State entrando in una delle piazze più belle d’Europa, un vero e proprio gioiello urbanistico del barocco leccese, sul quale si affacciano il duomo, il Palazzo vescovile e il Seminario. Piazza Duomo Lecce è il cuore pulsante della città, un luogo che ti accoglie con la sua eleganza silenziosa e ti lascia senza fiato sin dal primo sguardo. Fondata dai Romani con il nome di Lupiae, Lecce custodisce un patrimonio artistico e monumentale straordinario, ma è proprio qui, in questa piazza raccolta e maestosa, che si percepisce l’anima più autentica del barocco leccese.
Il Barocco la domina in ogni dettaglio: un tempo cortile in cui erano soliti passeggiare i vescovi e gli alti prelati, oggi appare come salotto nel centro cittadino. Varcando il portale, hai quasi l’impressione di entrare in un grande cortile privato, una sensazione che raramente si prova attraversando una piazza. La Piazza del Duomo di Lecce oltre a essere una delle espressioni più rappresentative del barocco cittadino, incarna il ruolo centrale che il potere ecclesiastico ha avuto nei secoli, tra visioni architettoniche ambiziose e continue trasformazioni.
L’aspetto che oggi puoi ammirare non è quello originario: nel Medioevo, infatti, l’area era occupata da un primo nucleo vescovile, già riconosciuto come fulcro della vita religiosa della città. Con il passare dei secoli, l’aspetto della piazza cambiò radicalmente. È nel Seicento, nel pieno del fervore barocco, che Piazza Duomo inizia ad assumere le sembianze che oggi conosci. Sotto la guida del vescovo Luigi Pappacoda, figura cardine per lo sviluppo monumentale della città, Lecce visse una stagione di grandi opere. Fu proprio in questo periodo che venne ricostruita la Cattedrale di Santa Maria Assunta, affidata al talentuoso architetto Giuseppe Zimbalo, tra i massimi esponenti del barocco salentino. Il completamento dell’opera avvenne nel XVIII secolo, quando il vescovo Francesco Carafa commissionò la costruzione dei propilei monumentali, tre portali d’ingresso in pietra che chiudono la piazza su tre lati, conferendole quell’aspetto raccolto, quasi scenografico, che tanto la distingue da altre piazze italiane. Il risultato è un capolavoro architettonico pensato come un grande spazio teatrale a cielo aperto, in cui ogni elemento è parte di un disegno più ampio.
La Piazza del Duomo è un progetto armonico ed equilibrato. Entrando nello spiazzo, ci si trova di fronte il Duomo, fulcro della vita religiosa della città. A equilibrare la composizione sorge, spostato a sinistra, il Campanile, una costruzione imponente della metà del Seicento e completato dall’architetto Giuseppe Zimbalo. Invece a destra sorge il Museo Diocesano, realizzato all’interno del vecchio Palazzo del Seminario, costruito tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. Tra il XVII e il XVIII secolo la città di Lecce parlava un’unica lingua artistica: quella del Barocco, che con le sue decorazioni piene, le sue esuberanze e i profondi significati simbolici nascosti nei suoi ornamenti aveva dato un’impronta omogenea alla città. Una tra le “scene” artistiche a dover essere migliorate dall’arte barocca in quegli anni era la Piazza Duomo, che ospitava appunto il Duomo di Lecce e che necessitava di un nuovo ingresso degno dell’alto livello di tecnica e di raffinatezza raggiunto dagli altri edifici, simbolo del potere ecclesiastico.
Dall’elaborato profilo planimetrico, i Propilei non sono autonomi dalla scena che introducono: sono invisibili finché non vi si arrivi davanti, ma la loro presenza prospettica dà il benvenuto e invita ad entrare nella piazza, raccordando tutti gli elementi qui presenti in una specie di grande cerchio, di cui essi sono l’ingresso e l’uscita, e in cui si susseguono a partire da sinistra il Campanile, il Duomo, il Palazzo Vescovile e il Palazzo del Seminario. È come se rappresentassero un confine netto tra la strada del corso, viva e chiassosa, e la piazza, silenziosa e raccolta. Entrambi i Propilei hanno un profilo mistilineo e sono dotati di balaustra su cui si imposta la loggia con le statue dei Santi Oronzo, Irene e Venera da una parte e di tre Padri della Chiesa dall’altra, ognuno con un orientamento spaziale differente: i due personaggi adiacenti alla strada sono rivolti in quella stessa direzione, i due centrali guardano all’interno del varco e i due prossimi alla piazza sono girati verso di essa. Accompagnano il percorso del visitatore, accogliendolo, e proseguono con lui.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta
La Cattedrale di Maria SS.ma Assunta è il fulcro di Lecce piazza Duomo. Costruita nel 1659, la facciata barocca è un trionfo di statue, decori e altri particolari finemente scolpiti. La chiesa presenta due ingressi, uno verso la piazza e l’altro laterale, soluzione architettonica frequentemente utilizzata dagli architetti barocchi. DEDICATA ALL'ASSUNTA, LA CATTEDRALE È INSERITA NELLA SPLENDIDA CORNICE DI PIAZZA DEL DUOMO, TRA IL CAMPANILE, L'EPISCOPIO E IL PALAZZO DELL'ANTICO SEMINARIO, PRESENTANDOSI AGLI OCCHI DEL VISITATORE CON IL SUO PROSPETTO LATERALE.
