La Curva Sud, settore più caldo del tifo giallorosso, grazie alla rimozione delle barriere all’interno dello stadio Olimpico tornerà sugli spalti per il derby di Coppa Italia contro la Lazio.
“Ci siamo…. Il nostro rientro è alle porte e la nostra amata Roma ha bisogno più che mai della sua gente, della sua Curva! Ogni tifoso porti una bandiera grande o piccola che sia, un vessillo e tanta tanta voce, perché martedì non conta il risultato oppure il gioco, ma tifarla ad oltranza con l’orgoglio che abbiamo noi romanisti! Ricordiamo al mondo intero quali sono i colori della Capitale!!! La più bella coreografia sei tu, avanti Curva Sud!!!”
La sfida tra Lazio e Milan avrà un’atmosfera diversa dal solito. Per il big match dell’Olimpico, infatti, il tifo organizzato biancoceleste ha deciso di tornare sugli spalti dopo il periodo di protesta. Il ritorno dei tifosi organizzati per Lazio-Milan non rappresenta la fine della protesta.
L’obiettivo dichiarato è duplice. Da una parte, riempire l’Olimpico e regalare un’ultima grande coreografia alla squadra e al tecnico. Il messaggio del tifo organizzato è netto: il ritorno per la partita contro il Milan non modifica il giudizio sulla stagione né interrompe il dissenso nei confronti della dirigenza. La scelta viene descritta come sofferta ma necessaria, con l’idea di mandare un segnale forte alla società.
Proprio per questo motivo, Lazio-Milan assume un significato particolare non solo sul piano sportivo, ma anche su quello ambientale. Alla base della decisione c’è anche la volontà di stare vicino alla squadra e all’allenatore. La linea annunciata è molto chiara: dopo la sfida contro il Milan, per le sole partite casalinghe i gruppi organizzati non entreranno più allo stadio fino alla conclusione del campionato. Per i tifosi si tratta di una scelta dolorosa, perché allontanarsi dalla propria curva e dalla propria casa viene vissuto come un sacrificio.
La partita tra Lazio e Milan segnerà il ritorno dei tifosi biancocelesti all’Olimpico, ma solo per una notte. Dopo il match, il tifo organizzato riprenderà la protesta e non entrerà più nelle gare casalinghe fino a fine campionato.

L’epilogo più amaro per la Lazio arriva dopo il fischio finale di un derby perso contro la Roma. Non sono le parole dei protagonisti o le analisi tattiche a descrivere il momento, ma un suono unico e assordante: il boato di fischi proveniente dalla Curva Nord. Al termine della gara, i giocatori, guidati dai più esperti come Zaccagni e Marusic, hanno provato a compiere il rito consueto: avvicinarsi sotto il settore dei propri tifosi. Un gesto che voleva essere un ringraziamento per il sostegno e, al tempo stesso, una mesta richiesta di scusa per la deludente prestazione e per la sconfitta nella partita più sentita dell’anno. La risposta del popolo laziale, tuttavia, è stata glaciale e inequivocabile. Nessun dialogo, nessuna pacca sulla spalla di consolazione. Una reazione durissima, che nasce da un profondo senso di delusione e che contrasta fortemente con l’amore dimostrato durante i novanta minuti. Ma la pazienza sembra essere giunta al limite.
Alla base del malcontento c’è un’aritmetica impietosa: tre soli punti conquistati in quattro giornate di campionato, un avvio di stagione ben al di sotto delle aspettative. A questo si aggiunge l’onta della sconfitta nella stracittadina, vissuta come un tradimento sportivo, e una serie di errori decisivi che hanno minato la fiducia.
Dopo il derby vinto, i tifosi della Lazio puntano l’Europa. In un comunicato, la Curva Nord, culla del tifo biancoceleste, ha sottolineato il successo ottenuto contro la Roma: «La vittoria dei laziali, di quelli veri, che domenica c’erano. La vittoria della Curva Nord, la risposta a tutti coloro che volevano vedere e si auguravano che la tifoseria biancoceleste morisse. Che non aspettavano altro e che invece si sono dovuti ricredere. Ancora una volta la supremazia cittadina è stata segnata, marchiata a fuoco da chi non fa le parole ma i fatti. Dell’essere contro l’apparire, dell’umiltà contro la boria. Di chi non è mai andato avanti con aiuti e spintarelle. Ci volevano far soccombere, ci hanno provato in tutti i modi; se ne sono tornati tutti a casa con la coda tra le gambe. In silenzio. Perché la Lazio è grande e i suoi tifosi lo sono ancora di più. Domenica contro la Sampdoria ci aspetta un’altra battaglia, l’ennesima di questa esaltante stagione. Questa squadra va osannata per tutto ciò che ha fatto vedere fin qui, va ringraziata, va applaudita, va spinta per tornare nuovamente in Europa. Manca pochissimo al traguardo, non bisogna mollare di un solo centimetro. Tutti uniti, sotto un’unica bandiera: quella biancoceleste, quella della vittoria e della gloria eterna. Avanti laziali!».

