Mercoledì 25 settembre durante la partita di Serie A tra Chievo e Juventus il guardalinee Preti ha ingiustamente annullato un gol del Chievo.
Nel secondo tempo, al 50′ minuto, quando il punteggio era sull’1-1, l’attaccante Alberto Paloschi ha segnato un gol calciando in porta un pallone respinto dal portiere della Juventus, Gianluigi Buffon.
Come mostra il replay, il gol era regolare: nel momento in cui parte il tiro iniziale di Bentivoglio, Paloschi è in posizione più che regolare.
Non è un errore di pochi centimetri: il fuorigioco segnalato è inesistente visto che ci sono ben tre giocatori della Juve a tenere buona (e di parecchio) la posizione dell’attaccante.
Si dirà, un errore può capitare a chiunque. Vero, ma Preti è recidivo: la svista più grande della passata stagione era stata proprio dell’assistente di Mantova e ancora con la Juve protagonista quando meno di un anno fa convalidò la rete di Vidal contro l’Inter nonostante l’azione fosse viziata da un evidente fuorigioco di Asamoah (autore del tiro-assist).
In posizione ininfluente c’è Thereau e forse l’assistente si confonde, pensando che sia lui ad andare sulla respinta.
Lo ha segnato Paloschi, era regolare: il fuorigioco non c’era e di parecchio.
VERONA - Come tre giorni prima contro il Verona, la Juventus si impone per 2-1 anche contro i cugini del Chievo, andando in svantaggio e soffrendo per ribaltare il risultato.
Grazie a questo successo, i bianconeri approfittano del pareggio del Napoli contro il Sassuolo e agganciano i partenopei al secondo posto in classifica, a due lunghezze dalla Roma capolista.
Pesano sull’esito della gara il gol annullato ingiustamente a Paloschi sull’1-1 e l’autorete di Bernardini, cui si è dovuto inchinare un superlativo Puggioni.
CHIEVO (5-3-2): Puggioni 7, Sardo 6.5, Bernardini 5.5, Claiton 6, Cesar 6, Drame’ 6,5, Bentivoglio 6,5, Rigoni 6,5, Estigarribia 5,5 (19′ st Radovanovic sv), Thereau 7 (41′ st Pellissier sv), Paloschi 6,5 (23′ st Ardemagni 5,5). (18 Squizzi, 28 Silvestri, 10 Sestu, 14 Calello, 15 Pamic, 16 Improta, 21 Frey, 22 Acosty, 33 Papp). All.: Sannino 6,5.
JUVENTUS (3-5-2): Buffon 5, Barzagli 6, Ogbonna 5,5, Chiellini 6, Isla 5,5 (18′ st Lichsteiner 5.5), Pogba 7, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Peluso 6, Quagliarella 7 (29′ st Tevez 6.5), Llorente 5 (41′ st Vidal sv). (30 Storari, 36 Vannucchi, 9 Vucinic, 11 DeCeglie, 12 Giovinco, 16 Motta, 19 Bonucci, 20 Padoin, 22 Asamoah). All.: Conte
RETI: 27′ pt Thereau, 1′ st Quagliarella, 19′ st Bernardini (autogol)
ANGOLI: 5 a 4 per la Juventus
RECUPERO: 1′ e 3′
AMMONITI: Drame’ e Bentivoglio per gioco falloso.
La "Vecchia Signora" non molla mai. Ma gli onori vanno anche al Chievo che in campo ha scelto di non abbandonarsi al pronostico che li vedeva soccombere contro "i più forti del campionato". Gli scaligeri danneggiati gravemente dalla svista del guardalinee Preti nel match contro la Juve danno anche lezione di stile. E anziché scatenare un putiferio, placano gli animi.
Un gesto per far capire che un modo diverso per intendere il calcio c'è, molto apprezzato anche dagli avversari. "Se succedera', anche noi andremo a confortare l'arbitro e gli assistenti" ha risposto Antonio Conte, appresa l'iniziativa del patron del Chievo.
"Stiamo cercando di parlare pochissimo delle decisioni arbitrali - ha aggiunto -. Stavolta c'è stato un episodio a nostro favore e ne prendiamo atto, ma non è stato eclatante. Un domani qualcosa potrà accadere a nostro sfavore, come è già successo in questo avvio di campionato". Poi tuttavia si è riaffacciata per un attimo la sindrome-bianconera. "Se però a ogni errore a favore nostro i media enfatizzano la situazione - ha continuato Conte - allora il problema è dei media più che nostro.
Il fair play del numero uno gialloblù trova in linea anche il tecnico dei veneti, Sannino: "Ma no, lasciamo stare. L'errore sul gol di Paloschi ci può stare - afferma -. Stare a parlarne ora mi sembra francamente inutile. Piuttosto mi sembra giusto parlare della prestazione del Chievo. Ho visto una buona squadra che ha chiuso tutti gli spazi, forse potevamo creare qualcosina in più, ma di fronte avevamo la Juventus, una grande squadra".
Stile Chievo si potrebbe dire, confermato dalle parole del team manager del club, Marco Pacione. "Il presidente - spiega - - è andato come fa sempre a salutare gli arbitri augurando loro un buon ritorno a casa. Lo fa sempre, nulla di nuovo. Se ha protestato? Assolutamente no.
