A soli due anni di distanza, l’urna della Champions League mette nuovamente di fronte Milan-Inter, questa volta nei quarti di finale. Inutile dire tra i tifosi delle due squadre vi è un misto di incredulità e di naturalmente emozione. In generale è certo che le due squadre non sono contente di incontrarsi a questo punto del torneo. Troppo presto. Ma tant’è. In compenso sono inserite nella parte alta del tabellone, così chi passerà il turno incontrerà la vincitrice della sfida tra Lione e Psv Eindhoven, due squadre alla portata di entrambe le milanesi.
Quelle che si presenteranno all’appuntamento sono due squadre forti che inseguono in campionato la Juventus nella speranza di strapparle uno Scudetto che poi verrà cancellato dai libri di storia e che sin lì in Europa hanno avuto un percorso praticamente perfetto. Il Milan ha infatti vinto un Gruppo F che comprendeva anche Barcellona, Shakhtar e Celtic, prima di eliminare negli ottavi il Manchester United con un doppio 1-0, mentre l’Inter si è imposta in un Gruppo G composto anche da Werder Brema, Valencia ed Anderlecht, prima di eliminare il Porto grazie ad una straordinaria tripletta di Adriano che valse un 3-1 al Meazza dopo un 1-1 in terra lusitana.
Ad affrontarsi in un doppio straordinario Derby della Madonnina saranno quindi due potenze del calcio italiano ed europeo e l’Inter ha un motivo in più per uscire vincitrice dal confronto: deve prendersi la sua rivincita. Il Milan infatti due anni prima si era laureato campione d’Europa battendo la Juventus in finale all’Old Trafford, ma prima di quello scontro con i bianconeri in semifinale aveva superato proprio i nerazzurri grazie ad un 1-1 esterno dopo uno 0-0 interno. Il fatto che in casa Inter ci fosse una certa sete di ‘vendetta’, puramente sportiva ovviamente, verrà certificato dopo il sorteggio anche dal patron Massimo Moratti. "Diciamo che quella semifinale del 2003 ci è rimasta in mente. Adesso abbiamo in poche parole la possibilità di toglierci questo fastidio. Va benissimo così, sappiamo che il derby è una partita che genera più passione rispetto a tutte le altre, ma credo che sarà un qualcosa di interessante per calcio".
Il percorso delle due squadre verso i quarti
Dopo aver vinto il proprio girone, il Milan elimina negli ottavi di finale il Manchester United, grazie a due reti, una in casa e l’altra in trasferta di Hernan Crespo, che rispetto a due anni prima veste la maglia del Milan e non più dell’Inter. È arrivato in rossonero in prestito dal Chelsea, a cui è stato ceduto dai nerazzurri. In campionato invece la lotta è tra il Milan e la Juventus fino alla terz’ultima giornata, allorché nello scontro diretto di San Siro una rete di Trezeguet consegna il titolo tricolore ai bianconeri. Quando scoppierà Calciopoli, lo scudetto verrà revocato e non sarà assegnato, l’unico della storia della serie A senza un vincitore. L’Inter sulla cui panchina siede ora Roberto Mancini, esce presto dalla lotta per il campionato a causa dei numerosissimi pareggi, Saranno ben 18 a fine stagione, che nell’era dei tre punti a vittoria penalizzano moltissimo la classifica. Entrambe le squadre appaiono rinforzate, il Milan però è cresciuto maggiormente. Mentre in casa nerazzurra continua il digiuno in campionato, la squadra di Ancelotti è Campione d’Italia in carica. Nel frattempo sono arrivati Kakà, Crespo, Stam e Cafù. Il salto di qualità è incredibile, nell’undici di partenza ci sono, per ogni ruolo, probabilmente i migliori giocatori in circolazione in senso assoluto. L’Inter è rivoluzionata: partiti Crespo, Recoba, Cannavaro, Di Biagio, Coco, Emre e Guglieminpietro, arrivano Materazzi, Kily Gonzales Van Der Meyde, Cambiaso, Burdisso, Favalli, Sinisa Mihailovic, Stankovic, Veron, Julio Cruz e Adriano.
