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La "carta Ronaldo", un documento che "teoricamente non dovrebbe esistere", è emersa come una delle prove più significative nell'ambito dell'inchiesta Prisma, focalizzata sulle irregolarità nei bilanci della Juventus. Questa scrittura privata, secondo gli inquirenti, rappresenterebbe la prova schiacciante delle irregolarità commesse dalla società bianconera nella rendicontazione finanziaria.

Il documento, la cui esistenza è stata oggetto di dibattito e intercettazioni, ha visto la luce dopo diverse perquisizioni e audizioni di testimoni. In una conversazione intercettata il 23 settembre 2021, il direttore sportivo Federico Cherubini esprime preoccupazione riguardo alla "carta Ronaldo" affermando: "Se salta fuori ci saltano alla gola".

Documento di un accordo tra Juventus e Cristiano Ronaldo

La "carta Ronaldo" sarebbe riconducibile a una scrittura privata tra la Juventus e il calciatore portoghese, riguardante vecchie retribuzioni dei mesi del Covid-19. In particolare, il documento farebbe riferimento a un debito che la Juventus aveva nei confronti di Ronaldo, stimato inizialmente in 19,9 milioni di euro, ma poi sceso a 19,6 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, questo debito non sarebbe mai stato iscritto a bilancio, configurando un'irregolarità contabile.

Il documento è stato rinvenuto nel marzo dello scorso anno dalla Guardia di Finanza, durante una perquisizione nello studio dell'avvocato Federico Restano. L'oggetto della comunicazione è "Accordo Premio Integrativo - Scrittura integrativa". All'interno, si conferma l'impegno della Juventus a consegnare a Ronaldo l'Accordo Premio Integrativo e la Scrittura integrativa entro il 31.07.2021, anche qualora il calciatore avesse lasciato la Juventus. Si legge infatti che "nell’ipotesi in cui, a seguito di suo trasferimento definitivo, la condizione stabilita per la maturazione dei premi individuati (…) non possa verificarsi, Lei avrà diritto a percepire un incentivo all’esodo".

La "carta" sarebbe stata firmata solo dall'ex responsabile dell'area tecnica della Juventus, Fabio Paratici (indagato), e non controfirmata da Cristiano Ronaldo. I magistrati hanno tentato di ottenere chiarimenti da CR7 attraverso una rogatoria internazionale, ma l'attaccante non si è mai presentato davanti ai pm. I suoi legali hanno dichiarato che il calciatore non ha mai visto quei documenti e non ne possiede copia.

Sede della Juventus Football Club

L'inchiesta Prisma, oltre alla "carta Ronaldo", sta indagando su un complesso sistema di plusvalenze fittizie che la dirigenza della Juventus avrebbe utilizzato per migliorare la situazione contabile, già critica dal 2020. Queste operazioni sarebbero documentate nel "Libro nero FP", dove FP sono le iniziali di Fabio Paratici, contenente informazioni sulle difficoltà della società e sulle "plusvalenze spericolate".

Fabio Paratici, raggiunto telefonicamente da Report, ha provato a difendersi dalle accuse, affermando: "Mi dà fastidio parlarne. Siamo ancora in una fase dove ci sono cose che non sono chiarite a livello processuale, non mi sento pronto per parlare. Io responsabile del sistema? Ognuno ha la sua visione, per ora è unilaterale".

La Juventus ha replicato ufficialmente al servizio di Report, contestando la tempistica della messa in onda del servizio, avvenuta a ridosso dell'udienza della Corte Federale di Appello. La società ha sottolineato che la data di trasmissione precede di soli quattro giorni l'udienza del 20 gennaio, chiamata a esprimersi sull'eventuale revocazione del giudizio di proscioglimento pronunciato il 27 maggio.

Il 20 gennaio 2023, a margine dell'udienza in Corte d'Appello Federale, si saprà se il club dovrà affrontare il "processo bis sulle plusvalenze". L'udienza preliminare dell'inchiesta Prisma, invece, è prevista per il 27 marzo 2023, con 13 imputati, tra cui Andrea Agnelli e la società Juventus come persona giuridica.

Indagine Prisma sulle plusvalenze e carta segreta di Ronaldo secondo un tifoso della Juventus

L'inchiesta si concentra anche su altre operazioni sospette, come l'acquisto di Marley Ake dal Marsiglia per 8 milioni di euro, con la contestuale cessione di Franco Daryl Tongya Heubang allo stesso Marsiglia per 8 milioni di euro. Secondo gli investigatori, si tratterebbe di "operazioni cosiddette a specchio" senza movimento finanziario e con effetto positivo sui bilanci.

Il meccanismo delle plusvalenze è stato definito dagli inquirenti come "gestione Paratici", con riferimenti alla pianificazione preventiva di tali operazioni. Le intercettazioni rivelano frasi come: "Hanno chiesto di fa’ plusvalenze" e "Che almeno Fabio, dovevi fa’ plusvalenze e facevi plusvalenze".

Secondo quanto emerso dalle attività di ascolto, i vertici del consiglio di amministrazione della Juventus, in primis il presidente Andrea Agnelli, sembrano essere pienamente consapevoli della condotta attuata dall'ex manager bianconero e delle sue conseguenze finanziarie, non attribuibili esclusivamente al contesto pandemico. Una intercettazione rivela: "Sì, ma non era solo il Covid e questo lo sappiamo bene!".

Nonostante la "carta Ronaldo" sia stata oggetto di intensa ricerca e dibattito, alcuni report suggeriscono che, dopo le perquisizioni, il documento non sia stato ritrovato tra i materiali sequestrati dalla Guardia di Finanza. In questo scenario, gli sforzi dei pm si starebbero concentrando maggiormente sul filone delle plusvalenze.

Insegna dello stadio Juventus Stadium

La vicenda della "carta Ronaldo" e dell'inchiesta Prisma getta un'ombra sulle strategie finanziarie della Juventus, sollevando interrogativi sulla trasparenza e sulla correttezza della gestione contabile del club negli ultimi anni.

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