La UEFA Champions League rappresenta il traguardo più prestigioso per qualsiasi club europeo. Conquistarla significa entrare nella storia del calcio, mentre perdere all’ultimo atto lascia l’amaro in bocca e poco spazio nei ricordi. Nel corso degli anni, numerose squadre italiane sono riuscite ad arrivare all’ultimo atto della competizione. Tra queste, anche l'Inter ha avuto più di una occasione per giocarsi il titolo.
Montecarlo si parte alle 18 con il sorteggio della Champions League 2025/26. Fra le italiane, l'Inter di Cristian Chivu parte in prima fascia, Atalanta e Juve in seconda, il Napoli in quarta. La seconda edizione della Champions con il nuovo format prenderà il via ufficialmente tra il 16 e il 18 settembre, giorni della prima giornata. Il mirino è puntato su una data precisa: quella del 30 maggio prossimo, giorno in cui è in programma la finale alla Puskas Arena di Budapest.
Il calendario, ricordiamo, sarà comunicato entro e non oltre sabato 30 agosto. È finito il sorteggio della fase a campionato della Champions League 2025/26. Prosegue il sorteggio. L'Inter ha pescato: in prima fascia Liverpool e Dortmund; in seconda fascia Arsenal e Atletico Madrid; in terza fascia Slavia Praga e Ajax; in quarta fascia Union e Kairat. Queste tutte le avversarie dei nerazzurri di Cristian Chivu: INTER-Liverpool, Borussia Dortmund-INTER, INTER-Arsenal, Atletico Madrid-INTER, INTER-Slavia Praga, Ajax-INTER, INTER-Kairat, Union-INTER.
Si avvicina il momento del sorteggio, ecco Giorgio Marchetti tra Ibrahimovic e Kakà. È tutto pronto per l'estrazione. Sul palco c'è anche l'ex Milan Ricardo Kakà, in contemporanea con Ibrahimovic. C'è anche Zlatan Ibrahimovic, dirigente del Milan, tra gli ospiti speciali del sorteggio.
Le Finali Europee dell'Inter: Un Bilancio Storico
La storia racconta di 6 vittorie e 5 sconfitte nelle finali dell'Inter in Europa, palcoscenico che comprende gli ultimi atti di Coppa dei Campioni/Champions League e Coppa Uefa/Europa League. A distanza di due anni dall'ultima volta, è in programma la 12° per la squadra di Simone Inzaghi. Un bilancio di tutto rispetto per i nerazzurri, che puntano però a riscattare le più recenti delusioni.
La prima volta non si scorda mai: era il 27 maggio 1964 al Prater Stadion di Vienna, teatro del trionfo della Grande Inter. Una formazione diventata una filastrocca quella del presidente Angelo Moratti e del Mago Herrera, squadra che raggiunse la finale sbarazzandosi di Everton, Monaco, Partizan e Borussia Dortmund. Un anno dopo il primo successo di un’italiana (Milan) nella competizione, la coppa non si allontana da Milano grazie alla festa dei nerazzurri sui Blancos, vincitori delle prime 5 edizioni. È il capolavoro tattico di Herrera, trascinato dalla doppietta di Sandro Mazzola e dal gol di Aurelio Milani. Esattamente un anno più tardi ecco il bis a San Siro, campo inzuppato dalla pioggia nella sfida contro i portoghesi dall’ottima tradizione europea (quarta finale in cinque anni) e dell’asso Eusebio. Campione in carica, Herrera debuttò dagli ottavi eliminando Dinamo Bucarest, Rangers e Liverpool. Fu proprio una conclusione del brasiliano a sorprendere il portiere del Benfica, gol determinante per assegnare la seconda Coppa dei Campioni consecutiva all'Inter nel proprio stadio. Memorabile la maglia della finale, divisa fasciata indossata solo nell’occasione.
