È una notte indimenticabile, destinata a rimanere nella memoria di tutti i tifosi. Una notte che colora Milano, nonostante la pioggia, nonostante il giorno dopo si lavori. E la notte dello scudetto numero 20, della seconda stella, dei fuochi d’artificio che puntano verso il cielo illuminando Milano di nerazzurro.
L'Inter è campione d'Italia. I nerazzurri di Simone Inzaghi hanno battuto 2-1 il Milan e con cinque giornate di anticipo hanno vinto lo scudetto, il ventesimo della storia dell'Inter che vale la seconda stella sulla maglia. A decidere il derby le reti di Acerbi al 18' del primo tempo e di Thuram al 4' della ripresa; al 35' il Milan accorcia le distanze con Tomori. In classifica l'Inter ha 86 punti, 17 in più del Milan ;mentre i punti ancora a disposizione sono soltanto 15.
Il peggior incubo per i tifosi del Milan si è materializzato. Dopo la bruciante eliminazione in Europa League per mano della Roma, c’era almeno la volontà di posticipare la vittoria dello scudetto dell’Inter, di impedire che i cugini nerazzurri potessero festeggiare in un San Siro completamente addobbato di rosso e nero. L’Inter ha vinto con il punteggio di 2-1 ed ha potuto festeggiare il tricolore della seconda stella, con tanto di Milan staccato nell’albo d’oro.
Per le strade è festa nerazzurra: il maltempo non scoraggia i tifosi. Molti si dirigono verso il Duomo.

La festa dei giocatori dell'Inter per la vittoria del ventesimo scudetto prosegue in un hotel poco distante da San Siro. Il pullman con a bordo la squadra e lo staff nerazzurri poco prima dell'una di martedì, è arrivato nell'albergo dove è previsto continuino fino a tarda ora i festeggiamenti per il trionfo in campionato. All'arrivo, accolti da una cinquantina di tifosi sotto la pioggia, nel pullman tra i più festanti c'erano Barella, Lautaro e Dimarco.
Federico Dimarco, bandiera nerazzurra, parlando in tv ha detto: «Questa è la vittoria del campionato del gruppo, è riduttivo fare solo un nome. Adesso vado a festeggiare con la squadra, ma dopo sicuramente vado in piazza del Duomo».
Una notte con la curva che sfila verso piazza del Duomo e i caroselli di macchine che sfidano l’acqua. In Duomo ci sono i fuochi d’artificio come fuori dal Meazza. Lo scudetto vinto in casa del Milan in un derby che passerà alla storia e che cancella anni di pazza Inter e occasioni mancate. Anche il corteo degli ultrà della Curva Nord, partito da largo Cairoli, si è diretto verso piazza del Duomo.

La festa dei tifosi dell’Inter in piazza, scavallata la mezzanotte del derby che ha deciso il campionato, continua. Da largo Cairoli il flusso di fan è continuo fino ai piedi della statua di Vittorio Emanuele, completamente invasa da fumogeni e bandiere nerazzurre. Sotto, una sciarpa: «Io non ho cugini», mentre proseguono i cori: «Sei stato il primo amore. Te l’ho promesso da bambino, ti seguo dovunque andiamo, siamo la Curva Nord Milano». Poi sfottò contro l’allenatore del Milan, Stefano Pioli, scimmiottando la canzone di Bob Sinclar: «Pioli is (on) fire».
«Calha campione, Ibra in pensione». Lo striscione a scritte nere con un cuore blu compare al centro di piazza Duomo. Inneggia uno dei protagonisti della stagione dell’Inter, Hakan Calhanoglu, «colpendo» l’ex Zlatan Ibrahimovic e ora consigliere del Milan. Intanto alle 23.30 alcuni tifosi sono saliti sulla statua di Vittorio Emanuele. Caroselli verso il Duomo.

Fuochi d'artificio, botti e caroselli. poco dopo le 23 è festa scudetto in piazza Duomo. I tifosi nerazzurri, nonostante la pioggia e il freddo, si sono riversati nella piazza icona della città per festeggiare la seconda stella dell'Inter. Tra i fumogeni nerazzurri, partono gli sfottò ai cugini e all’allenatore dei rossoneri: «Pioli is on fire».
«Ho accompagnato mio figlio in Piazza Duomo perché mia moglie è andata allo stadio», spiega un padre, già pronto a trovare una giustificazione per la scuola del figlio nel caso in cui domani mattina la sveglia non suoni. «Sono felicissimo di essere qui con papà. Domani spero di svegliarmi...», aggiunge sorridendo il ragazzo. Insomma, le regole sembrano non esistere nella notte dello scudetto. C'è un uomo che approfittando del caos e del traffico lungo Corso Venezia ha iniziato a camminare in mezzo alla strada, felice, andando incontro agli autisti urlando «Forza Inter». Ma la scena si ripete anche in Corso Buenos Aires, dove i clacson sembrano non smettere.
L'Inter è campione d'Italia. I nerazzurri di Simone Inzaghi hanno battuto 2-1 il Milan e con cinque giornate di anticipo hanno vinto lo scudetto, il ventesimo della storia dell'Inter che vale la seconda stella sulla maglia.
Scudetto Inter, il pullman scoperto parte da San Siro: "I campioni dell'Italia siamo noi" Delete
Il derby divide le tifoserie ma unisce la città nella passione per il calcio. La disfida delle coreografie: colf e matematica. Il derby sugli spalti prima ancora che in campo, gli ultras di Milan e Inter hanno dato spettacolo, come da tradizione, prima del fischio d'inizio della stracittadina milanese. Tema centrale, ovviamente, lo scudetto che potrebbe essere aggiudicato già questa sera in caso di successo dell'Inter. Uno smacco su cui la Curva Sud rossonera ha cercato di ironizzare con un'imponente coreografia. Protagonista una collaboratrice domestica con tanto di grembiule che spazza sotto il tappeto dei topi (sarebbero gli interisti festanti per la seconda stella, nella foto Afp) e la scritta «Nothing Change». Una grande palla di vetro e la scritta: «Che questa fervida visione avveri il tuo peggior tormento. Il nostro destino, il vostro incubo», è la risposta della Curva Nord dell'Inter che sa di colpire sul vivo i cugini rossoneri perché in caso di vittoria i nerazzurri festeggeranno lo scudetto numero venti della propria storia proprio nel derby.
«Stavamo sprecando, ma stiamo meritando. Tutti in Duomo”, annuncia Luca mentre si abbraccia con i compagni di tavolo dopo lo 0-2. “Te l’ho promesso da bambino, ti starò vicino dovunque andiamo, siamo la Curva Nord Milano», cantano. E ancora: «La capolista se ne va».
Non sono mancati, ovviamente, riferimenti e sfottò anche al Milan, battuto nel Derby, secondo in classifica e, come ricordato, scavalcato anche nell’albo d’oro. E così a notte fonda è spuntata addirittura una bara tinta di rossonero, quasi a voler celebrare la morte sportiva del club meneghino. Nessuno è stato risparmiato: in piazza bruciata anche una maglia rossonera di Zlatan Ibrahimovic. Uno dei simboli del tradimento per gli interisti, considerato come lo svedese abbia vestito la maglia dell’Inter per tre stagioni - con tre scudetti annessi - prima di volare a Barcellona e, successivamente, al Milan.

Davanti alla Madonnina si sono accalcati, pian piano, migliaia di tifosi nerazzurri per dare libero sfogo alla gioia in un atipico lunedì sera. E la festa è durata fino a notte fonda con cori e canti da parte dei supporters.
I tifosi invadono i pub, più che le vie della città causa maltempo. Via Brera, O’Connel pub. Al piano interrato, Andrea Favalli, 22 anni, ha sulla fronte una bandana nerazzurra. In tinta con la maglietta del suo idolo, attaccante dell’Inter ed «eroe di stagione» Lautaro Martinez: «Sappiamo tutti chi segna stasera. Ma non diciamolo». Arriva da Brescia, studia ingegneria aerospaziale al Politecnico: con i calcoli ha una certa dimestichezza: «Ormai è fatta. Il derby? Lo vinciamo. Dico 2-0». Poca scaramanzia, tanta sicurezza. «Il Milan è messo male, sono scarichi. Poi si va tutti in centro a festeggiare».
La squadra dell’Inter, arrivata da viale Caprilli, ha raggiunto lo stadio Meazza alle 19.15 attraversando due ali di folla dei tifosi. I supporter nerazzurri hanno accolto il pullman della società con l’accensione di fumogeni, cori e bandiere.
Il derby divide le tifoserie ma unisce la città nella passione per il calcio. La disfida delle coreografie: colf e matematica.
Il primo tempo era finito a ritmo: «Chi non salta insieme a noi cos’è? È un milanista!». Ma gli interisti nei pub, dopo il raddoppio dell’Inter con Thuram, iniziano ormai ad assaporare la seconda stella. Anche al Carlsberg, lungo i Bastioni di Porta Nuova, le magliette nerazzurre sono la maggioranza.
In caso di vittoria al Derby tutti in largo Cairoli dopo la partita per un corteo fino al Duomo. Poi notte di festa e bandiere. Domani si replica (nel pomeriggio) con il pullman scoperto e la squadra in festa per la città.

Il maltempo (e il freddo) certo non invitano a far baldoria in piazza.
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