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Alfredo Trentalange, ex arbitro internazionale ed ex capo del settore, torna all’Aia dopo lo scandalo che lo aveva investito per il caso D’Onofrio e l’inibizione poi cancellata dalla Corte Federale di Appello.

Trentalange avrà un nuovo incarico: guiderà una commissione che seguirà i progetti dell’Aia oltre alla parte legata all’osservatorio sulla violenza.

A riaccogliere Trentalange, ben noto ai tifosi blucerchiati per il rigore-condanna del 16 maggio 1999 a Bologna, errore tardivamente riconosciuto come tale dallo stesso artefice, è il successore Carlo Pacifici.

"Ringrazio chi mi ha preceduto - dice Pacifici alla "Gazzetta dello sport" - ovvero Alfredo Trentalange che continuerà a far parte dell’Aia con un ruolo diverso. Sarà il responsabile di una commissione che seguirà i progetti dell’associazione oltre che la parte legata all’osservatorio sulla violenza. È una risorsa interna della nostra associazione che non possiamo assolutamente perdere, ha fatto un passo importante qualche mese fa e dobbiamo riconoscenza a chi ci ha dato la possibilità di essere qui oggi".

Nei giorni scorsi, i tifosi della Sampdoria non avevano mancato di esternare il proprio disappunto per la nomina a presidente dell'AIA, Associazione Italiana Arbitri, di Alfredo Trentalange. L'ex fischietto è forse uno dei più invisi alla tifoseria blucerchiata, a seguito del rigore assegnato al Bologna nel 1999 che condannò alla retrocessione in Serie B al 90' minuto proprio la squadra genovese. Un rigore che, come confessato dallo stesso Trentalange in seguito, non c'era. "Lo ammetto, ho sbagliato ad assegnare quel rigore" disse l'attuale presidente dell'Aia poi.

Era l'ultima giornata del campionato di Serie A 1998/1999. La Sampdoria navigava in cattivissime acque, ma grazie ad una doppietta di Vincenzo Montella stava riuscendo a vincere sul campo del Bologna e di conseguenza a conquistare la salvezza. Poi, al 94' succede l'impensabile: Simutenkov cade da solo nell'area blucerchiata in un contrasto con Sakic e l'arbitro Trentalange decreta il calcio di rigore.

"Dalla mia posizione in campo per me era rigore, ma oggi rivedendo quell'azione non sanzionerei quel fallo in favore del Bologna."

Nenad Sakic non è ancora riuscito a farsene una ragione. Per lui il nome di Alfredo Trentalange è collegato a uno degli episodi più tristi della sua carriera, quell’inesistente fallo su Simutenkov che l’arbitro punì con un rigore e che condannò la Sampdoria allenata da Luciano Spalletti alla retrocessione: «Se l’ho rivisto? - continua il collaboratore di Mihajlovic - Tantissime volte. E ogni volta che l’ho rivisto, ho riprovato la stessa sensazione di quel giorno là, una forte rabbia mista a un profondo dispiacere. È stato talmente assurdo e grossolano l’errore di Trentalange che non avevo nemmeno avuto la forza di protestare. Questo è in realtà l’unico ricordo che ho, perché poi per il resto, nebbia. Ho resettato tutto e non mi sono mai rimproverato niente, perché il rigore non c’era, l’hanno visto tutti.

Anche Vincenzo Montella, all'epoca giocatore della Samp, raccontò un retroscena relativo alla vicenda: "Tempo dopo incontrai Trentalange e mi disse che aveva sbagliato, che si era pentito. Ma quella domenica, con quel rigore contro, lui ha mandato la Sampdoria in serie B. Ci sono momenti in cui le decisioni sono pesantissime, bisognerebbe essere strasicuri. Perché emettono sentenze”.

Suo malgrado, resterà "famoso" presso i tifosi blucerchiati per il calcio di rigore accordato, all'ultimo minuto di gioco, nella gara del campionato di Serie A 1998-1999 tra Bologna e Sampdoria, che valse il definitivo 2-2 rossoblù e, di riflesso, la matematica retrocessione doriana in Serie B; qualche anno dopo ammise il suo errore, ma ciò provocò ancora più rabbia nei tifosi genovesi.

Bogliasco - «Quando ho letto che proprio sabato, vigilia di Sampdoria-Bologna, avrebbero premiato l’arbitro Trentalange a Sestri Levante ho detto, “non ci posso credere...”. Certo che il destino è veramente incredibile. Ha aspettato la bellezza di quattordici anni per disegnare questa coincidenza, lui premiato a pochi chilometri di distanza da me, che ritrovo per la prima volta da sampdoriano il Bologna».

