La Serie A 2021/22 si chiude con un epilogo che ha dell'incredibile, griffato Davide Nicola. Nessuna vittoria per la Juventus, né per il Torino, ma c'è un piemontese che ha compiuto un'impresa che vale quanto e più di uno scudetto: Davide Nicola. L'uomo delle imprese impossibili ne ha combinata un'altra delle sue, salvando una Salernitana che, fino a poche settimane fa, sembrava inesorabilmente condannata alla retrocessione.
Il luogo di nascita di Nicola dice molto: Luserna San Giovanni, Val Pellice, una delle valli valdesi. Gente temprata dalle asperità della vita e della storia. E proprio le asperità della vita colpirono Davide Nicola nel 2014, quando nel suo paese di residenza, Vigone (Torino), perse un figlio di 14 anni, investito da un autobus mentre era in bicicletta. Se un uomo è capace di rialzarsi da una tragedia simile, ogni impresa sportiva diventa quasi banale.

La sua passione per la bicicletta gli è rimasta, nonostante tutto. Anzi, la tragedia del figlio Alessandro gli ha dato la spinta per impegnarsi in numerose campagne di sensibilizzazione a difesa della sicurezza dei ciclisti.
Nicola calciatore: dagli esordi alla promozione con il Toro
Il romanzo del Davide Nicola calciatore inizia nelle file del Genoa, alla fine degli anni '80. Terzino destro, uomo di corsa. L'esordio in Serie A, nel 2004/2005, con il Siena. L'anno dopo, l'approdo nella sua squadra del cuore: il Torino. In Serie B. Contro il Mantova, segnò il gol a tempo scaduto che regalò al Toro la promozione in A. Poi Spezia, Ravenna e la chiusura della carriera da calciatore nel Lumezzane.
L'impresa di Crotone: la prima magia da allenatore
Ma le imprese impossibili iniziano da allenatore. Comincia portando il Livorno in Serie A, nel 2012/2013. Poi, la magia. Nell'agosto del 2016 il Crotone, che si prepara ad affrontare il suo primo, storico campionato di Serie A, lo chiama in panchina al posto di Ivan Juric. L'inizio è da incubo: 9 punti nel girone di andata, e squadra pietrificata all'ultimo posto. Ma Nicola non è certo tipo da arrendersi. “Se ci salviamo, vado da Crotone a Torino in bicicletta”, dice, sicuro, ai microfoni. Sarà la bici, sarà l'aria di Crotone ispiratrice di teoremi semplici ma geniali. Fatto sta che, nella seconda parte della stagione, i pitagorici si trasformano. Nel girone di ritorno i punti sono 25, di cui 20 tra aprile e maggio. Una doppietta di Diego Falcinelli regala al Crotone una splendida vittoria contro l'Inter. Anche il Milan viene fermato allo Scida sull'1 a 1. Nicola arriva a giocarsi la salvezza all'ultima giornata, il 28 maggio del 2017. E, come al solito, accade di tutto. L'Empoli perde in casa di un Palermo già retrocesso. Mentre, in Calabria, Falcinelli e una doppietta di Nalini regolano la Lazio, battuta 3 a 1. L'impresa è compiuta: il Crotone è salvo.
Un record: è la squadra che ha raggiunto la salvezza con il minor numero di punti racimolati nel girone d'andata. Nicola non perde tempo: da Crotone a Torino sono 1260 km. Sarà meglio cominciare a pedalare.

Il "dischetto della paura" e la salvezza del Torino
L'anno dopo il Crotone parte meglio, ma per ragioni misteriose, a metà stagione, Nicola è costretto alle dimissioni. Si ricomincia dall'Udinese, si continua con il Genoa, con la missione-salvezza sempre portata a termine. Il 19 gennaio del 2021 arriva l'offerta che non può rifiutare: il suo amato Toro lo chiama al posto di Marco Giampaolo, con i granata terzultimi. Nicola dà alla squadra la rabbia e l'orgoglio per reagire. Con una serie di pareggi e di vittorie sofferte, il Toro si tira fuori faticosamente dalla zona retrocessione. Ma a poche giornate dal traguardo, crolla. Il clamoroso 7 a 0 subito in casa dal Milan, e il 4-1 patito alla Spezia, fanno precipitare i granata nell'incubo. La contestazione dei tifosi è generale. C'è una partita con la Lazio - sempre lei - da recuperare, a causa della pandemia. Un pareggio basterebbe ai granata per salvarsi. Sanabria prende un palo. Ma sul più bello l'arbitro assegna un calcio di rigore ai biancocelesti per fallo di Nkoulou su Immobile. Sul dischetto c'è proprio Ciro. La tensione in tribuna è palpabile, Cairo accumula nervosismo. Ma la palla si stampa clamorosamente sul palo. La partita finisce: 0 a 0 e Toro salvo. I granata faranno fatica ad ammetterlo, ma è un'altra impresa.
