La Sampdoria, squadra dal cuore blucerchiato, ha vissuto momenti di grande gioia e profonda emozione, spesso legati alla figura di Beppe Marotta, un dirigente sportivo che ha lasciato un segno indelebile nella storia del club.
Non c'era più l'ansia, il terrore, la tensione dell'ultima partita «della vita». Finalmente una tribuna vip sorridente, distesa, allegra. «Basta con i musi lunghi - diceva Anna Pettene -. Bisogna sorridere, in fondo siamo ad una partita di calcio...». E mi ha offerto una splendida frase, da vera «filosofa della vita». La frase era questa: «La vera allegria è nel prendere l'esistenza al contrario. Ridere a crepapelle là dove si dovrebbe piangere». Sarà il concetto-guida del popolo blucerchiato nella prossima stagione? Sarebbe molto bello...
I più grossi baci e abbracci li hanno avuti Beppe Marotta (ormai definito «Il Signore degli Agnelli») e la sua diletta consorte, la sorridente e in piena forma Cristina Serra. Persino Marco Semino ha stampato il suo bacio più intenso sulla guancia dell'amico Beppe, neanche fosse Belen Rodriguez... Ma, si sa, l'amore e la fede non si discutono.

Beppe Marotta, all’anagrafe noto come Giuseppe, è un dirigente sportivo che ha iniziato la sua carriera molto presto, poco più che ventenne, quando era al Varese in Serie B, dove ebbe il piacere di condividere l’esperienza con Egidio Fascetti, tecnico molto in voga in quegli anni per aver cominciato a diffondere il concetto che il portiere doveva saper giocare molto bene con i piedi.
Nonostante le decine di anni di onorata carriera, anche Beppe Marotta proprio non ce la fa a nascondere l'emozione. Inter-Samp ha regalato al popolo blucerchiato tutto, sia esso inteso come società che - soprattutto - come tifosi, una serata indelebile. Tifosi meravigliosi. Una serata che l'amministratore delegato doriano non può far scivolare via con parole di circostanza.
«Credo che questa sia la soddisfazione più grande della mia carriera - apre infatti Marotta -, la conquista della finale di Coppa Italia porta alla Sampdoria una grande gioia, unita alla consapevolezza di aver guadagnato un traguardo fantastico. Siamo contenti, specialmente per i nostri magnifici tifosi, che col loro comportamento questa sera hanno dimostrato di meritare gioie del genere. Il loro esodo è uno spot di civiltà e di amore verso la propria squadra: hanno invaso San Siro con correttezza e lealtà.»
Sulla gara, Marotta dice invece questo. «Siamo stati bravi a partire col piede giusto e a non disunirci dopo aver subito il gol, con campioni come quelli dell'Inter non si può mai stare tranquilli. Invece i ragazzi hanno avuto il grande merito di rimanere sempre concentrati e di non andare in difficoltà nel secondo tempo».
Ora, si sogna. Fra tre settimane appuntamento all'Olimpico, per la finalissima. «In questo momento siamo ancora al post-partita - frena Marotta - e ai festeggiamenti per la qualificazione.»

La Sampdoria ha dimostrato la sua forza e la sua passione, e Beppe Marotta ha saputo guidarla verso traguardi importanti, regalando gioie indimenticabili ai suoi tifosi.
Samp - Palermo: Intervista a Giuseppe Marotta
Riccardo Garrone, figura iconica della Sampdoria, pronunciò parole sagge in momenti difficili: «Nella vita, i piaceri sono le virgole dei dispiaceri». Con il suo carisma e la sua dedizione, seppe trasmettere forza e speranza, rendendo leggeri i momenti più difficili.
«Quando mi chiamò con sé, usò una metafora per spiegare come vedeva la squadra: una ballerina classica, bellissima e leggiadra, ma fragile e lontana da scenari adatti alla sua grazia. Il suo sogno era riportarla in teatri degni del suo fascino ed ebbe la capacità di farci sognare con lui. Visse ogni sfida rodendosi di emozioni, ma mantenendo l’educazione e la sobrietà adatta ad un milord genovese qual era. E anche al colmo della gioia, quando riportammo la Sampdoria in Serie A, tradusse la sua felicità in puro stile: «La ballerina è tornata sul palco». Ancora una volta mi disse poche, semplici parole. Quel giorno il suo sguardo era intenso come sempre, ma non severo. Era grato e commosso, come il più forte degli abbracci. È stato come se un filo legasse i nostri sentimenti e i nostri pensieri. Conserverò sempre quel filo Presidente, continuerò a sentirla accanto.»

La Sampdoria è più di una squadra, è una famiglia, un simbolo di passione e resilienza, e Beppe Marotta ne è stato un pilastro fondamentale.
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