Nel corso della sua carriera, Zlatan Ibrahimović ha intrecciato il suo destino con quello dell'Inter in maniera indissolubile, lasciando un'impronta indelebile nella storia del club. Il suo addio alla Juventus, retrocessa in Serie B, segnò l'inizio di un'avventura nerazzurra ricca di successi e momenti indimenticabili.
"Ho detto che non volevo più restare, non volevo giocare in Serie B. Volevo giocare in Champions League, in Serie A. Non ero un giocatore di Serie B," ha raccontato l'ex calciatore svedese, sottolineando la sua ambizione e la sua volontà di competere ai massimi livelli.
L'arrivo all'Inter rappresentò per lui una sfida ancora più grande: "L'Inter non vinceva il campionato italiano da 17 anni, lo Scudetto... Se ci vado e vinco, per me è una sfida ancora più grande... Sono arrivato all'Inter e abbiamo vinto tre anni di fila. Ho fatto qualcosa che rimarrà nella storia... Ho giocato, ho vinto e ho lasciato qualcosa."
Il suo impatto fu tale da essere ricordato ancora oggi. L'ex direttore dell'area tecnica nerazzurra, Marco Branca, ha ripercorso quei tempi, rivelando retroscena sulle operazioni di mercato che portarono campioni a Milano. Branca è stato tra gli artefici di un periodo d’oro per l’Inter e di una stagione irripetibile, quella conclusasi con il Triplete.

Tra le operazioni più significative, spicca lo scambio che portò Ibrahimović al Barcellona e Samuel Eto'o all'Inter nell'estate del 2009. "Fu una cosa nata piano piano, la volontà di Zlatan era quella di andare al Barcellona, di giocare con Messi, di vincere la Champions League," ha spiegato Branca. L'accordo iniziale prevedeva l'inserimento di Hleb nell'affare, ma poi il bielorusso rifiutò di venire, portando alla chiusura per il cartellino di Eto'o più 50 milioni di euro.
L'approdo di Eto'o a Milano fu ufficializzato dall'agente del camerunese, Josep Maria Mesalles: "C'è accordo totale con l'Inter, è finita la negoziazione ma non è possibile dire che il calciatore è dell'Inter perché non è stata risolta la liquidazione con il Barcellona." Mesalles aggiunse che "La liquidazione non sarà un problema. Nel calcio prima la società parlano con il calciatore e dopo i club trovano un accordo. Qui è successo il contrario. L'accordo è per cinque anni, il giocatore è contento."
Il presidente nerazzurro Massimo Moratti ha confermato l'importanza di quell'operazione: "Nonostante il valore indiscusso del giocatore, senza vendere Ibra a Barcellona non avremmo mai potuto avere Eto’o con noi," specificando quanto fossero stati fondamentali quei due giocatori nell'11 titolare di Mourinho.
Marco Branca ha anche ricordato l'arrivo di Wesley Sneijder nella stessa estate: "Da sempre era la nostra prima scelta per la trequarti - spiega Branca a RSI - ma era restio a lasciare il Real Madrid. Grazie a Ernesto Bronzetti riuscimmo a convincerlo e arrivò proprio nel rush finale del mercato."
Un altro colpo da maestro fu Maicon, arrivato nel 2006 dal Monaco: "Lo seguivamo da tempo e lo pagammo il giusto: 6,5 milioni di euro," ha raccontato Branca. "Si rivelò un grandissimo giocatore, di fatto fu il vero regista della squadra del Triplete."

La storia di Ibrahimović all'Inter non fu esente da momenti di tensione. L'eliminazione dalla Champions League nel 2009 per mano del Manchester United fu un duro colpo per lo svedese, deluso dal fatto di non potersi più giocare quel titolo. Da quel momento in poi, iniziarono i "mal di pancia" di Ibra, sintomo della sua voglia di vincere la Champions League.
Nell'estate del 2009, la sua volontà di trasferirsi al Barcellona divenne sempre più pressante. "Andai da Moratti e gli dissi: Ascolti, sono stati anni incredibili e io rimango volentieri, non mi interessa se dovessero venire a cercarmi squadre come lo United o l’Arsenal. Ma dovesse farsi vivo il Barça, vorrei che almeno lei ci parlasse," rivelò Ibra nel suo libro. Moratti mantenne la promessa e parlò con i catalani, portando alla stretta di mano per la cifra di 46 milioni di euro più il cartellino di Samuel Eto'o.
Il racconto di José Mourinho dopo l'addio di Ibra aggiunge un ulteriore tassello alla leggenda: "In quel momento mi è uscito spontaneo: ‘Magari non sei tu che vinci, magari vinciamo noi'. I miei assistenti italiani erano morti, ero stato un po’ pazzo, ma nello spogliatoio cambiò l’atmosfera." Per Mourinho, quelle parole furono decisive per caricare la squadra in vista della nuova stagione: "Penso che la squadra abbia trasformato la paura di perdere Zlatan come un obiettivo, ovvero quello di provare a vincere senza di lui."

Nonostante le voci di un possibile ritorno all'Inter nel 2019, l'operazione non si concretizzò. "L'Inter non ha mai voluto approfondire il discorso Ibrahimovic nel 2019 perché conosce bene l'impatto dello svedese: non certo una terza o quarta punta appunto, ma una primadonna che vuole spazio e palcoscenico per sé così da mostrare le sue infinite qualità. Prenderlo con Lukaku e Lautaro avrebbe avuto poco senso nelle idee dell'Inter, ecco perché non si è mai andati oltre l'idea mediatica."
Il 18 maggio 2008 rimane una data scolpita nella memoria dei tifosi nerazzurri. In quella giornata, Zlatan Ibrahimović, al rientro dopo quasi due mesi di stop per infortunio, decise la partita contro il Parma con una doppietta, regalando all'Inter il suo 16° Scudetto, il terzo consecutivo. "Adesso entro e vi faccio vincere lo Scudetto," aveva detto lo svedese, mantenendo la promessa. "Veni, vidi, vici. Ibracadabra."
Quando Ibrahimovic consegnò lo Scudetto all'Inter | PARMA 0-2 INTER
L'acquisto di Ibrahimović da parte dell'Inter nel 2006 dalla Juventus, per 24.8 milioni di euro, segnò un nuovo capitolo. "Fuga dalla Juventus," titolavano i giornali, con lo svedese che diventava l'ultimo giocatore a lasciare il club retrocesso in Serie B, dopo altri grandi nomi come Cannavaro, Vieira, Thuram, Emerson e Zambrotta.
La sua carriera è stata costellata di successi, vincendo il campionato ovunque è andato, per ben 11 volte. Ma quello Scudetto del 2008, griffato con un marchio indelebile, resta il suo Scudetto personale, un simbolo del suo genio e della sua capacità di decidere le partite più importanti.
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