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Dopo una carriera leggendaria alla Juventus, Gianluigi Buffon ha deciso di intraprendere una nuova avventura professionale a 40 anni, trasferendosi al Paris Saint-Germain. Questa scelta, che ha sorpreso molti, è stata motivata dal desiderio di mettersi alla prova in un contesto diverso e di continuare a inseguire i propri sogni sportivi. Buffon ha dichiarato di non aver mai pensato di smettere di giocare a calcio, ma la chiamata del PSG è arrivata in un momento in cui aveva deciso di ritirarsi.

In una lunga intervista rilasciata a France Football, Gianluigi Buffon ha raccontato un aneddoto sul suo passato: "Nel 2018 avevo deciso di smettere di giocare a calcio. Poi arrivò la chiamata del Paris Saint-Germain. Ne parlai prima di tutto con i miei figli, perché nonostante il calcio mi tolga tanto tempo per stare con loro, li vedo sempre felici che io giochi. E infatti, senza alcuna esitazione, mi dissero: 'Vai papà, è troppo bello. Giocherai in una squadra incredibile'. Questo mi ha fatto capire che per loro è importante avermi come punto di riferimento e che sono contenti di avere un papà così".

Nonostante l'età avanzata, Buffon ha dimostrato un entusiasmo giovanile, rifiutando l'idea di essere considerato un "monumento". "Avranno pensato che ero un folle o un monumento a cui mancano solo i piccioni addosso," ha affermato. "Ma il mio entusiasmo mi rende giovane e se voglio continuare ancora non mi posso rapportare come un vecchio Papa. A volte sono più stupido di chi ha vent'anni e nessuno si accorge della mia età."

L'arrivo al PSG è stato accolto con grande orgoglio. "Un grande orgoglio, perché a una certa età tutti sono considerati cotti e ricevere la proposta di una società così è la vera soddisfazione della vita: ho dato il massimo sempre, sono certo di essermi comportato bene e la vita mi ha premiato con questo bonus."

Gianluigi Buffon con la maglia del Paris Saint-Germain

Buffon ha chiarito che la sua decisione di trasferirsi a Parigi non è dettata da motivazioni economiche. "Un po’ di invidia c’è sempre ed è anche umana, ma la prima regola è quella di non lasciarsi condizionare da giudizi e idee altrui. Non prostituirò mai i miei ideali e i miei sogni per il denaro. Altrimenti lo avrei fatto ben prima. Il denaro è importante, è un mezzo per vivere meglio. Ma non sono venale".

Al Paris Saint-Germain, Buffon non si considera un titolare indiscusso, ma un elemento di sinergia e amicizia con il portiere più giovane, Areola. "Con questa differenza di età e prospettive non c’è dualismo, ma una sinergia e anche un’amicizia. Areola è eccezionale e di una bontà infinita che mi scioglie: quando gioca lui sono felice e sono qui anche per aiutarlo a diventare un riferimento per la Francia e in Europa."

L'obiettivo principale, oltre alla Ligue 1, è naturalmente la Champions League. Buffon ha sottolineato di non essere venuto a Parigi solo per vincere la Champions, ma con l'ambizione di migliorare quanto fatto finora. "Solo a fine carriera vi dirò cosa è stata la Champions per me. Detto questo, non sono venuto qui per vincerla, perché altrimenti non avrei capito niente. Ma spero di portare qualcosa in più e ho l’ambizione di migliorare quello che è stato fatto fin qui. Sarebbe importante."

Stadio Parc des Princes, casa del Paris Saint-Germain

Buffon ha anche condiviso le sue riflessioni sul talento di Neymar e Mbappé, esortandoli a dare sempre il massimo. "Se la vita è stata benevola nei tuoi confronti e ti ha dato qualità fuori dal comune, non ti devi accontentare di essere uno dei tanti, ma il numero uno. Non so se sia fuoco, ambizione o amor proprio. So che non mi va di sprecare tempo, perché nulla è impossibile nello sport: dico a Ney che è uno scandalo che non abbia ancora vinto il Pallone d’oro e che dovrebbe essere furioso. Lui e Kylian hanno un talento spropositato e possono dominare dieci anni. Ma tutto deve partire dalla loro testa e dalla loro voglia."

Il portiere ha espresso fiducia nel futuro della Nazionale italiana, elogiando la scelta di Mancini come CT e la leadership di Chiellini. "Sì, Mancini sa qual è la strada migliore da intraprendere," ha affermato. "Sono strafelice che Chiellini abbia ereditato la mia fascia sia alla Juve sia in nazionale, perché è un uomo e un giocatore che merita questo tipo di responsabilità. Donnarumma è un simbolo della coerenza e della bontà del progetto che prevede di preparare i più giovani al prossimo appuntamento."

Buffon ha anche commentato i recenti fatti di San Siro, definendoli "cose indecenti" e sottolineando la necessità di tolleranza zero verso l'odio radicato. "Non c’è bisogno di demagogia ma di tolleranza zero, altrimenti ci ritroveremo accerchiati da individui ancora peggiori. E probabilmente in tutto ciò il calcio nemmeno c’entra. Questo è un tema assai più serio e complesso: qui ci sono i germi dell’odio che continuano ad annidarsi ovunque. Stadio compreso."

Gigi Buffon: "Dal PSG me ne andai per una questione di rispetto, c*zzo... quello non era sport"

Riguardo al suo futuro, Buffon non esclude la politica. "Ho imparato a dire mai dire mai. Ho capito quanto sia stato fortunato a essere uno strumento di felicità per la gente e quanto potere ti dà questo. Dentro devi essere altruista e io lo sono sempre stato. E vorrei tornare a trovare un piccolo spazio dove posso essere strumento di sogno o di aiuto."

Il suo trasferimento al Paris Saint-Germain è stato ufficializzato dopo le visite mediche, con un contratto di un anno e opzione per il secondo. "È con grande felicità che mi unisco a questa squadra," ha dichiarato Buffon dopo la firma. "Per la prima volta nella mia carriera lascio il mio paese e lo faccio per un progetto ambizioso, solo il Psg poteva convincermi. Ringrazio la società e il presidente per la fiducia. Conosco i sogni che questa città ha: porterò qui tutta la mia energia, esperienza e sete di successo per aiutare la mia nuova squadra e per far vivere emozioni grandi ai nostri sostenitori.”

Gianluigi Buffon in conferenza stampa al PSG

Il presidente del PSG, Nasser Al-Khelaïfi, ha accolto Buffon con entusiasmo: "Siamo tutti orgogliosi di accogliere Buffon qui al Psg. L'immensità della sua carriera, così come la sua personalità ambiziosa, unificante ed elegante, lo rendono uno dei giocatori più ammirati e stimati del calcio mondiale. All'età di 40 anni, la sua passione per il calcio è ancora intatta e ha trovato nel nostro progetto la scenografia ideale per fissare obiettivi personali estremamente alti."

Il logo del Paris Saint-Germain

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