L'Inter, ovviamente sanzionata con un 3-0 a tavolino, chiuderà comunque la sua stagione con una gioia: la conquista della Coppa Italia. Il Milan continuerà la sua avventura in Champions League e si spingerà fino alla finalissima di Istanbul. Nel 2005 va in scena una sfida Inter-Milan in Champions League, come quella che due anni prima in semifinale era valsa il passaggio del turno ai rossoneri (poi vincitori della coppa a Manchester). Stavolta il derby ha luogo nei quarti, ma quel 12 aprile passa alla storia per altri motivi. I peggiori possibili: dagli spalti piove di tutto in campo, incluso un petardo che colpisce il portiere Dida. E Milano entra nella storia, ma per una figuraccia internazionale.

L'andata: il Milan ipoteca la semifinale
Quando il 6 aprile 2005 Milan ed Inter scendono in campo per la sfida d’andata, l’atmosfera è ovviamente elettrica. I nerazzurri sembrano entrare meglio in campo e in generale si rendono più pericolosi nel primo tempo ma, a pochi istanti dal finale della prima frazione, sono i rossoneri a trovare il vantaggio grazie ad un colpo di testa di Jaap Stam. Galvanizzato dal vantaggio il Milan nella ripresa gioca in maniera certamente più sciolta e al 74’ sarà Shevchenko a fissare il risultato sul definitivo 2-0. Il primo round è andato al ‘Diavolo’ il che si può tradurre in un’unica cosa: l’Inter al ritorno dovrà compiere un’impresa per prendersi quella rivincita attesa da due anni.

Il ritorno: il "Derby della Vergogna"
Quello che il 12 aprile successivo ospita l’euroderby di ritorno è uno stadio Meazza nella sua versione più bella. E’ gremito in ogni ordine di posto e si respira aria di grande calcio. In ballo c’è di più del semplice passaggio del turno: c’è la possibilità di colorare una città di nerazzurro o di rossonero. C’è insomma in ballo la supremazia calcistica a Milano e gli occhi di tutta Europa sono calamitati su quella meraviglia che per molti è semplicemente la ‘Scala del Calcio’.
La sfida non delude le aspettative, le due squadre si affrontano a viso aperto, ma il Milan dà fin da subito l’impressione di avere un paio di cose in più: uno Shevchenko in grande spolvero ed un Dida in versione saracinesca. L’Inter, che viene schierata da Roberto Mancini con un 4-2-3-1 nel quale Van der Meyde, Veron e Kily Gonzalez agiscono a supporto di Adriano, vede ogni suo tentativo venir respinto dal portiere brasiliano, mentre dall’altra parte è il fuoriclasse ucraino, allo scoccare della mezz’ora, a trovare l’intuizione che vale il vantaggio rossonero: gran sinistro dal limite e pallone che si va ad infilare lì dove Toldo non può arrivare, ovvero alla sua destra, all’altezza del secondo palo, quello più distante. E’ una prodezza balistica che potenzialmente può chiudere i giochi.
Gli uomini di Roberto Mancini, sotto di un goal, provano a reagire, e quando nella ripresa entrano anche Cruz e Martins al posto di Kily e di un Adriano che, non al meglio, è stato inghiottito per 50’ nella morsa di Nesta e Stam, la pressione si fa anche più intensa. Il Milan resiste e quando può si lancia in contropiede, il tutto mentre Dida continua a parare tutto ciò che è parabile. La prova dell’estremo difensore brasiliano è praticamente perfetta, ma al 71’ anche lui deve capitolare: corner battuto dalla destra da Mihajlovic, il pallone attraversa tutta l’area piccola e arriva dalle parti di Esteban Cambiasso che di testa non sbaglia, approfittando tra l’altro di un’uscita tutt’altro che perfetta proprio di Dida. E’ la rete che in qualche modo potrebbe riaprire i giochi, anche se l’Inter ha bisogno a questo punto di un 4-1 per passare, ma l’arbitro Markus Merk annulla.
