La storia del tifo organizzato della Sampdoria affonda le sue radici nel lontano 1968/69, anno di nascita del primo gruppo denominato “Ultras Sant’Alberto”. Questo gruppo pionieristico ha gettato le basi per quello che sarebbe diventato un movimento di tifosi tra i più longevi e influenti d’Italia.
Il termine "ultras" stesso è oggetto di dibattito tra diverse tifoserie, ma i supporter blucerchiati rivendicano con orgoglio la paternità, supportati da testimonianze come la trasmissione televisiva “Commando ultrà curva sud” e dal libro “Ragazzi di stadio”. Quest'ultimo, infatti, attesta che i granata assunsero la denominazione ultras solo dopo gli incidenti di Torino-Vicenza del ’71, diversi anni dopo la nascita del gruppo sampdoriano.
Agli albori, il gruppo era composto da circa un centinaio di ragazzi, armati solo di tamburi e bandiere, senza ancora l'uso delle torce. Le trasferte venivano affrontate in pullman, con qualche scazzottata "sana" che rendeva l'esperienza più spensierata e divertente rispetto ad oggi. L'obiettivo primario era portare la presenza della Sampdoria anche nelle città più lontane, nonostante le difficoltà logistiche di un'epoca in cui tutto era artigianale: i tamburi venivano suonati con pezzi di legno, a differenza delle moderne bacchette.

Oggi, l'attività del gruppo è interamente dedicata alla Sampdoria, che viene prima di ogni altra cosa. All'interno del gruppo, tutti hanno la stessa importanza, indipendentemente dall'anzianità di militanza. Ciò che conta è l'impegno comune per lo stesso scopo, come dimostra la partecipazione attiva nell'affiggere striscioni fin dalle prime ore del mattino.
Il direttivo è composto da dodici persone, di cui quattro sono donne. Dopo aver avuto una sede in Sampierdarena, il gruppo si è spostato in una location più centrale e attualmente si riunisce nel bar di un amico. Periodicamente, vengono organizzate assemblee aperte a tutti in sale di Sampierdarena o in un teatrino sopra Largo Zecca, con l'obiettivo di condividere le iniziative per il tifo domenicale e trascorrere momenti di allegria.
Dalla Gradinata Sud sono emersi diversi sottogruppi storici come gli Hell’s Angels, i Gunners e, più recentemente, i Bulldog. Questi gruppi hanno sempre fatto parte degli Ultras, con i loro striscioni a fungere da "sottotitolo" senza mai entrare in competizione con il gruppo principale.
Genova vanta anche il primato di essere stata la prima città in Italia ad ospitare un gruppo femminile, le Ultras Girls. Un altro elemento distintivo è l'invenzione del bandierone, la cui idea è stata poi copiata da molte altre tifoserie, inclusi i rivali cittadini. Il primo bandierone blucerchiato apparve nel 1982, diventando subito un'icona in tutta Italia. Successivamente, il bandierone bianco con la scritta “sei grande - ultras” conquistò anche l'estero, come dimostrato dalla sua presenza al mundial di Spagna, dove i brasiliani sfoggiavano un bandierone giallo-verde.

Sebbene ci sia stato un precedente tentativo da parte dei tifosi fiorentini con una grande bandiera viola, le dimensioni e l'impatto visivo del primo bandierone blucerchiato furono innegabilmente superiori.
Gli Ultras Tito Cucchiaroni operano come gruppo autonomo, non aderendo alla Federazione Clubs Blucerchiati, sebbene questa ultima talvolta supporti le loro iniziative. I rapporti con la società sono buoni, ma i finanziamenti ricevuti sono stati limitati a un'unica occasione in passato, a causa di difficoltà economiche. Il gruppo non desidera approfittare della generosità della società, pur sapendo di poter contare su un eventuale supporto in caso di necessità.
Una delle sfide attuali riguarda i costi elevati del materiale promozionale, dovuto alla necessità di stamparlo in quattro colori (blu, bianco, rosso e nero). Questo incide sul costo dell'iscrizione, fissato a 5.000 lire, considerato comunque un prezzo accessibile.
Il gruppo dispone di diverse sezioni, sebbene composte da un numero limitato di esponenti.
Riguardo alla violenza, la posizione del gruppo è chiara: si condanna a priori l'idea di creare disordini allo stadio. Tuttavia, viene riconosciuto che le provocazioni, come quelle subite a Milano o Torino, possono portare a reazioni che coinvolgono anche innocenti. Si cerca di mantenere la calma nei limiti del possibile, ma non si può restare inerti di fronte ad azioni ostili, come il lancio di oggetti verso gli spettatori. In questi casi, si cerca di limitare le reazioni allo stretto necessario.

