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Corrado Ferlaino è una figura indimenticabile per i tifosi del Napoli, un presidente che ha regalato alla città i primi due scudetti e, soprattutto, ha portato all'ombra del Vesuvio il più grande calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona. La sua presidenza, durata oltre trent'anni, è stata caratterizzata da trionfi memorabili, ma anche da controversie e sfide economiche.

Nato a Napoli nel 1931, Ferlaino non è stato solo un presidente calcistico, ma anche un affermato imprenditore nel settore edile. La sua passione per la costruzione, ereditata dal padre, lo ha portato a progettare e realizzare migliaia di abitazioni, contribuendo significativamente allo sviluppo urbanistico della città. Parallelamente, ha coltivato altre passioni, come l'automobilismo sportivo, vincendo campionati italiani e partecipando alla Mille Miglia, e il cinema.

La sua avventura nel mondo del calcio iniziò quasi per caso, con un gruppo di amici che decisero di acquistare azioni del Napoli. Dopo un primo tentativo fallito, Ferlaino divenne proprietario della società nel 1969, grazie anche all'appoggio di Achille Lauro, figura carismatica e influente della Napoli dell'epoca. Lauro, con una mentalità "partenopea", cercò di fare il bene della città e insegnò a Ferlaino i rudimenti della presidenza.

Il primo trofeo significativo sotto la sua gestione fu la Coppa Italia del 1975-76, ottenuta con l'acquisto del bomber Savoldi, un colpo di mercato clamoroso per l'epoca. Tuttavia, la vera svolta avvenne nell'estate del 1984 con l'ingaggio di Diego Armando Maradona. Un'operazione audace, quasi cinematografica, che richiese grande coraggio e astuzia. Ferlaino riuscì a superare la concorrenza, a sorpresa, e a portare il "Pibe de Oro" a Napoli.

Corrado Ferlaino con trofei

L'arrivo di Maradona segnò l'inizio dell'età dell'oro per il Napoli. Sotto la guida di Ferlaino, la squadra conquistò due scudetti (1986-87 e 1989-90), una Coppa UEFA (1988-89) e una Coppa Italia. Questi trionfi non furono solo vittorie sportive, ma rappresentarono un riscatto per l'intero popolo napoletano, un momento di orgoglio e gioia collettiva.

Tuttavia, la gestione Ferlaino non fu esente da critiche. I tifosi accusavano il presidente di creare instabilità con continui comportamenti "subdoli", mettendo in vendita giocatori e creando tensioni. Anche il rapporto con Maradona si incrinò, portando alla sua partenza per Siviglia. Negli anni Novanta, Ferlaino si trovò coinvolto in Tangentopoli e la società attraversò un periodo di crisi economica, culminata con la retrocessione in Serie B.

Nonostante le difficoltà, Corrado Ferlaino è ricordato come il presidente che ha realizzato il sogno scudetto per Napoli. La sua capacità di gestire sia gli affari calcistici che quelli imprenditoriali, unita a un'innata astuzia, lo ha reso una figura complessa e affascinante. La sua eredità è legata indissolubilmente a Maradona e ai trionfi che hanno segnato un'epoca indimenticabile per la città.

Ferlaino ha sempre nutrito un profondo amore per Napoli, non solo come tifoso della squadra, ma come cittadino devoto alla sua città. Ha viaggiato molto, ma il legame con Napoli è rimasto saldo. La sua vita è stata scandita da passioni, successi e sfide, lasciando un'impronta indelebile nella storia del calcio italiano.

Ferlaino ha sempre sostenuto che il presidente di una squadra di calcio non può scendere nell'agone politico. Nonostante le pressioni, rifiutò di candidarsi alle elezioni politiche, ritenendo che la sua popolarità dovesse essere usata per il bene del Napoli e non per fini politici personali.

La storia di Corrado Ferlaino è quella di un uomo che ha vissuto intensamente, inseguendo i propri sogni con determinazione e coraggio. L'ingegnere che ha costruito palazzi e ha portato Napoli sul tetto del mondo, rimane una figura iconica, simbolo di un'epoca gloriosa e indimenticabile per i tifosi azzurri.