È al vescovo Luigi Pappacoda che si deve l'attuale aspetto della chiesa, eretta a partire dal 1659, esaltando la figura di Sant'Oronzo che tre anni prima aveva salvato la città da una epidemia di peste, divenendone il patrono. La prima edificazione della cattedrale della Madonna Assunta. Ovvero il duomo, risale al 1144 ma fu completamente ristrutturato nel 1659 in modo da presentare una facciata principale molto sobria, posta a sinistra, ed una finta facciata in stile barocco collocata frontalmente alla piazza. La cattedrale è stata ricostruita nel 1659 sui resti della vecchia chiesa demolita, inadatta ad ospitare i sempre più crescenti fedeli.
Con un sistema di paraste scanalate la facciata, così come l’interno, è divisa in tre sezioni verticali - quindi tre navate - e due ordini orizzontali, popolati dalle statue di San Pietro e San Paolo, San Gennaro e San Ludovico, riconoscibili dalle iscrizioni lapidarie poste al di sopra. Sul timpano che chiude in alto questa prima facciata si trova un finestrone rotondo decorato con motivi curvilinei. È stata concepita pulita e sobria, proprio perché non è la facciata che accoglie il visitatore, quindi non deve stupire. Vi si apre il portone d’ingresso rifatto dallo scultore Armando Marrocco nel 2000, anno del Giubileo, per volere di Monsignor Ruppi: raffigura in alto Cristo che in una nuvola risorge tra Padre e due scene separate tra loro. L’attenzione quindi viene totalmente catturata dalla magnificenza barocca del prospetto laterale, che risulta diviso anch’esso in tre sezioni verticali, con il portale inquadrato da due colonne sfarzose, con capitelli corinzi in alto e due corone a tre quarti della lunghezza, abitate queste da due grandi putti coperti da un drappo. Ai lati del portale i compatroni della città, i Santi Giusto e Fortunato, occupano due nicchie, mentre sulla lunetta del portale tre putti si appoggiano su di un festone composto da melograni e altri frutti e piante intrecciati tra loro. Sulla ricca balaustra svetta un arco - la cui cornice è piena anch’essa di melograni, simbolo di ricchezza e fecondità - in cui campeggia maestosa la statua di Sant’Oronzo, accompagnato da due putti ai suoi lati: con ricchi paramenti vescovili, mitra e bastone del comando, con la mano in segno benedicente.
Il prospetto settentrionale, ricco ed esuberante, assolve a una precisa funzione scenografica, dovendo rappresentare l'ingresso principale della chiesa per chi entra nel sagrato. Scompartito in cinque zone da paraste e colonne scanalate, il primo ordine presenta un portale ai cui lati due nicchie ospitano le statue di San Giusto e di San Fortunato. Riccamente decorata con motivi di frutta, festoni, ghirlande, trofei di fiori e putti, la facciata si presenta come una vera e propria scenografia barocca suscitando stupore e meraviglia agli occhi di chi entra nella piazza.

