L'autobiografia di Luciano Spalletti, "Il Paradiso esiste... Ma quanta fatica", edita da Rizzoli e scritta con la collaborazione di Giancarlo Dotto, ha aperto un vaso di Pandora di aneddoti e riflessioni sull'ambiente calcistico. Tra i capitoli più attesi, quello dedicato al complicato rapporto con Mauro Icardi durante l'esperienza all'Inter. Spalletti, senza peli sulla lingua, analizza le dinamiche che hanno portato alla rottura con l'allora capitano argentino, evidenziando come la sua figura, e soprattutto le vicende legate alla moglie-procuratrice Wanda Nara, abbiano rischiato di minare la serenità del gruppo.

Icardi: "Calciatore fantastico, un rapace"
Spalletti riconosce senza riserve le qualità calcistiche di Icardi: "Calciatore fantastico, un rapace come pochi in area di rigore", lo definisce nell'autobiografia. "Ricordo i suoi bellissimi gol nei derby, tra tutti quello segnato di testa in pieno recupero su cross di Vecino. Mauro fu un protagonista fondamentale di quella mia Inter". L'allenatore ammette di aver adattato il modulo di gioco per esaltare le caratteristiche dell'argentino: "Potendo contare su uno così bravo in area di rigore, decidemmo di portare avanti un calcio diverso da quello di Roma e Udinese, un calcio con più costruzione dal basso, avvolgente, per mettere Icardi nelle condizioni di essere più vicino alla porta e far male agli avversari". Viene tracciato un paragone con Filippo Inzaghi: "Non può contare su una ripartenza cattiva, Icardi, e viene incontro poco: è un Filippo Inzaghi più potente, un buitre dell'area di rigore. E lo è ancora oggi in Turchia, a distanza di anni".
Wanda Nara: "La sua debolezza si chiamava Wanda"
Il punto di svolta, secondo Spalletti, è rappresentato dall'influenza di Wanda Nara: "Mi resi conto che la debolezza del nostro capitano si chiamava Wanda e rischiava di portare a fondo tutto il gruppo. E questo non potevo tollerarlo". La situazione precipita quando Wanda Nara interviene pubblicamente sulle presunte necessità di mercato per migliorare il rendimento di Icardi: "Lei disse che, se si voleva che Icardi facesse più gol, bisognava acquistare giocatori che lo aiutassero a farli. Avere giocatori migliori, insomma, il concetto era questo. Insopportabile. Una bomba". Di fronte a queste dichiarazioni, Spalletti chiede spiegazioni all'argentino: "Il giorno dopo chiesi al capitano, davanti a tutti i compagni, di spiegare le parole di Wanda Nara. Di giustificarle in qualche modo. Mi sembrava il minimo, come forma di rispetto per gli altri". La risposta di Icardi, che attribuisce le parole alla moglie in veste di procuratore, non convince l'allenatore, portando alla drastica decisione di revocargli la fascia di capitano.

La revoca della fascia e le reazioni
La decisione di togliere la fascia a Icardi e affidarla a Handanovic viene presa con il consenso, seppur "silente", della società. La reazione di Icardi è estremamente negativa: "Lui la prese male, molto male". Spalletti sottolinea l'importanza della credibilità all'interno dello spogliatoio: "Per quanto mi riguarda è 22 anni che ho credibilità con i miei calciatori, loro sanno raccontare la mia storia". L'allenatore definisce la mediazione dell'avvocato Nicoletti "una cosa umiliante per gli sportivi e per i tifosi interisti". Nonostante la situazione tesa, Spalletti annuncia il reintegro di Icardi in gruppo, ribadendo però l'importanza della disciplina: "Solo Messi e Ronaldo fanno la differenza. È la disciplina la vera forza di una squadra e di un professionista, quella che bisogna avere verso sé stessi e verso il contesto in cui si lavora".
Il caso Icardi prima della Sampdoria
Alla vigilia della sfida contro la Sampdoria, Spalletti torna sull'argomento, definendo la situazione un "problema fisico" e dichiarando Icardi non in condizione di giocare. La polemica per la fascia tolta è al centro dell'attenzione: "Per noi è stata una scelta dolorosa da prendere, però per il ruolo che ho importante è essere giusti, è una questione di correttezza per l’Inter e per il gruppo". L'allenatore chiarisce che non si tratta di una decisione contro Icardi, ma "a favore dell’Inter", sottolineando che "non è il singolo che determina, ma è la squadra". La società, in primis l'amministratore delegato Marotta, condivide la decisione, presa nell'esclusivo interesse del club.
SPALLETTI difende ICARDI e attacca WANDA: "Su Mauro vi dico che..."
Il parallelismo con Totti e la gestione del gruppo
Spalletti rifiuta i paragoni con il caso Totti alla Roma: "Nessun paragone, qui non sono io che ho preso questa decisione, qui è l’Inter". L'allenatore evidenzia la differenza tra gestione di una squadra e dinamiche personali. La gestione del gruppo è fondamentale per Spalletti, che cita Ranocchia come "il vero capitano del nostro spogliatoio" per la sua capacità di difendere l'Inter e trasmettere messaggi corretti. Anche Borja Valero viene menzionato come esempio di giocatore corretto e rispettoso dei regolamenti.
Icardi e la Juventus: un affare mancato
La gestione Icardi-Spalletti ha avuto ripercussioni anche sul mercato. Si vocifera di un possibile scambio tra Juventus e Galatasaray che avrebbe potuto portare Icardi a Torino e altri giocatori all'Inter. Tuttavia, Spalletti si è mostrato contrario a un suo ritorno in Italia, preferendo un altro profilo come Kolo Muani. La preoccupazione principale dell'allenatore era quella di gestire una "personalità ingombrante" all'interno di un ambiente che predilige l'equilibrio.
Le dichiarazioni post Parma e la situazione viennese
Dopo la vittoria contro il Parma, Spalletti aveva dichiarato: "Noi non vogliamo Icardi, ma un altro giocatore". Una frase che, seppur interpretata in vari modi, sottolineava la volontà di cambiare le dinamiche offensive. La vicenda della fascia tolta ha portato Icardi a rifiutare la trasferta a Vienna per la partita di Europa League contro il Rapid. Spalletti ha commentato: "Le cose che gli girano intorno disturbano lui e la squadra, di cui lui era capitano". La società, tramite Marotta, ha gestito le eventuali sanzioni disciplinari, mentre Spalletti si è concentrato sulla partita, sottolineando l'importanza di non commettere errori e di mantenere la massima concentrazione.

Il futuro di Icardi e la forza della squadra
Spalletti ribadisce che per rientrare in squadra, Icardi deve dimostrare di essere "dentro un contesto di squadra, nel rispetto dei compagni e nel rispetto sui regolamenti". La disciplina è il caposaldo su cui si basa la sua filosofia di allenamento. Nonostante le difficoltà, l'allenatore non esclude l'utilizzo di Icardi, ma solo a determinate condizioni: "Vogliamo dare al ragazzo tutta la qualità di calciatore che ha. Quando si vuole bene a qualcuno, bisogna anche dire le cose come si pensano". La squadra, dal canto suo, deve dimostrare solidità e coesione, senza affidarsi al "pilota automatico". Spalletti conclude con un sorriso amaro, pensando alle partite perse anche con Icardi in campo e sottolineando l'importanza di non focalizzare il discorso solo sui gol segnati, ma anche sul rendimento complessivo del reparto difensivo e sul supporto ai compagni.

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