Nel corso della ‘Domenica Sportiva’, l’ex difensore e oggi opinionista Daniele Adani commenta così il momento delicato vissuto dalla Juventus, oggi sconfitta dal Como in una settimana da dimenticare: “Alla luce di quello che abbiamo visto, la Juve fa questi errori clamorosi in ogni partita, ha preso tanti gol in poche partite - ha esordito”. Gl fa eco anche Francesco Graziani: “È una partita nata male e finita peggio, tutti e undici hanno commesso errori individuali incredibili che diventano anche errori tattici.
Ancora Adani: “L’anno scorso si puntava il dito su Thiago Motta che a questo punto aveva tre punti in più ed è stato cacciato, poi ha iniziato male con Tudor e poi ha preso Spalletti che non è stato cancellato, quindi dobbiamo mettere nel mirino il gruppo dirigenziale. Manca proprio una visione che dovrebbe essere centrale in un club come la Juve. La Juve è una squadra che ogni settimana prova, non sembra avere un'idea di squadra. L'allenatore deve avere continuità anche se arriva settimo, nemmeno quinto."

Daniele Adani, ai microfoni Rai, commenta la vittoria del Napoli sulla Juventus: "Napoli e Inter hanno un’altra cilindrata? L’Inter sicuramente ha un’altra cilindrata. Il Napoli si sta attrezzando costantemente per miracoli. Il Napoli sta facendo i miracoli: Conte fa miracoli. Quello che sta facendo il Napoli - che adesso ha tutte e 19 dietro - non è una cosa ordinaria, ma neanche lontanamente ordinaria: è straordinaria. La Juventus… se Luciano dice che la colpa non è - o diciamo così - che il mirino, giustamente a livello mediatico, giornalistico, di comunicazione, è centrato su Yildiz, è anche vero che lui Yildiz lo ha lasciato solo. Quindi delle responsabilità, che peraltro lo stesso Chiesa ha ammesso sinceramente.
Il punto è: la Juventus, sulla frase di Spalletti “non siamo del nostro livello”… qual è il livello? Chi conosce il livello della Juventus? Forse tutti siamo d’accordo sul fatto che sia un basso livello. E Spalletti, quanto sta dando a questa Juventus per alzarlo? Anche questo è un punto interrogativo, credo legittimo e lecito da parte nostra. Secondo me, in questo momento stanno dando tutti poco alla Juventus."
L'ex difensore alla Domenica Sportiva continua a difendere l'allenatore bianconero nonostante il momento difficile poi elogia Inzaghi e l'Inter. Si è schierato dal primo giorno, sostenendo la rivoluzione tecnica della Juventus e dicendosi convinto della bontà della scelta Thiago Motta (non foss’altro perché era venuto a prendere il posto del “nemico” Allegri) ed è chiaro quindi che ora alcune prese di posizione si stanno rivelando un boomerang per Lele Adani. La Juve di oggi non “fa calcio” per usare un’espressione cara all’opinionista Rai che però non abbandona la nave che sta affondando.

Adani fan di Thiago Motta: le bugie e le attenuanti
“Diamogli tempo”. Questo lo slogan adottato in questi mesi da Adani che, in conflitto con l’amico Cassano da subito contrario alla gestione di Thiago Motta, ha sempre trovato attenuanti per il tecnico di Madama. Come la mettiamo ora con due crolli di fila che hanno spinto fuori la squadra anche dalla zona Champions?
Per mantenere una coerenza Adani alla Domenica sportiva sposta il tiro. Prima attacca i giocatori (“Sentire il peso della situazione se indossi la maglia della Juventus mi sembra non passabile e quindi non giustificabile. La maglia della Juventus infligge preoccupazione agli avversari storicamente, ma inteso anche come grande squadra e grande piazza”), poi se la prende con la stampa: “Io non conosco Thiago Motta personalmente, non posso conoscere come tanti dicono di conoscere secondo me manipolando e inventando di sana pianta, tipico del nostro Paese: il fatto che ci siano giocatori che sono contro l’allenatore oppure tra di loro non vanno d’accordo oppure non lo sopportano. Se sono invenzioni è una cosa vista e rivista e ritrita in questo Paese, ed è una cosa che sappiamo benissimo che accade nel mondo del calcio sempre quando le cose vanno male. Se le cose vanno bene non ci si sopporta, ma si vince e siamo tutti legati... Questi sono luoghi comuni”.
