Filippo "Pippo" Inzaghi è una figura leggendaria nel calcio italiano, noto per il suo fiuto del gol e per una carriera che lo ha visto protagonista sia da giocatore che da allenatore. La sua storia è intrecciata con quella di molti club prestigiosi, tra cui il Milan, e le sue parole, talvolta controverse, continuano a far discutere, come nel caso del suo commento sul pareggio contro l'Empoli.
Gli Inizi e l'Ascesa di un Bomber
Con il Piacenza, Inzaghi esordì tra i professionisti, appena diciottenne, nella partita di ritorno del primo turno di Coppa Italia dell’annata 1991/1992 nel derby, Piacenza - Modena, finito 1 a 1. Di lì a pochi mesi esordirà anche nel campionato cadetto. Torna a Piacenza nel 1994/1995, e si mette in mostra trovando per ben 15 volte la via del goal in 35 partite giocate, tanto che il Parma lo nota subito e se lo assicura nell’estate 1995 per una cifra di poco inferiore ai 6 miliardi di lire. Nel novembre dello stesso anno il Napoli, all’apertura del mercato di riparazione invernale, si era fatto avanti ed ormai mancava solo la firma del contratto per il passaggio in azzurro, quando, complici anche alcune dichiarazioni dell’allora allenatore dei partenopei, Vujadin Boskov, non particolarmente decorose nei confronti dello stesso giocatore, l’accordo viene fatto slittare di qualche giorno. La svolta arriva quando appunto in quei giorni il Parma giocò la partita di ritorno di Coppa delle Coppe contro l’Halmstat, squadra che all’andata aveva spezzato le redini dei parmensi con un rotondo e preoccupante 3 a 0. La sera del ritorno Inzaghi segnò dopo solo un minuto, guidando la sua squadra alla vittoria finale per 4 a zero e conseguente passaggio del turno. Pochi mesi più tardi rimane vittima di uno scontro con un avversario in una partita amichevole contro il Collecchio: resta in campo anche dopo l’infortunio al piede sinistro, segnando anche un goal, fino a quando l’allenatore non lo costringerà ad uscire.
Nel 1993, a 20 anni, passa in prestito in Serie B al Verona. Nell'estate 1995 è acquistato dal Parma per 5,9 miliardi di lire. L'allenatore parmense Nevio Scala, dà subito fiducia al calciatore, inserendolo nel giro dei titolari, seppur non in pianta stabile. Nel mese di novembre, con la riapertura della sessione autunnale di calciomercato, il Napoli trova l'accordo con il Parma per il prestito con diritto di riscatto di Inzaghi, ma per vari motivi (tra cui alcune dichiarazioni dell'allenatore partenopeo Vujadin Boškov poco lusinghiere nei confronti dello stesso giocatore) la ratifica dell'accordo slitta di qualche giorno, consentendo a Inzaghi di giocare la partita di ritorno di Coppa delle Coppe contro l'Halmstad (l'andata era finita 3-0 per gli svedesi), in una sorta di partita d'addio alla squadra emiliana. In quella gara Inzaghi segna dopo un solo minuto e il Parma vince per 4-0, riuscendo così a passare il turno. Il 29 ottobre 1995 segna il suo primo gol in Serie A nella vittoria per 3-2 contro la sua ex squadra, il Piacenza. Pochi mesi più tardi, durante un'amichevole contro i dilettanti del Collecchio, subisce un infortunio al piede sinistro, in seguito ad un urto contro il ginocchio di un avversario; Inzaghi rimane comunque in campo anche dopo lo scontro e segna anche un gol prima che l'allenatore lo obblighi a uscire.
