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La Supercoppa del Brasile, conosciuta anche come Supercopa do Brasil, è una competizione calcistica annuale organizzata dalla Confederação Brasileira de Futebol (CBF) che vede contrapporsi i vincitori del Campeonato Brasileiro Série A e della Copa do Brasil della stagione precedente.

Origini e Evoluzione

La Supercoppa del Brasile è stata istituita nel 1990, ma ha avuto una storia travagliata, subendo diverse interruzioni e cambiamenti di formato. Dopo un periodo di sospensione, la competizione è stata reintrodotta nel 2020, consolidandosi come un appuntamento fisso nel calendario calcistico brasiliano.

Formato della Competizione

Attualmente, la Supercoppa del Brasile si disputa in una singola partita secca tra i campioni del Brasileirão e i vincitori della Copa do Brasil. In caso di parità al termine dei novanta minuti, la finale viene decisa ai calci di rigore. Questa formula, sebbene possa sembrare meno spettacolare di una finale andata e ritorno, garantisce un vincitore definito e aggiunge un elemento di tensione e imprevedibilità.

Trofeo della Supercoppa del Brasile

Albo d'Oro e Squadre di Successo

Nel corso della sua storia, diverse squadre hanno avuto l'opportunità di alzare al cielo il trofeo della Supercoppa del Brasile. Il Grêmio è una delle squadre più titolate, avendo vinto la competizione in più occasioni. Altre squadre che hanno lasciato il segno in questa competizione includono il Flamengo, il Corinthians e il Palmeiras, club che dominano spesso il panorama calcistico brasiliano.

Anno Campione Allenatore
1990 Grêmio Valdir Espinosa
1991 Criciúma Luiz Gonzaga
2020 Flamengo Jorge Jesus
2021 Palmeiras Abel Ferreira
2022 Atlético Mineiro Alexi Stival
2023 Palmeiras Abel Ferreira
2024 São Paulo Thiago Carpini

Momenti Iconici e Protagonisti

La Supercoppa del Brasile ha regalato ai tifosi momenti indimenticabili e prestazioni di altissimo livello. Giocatori come Renato Portaluppi per il Grêmio hanno segnato epoche con le loro giocate. Le finali sono spesso caratterizzate da grande intensità e passione, riflettendo la rivalità tra i club più importanti del Brasile.

La competizione funge da importante trampolino di lancio per la stagione calcistica brasiliana, mettendo in mostra il talento dei giocatori e la preparazione delle squadre in vista degli impegni più importanti. La vittoria della Supercoppa è un prestigioso riconoscimento che apre le porte a un anno di successi.

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Diego Armando Maradona, figura leggendaria del calcio mondiale, ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo del pallone, sebbene la sua carriera non sia direttamente legata alla Supercoppa del Brasile. La sua influenza sullo sport è stata tale da ispirare generazioni di calciatori e tifosi in tutto il mondo.

Stadio Maracanã durante una finale di Supercoppa

Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro, perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. Ha comunque ricevuto altri numerosi riconoscimenti individuali: condivide con Pelé il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo, e nel 1993 è stato insignito del titolo di miglior calciatore argentino di sempre, tributatogli dalla federazione calcistica dell’Argentina (AFA). Nel 2002 è stato inserito nella FIFA World Cup Dream Team, selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali, ottenendo, tra gli undici della squadra ideale, il maggior numero di voti.

Ritenuto una delle figure più controverse della storia del calcio per la sua personalità eccentrica dentro e fuori il campo, fu sospeso due volte dal calcio giocato per differenti motivi: una volta per uso di cocaina nel 1991 e un’altra volta per positività ai test antidoping, nel Mondiale 1994 (per uso di efedrina, sostanza non legale spesso usata per perdere peso).

Maradona iniziò a giocare a calcio nella squadra del padre, l’Estrella Roja, di cui Diego era il talento più apprezzato. L’acerrima antagonista era la squadra del miglior amico di Maradona: Goyo Carrizo. Fu proprio questi a farlo partecipare ad una selezione nelle giovanili dell’Argentinos Juniors di Buenos Aires. Entrò così a far parte delle Cebollitas (Cipolline), la squadra giovanile dell’Argentinos, il 5 dicembre 1970 a 10 anni. Il suo primo allenatore fu Francisco Cornejo, che all’inizio non credette alla giovane età di Maradona (gli fu addirittura richiesto un documento, che però non aveva con sé al momento del provino). Maradona iniziò la sua carriera da professionista nell’Argentinos Juniors nel 1976, debuttando con la maglia numero 16 il 20 ottobre nella partita contro il Talleres, dieci giorni prima di compiere sedici anni. Poco prima di farlo esordire l’allora allenatore dell’Argentinos Juniors, Juan Carlos Montes, disse a Maradona: “Vai Diego, gioca come sai“. In tutta risposta, Diego fece subito un tunnel al primo avversario che gli si parò davanti, Juan Domingo Patricio Cabrera. Iniziò così a giocare spezzoni di partite fino a diventare titolare. Nel 1979 e nel 1980 vinse il Pallone d’Oro sudamericano, il premio che spetta al miglior giocatore del continente. Sempre nel 1980 mise già a segno uno dei più bei gol della sua carriera nella partita contro il Deportivo Pereira disputata il 19 febbraio. Trasferitosi al Boca Juniors, la squadra per la quale tifava il padre, nella trattativa, oltre a un conguaglio pari a 2 milioni di dollari, hanno fatto il percorso inverso Salinas, Santos, Bordón, Zanabria e Randazzo. Per il passaggio alla nuova squadra fu organizzata un’amichevole con l’Argentinos, il 20 febbraio 1981. Maradona giocò il primo tempo con i vecchi compagni e la ripresa con il Boca Juniors. L’amichevole finì 3-2 per l’Argentinos, con un gol di Maradona. Due giorni dopo il debutto ufficiale alla Bombonera, il Boca vinse contro il Talleres per 4-1, con doppietta di Maradona. L’anno successivo, a causa di problemi economici, il Boca Juniors dovette privarsi di Maradona, non essendo in grado di pagare il suo trasferimento definitivo (Maradona era arrivato in prestito). Si fece quindi avanti il Barcellona, con l’offerta di un milione e duecentomila peseta spagnole (pari a circa dodici miliardi di lire). In un’intervista del 2013 ha raccontato: “Prima che io andassi al Barcellona la Juventus mi ha contattato attraverso Omar Sivori, ma io in quel momento ero troppo piccolo e non avevo voglia di andarmene dall’Argentina, e poi l’avvocato Agnelli aveva un gros...

Tra le varie pubblicità da lui girate, quella che generò più polemiche fu quella della bibita brasiliana Guaraná Antarctica, dove Maradona compariva come un membro della Nazionale di calcio brasiliana, indossando la classica divisa color oro e cantando l’inno nazionale brasiliano con Kaká e Ronaldo. « Diego era capace di cose che nessuno avrebbe potuto eguagliare.

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