Due anni più tardi non riuscì il tris ad Herrera nella finale di Lisbona, appuntamento che metteva in palio la nuova coppa dalle caratteristiche "grandi orecchie". Come si erano qualificati i nerazzurri all’ultimo atto? Un percorso netto dove a farne le spese furono Torpedo Mosca e Vasas prima di Real Madrid e Cska Sofia (quest’ultima eliminata solo dopo lo spareggio). Senza allontanarci dall’era della Coppa dei Campioni, un’altra finale da dimenticare è quella del 31 maggio 1972 a Rotterdam. Sulla panchina nerazzurra c’è Giovanni Invernizzi, allenatore che dai sedicesimi si fa strada eliminando Aek, ‘Gladbach (match ricordato per il lancio della lattina a Boninsegna), Standard Liegi e nuovamente Celtic ai rigori. Olandesi affidati a Kovacs e già campioni in carica, squadra invincibile nel segno di Johan Cruyff: suo il vantaggio dopo l’intervallo sfruttando l’indecisione tra Bordon e Oriali, suo il raddoppio dagli sviluppi di corner.
Dobbiamo attendere 19 anni per ritrovare i nerazzurri in una finalissima europea che, per la prima volta nella storia del club, vale la Coppa Uefa. Un trofeo che si assegna nel doppio incontro (regola d’attualità fino all’edizione 1997/98) e che presenta un epilogo tutto italiano contro i giallorossi di Bianchi. Era l’Inter dei tedeschi e degli intoccabili Zenga, Bergomi e Berti, quest’ultimo a segno nella finale d’andata a San Siro (2-0) dopo il vantaggio su rigore di Matthäus. All’Olimpico è invece Zenga a parare tutto ad eccezione di un tiro Rizzitelli, rete vana a ribaltare l’esito del match. Il bis nella competizione arriva tre anni più tardi, curiosamente al termine di una stagione tormentata. Esonerato Bagnoli a beneficio di Gianpiero Marini, i nerazzurri si salvano per un solo punto in campionato ma si consolano in Europa: merito del rendimento di Dennis Bergkamp, capocannoniere del torneo con 8 gol al netto delle difficoltà in Serie A. Fuori Rapid Bucarest, Apollon Limassol, Norwich e Borussia Dortmund fino al Cagliari in semifinale. L’ultimo atto riserva gli austriaci dell’allora Casino Salisburgo, battuto di misura nella doppia finale: a Vienna decide il gran gol di Berti, due settimane più tardi è invece il sinistro di Jonk a mettere al sicuro il risultato.
Come accaduto in Coppa dei Campioni negli anni ’60, trent’anni più tardi sfuma il tris anche in Coppa Uefa. Era la squadra di Roy Hodgson (dimessosi ai titoli di coda della stagione), gruppo che raggiunse l’ultima finale in doppia gara della competizione sbarazzandosi di Guingamp, Grazer, Boavista, Anderlecht e Monaco. Di fronte c’è lo Schalke di Huub Stevens, vittorioso 1-0 in Germania grazie a Wilmots. Poco male per i nerazzurri che, solo dodici mesi più tardi, s’iscrivono alla quarta finale in sette anni di Coppa Uefa: gara unica a Parigi e derby italiano contro i biancocelesti di Eriksson. L’Inter si era fatta strada ai danni di Neuchatel Xamax, Lione, Strasburgo e Schalke (vendetta dopo i supplementari) fino allo Spartak Mosca, poi la serata da sogno contro la Lazio. Privo dell’infortunato Bergomi, Simoni applaude il vantaggio di Zamorano e gongola sulla botta di Zanetti e la magia del Fenomeno.
A distanza di 12 anni dal titolo in Coppa Uefa e 45 anni dopo l’ultima Coppa dei Campioni in bacheca, i nerazzurri tornano sul tetto d'Europa al termine di una stagione incredibile. È quella del Triplete, trionfo totale con José Mourinho dallo scudetto alla Coppa Italia fino alla Champions League. L’Inter chiude il girone alle spalle del Barcellona e inizia una scalata entusiasmante: eliminate Chelsea e Cska Mosca, fuori anche il Barça fino all’ultimo scatto contro il Bayern Monaco.
Serve un decennio per ritrovare i nerazzurri in finale e la stagione è quella segnata dal Covid. Un tour de force estivo che vede l'Inter in grande forma. E convincente è anche l'avvio dell'ultimo atto, al RheinEnergieStadion di Colonia, con il rigore di Lukaku a sbloccare l'incontro. Il Siviglia, esperta del torneo, la riesce a ribaltare con la doppietta di De Jong e Godin fissa il 2-2 prima dell'intervallo. A un quarto d'ora dal termine è una sfortunata deviazione di Lukaku a condannare i nerazzurri sulla rovesciata di Diego Carlos. L'ultima finale in archivio è quella di due anni fa. 90 minuti di grandi rimpianti contro i ragazzi di Guardiola, che la spuntano di misura. Dal piede destro di Rodri, circa alla metà della ripresa, arriva il tiro vincente che rompe l'equilibrio all'Ataturk e porta la coppa nelle mani dei Citizens. Ma l'Inter paga a caro prezzo gli errori sotto misura di Lukaku e qualche altra situazione sfortunata.