Nell'estate del 1996 passa all'Atalanta di Ivan Ruggeri e Maurizio Radici; quest'ultimo era già stato presidente del Leffe nel periodo in cui il centravanti ne aveva difeso i colori. La stagione 1999-2000 si apre con la vittoria della Coppa Intertoto UEFA nel precampionato, anche grazie ai numerosi gol di Inzaghi, autore di 5 reti in semifinale contro il Rostov e 2 nella doppia finale contro il Rennes. In campionato la Juventus riesce a rimanere in testa alla classifica per quasi tutto il torneo e Inzaghi segna 15 gol fino a marzo, ma all'ultima giornata i bianconeri perdono in casa del Perugia per 1-0 sotto una pioggia incessante e lo scudetto va alla Lazio. Nella stagione seguente Inzaghi non fa mancare i suoi gol in Serie A (11 reti), dove, dopo una rimonta, la Juventus si classifica al secondo posto dietro alla Roma, e anche in Champions League (5, tra cui una tripletta all'Amburgo) dove però la Juve è eliminata nella prima fase a gruppi.
L'anno successivo diventa un giocatore della Juventus, che se lo assicura per una cifra decisamente considerevole, ben 20 miliardi delle vecchie lire, ma la prima stagione juventina non inizia al meglio, sono in molti a non voler scommettere sul suo futuro, al punto che con Del Piero viene accusato di formare una coppia d’attacco un po’ troppo leggera. I due rispondono alle critiche sul campo, in particolare Inzaghi replica con 27 reti, di cui 18 in campionato, 6 in Champion’s League, 1 in Coppa Italia e due nella Supercoppa italiana, vinta quell’anno insieme allo scudetto. Nella stagione ’98 - ’99 la Juventus entra in un tunnel di risultati deludenti, al punto che l’allenatore Marcello Lippi si dimette ed al suo posto viene scelto Carlo Ancelotti. L’attaccante piacentino non manca mai però, nonostante l’annata storta della sua squadra, di cui è capocannoniere con 20 reti.

Il Passaggio al Milan e i Successi
Nel 2001 passa al Milan, che lo compra a 70 miliardi di lire (40 in contanti più un giocatore, Cristian Zenoni), con cui esordisce in campionato contro il Brescia il 26 agosto 2001, e soltanto nel turno successivo segnerà la sua prima rete in rossonero, nello scoppiettante 5 a 2 interno contro la Fiorentina. Questa vittoria consentirà ai rossoneri di aggiudicarsi l’anno successivo la Supercoppa europea contro il Siviglia, che era passato in vantaggio, e la rete del momentaneo pareggio viene segnata proprio da Superpippo.
Molto meglio va nella stagione 2002-2003, quando scende in campo 30 volte in campionato mettendo la palla in rete in 17 occasioni. Determinante inoltre il suo apporto in Champions League, dove con i suoi 12 gol trascina la squadra fino alla vittoria finale. Un centro per lui anche nella finale di ritorno di Coppa Italia, vinta contro la Roma, dove segna il gol del definitivo 2-2.
Nella stagione 2005-2006, dopo aver recuperato dagli infortuni patiti, porta a termine un finale di stagione eccezionale, segnando con i rossoneri 12 gol in campionato e 4 in Champions League, tra cui una doppietta all'Olympique Lione nel ritorno dei quarti di finale, grazie alla quale i rossoneri passano il turno. Le prestazioni convincenti in Italia e in Europa gli valgono la convocazione da parte di Marcello Lippi (già suo allenatore nelle prime due stagioni alla Juventus) nella Nazionale vittoriosa al Mondiale di Germania 2006, dove riesce ad andare a segno, contro la Rep. Ceca.
Nella stagione 2006-2007 è decisivo con il Milan in Champions League, dove segna i gol con i quali la squadra rossonera supera il preliminare con la Stella Rossa e soprattutto la doppietta con cui vince la finale di Atene contro il Liverpool, deviando una punizione di Pirlo e scattando sul filo del fuorigioco su assist di Kaká. Al termine dell'incontro Inzaghi è nominato "man of the match". La maglia preparata per tale partita e autografata da Inzaghi viene messa all'asta per beneficenza nei giorni seguenti. Grazie alla vittoria della Champions League 2006-2007, il 31 agosto 2007 i rossoneri disputano la Supercoppa UEFA contro il Siviglia. Il Milan si aggiudica il titolo vincendo in rimonta per 3-1 e il momentaneo pareggio arriva proprio per opera di Inzaghi che segna con un colpo di testa su cross di Gattuso.

