Seleziona una pagina

Nel mondo dello sport, alcune date e luoghi diventano simboli di svolte epocali. Per l'Italia nel rugby, è Grenoble 1997, la prima vittoria in Francia che aprì le porte al Sei Nazioni. Per l'Argentina, è Velez 1990, lo stadio di Buenos Aires che fu teatro della prima, storica vittoria sull'Inghilterra, nazione che aveva introdotto il rugby nel paese. Questa rivalità, iniziata nel 1981, conta appena 27 confronti con sole 5 vittorie sudamericane.

Il rugby arrivò in Argentina alla fine del XIX secolo, portato dagli immigrati britannici che lo diffusero nelle scuole e nei club della capitale. Il Buenos Aires Football Club, fondato nel 1867, è il primo club argentino di rugby. Il legame tra il rugby e gli argentini divenne inaspettatamente forte, trovando riconoscimento ufficiale nel 1981, quando l'Inghilterra riconobbe lo status di test ufficiale alla sfida con i Pumas. I due incontri si giocarono al vecchio Ferro Carrill Oeste: il primo terminò 19-19 il 30 maggio 1981, mentre il secondo vide la vittoria inglese per 12-6.

È importante ricordare che il 14 ottobre 1978, la nazionale argentina aveva pareggiato 13-13 in Gran Bretagna contro l'Inghilterra XV, una denominazione usata dagli inglesi per non riconoscere ufficialmente il test, nonostante la maggior parte dei giocatori appartenesse alla prima squadra. Il pareggio del maggio 1981, pur ufficiale, non fu celebrato a gran voce dagli argentini, che si lasciarono sfuggire la vittoria nel finale a causa di una touche sbagliata.

Quella squadra argentina era all'inizio di un ciclo che sarebbe durato 12 anni, con l'Inghilterra sempre al centro. La "guerra dei cimarrones" negli anni '70 aveva diviso il rugby argentino, portando alla nascita di due selezioni nazionali: i Pumas ufficiali e i ribelli, i "Cimarrones". In quel periodo, mentre il paese viveva sotto dittatura, il rugby fu segnato da conflitti interni per il predominio nazionale e per le convocazioni, con il San Isidro Club che prevaleva grazie alla sua mischia e alla tecnica della "bajadita".

Nel 1976 e 1977, i Pumas giocarono partite eccellenti in Galles e Francia, ma subito dopo la squadra si sfaldò. Le tensioni tra il club SIC e la federazione riguardo alla capitania portarono alle dimissioni dello staff. La figura carismatica del capitano Arturo Rodriguez Jurado, "el Trompa", non era ben vista dalla dirigenza federale. La sua esuberante leadership, sia in campo che fuori, era considerata poco consona all'ambiente borghese del rugby.

Con Hugo Porta invitato nella selezione del Resto del Mondo e i gradi affidati a Ricardo Mastai per il Sudamericano, dieci nazionali rifiutarono la convocazione per solidarietà con Rodriguez Jurado. Nonostante la dirigenza della UAR avesse inizialmente permesso ai giocatori di rinunciare alla convocazione, poco dopo ricevettero un telegramma che li informava di una squalifica di 5 anni. Questo evento portò alla nascita di un gruppo di giovani che avrebbero gettato le basi per il decennio d'oro del rugby argentino, anche se la guerra interna continuò con la formazione di una selezione parallela, i "Cimarrones".

La fama dei "Cimarrones" attirò l'attenzione dei dirigenti federali, che nel 1979 revocarono la sanzione, permettendo ai ribelli di tornare a giocare nelle competizioni ufficiali nel 1980. Nel frattempo, i giocatori del '78, spediti in Inghilterra per un battesimo del fuoco, iniziarono a scrivere pagine fondamentali della storia del rugby argentino. La Guerra delle Falkland impedì ulteriori sfide con Scozia, Galles e Irlanda, che avrebbero potuto aumentare il numero di successi. La vittoria sull'Inghilterra nel 1990 fu replicata solo 3 volte nei successivi 30 anni, a testimonianza della forza di quella squadra.

