Il Chelsea, club calcistico di fama mondiale, ha recentemente reso noti i propri bilanci, evidenziando la complessa interazione tra successi sportivi, in particolare la vittoria della Champions League, e la salute finanziaria del club. Nonostante le sfide economiche globali, il Chelsea dimostra una notevole resilienza e una strategia di crescita mirata.
Il bilancio del 2021 ha rivelato una perdita annuale di 145,6 milioni di sterline (173,5 milioni di euro) fino al 30 giugno 2021. Questo risultato è stato influenzato da diversi fattori, tra cui la perdita di profitti derivanti dalle gare giocate a porte chiuse a causa delle restrizioni per il contenimento del Covid-19. Gli introiti derivati dalla Champions League e gli aumenti delle entrate radiotelevisive, sebbene significativi, non sono stati sufficienti a compensare completamente queste perdite.
Nonostante la perdita registrata, il club londinese continua a operare con una solida base finanziaria, sostenuta da Fordstam Limited, società controllata da Roman Abramovich, l'allora proprietario del club. Il Chelsea ha mantenuto la conformità ai criteri sul break even imposti dalla UEFA con i regolamenti sul Fair Play Finanziario.
Analizzando i bilanci precedenti, il club londinese aveva annunciato per l'anno fiscale chiuso il 30 giugno 2019 un fatturato pari a 527,6 milioni di euro, con un leggero aumento dello 0,7% rispetto all'esercizio precedente. Nonostante un rosso di 96,6 milioni di sterline (114 milioni di euro), i vertici del club avevano rassicurato sulla solidità finanziaria.
I ricavi dalle attività commerciali hanno mostrato una crescita costante, aumentando di 14,5 milioni di sterline (circa 17 milioni di euro) nell'ultimo anno, attestandosi a 190,4 milioni di euro. Questo slancio è stato alimentato da nuovi accordi di sponsorizzazione e partnership strategiche con aziende come Hyundai, Vitality Health, MSC Crociere, Unilever, Beats by Dre e Millennium & Copthorne Hotels, oltre a un incremento nelle vendite del merchandising online.

Al contrario, si è registrato un calo nei ricavi televisivi e da botteghino. Sul fronte broadcasting, i ricavi sono passati da 240,1 milioni di sterline nel 2018 a 200,2 milioni nel 2019 (236,5 milioni di euro). Per quanto riguarda biglietti e abbonamenti, il calo è stato più marcato, scendendo da 71,8 a 64,5 milioni di sterline (poco più di 76 milioni di euro).
I principali costi hanno riguardato il mercato trasferimenti. La campagna trasferimenti invernale è stata particolarmente dispendiosa, con un investimento totale di 280,6 milioni di sterline (331,4 milioni di euro). Tra i giocatori più onerosi acquistati in quel periodo figurano Kepa Arrizabalaga (80 milioni di euro), Jorginho (57 milioni), Kovacic (riscattato per 45 milioni) e Pulisic (64 milioni). Anche il prestito di Higuain alla Juventus ha generato un incasso di 9 milioni di euro.
"La costante crescita delle entrate e un’attenta gestione finanziaria nelle ultime stagioni ha permesso di effettuare notevoli investimenti sui giocatori", ha dichiarato il presidente Bruce Buck, sottolineando come questi investimenti siano stati realizzati nel rispetto delle normative UEFA, permettendo al club di raggiungere importanti traguardi sportivi.
I ricavi della Champions League: un motore economico per i club
La Champions League rappresenta una fonte di guadagno fondamentale per i club europei. Dal 1992 al 2020, la competizione ha distribuito oltre 20 miliardi di euro a 145 club in 29 edizioni. I club della Serie A italiana, ad esempio, hanno raccolto 2,7 miliardi di euro (il 13,5% del totale) grazie ai ricavi della Champions League.
La vittoria della Champions League porta con sé vantaggi economici significativi. Solo per la partecipazione ai gironi, le squadre guadagnano circa 15,25 milioni di euro. Ulteriori entrate derivano dalle vittorie (2,7 milioni di euro) e dai pareggi (900.000 euro) nei gironi. La qualificazione agli ottavi di finale genera 9,5 milioni, ai quarti 10,5 milioni, alle semifinali circa 12,5 milioni e alla finale 15 milioni di euro, con un bonus aggiuntivo di 4 milioni in caso di vittoria.
Per quanto riguarda il Chelsea, in seguito alla vittoria della Champions League, il guadagno totale è stimato intorno ai 110,37 milioni di euro.

