Il calciomercato non riguarda più solo i giocatori ma anche gli arbitri: Mark Clattenburg, uno dei migliori fischietti al mondo, saluta la Premier League e vola in Arabia Saudita dove lo attende una nuova avventura.
La Federcalcio saudita si assicura così il 41enne direttore di gara che ha arbitrato la finale di Champions e quella degli Europei del 2016. Lo ha comunicato l'associazione degli arbitri inglesi.
Che il calcio europeo debba fare i conti con le irrinunciabili offerte provenienti dall'Oriente è oramai appurato. Ma l'interesse dei nuovi ricchi del pallone non si posa solamente sui calciatori. In Arabia Saudita, ad esempio, hanno messo gli occhi sul miglior arbitro in circolazione che dice così addio alla Premier League.
È stata l'associazione degli arbitri inglesi a comunicare l'addio di Clattenburg al calcio britannico: "Auguriamo a Clattenburg tutto il meglio mentre prepara il suo passaggio alla Federcalcio saudita. Mark è un arbitro di grande talento ed è stato una grande risorsa per il calcio inglese e ci auguriamo sia fonte di ispirazione per coloro che vogliono iniziare la loro avventura come arbitri. Comprendiamo il fatto che questa per lui rappresenti un'opportunità estremamente interessante".
Come per i calciatori, così per i fischietti: le tentazioni e i richiami dell'Oriente rappresentano qualcosa a cui è difficile rinunciare.
La carriera di Mark Clattenburg
Dopo il classico iter nelle serie minori inglesi, nel 2004 approda in Premier League. In totale ha diretto oltre 200 partite nella massima serie del campionato inglese, risultando spesso tra i migliori arbitri.
Nominato arbitro internazionale il 1º gennaio del 2006, ha fatto il suo esordio in una gara tra nazionali maggiori nel novembre del 2006, dirigendo un'amichevole tra Australia e Ghana. A partire dall'edizione 2007-08 della coppa UEFA, comincia ad essere designato con una certa frequenza in questa competizione. Riceve per la prima volta un sedicesimo di finale proprio nel febbraio del 2008.
Nell'agosto del 2008 viene però sospeso temporaneamente dalla federazione inglese (e di conseguenza anche dalle liste UEFA e FIFA) per una questione di presunti debiti della società elettrica da lui posseduta.
Nel novembre del 2010 ha fatto il suo esordio nella fase a gironi della UEFA Champions League, dirigendo un match tra Auxerre ed Ajax. Nell'estate 2011 è convocato in vista del Campionato mondiale di calcio Under-20 in programma in Colombia. Nel marzo del 2012 debutta nella fase ad eliminazione diretta della Champions League, dirigendo un ottavo di finale di ritorno tra gli spagnoli del Real Madrid e i russi del CSKA Mosca.
Il 28 ottobre 2012, al termine del match di Premier League Chelsea-Manchester United da lui diretto, conclusosi col punteggio di 2-3, i padroni di casa inoltrano una denuncia ufficiale alla FA, lamentando presunti insulti razzisti, rivolti dal fischietto inglese a due giocatori dei Blues: Juan Manuel Mata e Mikel John Obi. L'indagine aperta non trova elementi che riscontrino la tesi dei calciatori e l'arbitro viene prosciolto dall'accusa per mancanza di prove.
Tra il dicembre 2013 e il gennaio 2014 il suo nome finisce ancora una volta in discussione, per presunti insulti rivolti ad un calciatore. In questo caso, a inoltrare un reclamo ufficiale alla FA è il Southampton, a seguito di una partita di Premier League contro l'Everton, disputatasi il 29 dicembre 2013. Clattenburg viene accusato di aver insultato il calciatore Adam Lallana, a seguito di sue proteste per presunti rigori non dati durante la partita. Tuttavia anche in questo caso le successive indagini non trovano alcun riscontro, e quindi il fischietto inglese viene nuovamente prosciolto da ogni accusa, e dichiarato innocente dalla FA.
Nel gennaio 2014 non rientra nel novero degli arbitri selezionati per Brasile 2014, venendo così eliminato al taglio finale. Il 1º maggio 2014 dirige la semifinale di ritorno della UEFA Europa League fra Juventus e Benfica. Nel novembre 2015 viene designato dalla commissione arbitrale UEFA per dirigere l'andata del play off di qualificazione ad Euro 2016 tra la Norvegia e l'Ungheria. Nell'aprile 2016 riceve per la prima volta la designazione per una semifinale (di andata) di UEFA Champions League, nell'occasione la sfida tra gli spagnoli dell'Atlético Madrid e i tedeschi del Bayern Monaco.
Agli Europei di Francia, il 13 giugno 2016 arbitra Belgio-Italia. Dirige poi una seconda volta nella fase a gironi, nella fattispecie la gara tra Croazia e Repubblica Ceca. In seguito, il 25 giugno arbitra l'ottavo di finale tra Svizzera e Polonia, vinto dai polacchi dopo i calci di rigore.
Nel febbraio 2017 lascia il ruolo di arbitro in Premier League per diventare il nuovo direttore degli arbitri dell'Arabia Saudita. Pur essendo comunque ancora eleggibile dalla FIFA per le competizioni internazionali, il 29 marzo 2018 decide di rifiutare la convocazione a Russia 2018.