L'ultima impresa: la Salernitana e la promessa al Vaticano
Impresa che tuttavia impallidisce di fronte a quello che è avvenuto quest'anno. Il 15 febbraio del 2022, una Salernitana disperata lo chiama in panchina al posto dell'esonerato Stefano Colantuono. La Salernitana è ultima, ha rischiato di essere perfino cancellata dal campionato per la necessità di trovare un nuovo proprietario, ha un'infinità di partite da recuperare a causa del covid. Già, perché piove sempre sul bagnato: con una rosa dal livello tecnico così così e una situazione societaria - a inizio campionato - a dir poco complicata, la Salernitana è stata pure una delle squadre più colpite dalla pandemia. La missione è impossibile, ma il DS Walter Sabatini ha in mente l'uomo giusto: Davide Nicola. Sarà per la caparbietà dell'uomo, sarà per il colore granata, sarà perché in fondo è un romantico: Nicola accetta. All'esordio, il nuovo allenatore fa subito capire chi è: 2 a 2 contro quel Milan che vincerà il campionato. Arrivano le sconfitte. Ma aprile è alle porte, ed è lì che le squadre di Nicola si scatenano. Battute Sampdoria, Fiorentina, Udinese (in una delle tante gare rinviate a causa del covid). L'Arechi ci crede, e ogni volta è una bolgia di passione ai limiti dell'irrazionalità. A Salerno si arriva a pregare a scuola per la salvezza. Nello scontro decisivo col Venezia, altra gara rinviata, i lagunari vengono battuti per 2 a 1. “Stavolta ce ci salviamo vado a piedi dal papa”, chiosa Nicola.
L'8 maggio c'è la sfida salvezza contro il Cagliari. Il solito Verdi, ex Toro e letteralmente rinato a Salerno, porta in vantaggio i granata campani. Il pontefice si sta già preparando all'illustre ospite, quando Altare - la beffa è anche nel cognome - a tempo scaduto porta i Sardi sull'1 a 1. È un colpo tremendo. Ma c'è subito l'occasione di rimediare: il 14 maggio, contro un Empoli già salvo. Toscani in vantaggio con Cutrone, pareggia Bonazzoli. E, a 5 minuti dalla fine, la Salernitana ha l'occasione della vita. Un calcio di rigore, affidato al piede di Diego Perotti. Un gol e sarebbe salvezza matematica. Ma l'attaccante argentino viene ipnotizzato da Vicario: parato. Nicola, stavolta, forse ha scherzato troppo coi santi. Salernitana e Cagliari si giocheranno la salvezza all'ultima giornata, con i campani avanti di un punto. A questo punto, il folle regista che ha scritto il copione di questa Serie A, dà il meglio di sé. La Salernitana crolla in casa per 4 a 0 contro quella che sembrava un' “appagata” Udinese. L'Arechi è ammutolito, qualcuno reagisce male lanciando in campo di tutto. Ma da Venezia arrivano notizie surreali. Il Cagliari non va oltre lo 0 a 0 contro un Venezia già retrocesso. Salernitana 31, Cagliari 30. Salvezza. Mica male, Davide Nicola da Vigone.
“La missione riuscita con la Salernitana pesante quanto raggiungere a piedi il Papa al Vaticano”. È questo solo uno dei passaggi del servizio andato in onda nel corso del Tg1 e che racconta il momento magico di Davide Nicola sulla panchina della Salernitana. Il servizio del Tg1 si apre però ricordando la più grande delle imprese sportive di Nicola in carriera, ovvero la salvezza di due campionati fa sulla panchina della Salernitana.
Davide Nicola, l'uomo dei miracoli | SBS Italian - SBS in Italiano
Da Crotone-Torino in bicicletta a Salerno-Città del Vaticano a piedi. Davide Nicola, dopo la scommessa vinta nel 2017, ha deciso di riprovarci anche con i campani e fare una promessa in caso di salvezza con i granata. Una promessa che il tecnico torinese spera davvero di rispettare perché questo significa che il suo secondo miracolo calcistico è riuscito, visto che al suo arrivo sulla panchina dei granata la situazione sembrava ormai compromessa. Ma Nicola ci ha abituato a compiere delle imprese e, dopo aver salvato il Crotone, è pronto a ripetersi anche con la Salernitana. Nel 2017 quando sedeva sulla panchina del Crotone il tecnico torinese aveva detto che in caso di salvezza sarebbe andato in bicicletta fino a Torino. E così è stato: al termine della stagione l’allenatore è salito sulla sua bici ed è stato protagonista di un lungo Giro d’Italia fino al capoluogo torinese dove lo hanno accolto altri tifosi rossoblu. Nel caso della Salernitana il tecnico ha deciso di andare a piedi fino a Città del Vaticano magari per incontrare il Papa. Nicola spera di poter mantenere ancora una volta la sua promessa e siamo certi che nella Capitale saranno diversi i tifosi granata ad accoglierlo e ringraziarlo per questo miracolo.