La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto significativo sul calcio europeo, portando a una crisi e a un crollo dei ricavi per molti club. In questo contesto, la proposta della Superlega mirava a garantire guadagni decisamente superiori rispetto alla Champions League, con stime di 3,5 miliardi di euro annui, che divisi tra un numero limitato di club avrebbero potuto portare a un guadagno medio di circa 175 milioni di euro per squadra.
Il Chelsea era tra i fondatori della Superlega, ma si è ritirato in seguito alle pressioni di UEFA e FIFA. Nel 2020, il club ha chiuso il bilancio con un profitto di 32,5 miliardi di sterline, nonostante una contrazione dei ricavi. La vittoria della Champions League ha ulteriormente migliorato la situazione finanziaria del club.
L'impatto della vittoria del Mondiale per Club
Il Chelsea ha recentemente alzato al cielo il Mondiale per Club dopo una finale dominata contro il Paris Saint-Germain, vincendo per 3-0. Questo successo, guidato da Enzo Maresca, rappresenta il secondo trofeo stagionale dopo la Conference League. Al di là del successo sportivo, il dato economico legato a questa vittoria è notevole, superando persino i numeri della Champions League in termini di impatto immediato per il club.
Il PSG, ad esempio, ha ottenuto 148 milioni dalla sua trionfale stagione in Champions League, ma il trionfo nel Mondiale per Club ha un valore economico che fa impallidire anche questi numeri, sebbene i dettagli specifici per il Chelsea non siano direttamente paragonabili in termini di premi UEFA.
Il boom di introiti registrato dal Chelsea non è solo un segnale di salute economica, ma anche un punto di svolta strategico. La proprietà ha già reinvestito oltre 230 milioni di euro nel mercato, confermando l'intenzione di riportare il club ai vertici del calcio inglese e continentale. Tra i nuovi acquisti spiccano Joao Pedro e Jamie Bynoe-Gittens, con investimenti complessivi di circa 130 milioni di euro, e l'arrivo del giovane talento brasiliano Estevão.
La tradizione italiana sulla panchina del Chelsea
La storia del Chelsea è legata a un forte legame con l'Italia, non solo attraverso i giocatori, ma anche grazie ai numerosi allenatori italiani che hanno guidato il club. Enzo Maresca, dopo la Conference League e il Mondiale per Club, si è aggiunto a questa prestigiosa lista.
Il primo italiano a portare in alto il Chelsea fu Gianluca Vialli, che vinse subito una FA Cup. Carlo Ancelotti, nel 2009, conquistò un incredibile "double" vincendo Premier League e FA Cup. Roberto Di Matteo è ricordato per aver portato a Stamford Bridge la prima storica Champions League del club. Antonio Conte, nel suo primo anno, dominò la Premier League, e Maurizio Sarri concluse la sua stagione con la vittoria del Mondiale per Club.
Anche in passato, il Chelsea ha dimostrato la sua capacità di vincere contro squadre blasonate. Nella finale di Champions League del 2012, pur partendo sfavorito, il Chelsea di Roberto Di Matteo sconfisse il Bayern Monaco per 1-0 grazie a una rete di Gustavo Poyet.

La vittoria del Mondiale per Club, organizzato dalla FIFA, ha visto il Chelsea di Enzo Maresca aggiudicarsi un altro trofeo dopo la Conference League. La competizione, nonostante una finale con un numero limitato di spettatori, ha confermato la forza del Chelsea.
Il bilancio del Chelsea riflette un club che, nonostante le sfide economiche, continua a puntare all'eccellenza sportiva attraverso investimenti strategici e una gestione finanziaria oculata. La vittoria della Champions League e del Mondiale per Club non solo rafforza il prestigio del club, ma contribuisce anche in modo significativo alla sua solidità economica e alla sua capacità di attrarre talenti di prim'ordine.
Chelsea ● The Movie of Champions League Winners - 2021
tags: #fatturato #chelsea #vincitore #champions