Arsenico e nuove moviole. Si discute, a tutti i livelli. Olsson, i sensori nei palloni, una riunione a Zurigo, Gaucci, la Juve. Cos’hanno in comune? L’argomento del giorno: il gol di Pellissier (Chievo) che era dentro e invece è stato giudicato fuori dal guardalinee Stefano Papi, in via di sospensione da parte dei designatori. Polemiche e novità.
Partiamo di qui e pensiamo positivo, notando che l’ultima vicenda che ha come protagonista la Juventus (gol non visti ce ne sono stati due in serie B, ma non se li fila nessuno) sta dando una spinta verso la tecnologia.
Sono arrivate due aperture, quasi contemporanee, dalla Fifa e dall’Uefa. La prima: a Zurigo, alla riunione della Commissione calcio della Fifa (con Platini, Beckenbauer, Bobby Charlton, Bettega, Boniek) si è parlato, per la prima volta di moviola e del suo utilizzo da parte del quarto uomo. È stato il presidente dell’Inter Giacinto Facchetti a porre il problema: «Quello che non è chiaro allo stadio per 50 mila persone, lo è per decine di milioni davanti alla Tv».
La seconda: Lars-Christer Olsson, direttore generale dell’Uefa in un’intervista a Gr Parlamento («La politica nel pallone») ha dichiarato: «Per evitare queste situazioni penso che ci saranno delle prove con il microchip, ma ci sono anche altre soluzioni, come ad esempio la moviola in campo, che possono essere sperimentate. Non siamo contro il rinnovamento tecnologico, purché vengano tutelati due aspetti: 1) il sistema dovrà essere veloce, non ci possono essere interruzioni lunghe per stabilire se un gol è stato segnato in fuorigioco; 2) deve essere salvaguardata la credibilità dell’arbitro che può sbagliare, come tutti».
C’è fermento e qualcosa si muove, ma senza fretta, senza accelerazioni improvvise. Non ci sono scadenze, non c’è un calendario, ma solo alcune prove. Su questo aspetto, la prudenza, le organizzazioni internazionali sono chiare. Si comincia col pallone tecnologico che verrà fornito dall’Adidas, per la tecnologia sono in lizza una ditta italiana (costo 85 mila euro) e una tedesca. La sperimentazione avverrà ai Mondiali under 17 in Perù (16 settembre-2 ottobre).
«Una competizione tra venti telecamere e due, quattro, al massimo sei occhi si concluderà sempre con la sconfitta dell’arbitro»: ammissione dell’arbitro internazionale Matteo Trefoloni. Sulle tecnologie quindi c’è un accordo trasversale.
L’unico che si tira fuori, a sorpresa, è il presidente del Chievo, Luca Campedelli: «Siamo sempre le vittime sacrificali, ma a me il calcio piace così, con gli errori».
Sugli arbitri e sul loro occhio (o non occhio) di riguardo verso i potenti si continua a discutere. Ha detto (a «Radio anch’io lo sport») Sergio Campana, presidente dell’Assocalciatori: «C’è un sistema, oggi, per cui l’arbitro sa che progredisce nella sua carriera se non danneggia le grandi. Non c’è malafede, ma un condizionamento innegabile». Ma c’è anche bisogno dell’aiuto dei calciatori, dice Campana.
In generale, la vicenda del gol non visto a Chievo, provoca meno tensione di un arbitraggio come quello di Racalbuto a Roma. Tutti, anche i personaggi più barricaderi del calcio italiano, spostano il motivo del contendere, come fa Maurizio Zamparini: «Il male degli arbitri è il sistema. Abbiamo buoni direttori di gara, ma occorre un organismo, e non parlo dei designatori, che dia loro tranquillità e non li renda schiavi del sistema».
Sulla stessa modulazione di frequenza (parla a una radio, Grt) si sintonizza il presidente del Perugia, Luciano Gaucci: «Il sistema è malato e i direttori di gara sbagliano perché il loro destino dipende da altri. Sono condizionati da sudditanze psicologiche e non prendono le decisioni giuste perché altre persone permettono loro di fare carriera».
Il più duro, però, è il cardinale Angelini nel suo commento del lunedì al canale internet della Radio Vaticana: «Perché non cancellare il risultato di una partita errata con un verdetto a tavolino o facendo ripetere la partita? Io non ce l’ho con la Juventus, che ha fatto la storia del calcio italiano, ma le situazioni strane capitano sempre alle stesse squadre. Ciò non favorisce una parte, ma indebolisce tutto il calcio».
Il campionato fa senso? Cambialo col sensore.
Roberto Perrone
I torti arbitrali subiti dai clivensi.
- Pellissier strattonato in area da Bellini dell'Atalanta nel pareggio a reti bianche del Bentegodi e affossato da Benatia a Udine: in entrambi i casi il gioco prosegue.
- Contatto Olivera-Thereau a Lecce, l'arbitro non fischia.
- In fuorigioco il gol di De Ceglie a Torino.