Il 24 febbraio 2008 Inzaghi, segnando contro il Palermo la rete del 2-1 finale, realizza il 90º gol con la maglia del Milan, che diventa così la squadra con cui Inzaghi ha segnato di più, essendosi fermato a 89 reti con la Juventus. Dopo la gara di ritorno di Champions League contro l'Arsenal del 4 marzo 2008, un'ernia inguinale lo tiene fermo per un mese. Torna nuovamente in campo il 5 aprile 2008 realizzando 10 gol in 7 partite: 2 reti contro il Cagliari (3-1), un'altra doppietta a Torino contro la Juventus (3-2 per i bianconeri), un gol contro la Reggina (5-1), una tripletta al Picchi contro il Livorno (4-1), un gol nel derby contro l'Inter (2-1) e un gol contro l'Udinese (4-1). Dopo essere stato raggiunto il 5 marzo 2008 in vetta alla classifica dei marcatori nelle competizioni UEFA per club a quota 63 reti da Raúl, stacca lo spagnolo il 23 ottobre 2008 realizzando il terzo gol rossonero contro gli olandesi dell'Heerenveen, 64º personale in Europa e 100º dei rossoneri in Coppa UEFA.
Il 18 maggio 2011 rinnova il contratto con il Milan, in scadenza a fine stagione, fino al 30 giugno 2012. Dopo 11 anni passati con la maglia rossonera, l'11 maggio 2012 comunica ufficialmente che la stagione 2011-2012 è stata l'ultima con la maglia del Milan, come concordato con la società. Due giorni dopo, il 13 maggio, gioca la sua 300ª e ultima partita in rossonero a San Siro contro il Novara; entrato in campo nel corso del secondo tempo, segna anche la sua ultima rete (156º gol in Serie A e unico stagionale) che vale la vittoria finale per 2-1. Con il Milan ha vinto due Champions League, due Supercoppe Europee, una Coppa del mondo per club, due scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe italiane.
Carriera con la Nazionale
Con la Nazionale maggiore esordisce nel 1997, in un’amichevole contro il Brasile. Partecipa al Mondiale del ’98 in Francia, mandando in goal Baggio nella partita contro l’Austria. Con la nazionale italiana è stato campione del mondo nel 2006 e vicecampione d'Europa nel 2000. Con la nazionale italiana, di cui ha fatto parte dal 1997 al 2007, vanta 57 presenze e 25 reti (sesto posto nella classifica storica dei cannonieri della rappresentativa italiana, alla pari con Adolfo Baloncieri e Alessandro Altobelli). Nelle qualificazioni a Euro 2000, con il CT Dino Zoff, è il miglior marcatore azzurro con 3 reti, al pari di Christian Vieri. Convocato dal CT Marcello Lippi, partecipa al campionato del mondo 2006 in Germania vinto dall'Italia. Inzaghi scende in campo in una sola occasione, entrando a partita in corso, riuscendo comunque a mettersi in evidenza: il 22 giugno contro la Rep. Ceca. Dopo il Mondiale è impiegato in 6 partite delle qualificazioni a Euro 2008, nelle quali segna 3 reti, di cui le ultime 2 contro le Fær Øer il 2 giugno 2007, ma il tecnico Roberto Donadoni non lo convoca per la fase finale della manifestazione.

La Carriera da Allenatore e il Caso Empoli
La sua ennesima avventura nel mondo del pallone inizia il 24 luglio 2014, quando dopo 21 stagioni di calcio giocato, Inzaghi accetta l’offerta della dirigenza rossonera e firma un biennale per guidare gli Allievi, con cui vincerà la Scopigno Cup, un trofeo della città di Rieti, battendo in finale lo Zenit per 3 a 2 e raggiunge anche la fase ad 8 della propria categoria, prima di essere eliminato in semifinale dall’Empoli.
