Seleziona una pagina

La storia del monumento incompiuto dedicato a Costanzo Ciano è un affascinante intreccio di ambizione fascista, vicende belliche e successive proposte di riqualificazione. Originariamente concepito come un imponente mausoleo nella città natale di Ciano, Livorno, il progetto non fu mai portato a termine, lasciando dietro di sé un'eredità di ruderi e storie.

Il Progetto Originario e la Figura di Costanzo Ciano

Alla morte improvvisa di Costanzo Ciano nel 1939, il regime fascista desiderò commemorarlo con un'opera monumentale. Il progetto fu affidato ad Arturo Dazzi, artista fedele a Mussolini, che ideò un grande mausoleo squadrato destinato ad ospitare la tomba di Ciano e della sua famiglia. Il mausoleo avrebbe dovuto essere sormontato da una statua alta 12 metri, raffigurante Ciano alla guida del suo "mas" (motoscafo armato silurante), e completato da un faro.

Costanzo Ciano, padre di Galeazzo Ciano e genero di Mussolini, fu un ufficiale di Marina che si distinse durante la Prima Guerra Mondiale e successivamente abbracciò il fascismo, ricoprendo importanti cariche politiche, tra cui quella di Ministro delle Poste e Telecomunicazioni e Presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Fu anche Conte di Cortellazzo.

Bozzetto del monumento a Costanzo Ciano

La Costruzione e l'Interruzione dei Lavori

I lavori per la statua di Ciano iniziarono nel 1941 presso una cava sull'isola di Santo Stefano, nell'arcipelago de La Maddalena, in Sardegna. Il granito sardo, in particolare il "perlato grigio" delle cave di La Maddalena, fu scelto come materiale principale per la sua bellezza e resistenza. Nel luglio 1943 erano pronti i due pezzi del busto, mentre l'ultima parte del tronco era in fase di rifinitura. Tuttavia, i lavori furono interrotti bruscamente il 26 luglio 1943, giorno successivo al voto di sfiducia a Mussolini, a seguito della caduta del regime fascista. Il proprietario della cava ricevette un telegramma da Roma che intimava la sospensione dei lavori, poiché quel simbolo di un convinto fascista non avrebbe più avuto senso.

La costruzione del mausoleo a Livorno procedette rapidamente, tanto che, nonostante lo scoppio della guerra, nei primi anni quaranta era già stato parzialmente realizzato il faro. L'inaugurazione era originariamente prevista per il 28 ottobre 1942, in occasione del ventennale della marcia su Roma, ma fu posticipata due volte.

Resti di un vecchio argano e binari arrugginiti nella cava di Santo Stefano

Ciò che Resta: La Statua Incompiuta e il Rudere a Livorno

La statua di Ciano, incompleta, non fu mai posta in opera. Il mezzo busto, alto circa tre metri, con il suo volto severo, enormi baffi e l'uniforme da marinaio, giace ancora oggi sull'isola di Santo Stefano, presso la cava dove era in lavorazione al momento dell'interruzione del cantiere. Sono rimaste la grande testa e parti del corpo, testimoni silenziose di un progetto incompiuto.

A Livorno, ciò che resta del mausoleo è incentrato attorno a una vasta sala voltata, delimitata da colonne di impostazione classicheggiante, a cui si accede tramite una severa apertura architravata. Presso il corridoio d'ingresso si riconoscono i resti del vano scale e del pozzo per l'ascensore, che avrebbero dovuto condurre i visitatori alla sommità del basamento. Il monumento, abbandonato da oltre settant'anni, è un massiccio torrione alto circa 17 metri, dedicato alla caduta del regime fascista. La vista dal tetto domina tutta Livorno e si estende fino alle isole dell'arcipelago toscano.

Proposte di Riqualificazione e Incidenti

Lo stato di abbandono del monumento ha portato a numerose proposte di riqualificazione nel corso degli anni. Tra le ipotesi, quella di trasformare l'edificio in un albergo o integrarlo in una struttura cimiteriale non sono mai state approvate. Una proposta più recente, avanzata da un fumettista, prevedeva la trasformazione del blocco abbandonato nel deposito di Paperon de' Paperoni, ottenendo un certo successo e una petizione di 5000 firme, ma l'idea fu poi abbandonata.

Il monumento è stato teatro di un tragico incidente il 22 aprile 1962, quando due cugini persero la vita cadendo all'interno della struttura mentre tentavano di scalarla. Questo evento riaccese momentaneamente i riflettori sul monumento, ma non portò a soluzioni concrete.

Vista panoramica da Livorno, dove si trova il rudere del mausoleo

Il Monumento a Santo Stefano: Un Percorso Storico

Il breve percorso che porta alla statua incompiuta di Costanzo Ciano a Santo Stefano è di interesse storico. L'accesso è possibile solo tramite mezzo nautico privato, partendo dalla banchina di Cala Villamarina. Lungo il cammino, tra rocce granitiche e macchia mediterranea, si notano i resti di un vecchio argano, un carrello da miniera e binari arrugginiti, testimonianza dell'attività estrattiva della cava. Lo stupendo panorama che si osserva dall'alto dell'isola rende la visita ancora più suggestiva.

Altre Commemorazioni e Controversie

Oltre al monumento incompiuto di Santo Stefano e al rudere di Livorno, esistono altre tracce della memoria di Costanzo Ciano. A Marina di Ravenna era presente una statua, distrutta dopo la caduta di Mussolini. A La Spezia, all'interno del Museo Tecnico Navale, si conserva una statua opera di Francesco Messina, la cui presenza è stata oggetto di dibattito a causa dell'eredità storica del personaggio commemorato.

La figura di Costanzo Ciano e i monumenti a lui dedicati sono spesso oggetto di discussione, riaccendendo il dibattito sulla memoria storica e sulla gestione dei simboli del passato fascista. L'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) ha spesso espresso posizioni critiche riguardo alla celebrazione di figure legate al regime.

Mausoleo di Ciano a Livorno

La storia del mausoleo incompiuto di Costanzo Ciano è un monito sull'impatto degli eventi storici sulla realizzazione di grandi opere e sulla persistenza della memoria, anche attraverso monumenti abbandonati e controversi.

tags: #busto #di #ciano #arsenale

Post popolari: