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La storia di Ronaldo Luís Nazário de Lima, noto come "Il Fenomeno", è indissolubilmente legata a una serie di gravi infortuni che hanno segnato la sua carriera, in particolare quelli al ginocchio. Nonostante questi ostacoli, la sua grandezza è rimasta impressa nella memoria collettiva del calcio mondiale.

Ronaldo Nazário de Lima in azione

L'inizio di una leggenda e i primi campanelli d'allarme

Quando Ronaldo irruppe sulla scena calcistica, sembrava provenire da un altro pianeta. Già in giovane età, nel Cruzeiro e poi nel PSV Eindhoven, dimostrò un mix senza precedenti di agilità, potenza, tecnica e precisione. Ad Eindhoven, nella sua prima stagione, segnò trenta gol in trentatré presenze, laureandosi capocannoniere. In totale, nelle due stagioni nei Paesi Bassi, realizzò 54 gol in 57 incontri.

Nel 1994, arrivò in Europa da campione del mondo, pur non avendo giocato nella Coppa del Mondo di quell'anno. Dopo le sue prodezze in Olanda e al Barcellona, al suo primo anno all'Inter, il Fenomeno fece intuire al mondo intero che i grandi della storia del calcio non erano più al sicuro.

Il mistero di Francia '98 e l'inizio del calvario

Il primo grande problema per Ronaldo si presentò il pomeriggio della finale di Coppa del Mondo del 1998 contro la Francia. Fu trovato in condizioni preoccupanti dal compagno di squadra Roberto Carlos prima della partita. Il mistero che circonda quell'episodio rimane fitto, e il ricordo di un Ronaldo che giocò una finale visibilmente provato fa ancora male. Dopo quel pomeriggio, nulla fu più come prima.

Ronaldo in campo durante la finale di Francia '98

Il calvario all'Inter: ginocchia tradite

I guai all'Inter iniziarono nel settembre del 1998, quando i medici nerazzurri diagnosticarono a Ronaldo una tendinopatia rotulea. La stagione era appena iniziata e il brasiliano doveva essere la chiave per portare l'Inter alla vittoria. I medici attendevano e lo curavano, finché, durante un Inter-Lecce del 21 novembre 1999, quella cartilagine subì una lesione parziale del tendine rotuleo del ginocchio destro.

Ronaldo venne operato d'urgenza a Parigi dal professor Saillant. Iniziò una lunga e attenta riabilitazione. Quando giocò la sua prima partita dopo l'infortunio, il 12 aprile 2000 contro la Lazio, nella finale d'andata di Coppa Italia, sembrò il fuoriclasse di sempre. Dopo soli sei minuti, però, avvenne un vero e proprio dramma sportivo.

Quella sera allo Stadio Olimpico di Roma, Marcello Lippi mandò in campo Ronaldo al 58' con l'obiettivo di raggiungere il pareggio e, magari, la vittoria. Quello che doveva essere un nuovo punto di partenza si trasformò in un nuovo calvario. Al 65', mentre cercava di superare un avversario con una serie di finte e tentava un dribbling al limite dell'area laziale, si lacerò completamente il tendine operato, il ginocchio destro andò fuori asse e lui crollò a terra. Le immagini scioccarono il mondo intero, e le urla di dolore e le lacrime del Fenomeno commossero tutti.

Diego Simeone, avversario in quella partita, ricordò: "Sentimmo un rumore che ci fece capire subito che qualcosa si era rotto". Il giorno dopo, Ronaldo era nuovamente sul tavolo operatorio di Saillant, e da lì si ripartì con una riabilitazione ancora più dura.

Ronaldo a terra dopo l'infortunio al ginocchio

La fragilità di un corpo potente e le successive ricadute

Ronaldo non aveva la stessa forma fisica dei suoi vent'anni: era molto potente nella parte superiore del corpo, ma i legamenti delle articolazioni sembravano non reggere tutta quella potenza e velocità. Nel settembre 2001 subì uno stiramento al bicipite femorale destro, seguito a novembre da una contrattura al bicipite femorale sinistro. Passato al Real Madrid nell'estate del 2002, si fermò ancora per una distorsione dei legamenti posteriori del perone sinistro.

Nonostante questi continui infortuni, con i Blancos vinse una Coppa Intercontinentale e un campionato nazionale, e con il Brasile conquistò il Mondiale del 2002, dimostrando una resilienza fuori dal comune. Ma il calvario non era finito.

