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Liam Brady, nato a Dublino il 13 febbraio 1956, è stato un calciatore di rara eleganza e intelligenza tattica, la cui carriera ha lasciato un'impronta indelebile nel calcio italiano, in particolare con la maglia della Juventus e nel contesto del "Derby della Mole". La sua storia è un intreccio di talento, professionalità e momenti indimenticabili che hanno contribuito a definire la sua leggenda.

Cresciuto calcisticamente dapprima nel St. Kevin's Boys e poi nello Home Farm, Brady venne notato all'età di tredici anni dagli scouts dell'Arsenal, da cui venne acquistato nel giugno del 1971. La dirigenza dei Gunners in quegli anni era orientata a una politica di sviluppo del settore giovanile che le consentisse di coltivare in casa le future stelle della prima squadra. Il giorno del suo diciassettesimo compleanno firmò il contratto da professionista. Nel resto della stagione l'allenatore Bertie Mee decise di impiegarlo con parsimonia: "Chippy" terminò la sua prima stagione con la maglia dei Gunners con all'attivo 13 presenze. Con la squadra londinese vinse la FA Cup nel 1978-1979, disputando le finali della stessa sia nel 1977-1978, sia nel 1979-1980.

Con l'Arsenal, Brady si affermò come uno dei migliori registi d'Europa. Il suo sinistro incantava, ricamava le azioni e verticalizzava millimetricamente. L'effetto che imprimeva con il mancino era impressionante, metteva la palla dove voleva. In sette stagioni con i Gunners, divenne riconoscibile dal movimento non eccessivamente rapido, ma sempre sinuoso ed elegante. Vince un solo titolo, l’FA Cup del 1979, ma è sempre tra i protagonisti del campionato inglese, tanto da vincere l’MVP della Lega nello stesso anno. Durante questo periodo, fu votato per tre volte giocatore dell'anno del club e scelto come PFA Players' Player of the Year nel 1979.

Liam Brady in azione con la maglia dell'Arsenal

L'Italia, con la riapertura delle frontiere per la stagione 1980-81, rappresentò una nuova sfida per Liam Brady. Dopo aver incantato Giampiero Boniperti e Giovanni Trapattoni in semifinale di Coppa delle Coppe contro la Juventus, l'irlandese si trasferì all'ombra della Mole Antonelliana. Lo scetticismo iniziale riguardo al suo adattamento al calcio italiano venne spazzato via rapidamente. Liam Brady imparò in fretta l'italiano, attratto dal Belpaese e in particolare dalla città di Torino. Era elegante, tanto in campo quanto fuori dal rettangolo verde, un vero gentleman.

Nella sua prima stagione in bianconero, Brady fu determinante: con una sontuosa prestazione segnò contro i campioni in carica dell'Inter e sfornò l'assist per il gol di Scirea. Fu capocannoniere della squadra con otto gol e l'anno successivo fu ancora il punto cardine, il numero 10 di una squadra fortissima. La sua eleganza e la sua visione di gioco lo resero un beniamino dei tifosi.

Il 1982 fu un anno cruciale per Brady e per la Juventus. Nonostante l'arrivo di Michel Platini, che avrebbe portato a una scelta difficile tra i due stranieri, Brady si comportò da professionista esemplare. Prima di scendere in campo per la gara decisiva contro il Catanzaro, gli fu comunicato che non sarebbe stato confermato per far spazio a Platini e Boniek. Nonostante la delusione, Brady prese la responsabilità di calciare il rigore decisivo che regalò alla Juventus il suo secondo Scudetto consecutivo, la seconda stella. Con questa rete, Liam Brady divenne il primo straniero a vincere lo Scudetto dopo la riapertura del calciomercato.

Liam Brady che calcia un rigore decisivo

Dopo l'esperienza in bianconero, Brady vestì le maglie di Sampdoria e Inter, dimostrando ancora il suo valore, prima di concludere la sua carriera italiana all'Ascoli. La sua avventura in Italia, iniziata sotto i migliori auspici, si concluse con un addio sofferto ma pieno di dignità.

Il "Derby della Mole" ha visto Liam Brady protagonista in diverse occasioni. La sua capacità di inventare giocate decisive e la sua leadership in campo lo hanno reso un punto di riferimento per la Juventus. Un esempio emblematico è il gol di testa di Claudio Gentile nell'1-0 del 25 marzo 1981, un gol nato da un cross proprio di Liam Brady, dimostrando la sua importanza anche come uomo assist. Anche in tempi più recenti, il Derby della Mole è stato caratterizzato da gol decisivi di difensori, come Federico Gatti, a sottolineare come i momenti chiave di questa stracittadina siano spesso legati a giocate di altissimo spessore.

Liam Brady con la Juventus

Liam Brady non è stato solo un calciatore di classe, ma anche un simbolo di professionalità e attaccamento alla maglia. La sua carriera, ricca di successi e momenti emozionanti, lo ha consacrato come una figura leggendaria nel calcio italiano e un vero protagonista del Derby della Mole.

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Brady ha intrapreso la carriera di allenatore, guidando il Celtic e il Brighton & Hove Albion, e successivamente ha ricoperto ruoli dirigenziali nel settore giovanile dell'Arsenal. Ha anche intrapreso una lunga carriera come opinionista televisivo, commentando partite per la BBC e RTÉ Sport.

Liam Brady come allenatore

La sua influenza sul calcio si estende oltre il campo, avendo contribuito alla crescita di giovani talenti e alla diffusione della cultura calcistica attraverso i suoi commenti e le sue analisi.

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