È passato meno di un mese dall'incredibile salvezza della Salernitana, un'impresa che resterà indelebile nel cuore e nella mente dei tifosi granata e non solo. Protagonista assoluto della cavalcata salvezza, mister Nicola, l'unico che non ha mai smesso di crederci, anche nel momento più difficile, al punto da spingersi in una delle sue proverbiali scommesse: pellegrinaggio a piedi fino dal Papa in Vaticano in caso di traguardo raggiunto. Col mantenimento della categoria, adesso in tanti si domandano se il tecnico piemontese, che in questi giorni sta trascorrendo le vacanze nella sua regione, sia intenzionato a mantenere la promessa. Pochi dubbi al riguardo, avendo già dato prova di essere uomo di parola ai tempi del Crotone, quando, dopo un'analoga salvezza incredibile, percorse l'Italia in bici da Torino a Crotone come promesso.
Dal 15 febbraio 2022 Davide Nicola è il nuovo allenatore della Salernitana. Nelle ultime due giornate di campionato, il club campano ha ottenuto due vittorie e 6 punti in classifica che hanno riacceso le speranze salvezza quando ormai la squadra sembrava avere già un piede in Serie B. Mancano ancora poche partite prima della fine della stagione, ma la Salernitana di Nicola le proverà tutte per salvarsi.

A tal proposito, l'allenatore ha già provveduto a lanciare una sfida delle sue: "Se la Salernitana si salva, vado a piedi dal Papa!", ha dichiarato Nicola in conferenza stampa al suo arrivo. E semmai la Salernitana dovesse riuscire a salvarsi, state certi che Nicola andrà davvero a piedi fino a Città del Vaticano.
A confermare la "serietà" di tale dichiarazione, basta tornare con la memoria al 2017, quando Davide Nicola, all'epoca allenatore del Crotone, promise di andare in bicicletta fino a Torino se il suo Crotone fosse riuscito ad ottenere la salvezza. Anche in quel caso, promessa mantenuta: Crotone salvo e Davide Nicola in bici fino a Torino.
Davide Nicola è un tecnico di poche parole, uno che pensa ai fatti prima di tutto. La sua carriera da difensore ne è l’esempio, per non far segnare gli avversari l’efficacia viene al primo posto. Appesi gli scarpini al chiodo, Davide Nicola, prende quasi subito il patentino per poter allenare e la sua prima panchina è quella del Lumezzane, ultima squadra del Nicola calciatore. Nemmeno un anno di Serie C che passa alla serie cadetta, precisamente al Livorno. Con i labronici ottiene una strepitosa promozione, del tutto inaspettata ai nastri di partenza. Il primo assaggio di Serie A per Davide, però, è tutt’altro che roseo. A Livorno - racconta Giuseppe Contino - viene prima esonerato e poi richiamato per il rush finale, non riuscendo, però, ad evitare la retrocessione degli amaranto. Dopo Livorno viene chiamato al Bari. L’avventura con i galletti dura appena un anno, pur avendo un ruolino di marcia tutt’altro che negativo la società lo esonera.
A Crotone il tecnico viene chiamato per sostituire Ivan Juric, che aveva conquistato la storica promozione per poi accasarsi al Genoa. Nicola prende in mano una squadra giovane e inesperta, sono tanti infatti i calciatori alla primissima esperienza in Serie A. Il girone d’andata dei pitagorici è disastroso. I rossoblu ottengono solo 9 punti e occupano l’ultimo posto in classifica. Nel girone di ritorno, però, la svolta. A gennaio i calabresi ottengono una cruciale vittoria contro l’Empoli, diretta concorrente per la salvezza. Ma quello che accade da aprile in poi è straordinario. Dopo la vittoria in casa del Chievo, la prima vittoria esterna del Crotone in Serie A, i pitagorici vincono all’Ezio Scida contro l’Inter. Oltre alle vittorie già citate contro clivensi e nerazzurri, nelle ultime nove giornate di campionato i calabresi battono Sampdoria, Udinese, Pescara e Lazio, pareggiano contro Milan e Torino e subiscono una sola sconfitta contro la Juventus. L’avventura di Nicola al Crotone finisce bruscamente solo qualche mese dopo aver portato la squadra alla salvezza. Il tecnico decide di rassegnare le dimissioni per incomprensioni con la dirigenza crotonese. L’anno successivo va al Genoa, club che lo aveva lanciato come calciatore. Nicola al Ferraris sostituisce Thiago Motta e trova una squadra ultima in classifica con soli 11 punti. Ancora una volta il suo girone di ritorno fa la differenza e a fine stagione porta i rossoblu alla salvezza con ben 28 punti raccolti dal tecnico piemontese. A gennaio del 2021, però, è il Torino a chiamarlo, ancora una volta per ottenere la salvezza. Anche in granata, lui che lo aveva vestito anche da calciatore, riesce ad ottenere la salvezza.