Fabio Aguja Gomez, mediano di mischia dei Pumas nel 1990, ricorda con emozione quella vittoria. La sua carriera proseguì con la convocazione ai Barbarians, diventando il primo argentino di sempre, e con un'esperienza di successo in Italia, vincendo 3 scudetti con il Milan. La sua maglia del Banco Nacion e quella scambiata con gli inglesi sono conservate al Museo del Rugby di Artena, testimonianza di un legame che lo porta ancora oggi in Italia come tour operator per viaggi rugbistici.

Gomez racconta che, prima dei test con i Pumas, l'Inghilterra aveva giocato amichevoli con i club argentini, perdendone tre su quattro. Queste vittorie dei club alimentarono la fiducia dei Pumas: "Se avevamo vinto con i club, perché non potevamo farlo anche con la nazionale?". Hernan Vidou, il numero 10 di quella partita, sottolinea il contributo della touche e della mischia alla conquista dei punti, mentre lui aveva il compito di centrare i pali.

Il clima intorno alla vittoria con i Pumas fu di grande entusiasmo: "I tifosi la sentivano tantissimo, volevano batterli perché erano inglesi, noi semplicemente volevamo vincere perché erano una grande squadra", ricorda Gomez. "Non c'era nessun significato politico, non ci fu nessun commento o atteggiamento fuori posto, rugby e politica non si mischiano." Gli inglesi si comportarono da grandi signori, unendosi alla festa dopo la partita, che proseguì fino alle 8 del mattino nel noto locale "New York City". La terza sfida, giocata a Twickenham, vide la vendetta inglese con una vittoria per 51-0.

Rugby Pumas vs Inghilterra

L'Inghilterra di Steve Borthwick, in vista delle sfide in Sudamerica, si presenta con 13 giocatori convocati dai British&Irish Lions e 10 esordienti. Tra i veterani, grande attesa per George Ford, a una sola presenza dai 100 caps. La curiosità maggiore è rivolta ai giovani talenti come Charlie Atkinson, Seb Atkinson, Oscar Beard, Joe Carpenter, Arthur Clark, Afolabi Fasogbon, Will Muir, Luke Northmore, Guy Pepper e Max Ojomoh, molti dei quali hanno già dimostrato il loro valore nelle categorie giovanili e nei club.

Giovani giocatori di rugby inglesi

Le Isole Malvine, teatro di un conflitto che aveva diviso i due paesi, hanno vissuto nel 2009 un primo tentativo di riappacificazione grazie al rugby. Il 13 dicembre si disputò la prima partita di rugby sulle isole, un evento accolto inizialmente con freddezza e diffidenza. Bautista Segonds, fondatore di Rugby Senza Frontiere, dovette superare accuse di spionaggio e scetticismo.

Dopo 5 anni, una delegazione di giocatori argentini, tra cui un Pumas e 5 ex, fu autorizzata a partire. Sulle isole, un campo da calcio fu adattato per l'occasione. Tra gli spettatori, un veterano di guerra argentino, Marcelo Berteri, tornò alle Malvinas dopo 27 anni. La partita vide segnare una meta dal figlio del sottotenente Luis Carlos Martella, morto nel 1982. Il rapporto tra le squadre inglese e argentina si rafforzò nel tradizionale terzo tempo, e la seconda partita attirò un pubblico ancora maggiore, segno che gli isolani stavano accettando l'idea di unione attraverso lo sport.

Oltre alle partite, furono organizzati clinic di rugby per i bambini, nonostante la iniziale riluttanza delle famiglie inglesi. Ogni passo compiuto con il rugby era accompagnato da un omaggio ai fatti del 1982, come la visita al cimitero di Darwin. Seguirono altre due visite di Rugby Senza Frontiere nel 2011 e nel 2012, con un progressivo cambiamento di atteggiamento da parte degli abitanti dell'isola.

L'incredibile storia dell'entrata dell'Italia nel 6 Nazioni

Ci sono date e luoghi che segnano svolte sportive epocali. Per l'Argentina nel rugby, è Velez 1990, lo stadio di Buenos Aires teatro della prima, storica vittoria sull'Inghilterra. Questa rivalità, iniziata nel 1981, conta appena 27 confronti con sole 5 vittorie sudamericane. Le sfide del luglio 2024, il 5 allo stadio Jorge Luis Hirschi e il 12 a San Juan, rappresentano un nuovo capitolo di questa storica contesa.

tags: #nazionale #under #21 #di #football #americano

Post popolari: