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Il giornalismo sportivo italiano è in lutto per la scomparsa di Mario Sconcerti, avvenuta il 17 dicembre 2022 a Roma, all'età di 74 anni. Sconcerti, ricoverato da alcuni giorni in ospedale per accertamenti di routine, era una delle figure più autorevoli e rispettate nel panorama sportivo nazionale.

La sua lunga carriera, durata oltre cinquant'anni, lo ha visto ricoprire ruoli di primo piano in diverse testate giornalistiche e emittenti televisive, diventando un punto di riferimento per generazioni di appassionati di sport.

Le Origini e l'Ascesa nel Giornalismo

Nato a Firenze, Mario Sconcerti iniziò la sua carriera giornalistica negli anni '70 al Corriere dello Sport, nella redazione fiorentina. Già in questi primi anni dimostrò una notevole competenza calcistica e una spiccata capacità di porre domande scomode. La sua abilità nell'ottenere informazioni di prima mano e nel raccontare eventi sportivi in modo incisivo gli valse presto il trasferimento alla sede centrale del quotidiano a Roma.

Un momento cruciale della sua carriera fu nel 1979, quando fondò la redazione sportiva de La Repubblica su incarico diretto di Eugenio Scalfari. In questa fucina di talenti, Sconcerti portò firme prestigiose come Gianni Brera, Gianni Mura, Mario Fossati, Emanuela Audisio e Licia Granello, creando una delle redazioni sportive più importanti d'Italia.

Mario Sconcerti giovane con taccuino

Successivamente, Sconcerti ricoprì la carica di vicedirettore vicario de La Gazzetta dello Sport, per poi tornare a Repubblica e fondare le pagine fiorentine del quotidiano. La sua carriera proseguì con la direzione de Il Secolo XIX di Genova e, dal 1995 al 2000, la guida del Corriere dello Sport.

L'Esperienza alla Fiorentina

Parallelamente alla sua attività giornalistica, Mario Sconcerti ebbe anche una significativa esperienza dirigenziale nel mondo del calcio. Nel 2000, durante la turbolenta gestione di Vittorio Cecchi Gori, assunse il ruolo di direttore generale della Fiorentina. Questo periodo, seppur breve (durò circa sette mesi), fu vissuto da Sconcerti con grande passione, descrivendolo come uno dei più belli della sua vita.

Durante la sua permanenza ai vertici del club viola, Sconcerti fu protagonista di momenti intensi e controversi. Uno degli episodi più ricordati fu lo scontro televisivo con Giancarlo Antognoni, allora dirigente della Fiorentina. La discussione nacque da un'affermazione di Sconcerti riguardo al contributo di Antognoni alla squadra, che scatenò una reazione veemente da parte dell'ex campione del mondo.

Stemma storico della Fiorentina

Nonostante le tensioni, una delle intuizioni più importanti della sua gestione, in collaborazione con Massimo Sandrelli, fu quella di portare Roberto Mancini sulla panchina viola. Mancini, alla sua prima esperienza da allenatore, condusse la Fiorentina alla vittoria della Coppa Italia nella finale contro il Parma, un successo che portò grande gioia alla città e lustro alle scelte dirigenziali.

La vittoria della Coppa Italia fu un momento di grande festa per la squadra e per la città, culminato con un lancio in piscina dei giocatori per Mario Sconcerti, segno dell'affetto e del legame che si era creato. Questo episodio, tuttavia, segnò anche l'inizio della fine della sua avventura dirigenziale, a causa di divergenze emerse successivamente.

La Carriera Televisiva e Radiofonica

Oltre alla carta stampata, Mario Sconcerti fu una presenza costante e autorevole anche nel mondo della televisione e della radio. La sua carriera televisiva iniziò a Stream TV, per poi approdare a Sky Sport nel 2003, dove divenne un pilastro del programma Sky Calcio Show, affiancando Ilaria D’Amico per molti anni.

La sua capacità analitica, unita a una profonda conoscenza dei fatti, maturata sul campo fin dai suoi esordi come cronista, lo resero un opinionista molto apprezzato. Federico Ferri, direttore di Sky Sport, lo ricordò come un "maestro" che insegnò molto ai giornalisti della redazione.

Logo Sky Sport

Nel 2016, Sconcerti passò alla Rai, dove commentò trasmissioni sportive storiche come 90º minuto e La Domenica Sportiva. Ha inoltre partecipato come opinionista ai Mondiali di calcio per Mediaset nel 2018.

La sua passione per il confronto e il dibattito lo portò anche a condurre per dodici anni un programma radiofonico su Radio Radio, dove dialogava con gli ascoltatori su temi sportivi e di attualità.

Un Intelletto Brillante e una Personalità Divisiva

Mario Sconcerti è stato descritto da molti come un professionista serio, autorevole e dotato di rare qualità intellettuali. La sua capacità di offrire punti di vista e spunti di riflessione mai banali lo ha reso una figura rispettata da colleghi e appassionati.

Amava profondamente Firenze, la sua città natale, e la Fiorentina, la sua squadra del cuore. Tuttavia, non mancava mai di sottolineare gli aspetti critici o meno positivi della città e della squadra, dimostrando un approccio schietto e talvolta divisivo. Lui stesso si definiva "mai un uomo di pace", caratteristiche che, unite a un'inestinguibile avversione per la banalità, hanno segnato il suo stile comunicativo.

LO SCONTRO TRA #GIANCARLOANTOGNONI E #MARIOSCONCERTI SU CANALE 10 #FIORENTINA (26/02/2001)

Nonostante le critiche, Sconcerti ha sempre difeso le sue posizioni con passione e competenza, guadagnandosi la stima di molti per la sua integrità intellettuale e la sua coerenza.

Il suo ultimo articolo sul Corriere della Sera, testata di cui era editorialista sportivo, è stato pubblicato poco prima dei quarti di finale del Mondiale di calcio in Qatar.

La scomparsa di Mario Sconcerti lascia un vuoto incolmabile nel giornalismo sportivo italiano, ma il suo lascito di passione, competenza e analisi continuerà a ispirare le future generazioni.

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