Ancora una volta Massimo Ferrero dimostra una conoscenza non perfetta della storia della società che presiede da quasi sette anni. L'ultimo scivolone riguarda la figura del nuovo presidente degli arbitri Alfredo Trentalange. In una dichiarazione all'Ansa, il Viperetta ha detto: "Faccio un grande in bocca al lupo al nuovo presidente dell'Aia Alfredo Trentalange, non ho la fortuna di conoscerlo ma so che è una persona di spessore". Dello "spessore" di Trentalange si era accorta la Sampdoria il 16 maggio 1999, penultima di campionato, quando al 90' di Bologna-Sampdoria, coi blucerchiati in vantaggio 2-1, l'allora arbitro aveva concesso ai rossoblù un rigore per un contatto assolutamente non falloso tra Sakic e Simutenkov.

Agli occhi dei tifosi blucerchiati, Trentalange aveva oltretutto aggravato la sua posizione in due episodi successivi. Poche settimane dopo, designato come quarto ufficiale a una partita di Coppa Italia del Genoa a Marassi, aveva ovviamente ricevuto i cori di ringraziamento della Gradinata Nord, ma non aveva opportunamente finto di ignorarli, anzi ad essi rispondendo con un sorriso e un cenno di saluto a mano alzata. Più tardi, ospite alla Domenica Sportiva il 20 febbraio 2001, disse: “Lo ammetto, ho sbagliato ad assegnare quel rigore. Ero un grande amico di Paolo Mantovani, spero che da lassù mi abbia perdonato”. Restò misterioso che cosa c’entrasse Paolo Mantovani, scomparso sei anni prima, col rigore di Bologna. Ma quella tardiva ammissione di colpa, con la Sampdoria ormai stabilmente in B e invischiata in un declino aggravato dai malumori contro la società, più che consolarli aveva esacerbato ulteriormente i tifosi sampdoriani, cui nessun risarcimento sarebbe spettato.

Anche Vincenzo Montella, in campo quel giorno a Bologna, confermò: “Tempo dopo incontrai Trentalange e mi disse che aveva sbagliato, che si era pentito. Ma quella domenica, con quel rigore contro, lui ha mandato la Sampdoria in Serie B. Ci sono momenti in cui le decisioni sono pesantissime, bisognerebbe essere strasicuri. Ecco lo “spessore” di Trentalange per i sampdoriani di buona memoria.

Certo, dal suo punto di vista il Viperetta paradossalmente ha ottimi motivi di riconoscenza verso Trentalange, senza il cui fischio al 90' a Bologna la storia della Sampdoria difficilmente gli sarebbe stata messa a disposizione. Quel risultato infatti aveva avviato per la Sampdoria una spirale negativa le cui ripercussioni arrivano al presente: la retrocessione dopo 17 anni, l'inasprirsi della contestazione a Mantovani junior e i conseguenti errori gestionali che avrebbero provocato prima il passo indietro (presidenza a Garufi) e poi, dopo due promozioni mancate per un soffio, una profonda crisi sfociata nel controverso "salvataggio controvoglia" ad opera della famiglia Garrone, che dopo dodici anni di amministrazione controllata si sarebbe sbarazzata del club regalandolo proprio a Ferrero. Tutto torna, ma almeno in questo caso un po’ di diplomazia in più, verso una tifoseria ancora ferita da quell’episodio a firma Trentalange, non sarebbe stata inopportuna.

Alfredo Trentalange durante una partita

Nel corso della sua carriera ha arbitrato due derby di Milano, due derby della Lanterna e un derby di Verona oltre a due finali di Coppa Italia. Nel 1993 venne promosso arbitro internazionale dall'allora designatore Paolo Casarin. In occasione del campionato d'Europa 1996 svolse le funzioni di quarto ufficiale di gara. Fu dismesso nel 2003 per raggiunti limiti d'età, dopo la gara d'addio in Serie A tra Inter e Perugia. Ha arbitrato in tutto 197 partite nella massima divisione. Nel 1995 ha arbitrato 10 gare in Giappone, nella J. League.

Da gennaio 2012 a gennaio 2016 è stato componente della Commissione Arbitrale FIFA. Referee Instructor UEFA-FIFA dal 2017 con partecipazione a: Mondiali Under 20 - Nuova Zelanda, Korea e Polonia e Under 17 - Cile e India e Under 17 femminile in Giordania.

Alfredo Trentalange, ex arbitro internazionale, torna all'AIA con un nuovo incarico dopo uno scandalo. La sua figura è indissolubilmente legata al rigore controverso assegnato alla Sampdoria nel 1999, che causò la retrocessione.

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