccome da più parti mi continuavano a ripetere che mi sarei ritrovato degli esagitati sotto casa (nota bene: non la Curva Nord, degli esagitati) ho pronunciato quella frase: ma nella biografia ho anche detto 'avevo usato parole minacciose contro la tifoseria e non avrei dovuto farlo'. Spero che avrete compreso quanto importanti siete per me e quanta stima e quanto Amore nutra per voi anche se deciderete di fischiarmi.

«Icardi con noi ha chiuso. Togliti la fascia pagliaccio. Questo, ora sì, lo pretendiamo». Con queste parole, contenute in un duro comunicato, la curva Nord dell’Inter si separa definitivamente dal capitano della formazione nerazzurra e lo contesta pubblicamente a San Siro con striscioni e fischi, striscioni tra l’altro portati anche sotto la casa del giocatore, nei pressi dello stadio, quasi a sfidarlo ulteriormente.

La lettera di scusePoco dopo arrivava la lettera di replica di Icardi: «La fascia da capitano rappresenta la realizzazione dei miei sogni di bambino, la gioia che ho donato prima di tutto alla mia famiglia e poi a me stesso. Siete Voi che io cerco ogni domenica appena faccio gol - scriveva Icardi - è il Vostro abbraccio che io cerco per primo. Perché io amo l’Inter. Fra pochissimo scenderò in campo quindi non posso più dilungarmi».

«Spero che avrete compreso quanto importanti siete per me e quanta stima e quanto Amore nutra per Voi anche se deciderete di fischiarmi. Vi chiedo solo una cosa da Capitano: state vicini all’Inter come avete sempre fatto, io e i miei compagni abbiamo bisogno di Voi.

Mauro Icardi con la fascia di capitano dell'Inter

Icardi però sembra non aver convinto neanche i vertici della sua stessa società.

«Sono cose che non si possono accettare. Ogni singola persona che fa parte dell’Inter deve sapersi comportare. Ora pensiamo a vincere contro i Cagliari poi vedremo cosa fare. Per noi i tifosi sono la cosa più importante e tutti dobbiamo rispettarli». Se saranno presi provvedimenti? «Sì» ha dichiarato Javier Zanetti vicepresidente dell’Inter a Premium Sport.

Sulla stessa lunghezza d’onda il ds Piero Ausilio, che ha anche sottolineato: «Io non penso neanche che a 23 anni si debba fare un’autobiografia. L’ho scoperto quest’anno, l’ho scoperto adesso.Per quanto riguarda le cose scritte, è normale che stamattina dal momento in cui la cosa è entrata a far parte del dominio pubblico, mi sono interessato e ho cercato di vedere cosa ci fosse scritto. La sciocchezza sta nel fatto di tirare fuori cose del passato che sono cose nel bene o nel male successe e raccontate probabilmente in un modo non veritiero».

Lo stadio ha reagito agli insulti degli ultras verso l’argentino, che era stato "beccato" alla lettura delle formazioni. - MilanoLo avevano annunciato e non è stata una sorpresa l’accoglienza riservata dalla Curva Nord a Mauro Icardi.

Indifferenza durante il riscaldamento, poi durante la lettura delle formazione scelta da Spalletti per l’Atalanta il nome dell’argentino è stato accolto da applausi ma anche da tanti fischi.

D’altra parte la Curva aveva dato seguito allo striscione di Appiano Gentile (“Avanti con gli interisti - Icardi vattene”) rilanciando sul proprio giornale “L’urlo della Nord” la propria linea nei confronti dell’ex capitano: “Insultiamo quel pezzo di m... Icardi vattene”.

Ma gli equilibri sono cambiati al momento di entrare in campo.

Quando è partito dalla Nord il coro “Mercenario” e “Icardi uomo di m...”, è stato sommerso dai fischi del resto del Meazza, dissociandosi.

Striscione

Nel primo anello blu di San Siro è stato esposto lo striscione “Bentornato capitano”. La querelle ha anche disturbato il minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto dell’Aquila, con l’urlo di alcuni tifosi “Vai Mauro” in risposta agli insulti di altri per l’argentino.

Milano, 7 aprile 2019 - Tifoseria interista divisa su Mauro Icardi. Allo striscione "Bentornato capitano", esposto al primo anello blu dello stadio nei minuti prima del fischio d'inizio di Inter-Atalanta (0-0), si oppongono i fischi e i cori geli ultras contro l'argentino: "Mercenario".

La protesta però deve fare i conti con il resto di San Siro, che si dissocia fischiando le offese della Curva Nord.

Per Icardi si tratta della prima partita al Meazza dopo più di due mesi d'assenza, titolare ma senza la fascia di capitano.

Ad assistere anche la moglie e agente Wanda Nara con i figli.

Al fischio finale, la squadra è andata sotto la curva per salutare gli ultras. Anche Icardi non si è tirato indietro, pur non applaudendo e preferendo l'indifferenza.

E poco dopo la Nord ha lanciato un altro coro contro.

L'amministratore delegato dell'Inter Giuseppe Marotta ha commentato il rientro dell'argentino: "Mauro ha 26 anni, è un uomo che deve crescere e fare esperienza come tutti a quell'età. E' un grande giocatore e deve mettere la sua qualità al servizio della squadra. La reazione del pubblico? I tifosi devono capire che prima di tutto vengono la società e la maglia: dobbiamo restare uniti per raggiungere i nostri obiettivi".

"Bentornato capitano". È lo striscione per Mauro Icardi, al ritorno a San Siro da titolare dopo due mesi d'assenza senza la fascia di capitano, esposto al primo anello blu di San Siro prima dell'inizio di Inter-Atalanta.

Come annunciato cori della Curva Nord contro Maurito ("Mercenario" e "Uomo di m..."), il resto dello stadio si è dissociato rispondendo con i fischi.

Applausi e qualche fischio alla lettura delle formazioni.

Alcuni tifosi dell'Inter hanno interrompono il minuto di silenzio per il ricordo delle vittime del terremoto dell'Aquila per urlare a Icardi: "Vai Mauro!".

Sassuolo Inter 3-1/ Lite Icardi e Guarin contro tifosi Inter

Dell'argentino ha parlato anche l'ad Beppe Marotta: "Il suo futuro?

«Bentornato capitano». È lo striscione esposto al primo anello blu dello stadio San Siro nei minuti prima del fischio d'inizio di Inter-Atalanta. Un prima dimostrazione d'affetto che una parte dei tifosi riserverà a Mauro Icardi, di nuovo al Meazza da titolare dopo due mesi d'assenza, alla prima partita senza la fascia di capitano.

Gli ultras dell'Inter zittiti da tutto lo stadio San Siro. Poco prima del fischio d'inizio della sfida contro l'Atalanta, gli ultras hanno intonato qualche coro contro Mauro Icardi: «Mercenario» e «uomo di m...».

La Curva Nord dell'Inter

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