I Vini di un Presidente: Un Viaggio Enologico

Corrado Ferlaino, uomo di grandi passioni, ha coltivato anche un amore per il vino, che spesso ha accompagnato i momenti di festa e convivialità. Durante i suoi brindisi con Maradona, lo champagne era un immancabile protagonista, in particolare la Veuve Clicquot, perfetta per celebrare le numerose vittorie del Napoli.

L'abbinamento prediletto da Ferlaino e Maradona era con le ostriche, un classico intramontabile. Tuttavia, non disdegnavano alternative più rustiche come gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, accompagnati da un buon vino bianco.

Ferlaino amava i vini francesi, trovando particolarmente irresistibile il Sauternes, un vino da dessert e meditazione. Apprezzava anche il Pouilly Fumé de Ladoucette, un Sauvignon Blanc ideale per accompagnare i pasti.

Pensando all'eleganza e alla raffinatezza, Ferlaino paragonerebbe un vino ideale a un Borgogna Chardonnay 100%, capace di trasmettere forti emozioni, proprio come la conquista di uno scudetto.

Per celebrare la dolcezza della vittoria, un vino da dessert come il Moscato Rosa, prodotto in Alto Adige, sarebbe la scelta perfetta, regalando sensazioni avvolgenti ma mai stucchevoli, ideale in abbinamento con la crostata di fragoline.

In un ideale giro del mondo enologico, un Sauvignon Blanc neozelandese come il Marlborough Cloudy Bay del 2017 sarebbe un omaggio degno del "presidentissimo", perfetto con frutti di mare e ostriche, cari al Pibe de Oro.

Ferlaino ha anche provato l'esperienza della produzione vinicola, possedendo un terreno nei pressi di Catanzaro. Tuttavia, l'idea non ebbe successo, e decise di dedicarsi a un'enoteca di qualità piuttosto che alla produzione.

Le cene milanesi con il giornalista Gino Palumbo, al ristorante "Santa Lucia", erano spesso accompagnate da vini campani come Falanghina, Fiano, Aglianico e Taurasi, a seconda dei piatti, preferiti ai vini lombardi.

Durante le cene in Chianti con Luciano Moggi, Ferlaino apprezzava i grandi rossi toscani come Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano e Chianti, oltre ai famosi "Supertuscan".

Un ricordo speciale è legato a Ciriaco De Mita, che offriva a Ferlaino un formidabile Piedirosso, un vino che non è mai più riuscito a ritrovare.

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Le Sfide e i Ricordi di un Presidente

La presidenza di Corrado Ferlaino fu un'altalena di emozioni, successi e battute d'arresto. L'ingegnere, noto per il suo carattere "passionale ed emotivo", visse un continuo equilibrio tra momenti di grandezza e periodi di mediocrità.

Una delle partite più amare per Ferlaino fu quella decisiva per lo scudetto nel 1971, Inter-Napoli a San Siro. L'arbitro Gonella, minacciato nello spogliatoio, diresse la gara palesemente a favore dei padroni di casa, determinando la sconfitta del Napoli e la perdita del titolo. Questo evento scosse profondamente Ferlaino, che per evitare contatti con il mondo del calcio si ritirò a Lugano.

Il presidente non riuscì mai a comprendere gli atteggiamenti negativi delle squadre del Nord nei confronti del Napoli. Un episodio emblematico fu quello di Udine, dove uno spettatore continuò a sputargli in testa dalla tribuna per tutta la partita.

La partita che Ferlaino porta nel cuore è quella del Neckarstadion di Stoccarda, nel 1989, quando il Napoli conquistò la Coppa UEFA. Fu un trionfo per tutti, ma soprattutto per i molti lavoratori napoletani emigrati in Germania, rappresentando il riscatto dell'intero popolo partenopeo.

Il rapporto con Maradona è stato centrale nell'epopea di Ferlaino. Il presidente ricorda con commozione la figura del Pibe de Oro, definendolo "miracoloso come San Gennaro". La recente scomparsa di Diego ha lasciato una cicatrice indelebile nell'anima di Ferlaino, che non riesce a ricordare il campione senza commuoversi, tra lacrime di gioia per i momenti indimenticabili e di dolore per come è stato lasciato morire.

Ferlaino ha sempre ritenuto che il presidente di una squadra di calcio non debba scendere nell'agone politico. Nonostante fosse stato candidato a sua insaputa nella lista della Democrazia Cristiana, si fece cancellare per mantenere la sua posizione di neutralità politica.

