David Di Michele, ex attaccante della Salernitana, rievoca con commozione i suoi anni trascorsi in maglia granata, un periodo che ha segnato profondamente la sua carriera e che ancora oggi suscita in lui emozioni intense.
I Primi Passi e l'Esordio in Serie A
L'arrivo di Di Michele a Salerno nella stagione 1998/1999 segna l'inizio di un capitolo importante. Portato in granata dal ds Pavone, che lo prelevò dal Foggia, Di Michele fa il suo esordio in Serie A alla prima giornata all'Olimpico contro la Roma. Nonostante non trovasse tantissimo spazio con Delio Rossi in panchina, il suo talento emerge prepotentemente. La sua prima rete in Serie A è segnata in un palcoscenico d'eccezione: lo Stadio Meazza di Milano, contro l'Inter. Con un guizzo dei suoi e un sinistro dolce, batte Pagliuca in uscita, facendo sognare i tifosi granata.
Con l'arrivo di Oddo, Di Michele gioca con maggiore continuità e contro l'Inter, nella partita di ritorno, va nuovamente in gol. La sua abilità si manifesta anche contro il Vicenza, con un preciso diagonale sotto la curva nord, ma la giocata più bella della stagione la realizza contro la Juventus, ubriacando Iuliano e pennellando l'assist per il gol decisivo di Di Vaio.

Il Leader e Capocannoniere Mancato
Con la partenza di Di Vaio, nella stagione successiva, Di Michele diventa il fulcro del progetto granata, il vero leader della squadra. Dopo il gol al Napoli in Coppa Italia, trascina la squadra a suon di gol, segnandone quattro nelle prime quattro partite. Opportunismo, classe, dribbling ubriacanti: Di Michele mette in mostra tutto il suo repertorio.
Indimenticabili il gol all'Arechi contro l'Alzano, dopo aver saltato mezza difesa, la prodezza con il Ravenna e, soprattutto, il gol realizzato a Genova contro la Sampdoria: un difensore messo a sedere e poi un tocco di esterno sul secondo palo. Una vera meraviglia, una delle 23 reti messe a segno in quella stagione. Il titolo di capocannoniere gli sfugge solo per un rigore sbagliato all'ultima giornata a Treviso.
Il Ritorno da Ex e il Contributo per la Salvezza
Il terzo anno è meno entusiasmante, anche a causa di un rapporto incrinato con il presidente Aliberti e parte della tifoseria. "Mi ha fatto passare per una testa calda, quando non lo ero. A me diceva una cosa e poi si comportava in maniera opposta, facendo rovinare il rapporto tra me ed i tifosi", dichiarò in un'intervista lo stesso Di Michele. Nonostante ciò, in quell'anno riesce comunque a realizzare 14 reti, diventando il settimo marcatore della storia della Salernitana.
Da lì inizia la sua scalata verso il calcio che conta, la Nazionale, tante soddisfazioni, tra cui anche un gol con esultanza contenuta e un vero e proprio show da ex all'Arechi con la maglia del Torino nel suo unico precedente da avversario della Salernitana. Quella Salernitana a cui deve tanto e a cui è stato più volte vicino negli ultimi anni. Il ritorno non si è concretizzato e allora sabato tornerà da ex, tra ricordi ed inevitabile emozione.

Un Passato da Bomber, Oggi Allenatore
In un'intervista a Fanpage, l'ex attaccante della Salernitana ha rievocato anche il suo passato con la maglia della Salernitana: "Sicuramente la mia la prima partita in Serie A Salernitana - Milan. Da brividi. Tutt'ora adesso, mi vengono i brividi solo a pensarci perché c'era uno stadio stracolmo, le persone uscivano da tutte le parti."
La cessione all'Udinese per 24 miliardi di lire ha salvato la Bersagliera, allora presieduta da Aniello Aliberti, dal fallimento: "Sono orgoglioso di aver contribuito ad evitare in quegli anni il fallimento della Salernitana con la mia cessione. Questo mi inorgoglisce perché vuol dire essere riusciti a non far sparire il calcio a Salerno perché sarebbe stato veramente drammatico. È una cosa impensabile immaginare il calcio senza la Salernitana e Salerno".
David Di Michele • STORIA DI UNA LEGGENDA • Tutti i Gol • Episodio 9
Il suo arrivo in bianconero con Spalletti allenatore vanificò però l'accordo con l'Inter dopo una lunga ed estenuante trattativa: "Non fu trovato l'accordo con la Salernitana e alla fine l'Inter mollò prendendo Robbie Keane che poi mandarono via dopo due mesi."
SALERNO. Prende palla sulla trequarti, salta un avversario, resiste a una carica e girandosi pennella un delizioso pallonetto alle spalle del portiere. Salernitana-Napoli, Coppa Italia. La prima partita dopo la retrocessione dalla A e soprattutto dopo il rogo del treno. David Di Michele realizza quello che è ritenuto il gol più bello della sua avventura granata. Un gol indimenticabile, arrivato in un derby sentito, in un momento particolare della storia granata. Un gol, uno dei tanti che ha permesso al bomber di Guidonia di entrare nella storia della Salernitana.
L'ex attaccante della Salernitana David Di Michele ha rilasciato un'intervista a Fanpage, in cui ripercorre le tappe della sua carriera. Cosa è rimasto a Re David di Salerno? "Sicuramente la mia la prima partita in Serie A Salernitana - Milan. Da brividi. Tutt'ora adesso, mi vengono i brividi solo a pensarci perché c'era uno stadio stracolmo, le persone uscivano da tutte le parti."
Tre anni, 92 presenze e quaranta gol in campionato, a cui vanno aggiunti otto realizzati in Coppa Italia. Un giocatore dalle doti tecniche invidiabili.

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