Unica concessione al momento no dopo il ko di Firenze: “L’aspetto tecnico tattico in questo momento proprio non va. Questo percorso tarda a prendere una piega convincente internamente ed esternamente”.
ANALISI TATTICA JUVENTUS DI THIAGO MOTTA- ITA/ENG
L'elogio dell'Inter e il confronto con Allegri
In passato Adani aveva detto tutto e il contrario di tutto su Inzaghi ma ora solo elogi: “Credo sia la prima volta da quando Gasperini allena l’Atalanta che la squadra non ha avuto grandi occasioni. La dice lunga sulla forza dell’Inter per solidità difensiva e capacità di colpire al momento giusto. Nel complesso l’Inter è la più forte, ma poi in campo devi dimostrarlo e lo sta dimostrando. Quando deve ottenere qualcosa, la ottiene sempre, i nerazzurri sotto quest’aspetto hanno una grande qualità”.
Paragonare Thiago Motta alla precedente gestione Massimiliano Allegri? Secondo Daniele Adani è sbagliato. L’ex centrocampista di Inter e Brescia, oggi opinionista Rai dopo un passato a Sky, ha spiegato perché durate l’ultima puntata di ‘Viva El Futbol’, riprendendo l’estratto della sua spiegazione in un post su X: "La Juventus era rinforzata in attacco con Pugno - spiega - Nei cambi non era una squadra di Serie A e se ci fossero stati tutti la Juve faceva il secondo e il terzo gol a Lecce". E sui raffronto dell’italo-brasiliano con Allegri: “Se gli altri fanno i raffronti perché si vuole screditare e non analizzare questo percorso, allora vengono fatti paragoni perché è più comodo". E ancora: "Se si vuole essere giusti, e si vuole fare i paragoni del triennio di Allegri non ne risponde Motta, lui risponde al primo anno di Allegri dopo il suo ritorno in bianconero non al terzo - ha spiegato - Ma perché lo paragonano al terzo dopo tre anni di lavoro quando Motta è al suo primo anno alla Juve?". Con la Juve, nel primo anno, Allegri “aveva 21 punti contro i 26 attuali, aveva segnato 18 gol contri i 22 di oggi. Poi con Allegri a questo punto della stagione aveva 16 gol subiti rispetto agli 8 attuali. Tutto qui solo per essere precisi".
Adani poi ha fatto comunque un discorso tecnico e tattico su cosa non stia andando attualmente nella squadra di Motta, a prescindere dalle assenze: "La Juve gioca un certo tipo di calcio nettamente diverso dal triennio precedente: condivisione, ricerca del palleggio, baricentro alto e fare la partita contro tutto e tutti - ha concluso l’ex centrocampista - Ma questo percorso arriva a trenta metri dalla porta avversaria.
L'analisi della dirigenza e le colpe
Daniele Adani ha analizzato la situazione della Juventus. Lo ha fatto a La Nuova DS, sulla Rai. L'ex difensore di Brescia e Inter, non ha usato mezze misure nella sua analisi, andando a colpire diversi calciatori della squadra bianconera, ed esaltando invece i giocatori di Atalanta e Como, le due squadre che ora insidiano la Juventus nella corsa alla Champions League. C'è spazio anche sulla scelta passata di cacciare Thiago Motta. "Como e Atalanta sono sesta e settima del campionato. Nel nostro calcio dove gran parte della comunicazione perde tempo a dare etichette fra chi gioca e chi fa risultato, usando termini non pronunciabili in italiano, queste due squadre giocano a calcio e fanno risultati. La convergenza"."Le immagini su Como-Juventus ci portano a chiederci se questi giocatori siano non solo da Juventus, ma da Serie A. McKennie dò una palla buttata nel mezzo preda di nessuno. Guardate Koopmeiners come affronta Vojvoda. Openda dovrebbe essere il centravanti della Juventus. Thuram che dovrebbe essere un gran giocatore dà una palla semplice, sbagliandola. Ancora Koopmeiners dà una palla che rimbalza a Di Gregorio che di testa la regala a Da Cunha, traversa regalata. Cambiaso sbaglia un contropiede due vs uno. La Juventus di questi errori ne fa quattro o cinque a partita, ma questi sono giocatori da Juventus?"
