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La stagione attuale del Milan evoca un incubo già vissuto, quello del 2015-16, culminato con la mancata qualificazione alle coppe europee. Questa volta, la sconfitta contro la Roma ha sancito ufficialmente l'esclusione del club dalle competizioni europee per la stagione 2019-2020, a causa di violazioni del fair play finanziario nei periodi di monitoraggio 2015-18 e 2016-18.

La strada che ha portato a questa decisione è stata lunga e tortuosa, segnata da gestioni societarie travagliate e scelte tecniche discutibili. Già nel dicembre precedente, il Milan aveva visto respingere il suo "voluntary agreement" dalla UEFA, a causa delle incertezze sul rifinanziamento del debito con Elliott e sui dubbi riguardo alle garanzie finanziarie fornite dall'allora azionista principale, Yonghong Li.

Le Violazioni del Fair Play Finanziario e la Decisione del TAS

Il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) ha ratificato un accordo tra il club rossonero e la UEFA, ponendo fine al procedimento. La nuova sanzione emessa dal TAS è l'esclusione dell'AC Milan dalle competizioni europee per la stagione 2019-20. Questo accade perché il club non ha rispettato le regole del "break even" durante i periodi 2015-2016-2017 e 2016-2017-2018. La decisione del TAS annulla precedenti sentenze della Camera Giudicante e della Camera Investigativa, sostituendole con questa esclusione.

L'esclusione ha ripercussioni significative anche per le altre squadre italiane. La Roma, che si era qualificata per la fase a gironi di Europa League con il quinto posto in campionato, passa direttamente ai gironi. Il Torino, giunto settimo, dovrà invece sostenere i turni preliminari.

Schema del Fair Play Finanziario UEFA

Un Paragone con Stagioni Precedenti Fallimentari

La stagione 2015-16 fu caratterizzata da due cambi di allenatore in corsa (Mihajlovic-Brocchi), una finale di Coppa Italia persa contro la Juventus, oltre cento milioni spesi sul mercato e la mancata qualificazione alle coppe europee. Quel Milan chiuse al settimo posto, lasciando spazio al Sassuolo per la sua prima qualificazione europea.

Anche la stagione 1996-97, da campioni d'Italia in carica, vide il Milan terminare undicesimo in Serie A, fuori da ogni competizione europea, sotto la guida prima di Tabarez e poi del "Sacchi-bis". L'anno successivo, con Fabio Capello, il Milan chiuse al decimo posto, perdendo anche la finale di Coppa Italia contro la Lazio.

Grafico storico delle partecipazioni del Milan alle coppe europee

La Storia di Ripartenze e Rivoluzioni Societarie

Dopo la stagione fallimentare del 2015-16, il Milan ripartì l'anno seguente con un nuovo proprietario, un nuovo allenatore (Montella) e spese contenute. Montella riuscì a conquistare la Supercoppa italiana e a portare la squadra al sesto posto, qualificandosi per l'Europa League battendo proprio il Bologna.

La stagione 2018-19 fu segnata da continui cambiamenti societari. Il fondo americano Elliott subentrò, con Leonardo e Paolo Maldini che assunsero ruoli chiave. Nonostante investimenti sul mercato per oltre 150 milioni, la stagione successiva (2019-20) fu travagliata, con cambi di allenatore e l'arrivo di Ibrahimovic e Kjaer a risollevare le sorti della squadra.

Il Milan nelle coppe europee

Il Milan si era qualificato per la fase a gironi dell'Europa League con il quinto posto in campionato, ma la sentenza del TAS ha posto fine a questa possibilità, segnando un altro capitolo negativo nella storia recente del club.

Stemma AC Milan

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