Il goal sembra ai più da convalidare, ma il direttore di gara ha intravisto un presunto fallo di Cruz ai danni del portiere. La sua è una decisione che può far discutere e che scatena la rabbia di coloro che nel preciso istante dell’annullamento hanno già preso in cuor loro la decisione che darà alla sfida una svolta inaspettata: quel Derby non deve finire. Dalla Curva Nord inizia a piovere di tutto e l’area rossonera diventa un vero e proprio tiro a segno per molti tifosi di fede nerazzurra. Dagli spalti arrivano sul campo fumogeni come se piovesse ed uno colpisce proprio Dida alla spalla destra. Il portiere viene accompagnato dai compagni lontano da quella zona diventata ormai pericolosa per essere sottoposto alle cure del caso e intanto è già chiaro a tutti che così non si può continuare. Merk richiama tutti negli spogliatoi e i giocatori del Milan nel rientrare sono costretti ad evitare ogni tipo di oggetto che arriva sul terreno di gioco a velocità folle. Quello che doveva essere uno spettacolo straordinario, uno spot per Milano e per il calcio italiano, si è trasformato in quello che verrà ricordato da molti come il ‘Derby della Vergogna’.

Le due squadre torneranno in campo 26’ più tardi, ma non Dida che nel frattempo è stato sostituito da Abbiati. Ci resteranno il tempo necessario per capire che non c’è la minima possibilità di spingersi fino alla naturale conclusione del match. Di quella notte, che era iniziata come una straordinaria notte di sport, resteranno soprattutto due immagini: quella di Dida a terra dopo essere stato colpito dal fumogeno e soprattutto quella che ritrae Marco Materazzi e Manuel Rui Costa inermi di fronte a ciò che sta accadendo. Il primo è uno degli uomini simbolo dell’Inter, il secondo lo è del Milan. Il difensore nerazzurro si appoggia alla spalla del fuoriclasse lusitano, si scambiano poche frasi in tutta tranquillità. Sono rivali, ma non nemici, sono degli sportivi che si trovano ad assistere ad uno spettacolo tanto incredibile quanto indegno: il Giuseppe Meazza è avvolto dal fumo e la Curva Nord è nascosta dal rosso acceso dei ‘bengala’. È un’immagine forte, potente e destinata a diventare iconica che trasmette normalità in un contesto che di normale non ha nulla. E' uno scatto di quelli capaci di raccontare tutto senza il minimo bisogno delle parole.
Dopo il triplice fischio finale, nessuno potrà nascondere il proprio dispiacere. Non lo farà nemmeno Carlo Ancelotti che già sa che ad attendere il suo Milan ci sarà una vittoria per 3-0 a tavolino che vorrà dire passaggio del turno. "Quanto accaduto è colpa della cultura italiana. Io ho vissuto moltissimi derby prima da calciatore e poi da allenatore ed è la prima volta che assisto ad una cosa del genere. Si è penalizzata tutta Milano, una città che ha sempre dimostrato grandissima correttezza. Tutti dovrebbero smetterla di fare polemiche in tv. Nel nostro calcio ci sono tante chiacchiere gratuite che fanno venire fuori altri aspetti del calcio che nulla hanno a che fare con il gioco. Quella di oggi è stata una reazione inaspettata, c’è una cultura da cambiare ed uno sport da vivere con maggiore tranquillità". Ad uscire feriti da quella notte del 12 aprile 2005 saranno il calcio italiano e la sua immagine oltre ad un Nelson Dida che, a detta di molti, da quel giorno non sarà più lo stesso. In campo ovviamente. Il portierone che per un paio di anni era riuscito a contendere a Buffon lo scettro di miglior estremo difensore del pianeta, inizierà a sfornare sempre meno miracoli e più errori, quasi come se nell’esatto momento nel quale fu colpito fosse scattato qualcosa. Nessuno saprà mai se quel bengala causò una ferita molto più profonda di ciò che è umanamente possibile vedere, quello che è certo è che da allora sono in tanti a porsi una domanda che non avrà mai risposta.
Come il Milan ha battuto l’Inter | L’analisi tattica del derby
Il Milan proseguirà il suo cammino europeo raggiungendo la finale di Istanbul dopo aver eliminato anche il PSV Eindhoven in semifinale. In finale, tuttavia, i rossoneri, in vantaggio per 3-0 dopo 45 minuti, saranno rimontati dal Liverpool e poi battuti ai calci di rigore in quella che resta a tutt'oggi una delle sconfitte più amare della storia del Diavolo.

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