Nell’interno a croce latina si ammirano le grandi tele del pittore pugliese Oronzo Tiso, il soffitto a cassettoni dorati e un incantevole presepe cinquecentesco. Il soffitto a cassettoni dorati è una meraviglia da ammirare. L'interno, a croce latina, è a tre navate divise da pilastri a semicolonne. L'altare maggiore in marmo e bronzo dorato, fu costruito dal vescovo Sersale e consacrato nel 1757 dal vescovo Sozi Carafa che commise ad Oronzo Tiso il grande quadro centrale dell'Assunta (1757) e i due laterali raffiguranti il Sacrificio del Profeta Elia e il Sacrificio di Noè dopo il Diluvio (1758). Copre la navata centrale un prezioso controsoffitto seicentesco in legno intagliato e arricchito da dorature. Al centro del soffitto la tela che rappresenta La Protezione dalla peste in cui Sant'Oronzo dal cielo tiene fuori città la peste. Lecce è rappresentata con le mura di fortificazione e le architetture che la caratterizzavano nel Seicento. Il santo patrono della città è rappresentato come vincitore sul paganesimo al centro in un dipinto di Giovanni Andrea Coppola (1656), pittore gallipolino. Ai suoi piedi un idolo di una divinità pagana in frantumi. I compatroni di Lecce trovano posto nelle due nicchie laterali: San Fortunato a destra e San Giusto a sinistra. Secondo la tradizione, durante la dominazione romana nel I secolo d.C., Sant'Oronzo e il nipote San Fortunato presso la località di San Cataldo incontrarono San Giusto, discepolo di San Paolo in viaggio verso Roma. Sant'Oronzo, ritenuto il primo vescovo di Lecce, fu poi perseguitato e subì il martirio nell'età dell'imperatore Nerone. Fu decapitato in un luogo, a poca distanza da Lecce, dove sorge la Chiesa "della testa di Sant'Oronzo". Le sue spoglie furono raccolte dalla matrona leccese, Santa Petronilla e, secondo una tradizione, riposerebbero all'interno della Cattedrale, sotto l'ultimo pilastro a destra della navata centrale. I tre santi sono festeggiati dal 24 al 26 agosto.
Di notevole interesse artistico sono anche i sontuosi dodici altari adornati da eleganti colonne tortili decorate con elementi floreali, vegetali e animali realizzati in pietra leccese. Gli altari venivano commissionati da personaggi illustri o dai vescovi. Tra queste non perdere quella della Natività, entrando sulla destra.
La Cripta
La Cattedrale possiede una cripta del XII secolo, rimaneggiata nel XVI con aggiunte barocche. Si presenta come una grande selva di 92 colonne dai capitelli raffigurati. Solo quattro altari seicenteschi persistono lungo le pareti. Due scalinate dalle navate laterali conducono alla cripta della cattedrale, dedicata a Santa Maria della Scala. Colpisce subito il contrasto tra la ricchezza della cattedrale superiore e la sobrietà e linearità dell'ambiente sotterraneo, risalente alla prima metà del '500, caratterizzato dalla monocromia della chiara pietra leccese e da una fitta serie di colonne e semicolonne con capitelli ornati da motivi decorativi diversi. Questo aspetto è in parte frutto dei restauri della metà del Novecento che hanno ripristinato l'aspetto cinquecentesco tramite la rimozione di gran parte delle aggiunte barocche. Solo sulle pareti laterali persistono quattro altari seicenteschi. Due particolari capitelli presentano i due stemmi di Lecce: quello più antico rappresenta una torre coronata, l'originaria torre campanaria della cattedrale costruita in età medievale in ricordo della torre in cui fu rinchiusa Sant'Irene, antica patrona di Lecce. La cripta, utilizzata come area sepolcrale, presenta nel pavimento, oltre a numerose epigrafi funerarie, pozzetti per la deposizione dei defunti ed ossari.

Il Campanile
Sul lato est della piazza si staglia il caratteristico campanile, alto più di settanta metri e punto di riferimento per chi entra in Lecce. Il Campanile del Duomo venne costruito tra il 1661 e il 1682 dall'architetto leccese Giuseppe Zimbalo su incarico dell'allora vescovo della città, Luigi Pappacoda. La torre campanaria ha una forma quadrata e risulta essere formata da cinque piani rastremati, l'ultimo dei quali è sormontato da una cupola ottagonale maiolicata, sulla quale è posta una statua in ferro raffigurante Sant'Oronzo. Ha un'altezza di 70 metri, e dalla sua sommità è possibile ammirare il mare Adriatico e nei giorni particolarmente limpidi anche le montagne dell'Albania. Accompagnano il percorso del visitatore, accogliendolo, e proseguono con lui. Immediatamente a sinistra della facciata del Duomo si trova la torre campanaria: alta circa 70 metri, è uno dei monumenti più celebri della città. La Cattedrale e la piazza, ma in realtà l’intera città, sono dominate dall’altissimo campanile, che coi suoi 68 metri è tra i più alti d’Europa.

Storia e Trasformazioni della Piazza
La Piazza del Duomo a Lecce si trova nel cuore del centro storico, all’incrocio fra Via Giuseppe Libertini e Via Vittorio Emanuele II. A breve distanza da Piazza Duomo Lecce, si trova la Basilica di Santa Croce e i chiostri dell’ex convento dei Celestini. Prenditi il tuo tempo per ammirarlo e dopo aver visitato i più importanti monumenti della città, concediti una pausa golosa a base di specialità salentine. Il duomo di Lecce, la cui denominazione ufficiale è quella di cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, è il principale luogo di culto cattolico di Lecce, chiesa madre dell'arcidiocesi metropolitana omonima. Si trova in piazza del Duomo, nel centro storico della città. Una prima cattedrale della diocesi di Lecce venne costruita nel 1144 dal vescovo Formoso Lubelli; nel 1230, per volere del vescovo Roberto Voltorico, la cattedrale venne rinnovata e ricostruita in stile romanico.