"Andiamo indietro. Invece di puntare il dito contro Thiago Motta, che a questo punto della stagione aveva tre punti in più, è stato cacciato da tutta Italia all'unanimità. Lui ha cercato di fare il suo con il gruppo di calciatori che ha avuto a disposizione e che non è stato valorizzato con Spalletti e Tudor a inizio anno. Cominciamo a lavorare sulla non bontà dei dirigenti. Lele Adani, nel corso dell'ultimo appuntamento con Viva El Futbol, ha parlato dell'esonero di Thiago Motta da parte della Juventus: "Thiago Motta è stato esonerato a -1 dall’obiettivo. Era in linea con l’obiettivo del campionato. Dov’è che non era in linea? Su tante altre cose. Non è riuscito a imporre la sua idea e diventare credibile. Ha cambiato spesso ed è rimasto a metà del guado. Non ha avuto la continuità necessaria. Non ha avuto il tempo per lavorare, perché 8 mesi sono pochi sopratutto quando rivoluzioni tutto e parti da zero. Se prendi lui sai che cerca un tipo di calcio e di ricerca ma anche lui non ha guadagnato il tempo con il merito. Quando si sceglie Thiago Motta e si prendono tanti giovani devi cercare di sostenere anche nella difficoltà. La società, nel momento che conferma Thiago Motta, poi lo ha sfiduciato 3 giorni dopo ed era alla ricerca di altri allenatori. Era una storia che doveva avere una sostegno e una visione più ampi. Era un ciclo triennale. Nel calcio gli allenatori si cambiano, si richiamano, sappiamo come va il calcio.
Il progetto della Juventus che doveva avere Thiago Motta allenatore, direzione sportiva affidata a Giuntoli e tanti calciatori che hanno fatto male è totalmente sconfessato dopo 8 mesi e tutti hanno delle colpe. Thiago ha pagato, tutti hanno colpe. Rimango totalmente basito dal comportamento basito dal comportamente di chi dovrebbe avere uno stile e un DNA, dovrebbe avere dei comportamenti legati ad una storia ereditata da una famiglia che ha gestito ed è legata ad una società di calcio e alla fine nelle scelte dirigenziali opta per dei comportamenti da dilettanti. Tutto dopo Firenze abbiamo sentito “Partiremo tutti uniti con Thiago Motta” e 10 ore dopo stavano cercando un altro allenatore. Esonerato in ritardo per termini di bilancio? Io direi scaricabarile per salvarsi e puntare il dito. Io condanno totalmente l’esonero di Thiago Motta non perché ha fatto bene ma perché il lavoro scelto da un dirigente deve essere accompagnato. Ci deve essere una connessione costante per cercare di intraprendere una strada. Thiago Motta è arrivato nella lista della Juventus perché l’ha meritato."
"Ero totalmente fiducioso in Thiago Motta e non lo sono più. Certo che doveva migliorare perché il percorso in 8 mesi non è stato sufficiente per ottenere i consensi. Io dico: chi è che ha condiviso un percorso? Chi ha fatto un determinato tipo di investimenti? Chi ha portato la rosa della Juventus ad essere la seconda più giovane della Serie A? Non ha bisogno di continuità ma devi credere in qualcosa altrimenti navighi a vista. Thiago Motta può essere responsabile delle scelte condivise di 230 milioni. La Juventus negli ultimi 5 anni ha speso 1 miliardo di euro e non vince. Di quelli non risponde Thiago Motta. Perché gli sono stati 8 mesi e ad Allegri 3 anni? Se Sarri ha vinto vinto perché lo hanno mandato via? Pirlo porta 2 coppette e viene mandato via. Il progetto non conta e conta vincere? Sarri vince e viene esonerato. Quando crei una rottura da un’idea o la difendi oppure ne prendi atto e ci costruisci una comunicazione subdola, comportamenti errati, scelte infondate."

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