Avversarie Storiche in Champions League
Il sorteggio della UEFA Champions League 2019/2020 ha regalato all'Inter il Gruppo F con Barcellona, Borussia Dortmund e Slavia Praga. Il Barcellona allenato da Ernesto Valverde è qualificata alla Champions League in quanto vincitrice della Liga 2018/2019. La squadra di Leo Messi ha accolto in questo mercato Frankie De Jong, Antoine Griezmann, Neto e Junior Firpo. Sono 12 i precedenti tra Inter e Barcellona, con due, appunto, nell'ultima stagione di Champions (2-0 a Barcellona, 1-1 a San Siro). Il bilancio dei confronti vede l'Inter con 2 vittorie, quattro i pareggi e 6 i successi dei catalani. L'ultima vittoria dei nerazzurri risale alla semifinale di andata della Champions League 2009/2010, con il successo per 3-1 a San Siro con le reti di Sneijder, Maicon e Milito. Il Barcellona ha conquistato, nella sua storia, 5 Coppe dei Campioni/Champions League.
Statistiche contro il Barcellona:
- Nelle otto gare disputate contro il Barcellona in competizioni UEFA, l'Inter è rimasta imbattuta in tutte le quattro gare interne (1V, 3N), tenendo la porta inviolata in due di queste.
- Il Barcellona (quattro) è, assieme al Real Madrid, una delle due squadre ad aver vinto la Champions League più di una volta dal 2006.
- Il Barcellona ha raggiunto la finale di Champions League soltanto una volta (2015) nelle ultime otto stagioni, venendo eliminata quattro volte nei quarti di finale e in tre occasioni nelle semifinali nel parziale.
- Il Barcellona ha superato la fase a gironi in ciascuna delle ultime 17 partecipazioni alla Champions League; l'ultima volta che non ci è riuscita risale al 2000-01 sotto la gestione di Llorenzo Serra Ferrer.
- Lionel Messi, è stato il miglior marcatore (12 gol) della scorsa Champions League per la sesta volta: una in meno di Cristiano Ronaldo (sette).
L'Inter sfiderà il Borussia Dortmund, che nella passata stagione ha conteso il titolo di Germania al Bayern Monaco fino all'ultima giornata, arrivando poi al secondo posto. La squadra allenata da Lucien Favre nel mercato estivo ha riaccolto Mats Hummels, oltre ad aver acquistato Thorgan Hazard, Nico Schulz, Julian Brandt e Paco Alcacer. Un'estate particolarmente felice per i tedeschi, che hanno battuto il Bayern Monaco nella Supercoppa di Germania. Per quanto riguarda i precedenti, Inter e Borussia Dortmund si sono affrontate in quattro occasioni. I primi due match risalgono alla stagione di Coppa dei Campioni 1963/64, in semifinale. All'andata, a Dortmund, 2-2 con le reti di Mazzola e Corso; nel ritorno a Milano 2-0 nerazzurro con Mazzola e Jair. Gli altri due confronti sono quelli dei quarti di finale della Coppa Uefa 1993/94. A Dortmund la vittoria dell'Inter per 3-1 grazie a Jonk (2) e Shalimov. Al ritorno, l'indolore sconfitta per 2-1, con la rete di Manicone.
Lo Slavia Praga è campione della Repubblica Ceca in carica. Un titolo che è valso la qualificazione al Playoff di Champions League, nel quale la squadra ceca ha eliminato il Cluj, vincendo sia all'andata che al ritorno per 1-0. Il club allenato da Jindřich Trpišovský nell'estate si è rafforzato con gli innesti di Stanciu, Holes e Hovorka. Sarà la prima sfida in competizioni UEFA tra Inter e Slavia Praga. C'è un unico doppio precedente tra Inter e Slavia Praga e risale alla Coppa dell'Europa Centrale 1938: una vittoria a testa per Ambrosiana Inter (3-1) e Slavia Praga (9-0).