Dopo 33 anni di presidenza, Ferlaino lasciò il Calcio Napoli. Il periodo era caratterizzato dall'organizzazione di scommesse clandestine, un fenomeno che lo preoccupava. Nonostante i premi partita raddoppiati o triplicati e gli ingenti guadagni dei giocatori, il Napoli perse il secondo scudetto, evento che Ferlaino non ha mai compreso appieno. Al momento della cessione del Napoli a Corbelli, la società non aveva più debiti, come confermato dallo stesso Corbelli.

Ferlaino ama il Napoli e la sua città con la stessa intensità. Nonostante abbia viaggiato in tutto il mondo, il legame con Napoli è rimasto indissolubile. La sua vita è stata segnata da diverse relazioni e dalla paternità di cinque figli, ma il suo più grande rimpianto, seppur tenuto per sé, è legato a questa intensa esperienza.

L'acquisto di Maradona fu un'operazione degna di un film d'agente segreto. Ferlaino spedì il suo braccio destro, Antonio Juliano, a Barcellona per trattare con il giocatore. Il mercato stava per concludersi quando Juliano confermò l'accordo. Ferlaino si recò alla Lega con una busta vuota, per poi volare a Barcellona, far firmare il contratto a Maradona e rientrare in Italia. Nella notte, con l'aiuto di un metronotte, sostituì la busta vuota con quella contenente il contratto, un'operazione cinematografica che segnò l'inizio dell'epopea Ferlaino-Maradona.

Ferlaino ha confessato che l'affare Maradona fu una sua vittoria, nonostante un barista catalano avesse preannunciato un "fiasco" per il Napoli. Per fortuna del calcio e dei tifosi, le cose andarono diversamente.

Da giovane, Ferlaino fu squalificato a vita per aver colpito un arbitro, ma fu successivamente amnistiato. La sua irruenza si manifestò anche alla guida, dove vinse diverse gare automobilistiche.

Come imprenditore, Ferlaino fu molto attivo nel settore edile, specialmente nel boom economico degli anni '60. La sua impresa di costruzioni ebbe un grande successo, contribuendo alla realizzazione di numerosi edifici a Napoli e in altre località.

Nonostante la sua carriera di successo nel calcio e nell'edilizia, Ferlaino ammette che il presidente attuale del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha ottenuto risultati migliori nel campo cinematografico.

Ferlaino si considera il "primo tifoso" del Napoli e stima De Laurentiis, dichiarando pubblicamente il suo accordo quando è d'accordo con lui, e rimanendo in silenzio in caso contrario.

Ha elogiato le prestazioni dei giocatori campani all'Europeo, attribuendo il merito all'ottimo CT Mancini, che li ha trasformati in punti di forza della Nazionale.

Ferlaino ha sempre considerato il "laurismo" come un'opportunità per i meridionali di superare i complessi di inferiorità nei confronti degli industriali del Nord, mettendo in risalto l'ingegno e la capacità manageriale del Sud.

La conquista della leadership calcistica a scapito di Milan, Inter e Juventus è stata un contributo sportivo non indifferente all'emancipazione culturale del Mezzogiorno.

Ferlaino ha dichiarato di aver perso molti soldi con il Napoli, ma che le gioie e le soddisfazioni ricevute non hanno prezzo. La gioia della vittoria della Coppa UEFA nel 1989, con il corteo trionfale per le strade di Napoli e la felicità degli emigranti in Germania, gli procurano ancora oggi brividi.

Non ha mai perdonato l'arbitro Sergio Gonella per la partita del 1971, anche se riconosce che "poverino" è morto. Ricorda ancora un rigore inesistente concesso all'Inter che costò lo scudetto al Napoli.

Ferlaino crede nell'aldilà e si dichiara cristiano per convinzione. La fede e la gioia di una vita intensa sono doni che il Signore gli ha concesso.

Nonostante i quattro matrimoni e i cinque figli, Ferlaino confessa un sogno impossibile: andare a Buenos Aires con un investigatore privato per risolvere il giallo della morte di Maradona, pur consapevole che la sua fine rimarrà un enigma.

Corrado Ferlaino, uomo di grandi successi e passioni, ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio napoletano, incarnando lo spirito combattivo e sognatore della città.

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