La chiesa di San Francesco a Monza vanta una storia plurisecolare, le cui origini risalgono al XIV secolo. Inizialmente sorta come convento dei Frati Minori nel cuore di Monza, sull'antica piazza del Pratum Magnum, la chiesa era un imponente edificio lungo oltre 60 metri, dedicato al santo fondatore.

I frati godettero di un'ottima accoglienza, e la chiesa divenne presto luogo di sepoltura per illustri personalità. Tuttavia, nel 1784, l'ordine francescano fu soppresso, e il complesso conventuale venne destinato a sede dell'ospedale di Monza fino al 1792.
L'edificio ha subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Nel 1784, a seguito della riforma sanitaria di Maria Teresa d'Austria, il convento fu abbandonato. L'architetto Marcellino Segrè fu incaricato di riadattare l'edificio a sede del nuovo ospedale.
Successivamente, nel 1822, l'immobile divenne sede del Seminario Arcivescovile. Già l'anno seguente, l'architetto Pietro Gilardoni fu incaricato di ingrandire l'edificio. Sette anni dopo, un ulteriore ampliamento fu realizzato su progetto dell'architetto Giacomo Moraglia. La facciata attuale è frutto del progetto di Pietro Gilardoni, mentre l'edificio fu ripreso e completato da Giacomo Moraglia.

Il palazzo rimase sede del seminario fino al 1937, quando l'amministrazione comunale lo acquistò per trasferirvi il Liceo Ginnasio Bartolomeo Zucchi e la Biblioteca civica. Nel 1937 l'edificio venne acquistato dal Comune di Monza facendone sede del Liceo "Zucchi" e della Biblioteca Civica.
Il cortile interno si distingue per i suoi colonnati: al piano terra si trovano colonne di ordine dorico, mentre al piano superiore sono presenti colonne di ordine ionico. L'edificio si articola su due livelli sui lati est, ovest e sud, mentre a nord presenta tre livelli, con il più basso occupato dalla Biblioteca civica. In questa sezione è ancora possibile ammirare l'antico refettorio, ora adibito a sala di lettura.
All'interno dell'edificio, sia nella zona liceo che in quella biblioteca, la maggior parte dei soffitti conservano le volte a botte, sebbene gli antichi affreschi siano scomparsi.
La chiesa originaria di San Francesco, sorta nel XIV secolo, era orientata con la facciata principale a nord e l'abside a sud, affacciandosi sul Pratum Magnum, l'area degli scambi commerciali monzesi (l'attuale piazza Trento e Trieste). La fiancata est era rivolta verso il Pratum Magnum, mentre quella ovest si apriva sul chiostro e sul convento.

Nel 1979, durante un intervento di restauro, furono portate alla luce le colonne dell'originaria chiesa di San Francesco.
La storia della chiesa di San Francesco si intreccia con quella del quartiere Cederna. Negli anni '20, Antonio Cederna costruì una fabbrica di tessitura, richiamando molta manodopera e rendendo necessaria la creazione di un villaggio operaio con abitazioni e strutture sociali, ricreative, assistenziali e religiose. La ditta "Cederna" edificò una piccola chiesa dedicata a San Francesco, gestita dal cappellano don Angelo Cazzaniga, che diede origine al quartiere.
Con l'aumento della popolazione, la chiesa di San Francesco divenne insufficiente. Don Angelo ottenne il sostegno del cotonificio per la costruzione di una nuova chiesa. Il 6 ottobre 1939, il cardinal Schuster presiedette la cerimonia di posa della prima pietra, e il 26 ottobre 1940 consacrò il nuovo tempio, nominando don Angelo Cazzaniga primo parroco. Negli anni successivi, la chiesa fu affrescata con dipinti della Scuola del Beato Angelico, raffiguranti la vita di Gesù nella navata centrale e episodi della vita di Maria nel transetto.
Dal 2010, la parrocchia della Sacra Famiglia, insieme a quelle di Cristo Re e Sant'Ambrogio, fa parte della Comunità pastorale "San Francesco d'Assisi", che trae il nome proprio dalla piccola chiesetta che diede origine a questa parte di Monza.

La chiesa della Sacra Famiglia ha celebrato il 75° anniversario della sua consacrazione con diverse iniziative, tra cui una mostra fotografica nel cortile a fianco della chiesa, una serata culturale con meditazione sugli affreschi e un intervento del cardinale Francesco Coccopalmerio sulla situazione attuale della Chiesa.
La vita della comunità pastorale include varie attività, come incontri per fidanzati, programmazione per la Sagra di San Francesco, e iniziative di solidarietà come la raccolta di prodotti alimentari a cura della San Vincenzo e della Caritas. Ogni ultimo venerdì del mese, nella Chiesa Sacra Famiglia, la Santa Messa delle ore 18:30 è dedicata anche ai fratelli e sorelle latinoamericani. Un cesto posto all'ingresso raccoglie nomi di defunti o intenzioni particolari per le quali pregare durante la celebrazione.
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