Piazza Duomo (detta anche Corte del Vescovado) è una delle piazze principali di Lecce. L'attuale piazza corrisponde al cortile centrale della cittadella episcopale risalente al XIII secolo. Il complesso era costituito dalla Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta (più nota come Duomo di Lecce) assiele al suo campanile, all'Episcopio e al Palazzo del Seminario. Nel 1659 il vescovo di Lecce Luigi Pappacoda diede all'architetto leccese Giuseppe Zimbalo, detto lo Zingarello, il compito di ricostruire la chiesa cattedrale in stile barocco leccese; la nuova cattedrale, che manteneva la pianta di quella romanica, venne solennemente consacrata dallo stesso Pappacoda nel 1670. Alla metà del XVIII secolo il vescovo Alfonso Sozy Carafa promosse ulteriori lavori, affidati all'architetto Emanuele Manieri: gli originali muri d'ingresso vennero abbattuti e al loro posto furono edificati dei palazzi gemelli a cui sono addossati i cosiddetti propilei, che avevano la doppia funzione di sostenere i cardini delle nuove porte e di introdurre scenograficamente i visitatori nella piazza. Piazza Duomo rimase chiusa fino agli ultimi anni del XIX secolo, quando le porte furono definitivamente rimosse. Nello stesso periodo l'antica denominazione Corte del Vescovado fu mutata nell'attuale Piazza del Duomo.
Per secoli, inoltre, Piazza Duomo è stata un importante luogo di aggregazione popolare. Infatti, oltre a rappresentare il cuore della vita religiosa, ospitava fiere e mercati, come la storica Fera te lu Pescupatu, la fiera del Vescovo, che si svolgeva ogni anno a novembre. In passato la piazza si chiamava “Cortile del Vescovado” frequentato solo da uomini di chiesa e circondato da fabbriche religiose che fungevano quasi da mura isolandosi così dal resto di Lecce; una cittadella autonoma del potere religioso proteso con quello laico alla gestione e al benessere della città. In questo centro della vita ecclesiastica, la prima domenica di novembre, si svolgeva una fiera voluta dai vescovi dove si riunivano i mercanti che, con le loro baracche vendevano i loro vari prodotti che andavano dal cibo come il pane o la frutta secca, ai giocattoli poveri come i carretti di legno o trottole. Alla luce di questi eventi, il Vescovo Pappacoda decise di utilizzare il barocco leccese per rilanciare Lecce e darle un aspetto singolare che la distingueva dalle altre città. Prima del suo rifacimento, la piazza si presentava con un pericolante campanile e una piccola chiesa sempre in balia dei saccheggiatori come i Saraceni.
La Piazza del Duomo di Lecce è caratterizzata da toni caldi e avvolgenti tipici della pietra leccese, che viene usata da secoli per le architetture di questa regione. Non soltanto le lastre in pietra leccese sono state utilizzate per il rivestimento degli edifici, ma anche per la decorazione pavimentare. La curiosità di Piazza del Duomo è di non essere suolo comunale, bensì di proprietà della Curia da secoli. Infatti gli edifici religiosi circondavano la piazza, delimitandola rispetto agli altri quartieri. Proprio per la sua configurazione e per il fatto che era frequentata soltanto da preti e altri uomini di Chiesa, nei secoli passati la piazza era soprannominata il Cortile del Vescovado. Il fatto che la piazza era di proprietà del vescovado cittadino portava a usane strane. Ad esempio, ogni anno, la prima domenica di novembre, questo luogo accoglieva una fiera (la Spasa di Monsignore) dove si vendevano giocattoli, frutta secca, pane e altri prodotti.
Itinerario "Lecce in due giorni - Prima parte" - 360° Virtual Tour - VisitLECCE.eu
Informazioni Utili
La piazza è accessibile gratuitamente in ogni momento ma per visitare la Cattedrale e salire sul Campanile bisogna acquistare il biglietto LeccEcclesiae. I monumenti religiosi inclusi nel del circuito turistico sono aperti tutti i giorni dalle 9:00 alle 21:00 (aprile-settembre) e dalle 9:00 alle 18:00 (ottobre-marzo). Il LeccEcclesiae Pass standard costa 11 € (intero) e 5 € (ridotto), tariffa che comprende anche la visita al Duomo, al Campanile e all’antico Seminario.
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