Il 7 giugno 2016 viene scelto come nuovo allenatore del Venezia, club neopromosso in Lega Pro, in sostituzione di Giancarlo Favarin. Il 15 aprile 2017, il Venezia vince il campionato e viene promosso in Serie B con tre giornate di anticipo, grazie al pareggio interno col Fano. Alla sua seconda esperienza da allenatore in Serie A, ottiene 2 vittorie, 7 pareggi e 10 sconfitte: la squadra chiude la prima parte di campionato al 18º posto e con 13 punti. Il 9 giugno 2021 viene nominato nuovo tecnico del Brescia, in Serie B. A lungo in lizza per il primo posto della classifica nel campionato cadetto, la squadra ottiene 3 punti in 4 partite prima della sosta per le nazionali di metà marzo, scivolando al quinto posto. Il 12 luglio 2022 diventa il nuovo allenatore della Reggina, nel campionato cadetto; dopo una prima parte di campionato condotta ai vertici della classifica, conduce la squadra al settimo posto finale con cinque punti di penalizzazione, con qualificazione ai play-off, da cui i calabresi vengono eliminati dal Südtirol al primo turno. Il 10 ottobre 2023 viene ingaggiato dalla Salernitana, in Serie A, sostituendo l'esonerato Paulo Sousa.
Le dichiarazioni di Pippo Inzaghi, tendenzialmente, sono un insieme di retorica stucchevole, non-sense vari con una forte tendenza al piagnisteo. Inzaghi shock:"Non puoi pensare di dominare l'Empoli". La frase shock di Inzaghi pronunciata dopo il pareggio contro l'Empoli:"Non puoi pensare di dominare l'Empoli a San Siro". Questa dichiarazione è assolutamente inaccettabile. Vialli gli disse che di certo non aveva torto, però gli suggerì anche di non dirlo così esplicitamente perchè rischia di trasferire questa mentalità ai giocatori. Quel concetto lo sta estendendo a TUTTE le squadre del campionato. E' da Settembre che dico che questo pensa in piccolo. Qualcuno dovrebbe fermarlo.
Milano, 15 febbraio 2015 - “È un periodo complicato, con tanti infortuni: in ogni partita succede di tutto. Perdere dopo 30” un giocatore con il naso rotto è incredibile”. Così Pippo Inzaghi, allenatore del Milan, commenta ai microfoni di Sky Sport il pareggio interno contro l’Empoli. “Era una partita complicata, l’Empoli mette tutti in difficoltà. Sono veramente bravi e non è un caso che hanno perso solo due partite su 15”, ha aggiunto il tecnico rossonero. Parlando della partita: “Non ricordo grandi parate del nostro portiere e nemmeno del loro, ma quando vai in vantaggio non puoi prendere un gol così. Con più attenzione si poteva vincere, ma è stata una partita sofferta. Dispiace, volevamo i tre punti, ma dobbiamo recuperare giocatori e condizione”, ha spiegato Inzaghi, che prova comunque a guardare il bicchiere mezzo pieno: “Siamo in crescita, stiamo provando un nuovo sistema di gioco ma non riusciamo a dare continuità alla formazione. Se non ho a disposizione i giocatori è però impossibile far giocare sempre gli stessi. Dobbiamo stringerci tutti insieme per migliorare”. Per Inzaghi il Milan deve “lavorare sulla testa più che sulla condizione. Non è facile giocare a San Siro, capisco i tifosi. Dobbiamo cercare di vincere una partita e ripartire. Ci prendiamo questo punto, visto che eravamo anche in nove, ma dobbiamo fare di più”. Sulla prestazione di Destro: “È stato molto bravo sulla combinazione tra Ménez e Bonaventura. Abbiamo avuto tre-quattro ripartenze nel secondo tempo che potevamo sfruttare meglio per fare il secondo gol”. Infine, sui fischi dei tifosi: “Loro sono come me, vogliono sempre di più. Ma noi dobbiamo lavorare e cercare di trasformare i fischi in applausi. Dobbiamo invertire questo ciclo negativo, ma ci vuole un po’ di tempo e la rosa al completo”.
