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L'ex arbitro internazionale Anthony Boggi ha lanciato un pesante attacco nei confronti dell'Associazione Italiana Arbitri (AIA) e del suo presidente Marcello Nicchi. Nel corso di un'intervista rilasciata a Radio Punto Nuovo, Boggi ha espresso critiche severe sull'intero sistema arbitrale, definendolo "dittatoriale" e sottolineando la mancanza di opposizione interna nei confronti della leadership attuale.

Boggi ha evidenziato come a Nicchi "nessuno dice mai niente con tutti i guai che fa", ricordando il suo ruolo di "sorteggiatore delle palline con Bergamo e Pairetto". Secondo l'ex arbitro, Nicchi "ha fatto passare un sistema dittatoriale, senza che nessuno gli dicesse niente", definendolo un "fenomeno" che impone l'allontanamento di chiunque si opponga a lui. Boggi ha condiviso la sua esperienza personale, affermando di aver perso le elezioni per la presidenza AIA perché "la gente aveva paura anche di mettere firme e appoggiarmi".

Le preoccupazioni di Boggi si estendono ai giovani arbitri, che secondo lui sono "vittime di un sistema". Ha sostenuto che, senza il suo intervento, molti degli arbitri attuali non avrebbero avuto l'opportunità di arbitrare nemmeno in Serie B. Questo lo porta a paventare il rischio di una "nuova Calciopoli", un'ipotesi che ritiene non abbia più modo di essere evitata.

Immagine di un campo da calcio con simboli di giustizia

Le critiche di Boggi toccano anche l'introduzione e l'utilizzo del VAR (Video Assistant Referee). Egli ricorda che fino a pochi anni fa Nicchi si sarebbe opposto fermamente all'introduzione di questa tecnologia nel calcio. Il problema, a detta di Boggi, non risiede nell'utilità del VAR, ma nella "definizione delle norme" e nel suo utilizzo eccessivo in Italia rispetto ad altri campionati, come quello inglese, dove viene impiegato solo 2-3 volte a partita.

Boggi ipotizza che l'uso massiccio del VAR possa mirare a "togliere responsabilità all'arbitro", rendendo superflui gli assistenti e i guardalinee. Porta come esempio il gol annullato a Gaston Ramirez, che ai suoi tempi sarebbe stato considerato regolare, lamentando come ora i difensori sembrino dover giocare "senza braccia".

Le dichiarazioni di Boggi hanno suscitato una forte reazione da parte dell'AIA, che ha deciso di procedere per vie legali, ritenendo le affermazioni "contrarie a verità" e "gravemente lesive della reputazione e della dignità degli organi direttivi democraticamente eletti e degli Arbitri federali in attività".

In risposta alla denuncia dell'AIA, Boggi ha ribadito la veridicità delle sue affermazioni, sottolineando la differenza tra sé e l'associazione, menzionando anche le sue precarie condizioni di salute. Ha invitato ad andare in tribunale, affermando di non aver offeso nessuno ma di aver espresso un giudizio. Ha inoltre criticato la mancanza di democrazia interna all'AIA e ha ribadito i presupposti per una "nuova Calciopoli", data la centralizzazione del potere e la gestione del sistema arbitrale.

Grafico che mostra l'evoluzione delle designazioni arbitrali

Boggi ha criticato la struttura dell'AIA, definendola "sbagliata e da correggere". Ha espresso perplessità sulla divisione tra arbitri di Serie A e Serie B, sostenendo che gestire il campionato con un numero ridotto di persone sia più efficace. Ha anche commentato la situazione attuale del calcio italiano, definendola precipitata sull'orlo di una "solita crisi di nervi" con accuse reciproche.

L'ex arbitro ha anche toccato il tema delle elezioni per la presidenza AIA, affermando che "quando si fanno le elezioni chi vince prende tutto, non c'è neanche occasione di presentare qualcosa di diverso". Ha criticato la possibilità che Nicchi possa intraprendere un quarto mandato consecutivo, paragonandolo a una "monarchia" e sottolineando la necessità di un ricambio generazionale e di maggiore democrazia interna.

EX ARBITRO BERTINI SCATENATO su CALCIO IRRICONOSCIBILE, VAR, CALCIOPOLI... ZAMPINI MOMBLANO ANGELINI

Le accuse di Boggi riaccendono il dibattito sulla trasparenza e la gestione del potere all'interno dell'AIA, sollevando interrogativi sul futuro del sistema arbitrale italiano e sulla sua capacità di garantire equità e imparzialità nel mondo del calcio.

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