Il decennio 2010-2020 è stato caratterizzato da profondi dibattiti sull'impatto della tecnologia sulle società contemporanee, sulla sorveglianza di massa e sullo sfruttamento capitalistico delle identità personali online. Queste tematiche, lungi dall'essere puramente tecnologiche o specialistiche, si sono rivelate essere questioni politiche nel senso più ampio, diventando terreni di scontro civile e democratico. In questo contesto, le figure di Chelsea Manning, Edward Snowden e Julian Assange emergono come protagonisti cruciali, le cui azioni hanno contribuito in modo radicale a evidenziare il potenziale del whistleblowing e del giornalismo nel portare all'attenzione del pubblico questioni fondamentali.
Le loro scelte hanno aperto nuove prospettive, dischiudendo un "oltreconfine" e lasciando intravedere nuove possibilità. La pratica dei leak, spesso momento iniziatico di questi dibattiti, ha permesso il disvelamento della coltre di segreto, l'emersione delle prove e, appunto, di nuove possibilità. Senza la breccia aperta da questi leak nell'interesse pubblico, il dibattito su questi temi non avrebbe raggiunto la medesima forza e priorità nell'agenda dell'informazione e della politica. La società dei dati in cui viviamo, nonostante le visioni utopistiche di trasparenza che l'hanno accompagnata, ha in realtà moltiplicato le occasioni di segretezza, opacità e oscuramento dei suoi meccanismi statuari.
Dieci anni dopo l'inizio di queste "rivolte", le storie umane che le hanno rese possibili non sono ancora tutte giunte a una soluzione. Manning, la whistleblower responsabile delle maggiori rivelazioni di WikiLeaks nel 2010, è finalmente una donna libera dopo un decennio di resistenza a bullismo legale, pene draconiane e incarcerazioni prossime alla tortura. È stata liberata nel 2018 per intercessione presidenziale di Obama da una condanna che l'avrebbe altrimenti tenuta in carcere con l'accusa di spionaggio per 35 anni. Le vicende di Snowden e Assange, invece, sono ancora irrisolte, con accuse senza precedenti che equiparano atti di giornalismo allo spionaggio.
Chelsea Manning: Dalla Militare alla Whistleblower
Nata con il nome Bradley in Oklahoma, Chelsea Manning si è trasferita in Galles con la madre e la sorella a seguito della separazione dei genitori. Immediatamente dopo la condanna, Manning ha reso noto di non riconoscersi nel genere maschile e di avere una percezione di sé femminile. Nel maggio 2010, l'hacker Adrian Lamo denunciò Manning alle autorità militari, asserendo che gli avrebbe confidato di aver passato a Julian Assange una serie di documenti riservati, tra cui il video "Collateral murder", che documenta l'attacco aereo del 12 luglio 2007 a Baghdad, dove due elicotteri Apache statunitensi uccisero 18 civili disarmati. Pochi giorni dopo, Manning venne arrestata.
David House, informatico e ricercatore, ha riferito che Manning è stata tenuta in isolamento per 23 ore al giorno, dormendo con le luci accese e venendo controllata ogni cinque minuti. Era costretta a dormire indossando solo un paio di pantaloncini, esponendo la pelle a diretto contatto con una coperta molto simile a un tappeto. Durante la notte veniva svegliata dalle guardie se non era completamente visibile. La fase preliminare del processo è iniziata nel maggio 2012.
La notizia della detenzione di Manning ha ricevuto l'attenzione della stampa mondiale dopo le rivelazioni dell'organizzazione WikiLeaks nel novembre 2010, di cui Manning è sospettata essere la fonte. Nel 2013, Manning ha dichiarato di riconoscersi nel genere femminile e chiesto di essere chiamata Chelsea Elizabeth. Ha ricevuto il sostegno di oltre 250 giuristi che scrissero a Obama per denunciare le torture subite in carcere. La sua pena è stata commutata e Chelsea è uscita di prigione il 17 maggio 2017.
Nel 2018, Manning ha presentato la sua candidatura al Senato per il Partito Democratico nel Maryland, giungendo seconda su otto candidati democratici per la nomination. L'8 marzo 2019, Manning è tornata in carcere per essersi rifiutata di testimoniare al processo su WikiLeaks, sostenendo di aver già detto tutto ciò che sapeva nel processo militare. È uscita nuovamente di prigione il 12 marzo 2020.
