Un caldo pomeriggio di fine maggio: San Siro vestito a festa, pronto ad esplodere di gioia, una gioia che mancava da nove anni. Il 28 maggio 1989 si gioca la 30ª giornata di Serie A: l'Inter di Giovanni Trapattoni si presenta alla gara occupando la prima posizione in classifica con 50 punti, sette in più dei partenopei che si trovano al secondo posto. Una partita che in caso di vittoria può regalare lo Scudetto ai nerazzurri, il 13° della storia dell'Inter: una sconfitta invece avrebbe riaperto la strada al Napoli per una possibile rimonta.
Forse una delle partite più iconiche della storia dell'Inter. Di sicuro una delle più sentite di sempre a San Siro: Inter-Napoli del 28 maggio 1989, quella dello Scudetto numero 13, quello dei record. Trent’anni fa giusti giusti, nel campionato ’88-89, l’Inter conquistava lo Scudetto, 9 anni dopo l’ultima volta.
Il campionato di Serie A, edizione 1988-1989, ebbe inizio il 9 ottobre 1988 e si concluse il 25 giugno 1989. A nove anni dal suo precedente scudetto, la squadra nerazzurra disputò un campionato eccezionale, battendo record su record e andando a vincere agevolmente uno dei tornei più a senso unico della storia: la Beneamata conquistò 58 dei 68 punti disponibili. Dietro i nerazzurri si classificò il Napoli con 47 punti, il Milan con 46 e la Juventus con 43.
La stagione 1988/1989 iniziò tardi, precisamente il 9 ottobre, poiché in quell’anno vennero disputati i Giochi Olimpici a Seul dal 17 settembre fino al 2 ottobre. L’Inter parte alla grande ed ottiene 8 successi nelle prime 10 partite; soltanto il Verona e la Juventus riescono a strappare un punto nei match contro il nerazzurri. Il primo stop in campionato arriva il 12 febbraio 1989: era l’ultima giornata del girone d’andata e l’Inter giocava all’Artemio Franchi di Firenze. Dopo l’iniziale vantaggio di Matthaus su rigore, arriva il pareggio di Baggio al 33° minuto ed il successivo sorpasso viola con Cucchi nel secondo tempo. Pochi minuti dopo, Serena ribalta la situazione con una doppietta (10° e 12° minuto). Ma è Borgonovo a regalare la vittoria alla viola con una doppietta (il secondo goal frutto di uno sciagurato retropassaggio da parte di Bergomi). Un passo falso che, tuttavia, non pregiudicò l’andamento della stagione e fu l’unico neo in un girone d’andata quasi perfetto.
"Questa Inter ci fa sembrare tutti quanti ridicoli. In realtà loro corrono troppo forte." Il girone di ritorno fu ancora più sbalorditivo: 10 vittorie nelle 12 partite disputate prima della sfida decisiva il 28 maggio a Milano contro il Napoli, secondo in classifica con 7 punti di distanza.

In un pomeriggio vibrante, pieno di brividi ed emozioni, l'Inter gioca e lotta con tutte le sue forze per conquistare il Tricolore: Walter Zenga prova a blindare con le sue parate la porta nerazzurra, ma il Napoli passa in vantaggio con Careca al 36'. La festa sembra più lontana, l'obiettivo più difficile: all'intervallo Trapattoni manda in campo Alessandro Bianchi al posto di Baresi per cercare la rimonta. Nicola Berti suona la carica, come sempre inarrestabile ed elettrizzante: il gol del pareggio è suo, con un gran tiro deviato da Fusi. Il traguardo si avvicina, ma non è ancora raggiunto: per il trionfo nerazzurro bisogna correre fino al 38' della ripresa.
L’Inter iniziò male il match ed andò in svantaggio al 35°, grazie ad un gran goal dalla distanza di Careca. Nell’intervallo, Trapattoni sostituisce Baresi con Bianchi, passando ad un modulo più offensivo. I nerazzurri riescono a trovare il pareggio con un gran tiro al volo di Nicola Berti su cross di Diaz; il tiro, però, viene deviato da Fusi e questo risulta decisivo per battere il portiere partenopeo Giuliani. Al minuto 82, l’episodio che cambia la partita: l’Inter conquista un fallo fuori dall’area del Napoli. Brehme prova a battere la punizione per 2 volte ma per 2 volte l’arbitro Agnolin fa ribattere per l’ostruzionismo irregolare di Maradona. Al terzo tentativo ci prova Matthaus che riesce a sorprendere il portiere del Napoli sulla sua destra (probabilmente ha visto in ritardo il pallone).