Curva Nord piena, Curva Sud semi-deserta. Il derby del tifo del 4 dicembre tra Lazio e Roma sarà particolare anche in questo senso. Quest’anno i tifosi della Roma seguiranno la stracittadina il 4 dicembre presso l'Academy Qualcio Roma in viale dei Romanisti: "Anche se lontani dagli spalti e dalla nostra casa, la Curva Sud, il derby non sarà mai una partita come le altre. Proprio per questo motivo lo vivremo tutti insieme ancora una volta. Al Centro Sportivo Academy Qualcio Roma davanti ad un maxischermo tiferemo come se fossimo all'Olimpico. In attesa del risultato del campo una cosa è certa: noi abbiamo già vinto! Chi rinuncia ad un derby per coerenza con i propri principi non perde mai!"
L’Olimpico semivuoto per la protesta dei tifosi contro le barriere in curva non preoccupa il ministro dell'Interno, Angelino Alfano: "Il derby è un banco di prova per arrivare a togliere le barriere all'Olimpico. Sulle barriere il prefetto farà le valutazioni tecniche ma dobbiamo salvaguardare vita e salute delle persone. "Bisogna essere leali reciprocamente e sapere che se non ci sono piene condizioni di sicurezza non si può modificare nulla. Poi sarò io il primo e il più felice a dire togliamo le barriere, quando si potrà fare senza correre rischi - conclude Alfano - Se domani togliamo le barriere e il giorno dopo succede un incidente: che si fa? No, prima sinceriamoci tutti che si è capita l'aria che tira e che non c'è più rischio. Ci vuole una grande collaborazione da parte di tutte le tifoserie".
Le Città Del Calcio - Roma (ESPN)
I tifosi della Lazio pronti per il derby di domenica. Biglietti a disposizione polverizzati in pochi giorni: venduti tutti i 14.208 i tagliandi di Tribuna Tevere, Curva e Distinti Nord. Ma l’antipasto della sfida si consumerà a Ponte Milvio con il classico ritrovo. Già noto l’appuntamento reso noto attraverso il profilo social ufficiale de La Voce della Nord. Pronosticabile, all’interno della Curva, una scenografia da brividi che accompagnerà l’inizio della partita. Gli Ultras Lazio la stanno preparando da tempo. Nel derby d’andata presente la scritta ‘Roma’ con scettro adornato da un’aquila e una scritta: “La nostra città, la nostra Lazio, la nostra vita”. A domenica manca sempre meno, i preparativi vanno avanti. Sarà un Roma-Lazio tutto da vivere.
La protesta dei tifosi della Lazio contro Claudio Lotito va avanti. La presenza allo stadio, però, sarà solo temporanea: gli ultras biancocelesti hanno annunciato che nelle successive gare di campionato torneranno a disertare l’impianto come forma di protesta nei confronti del presidente Lotito: "Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia ed i senti- menti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli Laziali ed entrare e riempire tutto l’Olimpico in ogni suo settore per la partita Lazio - Milan di domenica 15. Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato. È una decisione molto dolorosa, che per la prima volta ci vedrà lontani da quegli spalti che sono la nostra casa ma riteniamo che questo sia l’unico modo per far comprendere a questa dirigenza che non saremo complici dei loro fallimenti. PER LA LAZIO, PER I LAZIALI, PER LA NOSTRA STORIA!".
La storia della SS Lazio la facciamo noi tifosi, quella cazzo di storia, la fa chi ama questi colori in maniera incondizionata, senza interessi, senza convenienza. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta il Presidente Fortunato Ballerini che decise di tramutare il terreno di gioco dello stadio della Rondinella in un grande “orto di guerra” per aiutare i romani durante il periodo della prima guerra mondiale. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, è fatta dal Generale Vaccaro che rifiutò una fusione nel rispetto di un qualcosa che nacque puro e che così è rimasto per 126 anni. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta quei pazzi che nel 1974 guidati da un immenso Maestrelli portarono la prima squadra della Capitale a primeggiare e vincere il nostro primo scudetto contro lo strapotere dei signori del calcio del nord. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Eugenio Fascetti che insieme ai suoi ragazzi decise di restare, solo ed esclusiva- mente per amore, al comando di un gruppo che salvò le sorti di una società che si voleva far sparire. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Sergio Cragnotti il Presidente che ha realizzato i sogni di un popolo che è rimasto dritto in piedi sugli spalti nonostante mille burrasche portandoci sulle vette più alte d’Italia e d’Europa. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta Vincenzo Paparelli morto sugli spalti della sua Curva Nord e Gabriele Sandri ucciso per mano di un boia, entrambi legati dall’amore smisurato per la nostra Lazio. La storia della SS Lazio, quella cazzo di storia, siamo noi che ogni maledetta domenica la seguiamo, la sosteniamo, la amiamo come il nostro unico motivo di vita.
Tutto da valutare il derby della penultima giornata contro la Roma, visto che in quel caso sarebbero i giallorossi la squadra ospitante ma tutto lascia pensare che la protesta potrebbe andare avanti anche per la stracittadina capitolina.

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