Il Boca Juniors è una delle squadre di calcio più famose al mondo, con una storia ricca e affascinante che affonda le radici nel quartiere La Boca di Buenos Aires. Nonostante la distanza geografica e il fuso orario, il club di Buenos Aires ha conquistato un posto speciale nel cuore di molti appassionati di calcio in Europa e non solo.
Il club venne fondato 118 anni fa da cinque amici genovesi. A loro si deve il soprannome di “Xeneizes”, che in dialetto genovese significa “i genovesi”, un appellativo che ancora oggi lega indissolubilmente la squadra al suo quartiere d'origine. La Boca, un quartiere povero e vibrante, conserva un legame imprescindibile con la squadra che ne porta il nome.
Nei primi anni di attività, il Boca Juniors attraversò diverse fasi per definire la propria identità visiva. Dopo aver utilizzato per un certo periodo il colore rosa per le maglie, simile a quello della Juventus, i soci fondatori decisero di cambiare i colori sociali. La scelta fu affidata al caso: si decise di adottare i colori della prima nave avvistata entrare nel porto della Boca in un giorno qualunque. Quel giorno, la nave che entrò nel porto batteva bandiera svedese, e così i colori giallo e blu divennero quelli ufficiali del club, un legame che perdura ancora oggi.
La scelta dei colori sociali è un tema ricorrente nella storia dello sport, con molte squadre che hanno adottato i colori di altre per senso di ammirazione o per legami storici. Un esempio è il caso del Barcellona, fondato da Hans Gamper, un dirigente sportivo svizzero naturalizzato spagnolo. Gamper, ispirato dal Basilea, squadra in cui aveva giocato, scelse i colori blaugrana per la nuova squadra catalana quando si trasferì in Spagna nel 1899.
Un altro esempio di come i colori di una squadra possano essere influenzati da altre si ritrova nella storia del calcio serbo. I colori originali del Partizan Belgrado erano il rosso e il blu. Tuttavia, nel 1957, dopo una partita amichevole in Sud America contro la Juventus, il presidente della squadra torinese, Umberto Agnelli, donò ai serbi due set completi di divise della Juventus. Questo gesto segnò un punto di svolta, e il Partizan iniziò a riproporre occasionalmente i colori bianconeri, ispirandosi alla squadra italiana.
Anche in Repubblica Ceca, lo Sparta Praga ha un'immagine riconoscibile nel calcio europeo. Nei suoi primi anni di vita, il club giocò con divise completamente nere e poi adottò brevemente il bianconero. Nel 1906, il presidente dello Sparta tornò da Londra con alcune maglie dell'Arsenal, squadra che aveva seguito con interesse durante il suo soggiorno in Inghilterra, influenzando ulteriormente l'estetica della squadra.
La storia della Juventus stessa è un esempio di evoluzione cromatica. Fondata nel 1897 a Torino, la squadra debuttò nel campionato italiano con maglie rosa e pantaloncini neri. Il rosa, però, non si rivelò un colore pratico per le divise dell'epoca, e così nel 1903 il socio fondatore inglese, Gordon Thomas Savage, si adoperò per cambiarle. La Juventus ha ispirato a sua volta altre squadre, tanto che nel 2011 il Notts County fu invitato all'inaugurazione del nuovo Juventus Stadium di Torino, a testimonianza del legame storico tra le due squadre, dato che il Notts County è la squadra più antica del mondo ad indossare maglie a strisce bianconere.
La scelta dei colori e l'identità visiva sono elementi cruciali per una squadra, ma anche il marketing e l'innovazione possono giocare un ruolo fondamentale. Lo Stade Français, una squadra di rugby londinese, ha rivoluzionato l'immagine del club negli anni Novanta e Duemila sotto la guida dell'editore Max Guazzini. Il rosso venne sostituito dal rosa, e il club propose design originali, includendo illustrazioni floreali e il frequente uso di gigli, simbolo di Parigi ma anche di Firenze, per via delle origini italiane della famiglia di Guazzini.
Il Boca Juniors, con la sua maglia iconica, rappresenta un pezzo di storia del calcio argentino e mondiale, un simbolo di passione, identità e legame con le proprie origini.

The legend behind BOCA JUNIORS' famous colours
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