La cannonata su punizione di Lothar Matthäus, quel suo destro immortale, consegna lo Scudetto numero 13 all'Inter con quattro giornate d'anticipo e dà il via alla festa nerazzurra a San Siro. Il record dei 58 punti sarebbe arrivato all'ultima giornata col successo sulla Fiorentina.

INTER-NAPOLI 2-1, 28 MAGGIO 1989: IL TABELLINO
- Marcatori: 36' Careca (N), 4' st autogol Fusi (N), 38' st Matthäus (I).
- Inter: Zenga; Bergomi, Baresi (Bianchi), Ferri, Brehme, Mandorlini, Matteoli, Berti, Matthäus, Serena, Diaz (Verdelli). Allenatore: Trapattoni.
- Napoli: Giuliani, Renica, Corradini, Fusi, Francini, Crippa, De Napoli, Alemão (Bigliardi), Maradona, Careca, Carnevale. Allenatore: Bianchi.
- Arbitro: Agnolin.
Il Presidente di quell'Inter che fece la storia era Ernesto Pellegrini che anche 30 anni dopo ricorda alla perfezione la stagione che consegnò ai nerazzurri allenati dal Trap lo Scudetto dei record: “Conobbi Trapattoni a Villar Perosa, dove vanno in ritiro i giocatori della Juve perché l’albergo era di proprietà della mia azienda. Da quel momento iniziò il nostro rapporto: ho subito penato che fosse uno dei migliori allenatori. Sapeva motivare i giocatori, curando ogni dettaglio. Abbiamo avuto un ottimo rapporto per 5 lunghi anni, l’unica volta in cui ci fu uno screzio è quando, contro il Pisa alla seconda giornata, sotto di un gol decise di non far giocare Matteoli, che era uno dei miei preferiti. In quell’occasione scesi nello spogliatoio chiedendo spiegazioni. Ovviamente Gianfranco entrò subito dopo, ma mi rispose che lo aveva già deciso… Lothar Matthaus ? “Mi era stato sponsorizzato da Rummenigge che mi disse che era il più forte centrocampista al mondo."
Una squadra che parlava anche tedesco con Andreas Brehme che ancora oggi, in un ottimo italiano, ricorda con emozione gli anni passati in nerazzurro. Lui che arrivò, insieme al connazionale Lothar Matthaus, nell'estate del 1988 e rimase a Milano fino al 1992, vincendo, oltre allo Scudetto anche una Supercoppa italiana nel 1989 e una Coppa UEFA (1990-1991). “In quella squadra c’era un grande rispetto, eravamo un gruppo davvero eccezionale. In Germania non mi era mai capitato di vivere in uno spogliatoio così unito. Come arrivai all’Inter? Avrei guadagnato come al Bayern, ma io volevo fortemente l’Italia."
FC Internazionale - Stagione 1988/1989 Part 1
Il 28 maggio è una data particolare per l’Inter e soprattutto per i tifosi interisti over 35: esattamente 31 anni fa, la Beneamata riuscì a conquistare matematicamente quello che è passato alla storia come “Lo scudetto dei record”. I tifosi più giovani possono chiedersi il perché di questa espressione; ebbene, ciò è dovuto al fatto di aver vinto il campionato con 58 dei 68 punti all’epoca disponibili. Quella era l’Inter di Giovanni Trapattoni, allenatore con alle spalle esperienze nelle odiate rivali Milan e Juventus (nella quale tornerà dalla stagione 1991/1992). Era anche quella dei tedeschi Matthaus e Brehme, acquistati nell’estate del 1988 dal Bayern Monaco, unici stranieri nella rosa insieme a Ramon Diaz (era possibile tesserare soltanto 2 giocatori stranieri, poi il limite venne aumentato a 3 proprio nel 1988). Era anche l’Inter di Bergomi, dell’Uomo Ragno Walter Zenga, di Beppe Baresi (una vita all’Inter), di Aldo Serena (quella stagione capocannoniere con 22 reti) e Nicola Berti (uno dei giocatori dell’Inter più amato).
I nerazzurri terminarono inoltre la stagione con il miglior attacco del campionato (67 reti) e la miglior difesa (19 reti subite). Dopo quel fatidico giorno, l’Inter dovette attendere molto tempo prima di tornare a vincere lo scudetto.
Uno dei più grandi successi della storia dell'Inter: 35 anni fa le emozioni e la felicità travolsero tutti i tifosi interisti a San Siro, a Milano e nel mondo intero, esattamente come successo nella stagione appena conclusa.
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