Storicamente il popolo rossoblù è caratterizzato da radici di sinistra ed inoltre, in passato, vi furono diversi gruppi dove la connotazione politica era evidente e ben riconosciuta come il GAV o la stessa mitica Fossa dei Grifoni.
Le origini del tifo rossoblù sono legate alla Fossa dei Grifoni, che nasce nel 1973, facendo il suo esordio alla prima giornata del campionato '73/'74 in Inter-Genoa, ma già l’anno prima (1972) i fondatori erano raggruppati dietro lo striscione Furie Rossoblù.
La Fossa era peraltro già appartenente al Club Ottavio Barbieri nato il 17 novembre 1970, dedicato al giocatore simbolo del Genoa vincitore degli scudetti del 1923 e del 1924.
Altri gruppi, agli albori degli anni '70, occupavano la gradinata di Marassi, tra cui le Squadre d’Azione Rossoblù, Inferno e Tupamaros.
Dopo la morte del laziale Vincenzo Paparelli, avvenuta in un derby romano dell’ottobre 1979, anche la Fossa, come tanti altri gruppi, è costretta a modificare il nome in Giovani della Nord.
Nel 1993, per l’anniversario dei suoi 20 anni, la “Fossa dei Grifoni”, tra lo stupore generale, si scioglie per diversi motivi, fra i quali una contestazione feroce all’allora presidente Aldo Spinelli, che determina anche un contrasto con il resto della tifoseria, che non condivide più il modo di tifare “contro” della Nord.
Inoltre la Fossa inizia ad avere anche un rapporto difficile con la stampa locale e con le forze dell’ordine, così, per il bene del Genoa, chiude i battenti.
Le redini della Nord vengono raccolte dall'Ottavio Barbieri, dove confluiscono alcuni vecchi militanti della Fossa.
Nella stagione ‘96/’97 appare in gradinata lo striscione Vecchi Orsi, ultras che si ritengono appartenenti alla vecchia mentalità della Fossa di Grifoni.
Negli anni si son saputi ritagliare sempre più importanza nei Distinti i Figgi dö Zena (Figli del Genoa), gruppo numeroso che produce ottime coreografie, alimentando un settore tradizionalmente piuttosto silenzioso.
Sono un gruppo di ragazzi di Sant’Eusebio, nell’entroterra genovese.
Nel 2004 nasce la Brigata Speloncia, dedicata al capo ultrà Claudio "Speloncia" Natale.
Nell’aprile 2010 l'Ottavio Barbieri si scioglie, lasciando un vuoto di potere in Nord, che viene colmato dal club Via Armenia 5r.
Agli inizi del 2015 si forma in Nord il nuovo gruppo Collettivo Rossoblù.
Nel 2020 con un comunicato la Brigata Speloncia annuncia il proprio scioglimento.
Ad oggi i principali gruppi sono Via Armenia 5r, I Caruggi, Levante Rossoblu.
Nell'estate 2022, si torna sugli spalti dopo la pandemia di COVID-19 e grazie ad una straripante campagna abbonamenti sull'onda del cambio di proprietà, la Gradinata Nord finisce immediatamente sold out.
L'incremento di tifo rossoblù in Gradinata Sud è tale che, per quasi tutta la stagione 2023-2024, entrambe le gradinate dello stadio sono sold out.
Nell'estate del 2023 viene registrato il record di abbonamenti di sempre nella città di Genova, con un totale di 27 777 tessere staccate.
Il gemellaggio più sentito dalla tifoseria del Genoa è quello con gli ultras del Torino. Si tratta di un gemellaggio storico e tra uno dei più importanti nel panorama ultras italiano.
Esistono rapporti di profonda amicizia con le curve di Catania, Pisa (in passato c'era un gemellaggio), della Carrarese, Cremonese, Perugia (anche in contrapposizione al gemellaggio tra sampdoriani e ternani), Vigor Lamezia e con i greci del Paniōnios.
La curva genoana è anche in buoni rapporti coi tifosi tedeschi dell'Hertha Berlino, con quelli spagnoli dell'Athletic Bilbao e del Real Oviedo, con quelli monegaschi del Monaco.
Altre rivalità sono con le tifoserie di Parma, Cagliari, Taranto, Modena, Padova, Ascoli, Venezia, Ternana, Bologna, Fidelis Andria, Catanzaro, Piacenza, Salernitana, Varese, Savona.

Un libro atteso per anni. Una storia, quella della Fossa dei Grifoni, che non poteva non essere tramandata alle nuove generazioni. È un volume di grosso formato, 540 pagine con copertina rigida, piene di nomi, storie, aneddoti, foto e ricordi.
Al Teatro della Gioventù di Genova, gremito, è stato presentato il volume "Siamo la Fossa dei Grifoni e gridiamo Genoa alè", il cui ricavato verrà devoluto alla fondazione Gigi Ghirotti che assiste i malati terminali e le loro famiglie.
Scritto dal giornalista Massimo Calandri, il volume racconta in 540 pagine ben più della complessa storia di un gruppo di appassionati tifosi. È uno spaccato di vita e di un calcio che ormai non esiste più, come ha raccontato dal palco l'autore assieme al gruppo di lavoro che in due anni di ricerche ha permesso di completare un volume che non ha tralasciato alcun particolare.
La Fossa dei Grifoni, nata nel 1973 e rimasta viva per vent'anni fino allo scioglimento nel 1993, è stata il cuore pulsante della Gradinata Nord, la culla del tifo rossoblù, e nel libro si raccontano le storie di chi l'aveva creata. Alcuni di loro sono nel frattempo scomparsi.
Un centinaio le interviste fatte da Calandri con un lavoro certosino. Tante le fotografie che aiutano a fissare i ricordi, alcune in bianco e nero che immortalano un calcio ormai scomparso.
Sul palco per la presentazione anche i rappresentanti della Gigi Ghirotti che si sono collegati telefonicamente con il fondatore, il professor Henriquet, che ha personalmente ringraziato per l'iniziativa.
Presente anche lo storico capitano del Genoa Claudio Onofri che ha raccontato alcuni aneddoti e soprattutto cosa significava, da giocatore, girarsi verso la Gradinata e avere dalla propria parte la Fossa dei Grifoni.
La scelta narrativa consente al lettore di conoscere attraverso i racconti dei tifosi genoani anche i cambiamenti della società italiana in quegli anni.
Vi sono, senza filtri, anche i racconti degli scontri con altre tifoserie, delle "battaglie" vinte e perse in un epoca in cui non esistevano i settori riservati agli 'ospiti', tanto meno era prevista la scorta delle forze dell’ordine ai pullman e ai treni, neanche a parlarne di controlli agli ingressi degli stadi.
Spiega Massimo Calandri: Emergono "storie di bandiere e cori, risse e fratellanza. Di interminabili viaggi in treno, coreografie hollywoodiane, scontri con le forze dell’ordine, coltellate, fumogeni. I panini e le sciarpe, la droga e le pistole, i cortei, la galera, l’alcol. Le (molte) sconfitte, i successi (pochi). Scherzi, risate. Amori a prima vista, delusioni cocenti.

Il volume viene spedito in raccomandata postale, chiuso in un imballo protettivo. Il costo di 58 euro corrisponde al costo del libro (50 euro) più le spese di spedizione e imballo (8 euro).

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