Le trasferte hanno perso parte del loro fascino a causa delle restrizioni imposte dalle forze dell'ordine, che creano un'atmosfera opprimente, quasi di guerra, dove il timore di aggressioni è sempre presente.
Sul fronte delle amicizie, i migliori rapporti sono intrattenuti con i tifosi del Verona e delle Brigate dell’Atalanta. I rapporti con i Wild Kaos sono leggermente più complessi a causa di divergenze di vedute, ma nel complesso sono positivi. Si nutrono inoltre ottimi rapporti con i tifosi di Cagliari, La Spezia e Parma.
Città come Cremona, Udine ed Empoli sono considerate luoghi di simpatia per l'ottima accoglienza ricevuta, permettendo di portare migliaia di tifosi senza il minimo rischio di incidenti. Si evidenzia anche una forte amicizia con i tifosi ternani.
Non esistono rapporti con i tifosi juventini, ma non vi è alcuna forma di rancore nei loro confronti.
In Europa, la Sampdoria non ha avuto molte occasioni per misurarsi con squadre avversarie, ma il tifo doriano è molto conosciuto, avendo creato una vera e propria scuola, come dimostra la diffusione dei bandieroni in tutto il mondo.
Il pregio maggiore degli Ultras Tito Cucchiaroni risiede nell'amicizia che regna all'interno del gruppo, nell'amore smisurato per la Sampdoria che si traduce nel non contestare mai la squadra, nel voler bene al presidente Mantovani e nel mantenere una costante fiducia nel futuro. Il difetto più grande è la difficoltà recente nel coinvolgere tutti i tifosi presenti in trasferta sotto le insegne del gruppo: se ci sono mille ragazzi, solo cinquecento sono con gli ultras, mentre gli altri seguono per conto proprio. Raggiungere la piena unione sarebbe il completamento ideale.
L'intervista sottolinea come il numero di tamburi, striscioni o tesserati sia un dettaglio secondario, poiché ciò che conta è l'orgoglio e la verità di quanto espresso, che rispecchiano l'essenza del gruppo.
ULTRAS SAMPDORIA - Storia del TIFO Blucerchiato
Palazzo Ducale ha ospitato, dal 13 al 22 settembre 2019, la mostra "Genova e i ribelli dei gradoni", un evento che ha celebrato i cinquant'anni di storia degli Ultras Tito Cucchiaroni. L'esposizione, allestita nella Sala Liguria con ingresso libero, ha esplorato le trasformazioni sociali vissute da Genova in parallelo all'evoluzione del gruppo.
La mostra ha ripercorso i cinquant'anni di attività attraverso una timeline, evidenziando i momenti salienti, i passaggi fondamentali, le rotture e le trasformazioni del gruppo dal 1969 ad oggi. Pannelli, immagini e didascalie hanno raccontato la storia del gruppo, contestualizzandola con eventi significativi della città.
Il club vanta l'orgoglio di essere stato il primo gruppo ultras a sorgere sulla sponda blucerchiata di Genova, dando il via alla nascita di numerosi altri club sampdoriani. Nella sua lunga storia, si sono succeduti presidenti illustri, a partire dal fondatore Beppe Andreotti, passando per Giulio Rafuzzi, Nando Simonini e Piero Ballestrazze, fino agli attuali Dino Gasparrini, Giovanni Mantero, Adeà Bertelli e Roberto Gandolfi (dal 1986). Anche figure come il Dr. Dante Stagno hanno contribuito alla crescita del club.
La figura di Beppe Andreotti, scomparso nel maggio 2000, è stata ricordata con particolare affetto. Il suo carisma e il suo megafono erano simboli della Gradinata Sud, mentre il suo bar, il Bar Beppe, era un punto di ritrovo fondamentale per i tifosi.
La costante presenza in trasferta è sempre stata una caratteristica distintiva dei Fedelissimi. Nel luglio del '66, la sede dei Fedelissimi fu teatro della nascita della Federazione dei Clubs Blucerchiati. Le trasferte, organizzate anche con la Federazione, hanno visto protagonisti treni speciali e viaggi faticosi in tutta Italia.
All'inizio degli anni '70, seguendo la moda del tempo, nacquero gli striscioni "Commandos dei Fedelissimi" e "Giovani dei Fedelissimi", purtroppo perduti in trasferte burrascose.

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