- Ventiseiesima giornata. Juventus-Chievo. È irregolare il gol dell'1-0 segnato da De Ceglie: il terzino bianconero è in fuorigioco al momento della spizzata di Chiellini.
- Ventitreesima giornata. Napoli-Chievo 2-0. Brutta gomitata di Aronica a Paloschi: il difensore colpisce al volto l'attaccante. Il giallo era d'obbligo, il rosso non sarebbe stato esagerato.
- Diciannovesima giornata. Lecce-Chievo 2-2. Nel recupero, Thereau entra in area e resiste al ritorno di Olivera. Il giocatore giallorosso frana a terra e travolge il francese. Era rigore. Dopo il triplice fischio, rissa furibonda.
- Quindicesima giornata. A Udine, sullo 0-0, Pellissier viene steso appena dentro l'area da Benatia: il contatto tra il piede sinistro dell'attaccante ed il destro del difensore sembra netto, ma clivense viene ammonito per simulazione.
- Quattordicesima giornata. Sullo 0-0 Luciano batte una punizione dalla trequarti: in area cadono in 3 gialloblù, ma la trattenuta più evidente è quella di Bellini su Pellissier. Era rigore.
Altri episodi arbitrali dubbi in altre partite:
- Bologna-Milan: Robinho murato, dubbi di rigore.
- C'è un episodio nel primo tempo che di sicuro ha avuto una sua importanza nell’economia della partita. Il Milan è avanti di un gol, quando batte una punizione nei pressi dell’area, ma in posizione decentrata. I rossoneri eseguono uno schema: Birsa batte rasoterra per Matri che di prima cerca d’innescare Robinho. Il brasiliano scatta e cerca di passare quasi in mezzo ai due uomini che formavano la barriera del Bologna. C’è uno spazio, ma Cristaldo fa un passo per chiudere il buco cercando di prendere posizione. Il tamponamento è inevitabile: Tagliavento lascia giocare, ma restano molti dubbi. Da escludere lo “sfondamento” del milanista, si poteva dare l’ostruzione del rossoblù (e quindi punizione a due in area) oppure rigore considerando più che l’ostruzione la spinta subita da Robinho. Per il resto ci stava il secondo giallo per Pazienza: entrata in ritardo e pericolosa su Birsa. L’arbitro lo grazia. Giusta la simulazione per Christodoulopoulos (ammonito) che non toccato da Mexes si lascia cadere. Azione comunque accaduta fuori area rossonera.
- Subito dopo entrata molto dura di Bentivoglio su Pirlo: arriva il giallo, ma poteva starci anche il rosso diretto.
- Graziato Cana: già ammonito commette un fallo duro su Bellusci. Meritava il secondo giallo.
- Nella ripresa Bellusci espulso per doppio giallo dopo un’entrata durissima su Onazi (da rosso diretto) al limite dell’area.
- Manca un rigore alla Lazio: non vista una gomitata di Spolli su Ederson.
- L’esordio in A di Pairetto jr è segnato da un possibile rigore non dato al Cagliari: sulla punizione di Conti c’è il tocco con il braccio alto (sopra la testa) di Coda. Fischiarlo non sarebbe stato un errore.
- Per il resto bene l’assistente La Rocca: regolare il vantaggio di Luci, mentre giusto annullare un gol a Emeghara per fuorigioco.
- Nel primo tempo sul cross dalla sinistra di Armero per Cannavaro c’è forse un tocco di mano di Bianco, ma sembra corretto non intervenire.
- Al 36’ è bravo l’assistente Stallone a rilevare un fuorigioco millimetrico di Higuain libero in area.
- Nella ripresa Zaza invoca il rigore al 37’ per un contatto in area su Armero: resta qualche dubbio.
- Nella ripresa Amauri punta Yepes: sul contrasto spalla-spalla, l’attaccante finisce a terra con un tuffo molto accentuato. Gervasoni lascia proseguire, Amauri protesta in modo evidente: il risultato è scontato, rosso diretto.
- In avvio qualche dubbio sul contatto Castan-Sansone: troppo poco per un rigore.
- Benatia segna nonostante il fallo subito (fuori area) da Gastaldello.
- Sul finire Barillà a terra dopo un tocco di Benatia, ma il fallo è appena fuori area. Lo stesso Barillà espulso per doppio giallo. Rosso anche a Garcia per proteste.
- Concessi due rigori: netto il fallo di mano di Gonzalez in area del Verona. Ci sta anche il secondo: Toni con mestiere difende la palla e poi subisce una carica.
- Buona direzione di Orsato e i suoi collaboratori. Soprattutto negli episodi dubbi. Il primo è il gol annullato a Di Natale per fuorigioco. Giusto. E’ dietro a tutti quando Antonini devia il tiro di Badu. Per le nuove regole, Di Natale sarebbe stato "riattivato" dal toco di Antonini se quello di Badu fosse stato un passaggio. Invece col tiro in porta vale la vecchia regola. Ancora Di Natale protagonista, fermato per un altro fuorigioco, che c’è. Totò scatta un attimo prima del lancio di Heurtaux.

Come funziona la Goal-Line Technology - In realtà ci sono due tipi di tecnologia di porta
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