Statistiche dello Slavia Praga:
- Seconda partecipazione dello Slavia Praga in Champions League e la prima dal 2007-08. Il club ceco si è qualificator dopo aver sconfitto il CFR Cluj nei playoff di qualificazione.
- Lo Slavia Praga è soltanto una delle tre società della Repubblica Ceca ad aver giocato finora in Champions League dal 1992.
Un deja vù. Tre quarti del Gruppo dell'Inter nella Champions League 2021/2022 che partirà a settembre è composto dalle stesse squadre della passata stagione. I nerazzurri, in prima fascia, hanno pescato il Real Madrid di Carlo Ancelotti e lo Shakhtar Donetsk di Roberto De Zerbi. Sarà un girone con tre tecnici italiani. La quarta squadra del gruppo è lo Sheriff Tiraspol, club moldavo alla prima partecipazione assoluta nella competizione, arrivato ai gironi dopo aver eliminato la Dinamo Zagabria agli spareggi.

Real Madrid
Un Real Madrid differente da quello affrontato nella passata stagione. Sulla panchina non c'è più Zinedine Zidane, al suo posto il ritorno di Carlo Ancelotti. Hanno lasciato la squadra spagnola il capitano Sergio Ramos (ora al PSG) e Raphael Varane (passato al Manchester United). Veste da quest'anno la maglia bianca delle merengues Alaba, mentre ha fatto ritorno a Madrid Gareth Bale. Nelle prime due giornate della Liga il Real ha battuto 4-1 l'Alaves e ha pareggiato per 3-3 con il Levante. Sono tanti i precedenti in Europa tra Inter e Real Madrid. E gli ultimi due, appunto, risalgono alla passata stagione. Due partite sfortunate per l'Inter. Il 3 novembre il 3-2 a Valdebebas: doppio vantaggio del Real con Benzema e Ramos, poi le due reti di Lautaro e Perisic, prima del sigillo di Rodrygo. A San Siro vittoria degli spagnoli per 2-0: rigore di Hazard e ancora Rodrygo.
Sono ben 17 le sfide tra Inter e Real Madrid: il primo capitolo è stato quello della finale di Coppa dei Campioni del 1964, 27 maggio: al Prater di Vienna 3-1 nerazzurro con gol di Mazzola, Milani, Felo Bautista e ancora Mazzola. Nei 17 precedenti sono 11 i confronti in Coppa dei Campioni/Champions League, oltre ai doppi incroci degli anni '80 in Coppa Uefa, con le rimonte dei 'Blancos' nei match di ritorno delle semifinali (1985 e 1986). In totale il bilancio vede 7 vittorie dell'Inter, 2 pareggi e 8 successi del Real Madrid (Inter 21 gol fatti e 25 subiti). L'Inter tornerà a giocare al Bernabeu: l'ultima volta nello stadio di Madrid risale alla finale di Champions League del 2010.
Shakhtar Donetsk
Anche lo Shakhtar ha cambiato guida tecnica rispetto alla passata stagione. Al posto di Luis Castro siede sulla panchina ucraina Roberto De Zerbi, dopo la sua esperienza al Sassuolo. Dopo le prime cinque giornate di campionato lo Shakhtar è al secondo posto con 12 punti, a una lunghezza dalla Dinamo Kiev. La squadra di De Zerbi ha centrato l'accesso ai gironi di Champions League dopo un rocambolesco doppio confronto con il Monaco negli spareggi: dopo la vittoria dell'andata per 1-0, l'1-2 del ritorno ha portato il match ai supplementari, dove l'autorete di aguilar al 114' ha qualificato gli ucraini. Almeno tre gli acquisti importanti per lo Shakhtar in questa stagione: Marlon (dal Sassuolo), Pedrinha (dal Benfica) e Traoré (dall'Ajax). Doppio confronto nella passata stagione, con due pareggi per l'Inter. Un doppio 0-0 che ha condannato i nerazzurri all'eliminazione. Prima della doppia sfida nel girone dell'anno scorso, l'Inter aveva affrontato lo Shakhtar altre tre volte. Nel 2020 in semifinale di Europa League, con il larghissimo successo nerazzurro per 5-0. Prima il doppio confronto nel terzo turno preliminare di Champions League del 2005. Vittoria per l'Inter per 2-0 in terra ucraina e pareggio per 1-1 a San Siro con qualificazione dei nerazzurri.
