La partita tra Atalanta e Fiorentina, specialmente in contesti di Coppa Italia e campionato, è spesso caratterizzata da emozioni intense e dinamiche di gioco complesse. Le analisi post-partita rivelano spesso come gli episodi, inclusi gli autogol, giochino un ruolo cruciale nell'esito degli incontri, ma anche come le scelte tattiche e l'approccio generale delle squadre possano determinare la loro vulnerabilità.
La Fiorentina di Vincenzo Italiano, nonostante la delusione e l'amarezza per alcune sconfitte, dimostra una coerenza nel suo stile di gioco che, a volte, la porta a perdere in modi inaspettati. L'allenatore si è trovato spesso a commentare partite in cui la squadra non ha demeritato, ma è stata penalizzata da episodi o da decisioni tattiche. L'inferiorità numerica, come accaduto contro l'Atalanta, ha costretto la squadra a "difendere con un blocco basso", un approccio che, pur necessario, rende la gestione della partita più complessa.
Un esempio emblematico di come la Fiorentina possa perdere è emerso nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l'Atalanta. Nonostante l'uomo in meno per l'espulsione di Milenkovic, la squadra stava riuscendo a portare la partita ai supplementari con un risultato di 2-1, grazie a un gol di Martinez Quarta. Questo gol, nato da un cross su punizione di Biraghi, sembrava un raro regalo della fortuna. Tuttavia, l'analisi della fase difensiva della Fiorentina rivela spesso delle criticità, anche in situazioni di parità numerica.
Nel primo gol subito dall'Atalanta, la palla di Scamacca rimbalza sul ginocchio di Mandragora, ma il presupposto tattico è stato la perdita palla della Fiorentina a centrocampo e una reazione difensiva aggressiva anziché un ripiegamento ordinato. Milenkovic era uscito su Scamacca, Ranieri era lontano da De Ketelaere, e l'inserimento di Koopmeiners è partito troppo tardi per essere assorbito.

La "difesa a zig-zag" della Viola è stata osservata anche in altre occasioni. Al 24esimo del primo tempo, Koopmeiners ha avuto spazio per ricevere e portare palla al limite dell'area, trovando poi Koopmeiners in area con un semplice passaggio. Milenkovic lo ha lasciato condurre, mentre De Ketelaere ha trovato Koopmeiners nello spazio tra Mandragora e Biraghi.
Al 35esimo, De Ketelaere è partito in transizione da metà campo, con Ranieri troppo alto e non abbastanza aggressivo da impedirgli di appoggiarsi su Scamacca. Al 40esimo, Ederson e Ruggeri sono arrivati in area per raccogliere un cross, con Ruggeri che si è mosso alle spalle di Dodo, il quale non lo ha visto, permettendogli di controllare e calciare.
L'espulsione di Milenkovic, sebbene abbia portato la Fiorentina a compattarsi, non ha eliminato del tutto i rischi. All'85esimo, la squadra ha rischiato una transizione con Scamacca da solo contro Terracciano, su lancio del portiere e colpo di testa di Ederson. La difesa era alta e disordinata, sorpresa da una rimessa dal fondo a proprio favore.
La situazione del gol del 3-1 è stata particolarmente emblematica. La Fiorentina, in fase di possesso alto nella trequarti dell'Atalanta, ha interpretato un fallo laterale come un calcio d'angolo. Sette giocatori viola si sono trovati a ridosso dell'area avversaria, lasciando soli Ranieri e Duncan in protezione. La rimessa di Kayode è stata lunga per Ikoné e corta per gli altri. Hien ha respinto, la palla è arrivata a Lookman, Scamacca è venuto incontro senza essere seguito da Duncan, e la Fiorentina si è trovata in una situazione di due contro tre.

Ranieri ha interrotto la sua corsa per provare a intercettare il passaggio di Scamacca per Lookman, ma lo ha solo sbucciato. Comuzzo è arrivato in ritardo, e Lookman ha calciato in diagonale, convalidato dal VAR nonostante un fuorigioco segnalato inizialmente.
Questa azione è stata definita "suicida" per diverse ragioni: la Fiorentina ha lasciato soli due uomini in protezione su un fallo laterale, con l'uomo in meno e a un minuto dalla fine dei tempi regolamentari. I difensori viola sono apparsi aggressivi in avanti ma impalpabili quando gli avversari si avvicinavano all'area di rigore.
L'analisi degli autogol in Serie A rivela come la distinzione tra un gol e un autogol possa dipendere da sottili interpretazioni. Nel caso di Atalanta-Fiorentina del 3 marzo 2019, il gol dell'1-1 è stato inizialmente attribuito a Ilicic, ma la Lega di Serie A ha poi stabilito che si trattasse di un autogol di Biraghi, poiché la conclusione di Ilicic era diretta in porta. La regola generale premia l'azione dell'attaccante se la sua giocata sarebbe potuta finire in rete anche senza la deviazione.

Un altro episodio significativo è accaduto nella partita del 4 marzo 2018, dove il gol di Chiesa contro l'Atalanta è stato inizialmente attribuito all'attaccante, ma poi è stato classificato come autogol di Palomino, la cui deviazione è stata ritenuta volontaria. Questo evidenzia come, in situazioni di pressione e azioni concitate, la linea tra l'intervento difensivo e la deviazione involontaria possa essere sottile.
Atalanta: il gioco di Gasperini - Analisi tattica
La Fiorentina, sotto la guida di Italiano, condivide con l'Atalanta di Gasperini molti principi di gioco, specialmente nella fase di non possesso, con marcature ad uomo intense. Tuttavia, la capacità di gestire i momenti chiave della partita, specialmente in inferiorità numerica o in situazioni di vantaggio, rimane un aspetto su cui la squadra viola deve lavorare per evitare di perdere punti in circostanze simili a quelle analizzate.
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