L'ultimo atto al Milan e la fine della carriera europea

Tornato a Milano, sponda rossonera, i dolori continuarono. Ebbe una lesione del muscolo semitendinoso del bicipite della coscia sinistra e, il 13 febbraio 2008, in una partita contro il Livorno, si ruppe nuovamente il tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Fu operato il giorno seguente a Parigi da Eric Rolland con la consulenza di Gérard Saillant, lo stesso medico che l'aveva operato otto anni prima. Questo infortunio pose di fatto fine alla sua carriera europea.

Rientrato nel gennaio 2008, subì questo nuovo grave infortunio solo un mese dopo. Il 30 giugno 2008, il suo contratto con il Milan giunse a scadenza e il club decise di non rinnovarlo. Ronaldo rimase quindi senza contratto per la prima volta in carriera, continuando a giocare ancora qualche anno in Brasile, cercando di correre il meno possibile ed evitando sforzi eccessivi.

Le riflessioni del Fenomeno e un campione nonostante tutto

Ronaldo stesso ha parlato degli infortuni con amarezza: "Credo che nella mia generazione ci siamo allenati nella maniera sbagliata per tantissimi anni", dichiarò a Sky Sport. Il brasiliano ha anche rivelato un dettaglio curioso: "Nemico peggiore? Le scale!", spiegando come anche gesti quotidiani potessero mettere a rischio le sue fragili ginocchia.

Nonostante il suo impegno e la sua costanza nel mantenere uno stile di vita finalizzato a ottenere sempre la migliore performance sportiva, Ronaldo dovette affrontare ben 26 infortuni nel corso della sua carriera, anche se solo sei lo costrinsero ad assentarsi per più di 14 giorni. Una carriera costellata da gravi infortuni che, pur frenando la sua ascesa, non gli impedirono comunque di mantenere alti livelli di rendimento.

Ronaldo con la coppa del Mondo 2002

Il dilemma "E se..."

Ronaldo era un attaccante completo: forte fisicamente e prolifico sotto porta, era uno dei giocatori più rapidi al mondo, ma sapeva abbinare alla velocità un vasto repertorio tecnico che comprendeva finte, dribbling, elastici e doppi passi. Risultava altresì essenziale nelle giocate: dopo aver superato il diretto avversario, era solito concludere repentinamente a rete, evitando sterili virtuosismi. Si stima che, ultratrentenne, fosse ancora in grado di raggiungere una velocità di 36 km/h, a fronte di una mobilità notevolmente ridotta. Capace di tirare con entrambi i piedi, era inoltre abile nel servire assist ai compagni. Ma la domanda che tutti si sono fatti almeno una volta resta sospesa nell’aria: e se Ronaldo non avesse avuto quel fisico così fragile, cosa sarebbe potuto diventare?

Un campione nonostante tutto

Eppure, nonostante tutto, Ronaldo riuscì a vincere due Mondiali (1994 e 2002), a conquistare Palloni d’Oro, titoli di capocannoniere e trofei con i club più prestigiosi d’Europa. La sua capacità di rialzarsi ogni volta, di tornare in campo dopo ogni infortunio devastante, è forse la più grande testimonianza della sua forza mentale e del suo amore per il calcio.

Le immagini di quelle ginocchia che cedevano, di quel corpo straordinario tradito dalla fragilità ossea, sono rimaste impresse nella memoria collettiva del calcio mondiale. Ma insieme a quelle immagini dolorose, restano anche le giocate magiche, i gol impossibili, la velocità fulminea e quella gioia pura che Ronaldo trasmetteva ogni volta che entrava in campo con il pallone tra i piedi. Il Fenomeno è stato davvero tale, anche spezzato dagli infortuni.

Il caso di Cristiano Ronaldo

È importante distinguere il "Fenomeno" Ronaldo Luís Nazário de Lima dal contemporaneo Cristiano Ronaldo. Quest'ultimo, nonostante l'età avanzata e alcuni infortuni, continua a dimostrare una grande resilienza. Di recente, Cristiano Ronaldo è uscito dal campo durante la partita tra Al-Nassr e Al-Fayha, visibilmente dolorante al bicipite femorale. Il club saudita ha comunicato che Ronaldo ha accusato "una lesione al tendine del ginocchio". Nonostante l'allarme iniziale, lo stesso Cristiano Ronaldo ha rassicurato i fan tramite i social media, affermando che il recupero procede bene e che è pronto a sostenere la squadra.

Ronaldo, tra gloria e infortuni

L'Al-Nassr, guidato dal suo bomber più prolifico, che in questa stagione ha segnato quasi un gol a partita (21 reti in 22 presenze), dovrà fare a meno di lui per un periodo, ma la sua determinazione nel recuperare e raggiungere il traguardo dei 1000 gol in carriera rimane intatta.

Cristiano Ronaldo in campo con l'Al-Nassr

tags: #ronaldo #ginocchio #rotto

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