Sheriff Tiraspol
Una prima assoluta. Per lo Sheriff, ma anche per l'Inter, che per la prima volta nella sua storia affronterà una squadra della Moldova. E di fatto la presenza della squadra moldova in Champions League è una novità. Tiraspol è la capitale della Transnistria, una Repubblica autoproclamatasi indipendente nel 1990. La squadra di calcio è stata fondata nel 1997 e da quell'anno ha conquistato 19 campionati moldavi. Gioca le partite casalinghe allo Stadio Sheriff di Tiraspol, un impianto da 14.300 spettatori. Diverse le avventure nelle fasi preliminari della Champions League, con due partecipazioni alla fase a gironi di Europa League (2009/2010 e 2010/2011). Attualmente la squadra ha disputato solo 3 delle 7 giornate del campionato in corso per disputare gli spareggi di Champions League: da luglio i moldavi hanno eliminato Teuta, Alashkert, Stella Rossa e Dinamo Zagabria (3-0, 0-0). L'allenatore è l'ucraino Jurij Vernydub, nella rosa ci sono calciatori provenienti da 14 paesi nel mondo.
L'Inter è in Finale - Il Cammino dell'Inter verso la Finale di Champions League - Road to Final 2023
Quella in programma il 31 maggio 2025 è stata la settima finale giocata dall'Inter tra Coppa dei Campioni e Champions League. Il bilancio è di poco negativo: tre vittorie, quattro sconfitte. Come anticipato, delle 7 finali giocate dall'Interin Champions League, tre si sono concluse con la vittoria dei nerazzurri, quattro con la sconfitta. La percentuale di è dunque leggermente negativa. Dai trionfi di Herrera alla notte di Madrid, passando per lo scivolone contro il Celtic nel 1967, alla doppietta di Cruijff cinque anno dopo.
Nel cuore degli anni della Grande Inter di Herrera, al Prater di Vienna i nerazzurri già campioni d'Italia sfidano il Real Madrid delle leggende. Ma per Di Stefano e Puskas non è serata. La sblocca Mazzola al 43', Milani raddoppia nella ripresa, Felo accorcia al 70'. La terza rete è quella decisiva: ci pensa ancora Mazzola, che approfitta di un errore di Santamaria. 27 maggio 1964, una data che diventerà storica perché rappresenta il giorno in cui per l'Inter arriva il primo trionfo in Coppa Campioni. L'anno dopo a San Siro arriva il Benfica, impegnato nella quarta finale in cinque anni. Ma agli uomini di Herrera basta una rete di Jair prima dell'intervallo. Gli avversari lottano, anche in dieci uomini. Sarti para tutto e consegna la seconda Coppa Campioni consecutiva all'Inter. I nerazzurri tornano grandi nel 2010. L'anno del Triplete con Mourinho alla guida e Milito in grande spolvero. Capitan Zanetti alza il trofeo tra le lacrime: i nerazzurri tornano a vincere la Champions dopo 45 anni di digiuno.
La prima finale persa è quella del 1967 contro il Celtic. Il solito Mazzola realizza l'1-0 su rigore, nel secondo tempo Gemmel e Chalmers ribaltano il risultato. Risultato finale: 2-1. Si chiude il ciclo della Grande Inter. Cinque anni dopo, la formazione di Invernizzi arriva alla finalissima di Rotterdam dopo aver battuto il Celtic ai calci di rigore. Di fronte c'è l'Ajax di Cruijff, ed è proprio il fuoriclasse olandese a essere decisivo: un gol annullato per fallo di mano ma altri due realizzati. Passa la squadra di Kovacs, è il secondo KO di fila in finale. Arriviamo quindi al 2023, quando in finale passa il Manchester City, che vince la sua prima Champions. Rodri porta in vantaggio i Citizens al 68', Dimarco colpisce la traversa. Il pareggio sfugge, arriva la sconfitta. Infine, la maledetta finale del 2025, la peggior sconfitta in una finale di sempre nella storia della competizione: un 5-0 incassato da un club che, nuovamente, non aveva mai vinto questa coppa. Un finale di stagione amaro, che fino a quel momento aveva visto l'Inter essere quasi indomabile.

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