Nella stagione 2021-‘22 la Salernitana, tornata in Serie A dopo 23 lunghissimi anni, è in crisi nera. In panchina si sono avvicendati Castori, autore della promozione, e Colantuono ma il risultato non cambia, i campani sono il fanalino di coda del campionato. Nicola viene chiamato nel febbraio 2022 dal nuovo presidente Iervolino. Davide trova una squadra rivoluzionata nel mercato di gennaio dal ds Sabatini e ha bisogno di tempo per trovare la quadra. L’esordio, però, è tutt’altro che banale. I granata, infatti, fermano all’Arechi il Milan sul 2-2 dopo essere stati in vantaggio di due reti. Nelle prime 7 partite della gestione Nicola la Salernitana ottiene solo 3 punti, troppo poco per sperare nella salvezza. Il 10 aprile i campani disputano una grande partita contro la Roma venendo raggiunti e sconfitti solo nelle battute finali del match. Nelle successive 5 partite, infatti, la Salernitana ottiene ben 4 vittorie e un pareggio, contro la fortissima Atalanta. L’ultima vittoria, il recupero della ventesima giornata contro il Venezia, porta per la prima volta in campionato i campani fuori dalla zona retrocessione. Dall’arrivo del tecnico piemontese la squadra ha cambiato marcia, sembra correre molto di più degli avversari e gli acquisti di Ederson, Bohinen, Verdi e Mazzocchi, solo per citarne alcuni, hanno alzato sensibilmente l’asticella.
E' durato meno di 48 ore l'esonero del tecnico torinese, che la Salernitana aveva sollevato dall'incarico lunedì, all'indomani della pesantissima sconfitta (8-2) di Bergamo contro l'Atalanta. Sarebbe stato il pressing dei giocatori a convincere il patron a tornare sui suoi passi e ad affidarsi nuovamente all'allenatore arrivato a stagione in corsa un anno fa e protagonista di una clamorosa salvezza. Nella giornata di ieri ho ricevuto una telefonata dal presidente Iervolino che con i suoi modi, sempre amabili e gentili, mi ha spiegato le ragioni della sua decisione che ha preso con amarezza ma che doveva segnare la discontinuità dopo la bruttissima partita a Bergamo contro l'Atalanta. Ho fatto subito mea culpa, assumendomi tutte le responsabilità di una prestazione non adeguata e della conseguente pesante sconfitta. Perché credo in questa quadra così come negli uomini che la compongono, così come credo nella grande società che ha alle spalle. Ho chiesto con tutte le mie forze al presidente di rivedere il provvedimento di esonero, sapendo di toccare le corde di un animo umano che ha profonda sensibilità per capire e vuole fortemente costruire un calcio diverso. "'Storie di uomini che fanno grandi cose': così ci ha sempre detto il presidente, che - come ho sempre riconosciuto - è stato il principale artefice della salvezza della passata stagione. È lui ad averci inculcato passione, personalità e ferocia nel raggiungere cose impossibili. È lui che crede fortemente che quando gli uomini tirano tutti verso la stessa direzione sono capaci di cose straordinarie - aggiunge Nicola -. E io di cose straordinarie già gliene ho viste realizzare tante". Nicola continua ringraziando il presidente per averlo chiamato e dice: "Questa è la dimostrazione che il calcio nuovo è un calcio di passione e di cuore e per questo voglio ripagare la sua fiducia con tutte le mie forze e con tutta la passione che ho. Con la direzione sportiva guidata da Morgan De Sanctis, che ringrazio per la mediazione senza la quale questa operazione non sarebbe stata possibile, ci aspettano settimane di lavoro durissimo e di confronto continuo per il raggiungimento dei nostri obiettivi. Ora ripartiamo insieme, tutti, e raccontiamo un'altra straordinaria storia di calcio, restituendo alla tifoseria granata la stessa passione e lo stesso senso di appartenenza che ci dimostra incondizionatamente.

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