Milan-Empoli 1-1, Inzaghi affranto: "Periodo complicato. In ogni partita ci succede di tutto". Il tecnico rossonero recrimina per l'infortunio di Alex: "Perdere un giocatore dopo 30" è incredibile, ma con un minimo di attenzione in più avremmo potuto vincere. Dobbiamo lavorare sulla testa, e con l'intera rosa a disposizione. Destro? È stato bravo".
Filippo Inzaghi alla presentazione di "Superpippo"
Milan-Empoli: Un Precedente Significativo
4 marzo 2006: i rossoneri sbloccano nel finale una gara equilibrata con i gol di Shevchenko e Inzaghi. Con Milan-Empoli inizia, in casa rossonera, la volata finale della Serie A 2021/22. Restano dieci giornate di campionato, un calendario aperto dalla sfida di sabato sera contro la squadra di Andreazzoli. Che quello contro i toscani sia un incrocio da non sottovalutare è testimoniato anche dagli ultimi cinque precedenti in Serie A tra le due squadre: bilancio in assoluto equilibrio, con due vittorie per parte e un pareggio.
28ª giornata di campionato, con i rossoneri che giocano in anticipo dato l'imminente ritorno degli Ottavi di Finale di Champions League contro il Bayern Monaco. La squadra di Carlo Ancelotti arriva all'appuntamento con i toscani guidati da Cagni in un ottimo momento di forma: l'importante successo del weekend precedente a Palermo era valso la terza vittoria consecutiva in campionato. Un ruolino di marcia che aveva permesso ai rossoneri di superare l'Inter in classifica e di ridurre - da 14 a 10 - i punti di distanza dalla Juventus capolista. A San Siro il primo tempo viaggia sui binari dell'equilibrio. L'Empoli si difende con ordine e attenzione, mettendo in campo un pressing che limita le trame offensive rossonere. I toscani si fanno anche vedere in avanti ed è della squadra di Cagni la prima occasione del match: al 23' un assist rasoterra di Buscé viene soltanto sfiorato da Almirón, che in ottima posizione davanti a Kalac non riesce a ribadire in rete. La risposta del Milan arriva al 30', in quella che è la migliore occasione del primo tempo: Rui Costa appoggia sulla destra per Costacurta, Pratali anticipa Billy - capitano di giornata - che però recupera immediatamente il pallone e conclude a rete con un tiro-cross che colpisce il palo. Le trame offensive rossonere si fanno più insistenti e la squadra di Ancelotti vede premiati i suoi sforzi al 76', minuto del gol dell'1-0. E che gol: Kaladze avanza centralmente e serve Inzaghi che riceve spalle alla porta, si gira vincendo la resistenza di Raggi e Vanigli e conclude a rete con un sinistro potente che scheggia la traversa e batte Balli. È la rete che sblocca il Milan, dato che passano soltanto cinque minuti per il raddoppio rossonero. Come nel 2-0 di Palermo, a un gol di SuperPippo fa seguito uno di Shevchenko, stavolta su azione: con un altro movimento da grande attaccante, Andriy prima appoggia su Kaká un cross di Gattuso, poi riceve il filtrante di Ricky, aggira la marcatura di Ascoli e deposita in rete con un dolce rasoterra di destro. Non c'è due senza tre per i rossoneri, che trovano il tris appena 10' dopo il gol del vantaggio. E a segno va di nuovo Inzaghi, che devia fortunosamente una punizione di Shevchenko per quello che è il decimo gol stagionale in campionato di SuperPippo.
| Stagione | Presenze | Gol |
|---|---|---|
| 2001-2002 | 28 | 10 |
| 2002-2003 | 30 | 17 |
| 2003-2004 | 14 | 3 |
| 2004-2005 | 11 | 3 |
| 2005-2006 | 27 | 12 |
| 2006-2007 | 20 | 11 |
| 2007-2008 | 25 | 11 |
| 2008-2009 | 26 | 16 |
| 2009-2010 | 24 | 2 |
| 2010-2011 | 11 | 2 |
| 2011-2012 | 1 | 1 |