La Fiorentina, squadra dal glorioso passato e dal tifo appassionato, possiede un inno che è più di una semplice canzone: è un simbolo, un legame indissolubile tra la squadra e i suoi tifosi, capace di attraversare generazioni. Questo inno, ufficialmente conosciuto come "Canzone Viola", è diventato l'inno ufficiale della Fiorentina e viene suonato ogni volta che la squadra gioca in casa allo stadio Franchi, prima dell'inizio della partita. La sua melodia e il suo testo sono familiari e evocativi non solo per il mondo viola, ma hanno saputo superare i confini calcistici, guadagnandosi un posto speciale nel cuore di molti.
Le origini della "Canzone Viola"
Il testo originale della canzone fu scritto da Enzo Marcacci su musica del maestro Marco Vinicio. La storia ci racconta di un gruppo di tifosi gigliati, riuniti sotto il nome di "Ordine del Marzocco", che fecero stampare il testo e lo distribuirono al pubblico dello stadio di Via Bellini. La prima esecuzione pubblica avvenne il 20 novembre 1931 al Politeama Nazionale, durante l'intervallo tra il primo e il secondo atto di un'operetta, cantata dal soprano Luise Annie. Due giorni dopo, il 22 novembre, la "Canzone Viola" fu cantata per la prima volta allo stadio in occasione della partita Fiorentina-Roma, vinta 3-1 dai viola.

L'aneddoto dei giocatori dell'Inter
Una curiosità che pochi conoscono riguarda la registrazione dell'inno alla fine degli anni Cinquanta. Narciso Parigi, all'epoca un cantante di fama internazionale e grande tifoso della Fiorentina, incise il brano a Milano con un nuovo arrangiamento. Per realizzare il coro, Parigi si rivolse a un gruppo di giocatori dell'Inter, tra cui spiccava Egisto Pandolfini, figura leggendaria nella storia viola. Parigi spiegò che, trovandosi a Milano per un'incisione e avendo del tempo libero, insegnò loro l'inno della Fiorentina, facendo sì che i giocatori nerazzurri contribuissero con il coro. Questo aneddoto, raccontato dallo stesso Parigi, aggiunge un ulteriore strato di fascino alla storia dell'inno.
Il club del patron Commisso ha ricordato Narciso Parigi a più riprese anche sui propri canali social. Postato anche un video in cui il compositore, in un'intervista ha raccontato come è nato l'inno, con tanto di retroscena sui giocatori dell’Inter: "Ero bambino e ragazzo e lo conoscevo ma non lo davano allo stadio, anche se in Curva Fiesole si sapeva. A Milano una volta incidevo con l’EMI e mangiavo alla colline pistoiesi dove c’era l’Inter e loro mi venivano a sentire incidere. Erano tutti amici. Un giorno avevo l’incisione e avevo 3-4 ore nello studio. Rimasi lì e in due ore insegnai loro l’inno della Fiorentina scrivendo i testi, e feci fare i cori ai giocatori dell’Inter."
Il testo intramontabile
Il testo dell'inno è un vero e proprio inno alla passione, al coraggio e all'identità viola:
- Garrisca al vento il labaro viola.
- Sui campi della sfida e del valore.
- Una speranza viva ci consola, abbiamo undici atleti e un solo cuore.
- Oh fiorentina, di ogni squadra ti vogliam regina.
- Oh fiorentina, combatti ovunque ardita e con valor.
- Nell'ora di sconforto o di vittoria, ricorda che del calcio è tua la storia.
- Maglia viola lotta con vigore, per esser di Firenze vanto e gloria.
- Sul tuo vessillo scrivi forza e cuore, e nostra sarà sempre la vittoria.
- Oh fiorentina, di ogni squadra ti vogliam regina.
- Oh fiorentina, combatti ovunque ardita e con valor.
- Nell'ora di sconforto o di vittoria, ricorda che del calcio è tua la storia.

La "Canzone Viola" come inno ufficiale
La canzone, da allora, è diventata l'inno ufficiale della Fiorentina. Il suo successo popolare si deve anche ai volantini stampati e diffusi dall'Ordine del Marzocco, che contribuirono a diffonderla tra i tifosi già prima del suo passaggio allo stadio. Narciso Parigi, divenuto poi titolare dei diritti sul brano, incise la versione che ancora oggi conosciamo, cementando il suo status di inno.
Verso la fine degli anni Cinquanta Narciso Parigi, all’epoca uno dei maggiori cantanti italiani, con grande fama internazionale, incise il brano in sala di registrazione a Milano, con un nuovo arrangiamento, chiamando un gruppo di giocatori dell’Inter, tra cui Egisto Pandolfini, protagonista assoluto della storia viola, a fare il coro. Narciso chiarisce subito che non è “Una sua canzone”, ma l’inno della Fiorentina.
"Canzone Viola" è stata il lato B di dischi editi nel 1965, nel 1969 e nel 1974, testimoniando la sua continua presenza nel panorama musicale legato alla squadra.
Tentativi di sostituzione e la resistenza dell'inno
Nonostante il suo forte legame con i tifosi, ci sono stati tentativi di sostituire la "Canzone Viola" con nuovi inni. Negli anni '80, durante la proprietà Pontello, si cercò di modernizzare l'immagine del club, proponendo un nuovo inno, "Alé Fiorentina". Tuttavia, questo brano, con parole più ingenue e meno evocative, non riuscì a scalzare l'affetto dei tifosi per la "Canzone Viola". Il ritorno al giglio classico e il ripristino della "Canzone Viola" con l'avvento della proprietà Cecchi Gori sancirono definitivamente il suo ritorno come inno ufficiale, ruolo che ricopre tuttora.
L'inno, come detto, si lega strettamente al periodo dei Pontello (così come il giglio alabardato): col passaggio ai Cecchi Gori la Fiorentina tornò al giglio classico e rispolverò la Canzone Viola di Parigi, rimasta poi fino a oggi l'inno ufficiale.
'CANZONE DEI 90 ANNI VIOLA' di Lorenzo Baglioni
La popolarità al di là di Firenze
Ciò che sorprende, riflettendo sul percorso dell'inno gigliato, è la sua notorietà e simpatia anche al di fuori del contesto fiorentino. Questo fenomeno è probabilmente legato a due aspetti: il linguaggio arcaico e suggestivo dell'inno stesso, che evoca un senso di romanticismo e tradizione, e la visibilità mediatica offerta da programmi come "Quelli che il calcio". L'utilizzo dell'inno in programmi televisivi popolari, soprattutto negli anni d'oro della Fiorentina tra il 1996 e il 2000, ha contribuito a diffonderne la conoscenza a livello nazionale.
Accanto al riconoscimento connesso al mondo viola però, come accennato, quel che sorprende riflettendo sul percorso dell'inno gigliato, scritto addirittura nel 1931 e inciso nel 1959 da Narciso Parigi, è la simpatia (o comunque la notorietà) al di fuori del contesto fiorentino. Un discorso che si lega probabilmente a due diversi aspetti, uno legato all'inno in sé (al suo linguaggio) e un altro derivato dalla visibilità mediatica offerta a partire dagli anni '90 da quella vetrina sicuramente efficace chiamata Quelli che il calcio.
Altre "canzoni viola"
Oltre alla celeberrima "Canzone Viola", l'universo fiorentino vanta un ricco repertorio di altre canzoni dedicate alla squadra. Tra queste spiccano "È Fiorentina" del cantautore Pupo, tifoso del club, e "Firenze Santa Maria Novella", cantata dopo le partite e che menziona indirettamente Antognoni e la forza della Fiorentina. Meno popolari ma altrettanto coinvolgenti sono "Una lunga storia viola" di Mario Ciuffi e "Glorie Viola" di Andrea Pazzagli.
Al di là dei due inni riconosciuti ufficialmente, per un periodo più o meno prolungato, l'universo fiorentino presenta un ricco repertorio di canzoni che - con diverso successo e con diverso impatto emotivo - sono state dedicate alla squadra. Tra queste possiamo citare È Fiorentina del noto cantautore Pupo, tifoso del club gigliato: "Viola viola, dai banchi di scuola c'è un cuore viola che batte in me. È Fiorentina e sempre sarà, la Fiorentina che ci unirà". Si sottolinea però come, sempre valutando lo stesso Pupo, la canzone che ha goduto (e gode) di maggior successo anche all'interno del Franchi sia la nota Firenze Santa Maria Novella, cantata dopo le partite dei viola anche se solo indirettamente legata alla squadra, nei versi "e guai a chi parla male di Antognoni” e “quest’anno è forte la tua Fiorentina".Meno popolari ma pur sempre coinvolgenti, a livello emotivo, Una lunga storia viola - cantata dal compianto tifoso e personaggio televisivo e radiofonico Mario Ciuffi - e Glorie Viola di Andrea Pazzagli.


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