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Ettore Zampagna è un operaio. Uno dei tanti a Terni, dove la vita è scandita dalle sirene delle Acciaierie; è così da prima della guerra e non c’è ragione di pensare che le cose possano cambiare. Riccardo, il figlio di Ettore, sa già cosa lo aspetta: nella Manchester d’Italia si fanno i turni in catena di montaggio, si esce con la ragazza il sabato e magari si va in Curva Est la domenica.

«Ecco, io ho sempre giocato per ricevere quella pacca e sentirmi dire: Bravo Riccardo. Riccardo gioca a pallone, e come tutti i ragazzi sogna di sfondare. Durante la settimana monta e smonta le tende; la domenica gioca in attacco. Ha ottime doti atletiche, ma non è un fenomeno, anche perché la scuola calcio non l’ha fatta: «Calciatori si nasce e io non ci sono nato. Il calciatore cresce passando attraverso i settori giovanili, con gente che gli spiega cosa fare».

«La trasformammo a metano per consumare meno. Zampagna si accorda con il titolare della tappezzeria, che ne asseconda la passione: «Lavoravo dalle 6 alle 13, poi mangiavo un panino guidando verso Perugia». Se è stanco, in campo non si vede: in 22 presenze segna 13 gol.

Tutto lascia credere che Riccardo Zampagna resterà un onesto bomber di periferia, di quelli che non vivono grazie al pallone; finché un osservatore non invia a Trieste una videocassetta con le sue giocate. La Triestina è una nobile decaduta, appena tornata in Serie C2 dopo il fallimento; ha bisogno di piedi buoni, più che di nomi altisonanti.

Trieste, poi Arezzo, Catania e infine Perugia, dove arriva con una dubbia operazione della famiglia Gaucci che coinvolge anche Baiocco, Tedesco ed Olive. Neanche il tempo di esordire in A che Zampagna torna a sgomitare nel campionato cadetto: Cosenza, poi Siena e il boom nel 2002 a Messina (17 gol). Nell’estate 2003 la Ternana diventa comproprietaria del suo cartellino, e Riccardo Zampagna torna a casa.

«Quando mi hanno detto “Sarai un giocatore della Ternana”, mi sono venuti i brividi. Sono andato sotto la curva per togliermi la maglia. Guardo la curva per vedere chi conoscevo, e conoscevo un po’ tutti. L’estate successiva il Messina riscatta Zampagna, costretto ad abbandonare la sua Terni per una Serie A che mai gli era interessata così poco. Ma se proprio bisogna farlo, tanto vale presentarsi alla grande, con un pallonetto che annienta la Roma.

Il 16 gennaio 2005, in occasione di Livorno-Messina, Zampagna saluta a pugno chiuso gli ultrà amaranto: «Si è trattato di una cosa privata. Prima della partita sono venuti a parlare con me dei ragazzi di Livorno e di Terni, perché le due tifoserie sono gemellate. È stato molto emozionante.

Dopo due anni e sedici gol, Zampagna passa all’Atalanta: visto lo storico gemellaggio, una seconda casa per chi tifa Ternana. Un pallonetto al volo contro la Lazio, una rovesciata contro la Roma e un’altra contro la Fiorentina, che gli vale il premio AIC Oscar del calcio per il miglior gol del 2007.

Nel 2011 passa alla Carrarese di Buffon e Lucarelli, ma dopo soli 3 mesi decide di abbandonare il calcio dei professionisti: si tessera per l’ASD Comunista “Primidellastrada” di Terni. «Sfilerò in corteo. Zampagna nel 2013 diventa allenatore del Macchie, squadra di un piccolo paese umbro: «Quasi tutti svolgono lavori umili e cacciano il cinghiale. La squadra di calcio è il vero orgoglio del paese e anche agli allenamenti c’è sempre gente che ci segue. Una volta a settimana coi dirigenti e i tifosi più fedeli ci si ritrova a mangiare il cinghiale a bordo campo. Gli Zampagna sono fatti così: la semplicità prima di tutto.

Calciatore che segna un gol

Nel frattempo, il mondo del calcio professionistico continua. Il 8 dicembre, in vista della prossima sfida di campionato contro il Livorno, il Vicenza svolge una doppia seduta di allenamento. Gli accertamenti condotti hanno confermato per l'attaccante Dominique Malonga una lesione all'adduttore breve della coscia sinistra. Lavoro personalizzato in campo per Laczko che prosegue l'iter per un graduale ritorno all'attività agonistica. Unici indisponibili Gavazzi, Rigoni e Gentili. Per la giornata di domani, mercoledì 5 dicembre, è in programma una seduta pomeridiana al centro sportivo.

Dario Hubner: il RE dei bomber di provincia

La carriera di Riccardo Zampagna, sebbene non segnata da trionfi da copertina, rappresenta un esempio di dedizione e passione per il calcio, un percorso che parte dalla provincia e arriva, attraverso sacrifici e talento, fino ai grandi palcoscenici.

Stadio Romeo Menti di Vicenza

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