Le ragioni del trasferimento e le sfide
Mark Clattenburg, ex fischietto di Premier League e delle maggiori competizioni calcistiche a livello mondiale, ha ammesso di aver spesso affogato lo stress derivante dalla sua attività nell’alcol: “È stato un sollievo allontanarsi dalla Premier League - ha spiegato il 43enne di Consett, oggi arbitro in Arabia Saudita - Le pressioni all’interno del proprio paese sono spesso più difficili da gestire di quelle in ambito internazionale. L’attività di arbitro può arrivare a influenzare anche la tua famiglia, ogni cosa che si scrive sui media ha conseguenze su chi ti conosce. Per gestire la pressione successiva ai match di Premier League bevevo molta birra: se la partita andava male, tornavo a casa e aprivo il frigo.
Clattenburg crede che molti alti arbitri si trasferiranno all’estero nel prossimo futuro: “In Premier League le persone ti criticano costantemente, questo è stato uno dei motivi per cui ho deciso di trasferirmi in Arabia Saudita. Quando prendi una decisione sbagliata, a causa della pressione l’idea non abbandona mai la tua testa anche dopo molte ore”.
E poi un’accusa a giocatori e allenatori: “Non escono mai dagli spogliatoi per scusarsi con te, oppure per ammettere di aver sbagliato a comportarsi in un certo modo. Il campionato inglese non mi manca per niente”.
L’arbitro inglese ha anche ricordato uno degli episodi più spiacevoli della sua carriera: “Il peggiore è stato quanto, dopo Manchester United-Chelsea, sono stato accusato di aver rivolto insulti razzisti a Jon Obi Mikel.
In Premier League gli arbitri e i dirigenti arbitrali sono reduci da un weekend a dir poco complicato: il Tottenham ha battuto il Liverpool per 2-1, ma nella stessa gara i Reds si sono visti annullare un gol di Luis Díaz che invece era da convalidare. La Federazione si è scusata ufficialmente con i Reds ammettendo il «chiaro ed evidente errore umano» che ha portato alla segnalazione sbagliata non solo degli arbitri in campo, ma anche - e soprattutto - alla mancata correazione da parte del Var. Il punto, però, è che questo errore - per quanto grave, soprattutto ai tempi della tecnologia applicata al calcio - è solo un sintomo di una crisi molto più profonda. Di una crisi di sistema.
Inficiata anche da contingenze esterne, cioè da situazioni che vanno oltre l’Inghilterra: Darren England, l’assistente Var in servizio durante Tottenham-Liverpool, era infatti reduce da una partita da assistente Var negli Emirati Arabi Uniti. E lo stesso discorso vale anche per il suo AVar durante la gara a New White Hart Lane, vale a dire Dan Cook. In questo caso, dunque, si può dire che il mancato intervento del Var sia un errore viziato, se non addirittura causato, dalla stanchezza di chi doveva supportare l’arbitro al monitor.
E il vero problema è che il PGMOL (acronimo di Premier League Match Officials Limited), guidato dall’ex arbitro Howard Webb, sembra voler addirittura favorire questo “scambio di competenze” con altri Paesi. Ovviamente è tutta una questione di soldi. Nel senso: gli arbitri (ma anche gli assistenti Var) inglesi vengono “comprati” come freelance dai dirigenti della Saudi Pro League e dell’UAE Pro League. Nell’ultima giornata, oltre ai già citati England e Cook, anche Michael Oliver è volato negli Emirati per dirigere la partita tra Sharjah e Al-Ain. Secondo Webb, come riporta The Athletic in questo articolo, le gare dirette all’estero «permettono agli arbitri britannici di acquisire esperienze e maggiori competenze». Insomma, in pratica Webb sostiene gli arbitri in queste loro trasferte in Paesi lontani (e ricchi). Di certo non li scoraggia.
In realtà l’emigrazione degli arbitri britannici non è un fenomeno nato soltanto oggi: Mark Clattenburg, lo ricorderete sicuramente, ha diretto la finale degli Europei 2016 e due anni dopo è diventato direttore degli arbitri in Arabia Saudita.
Proprio Clattenburg, intervistato qualche giorno da dal Times in merito alla sua esperienza, ha spiegato che «se gli arbitri si trasferiscono definitivamente nei Paesi Arabi, rischiano di non poter essere designati per le gare di Champions League o di Coppa del Mondo. Questo, però, non fermerà i dirigenti: non si fidano degli arbitri locali, perciò si rivolgono all’estero, anche per delle singole partite». E lo fanno offrendo delle cifre decisamente più elevate rispetto a quelle che si guadagnano in Premier League: secondo la ricostruzione di Goal, Micheal Oliver ha incassato circa 3mila sterline per dirigere una gara dell’Al-Hilal giocata lo scorso aprile, un compenso doppio rispetto a quanto garantito per un match del massimo campionato inglese. E non è tutto: Oliver avrebbe volato in business class per e da Riyad, e ovviamente il viaggio sarebbe stato a carico dell’organismo arbitrale dell’Arabia Saudita.

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Il 43enne, oggi fischietto in Arabia Saudita, ha ammesso di aver abusato di sostanze alcoliche per combattere l'eccessivo stress legato all'attività di arbitraggio nel campionato inglese: "Se la partita andava male, tornavo a casa e bevevo molta birra.
Mark Clattenburg, ex arbitro inglese trasferitosi nel 2017 in Arabia Saudita per diventare il capo dei fischietti del Paese, è stato costretto a fuggire dall'Egitto dopo aver ricevuto minacce da parte dei sostenitori dello Zamalek. Mortada Mansour, presidente del club, infatti, aveva fortemente criticato l'operato del 47enne affermando, erroneamente, che Clattenburg avrebbe lasciato la moglie per intraprendere una relazione omosessuale.
Aveva deciso che per le partite più importanti ci fosse la necessità di chiamare arbitri stranieri ma aveva incontrato difficoltà nel convicere quest'ultimi a recarsi in Arabia Saudita.
Lasciato il ruolo di arbitro della Premier League nel febbraio 2017, era comunque ancora eleggibile dalla FIFA per le competizioni internazionali, pertanto il 29 marzo 2018 decide di rifiutare la convocazione per i Mondiali di Russia 2018.

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