Oggi, Chelsea Manning è un'attivista LGBT, una deejay e un'attrice. Si è candidata al Senato USA nel 2019 senza essere eletta. Negli ultimi tempi, è comparsa meno in pubblico ed è impegnata nel supporto a giornalisti e ONG nella protezione dei dati. Alcuni la considerano una vittima di Assange, manipolata da lui per entrare in possesso dei documenti e poi tradita da WikiLeaks.

Edward Snowden: La Rivelazione della Sorveglianza di Massa
Edward Snowden, ex consulente della National Security Agency (NSA), nel maggio 2013 si è recato a Hong Kong, dove ha incontrato giornalisti investigativi, tra cui Glenn Greenwald. A loro ha consegnato decine di migliaia di documenti classificati che sono stati pubblicati da The Guardian, The Washington Post e altri quotidiani internazionali. L'impatto sul sistema di intelligence americano è stato enorme, poiché i documenti hanno rivelato una serie di programmi di spionaggio globale utilizzati dalla NSA e da altre agenzie alleate per monitorare le comunicazioni telefoniche e online non solo di persone sospette, ma anche di cittadini rispettosi della legge.
Le rivelazioni hanno creato imbarazzi diplomatici per l'amministrazione di Barack Obama, poiché è emerso che il governo americano spiava anche leader di Paesi stranieri, inclusi amici e alleati come Angela Merkel. Il 21 giugno 2013, il Dipartimento di Giustizia USA ha reso note le incriminazioni di Snowden sulla base delle violazioni dell'Espionage Act del 1917, mentre il Dipartimento di Stato ha ordinato la revoca del suo passaporto.
Snowden ha difeso le sue azioni affermando di aver voluto "informare il pubblico di quello che viene fatto in loro nome e quello che viene fatto contro di loro". Le sue rivelazioni hanno avviato un dibattito sulla legittimità dei programmi di spionaggio globale e sulla necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza nazionale e privacy delle comunicazioni. Due giorni dopo l'incriminazione negli USA, Snowden è arrivato all'aeroporto Sheremetyevo di Mosca, dove è stato bloccato per un mese nel terminal. Alla fine, gli è stato concesso l'asilo, con un permesso di soggiorno di un anno, poi regolarmente rinnovato. Nel settembre 2022, con le tensioni tra USA e Russia alle stelle per il conflitto in Ucraina, a Snowden è stata concessa la cittadinanza russa con un ordine firmato da Vladimir Putin.
Snowden è accusato dagli USA principalmente ai sensi dell'Espionage Act, una legge risalente ai tempi della Prima Guerra Mondiale, diventata negli ultimi dieci anni l'arma preferita delle amministrazioni USA per colpire i whistleblower. Se tornasse negli USA, Snowden verrebbe certamente condannato severamente. Il paradosso è che i fatti hanno in vario modo vendicato le sue azioni: tribunali statunitensi hanno certificato l'illegalità di diversi programmi da lui denunciati e diverse riforme legali sono state possibili grazie alle sue rivelazioni. Il whistleblowing di Snowden è stato un puro servizio pubblico. Il perdono per Snowden è stato sostenuto da Amnesty International, ACLU e Human Rights Watch. Nel 2015, il Parlamento Europeo ha votato a favore della sua non-estradizione dal territorio dell'Unione, ma nessun paese si è mai fatto avanti per accoglierlo sul proprio territorio.

Julian Assange: Il Fondatore di WikiLeaks e la Lotta per l'Informazione
Julian Assange, giornalista australiano noto per aver divulgato nel 2010 via WikiLeaks (da lui stesso fondato nel 2006) i crimini di guerra dell'esercito statunitense in Iraq e Afghanistan, ha trascorso gli ultimi anni in carcere nel Regno Unito in attesa di conoscere se sarà estradato negli USA. Lì, ad attenderlo ci sono oltre 17 capi d'accusa ai sensi dell'Espionage Act in relazione alla pubblicazione dei file ottenuti nel 2010 da Chelsea Manning. È più che legittimo criticare Assange per quegli eventi o per le scelte editoriali della sua organizzazione, ma è fondamentale sottolineare come l'accusa USA si concentri sulla pubblicazione dei file sulle guerre in Afghanistan e Iraq, il Cablegate e il video "Collateral Murder", forniti da Manning e pubblicati da WikiLeaks in collaborazione con testate giornalistiche di primaria importanza come The Guardian e The New York Times nel 2010.
Il caso Assange è complesso. Non esiste un'altra personalità che sia stata prima tanto supportata dalla stampa internazionale e poi tanto bistrattata. La tesi dell'accusa va nella direzione dell'equiparazione della pubblicazione di documenti segreti e di interesse pubblico allo spionaggio: Assange non è un whistleblower, non è una fonte, è un editore. Pubblicare leak di questo tipo è una strategia giornalistica comune, perseguita dai giornalisti d'inchiesta in tutto il mondo con pratiche simili a quelle avvenute tra Manning e WikiLeaks un decennio fa. Il rischio è quindi quello di creare un precedente grave che potrebbe criminalizzare anche altre testate.
Nel 2016, il Working Group on Arbitrary Detention delle Nazioni Unite aveva definito la permanenza di Assange nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra come una "detenzione arbitraria". Qualche settimana fa, il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, Nils Melzer, ha chiesto la scarcerazione di Assange, denunciando anche palesi ragioni di salute. La liberazione o il "perdono" del fondatore di WikiLeaks è stata chiesta da numerose organizzazioni, tra cui Reporters Without Borders, Amnesty International, Consiglio d'Europa, International Federation of Journalists, Pen International, European Centre for Press and Media Freedom, Index on Censorship, The Guardian e The New York Times.
Slavoj Žižek ha paragonato Assange a Gandhi, definendoli provocatoriamente entrambi terroristi, nel senso di individui che cercano di interrompere il normale funzionamento di un sistema oppressivo. Žižek sostiene che sia un dovere mobilitarsi per Assange, non per la sua persona, ma per ciò che rappresenta: la battaglia per il controllo digitale della nostra vita, per la libertà di internet e dell'informazione. La sua possibile estradizione e incarcerazione negli Stati Uniti rappresenterebbe un chiaro segnale del nuovo stato di polizia che sta emergendo, un controllo pervasivo che avviene senza che ce ne accorgiamo.

L'Arte come Testimonianza: La Scultura "Anything To Say?"
L'installazione dell'artista Davide Dormino, "Anything To Say?", è una scultura di bronzo che ritrae a grandezza naturale le tre figure di Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning. Queste figure sono state scelte per il loro coraggio nel dire no all'intrusione della sorveglianza globale e alle bugie che portano alla guerra. La scultura è in tour europeo, essendo stata esposta in diverse capitali, tra cui Berlino, Dresda, Ginevra e Strasburgo.
L'opera presenta le tre figure in piedi sopra tre sedie, con una quarta sedia vuota che invita i passanti a schierarsi accanto al trio per completare l'opera. La sedia vuota ha un doppio significato: invita a riflettere e a occupare uno spazio, a uscire dalla propria zona di comfort e dall'indifferenza. Le sedie rappresentano il coraggio di alzarsi, di fare una mossa nonostante si diventi visibili, minacciati e giudicati.
Dormino crede nel potere dell'arte pubblica di maturare e far cambiare il punto di vista delle persone. "Anything To Say?" è un tributo itinerante al coraggio per la libertà di informazione e di parola. Sebbene l'opera abbia ricevuto critiche, in particolare per la rappresentazione di Chelsea Manning prima della sua transizione di genere (quando era ancora Bradley), l'artista ha spiegato che la scelta era legata al momento in cui ha concepito l'opera.
La scultura è un monito che ci ricorda che la libertà di stampa, la trasparenza, la conoscenza e il giornalismo investigativo sono in gioco. Essere informati ci suggerisce dove vogliamo essere e con chi. In questo senso, l'arte diventa un'arma di difesa straordinaria, più veloce della giustizia e della politica.
La statua, presentata in Parliament Square a Londra, era in dialogo con le altre dodici statue presenti nella piazza, tra cui quelle di figure importanti come Nelson Mandela, Mahatma Gandhi e Millicent Fawcett. La sedia vuota invita i passanti a partecipare attivamente all'opera di protesta.
In Italia, la scultura è stata esposta a Perugia per il Festival Internazionale del Giornalismo. L'opera di Dormino è un invito a riflettere sul ruolo di queste figure nella lotta per la verità e la trasparenza in un'epoca di crescente sorveglianza e controllo digitale.

tags: #chelsea #manning #edward #snowden #casaleggio